Fiat 131

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fiat 131
Fiat 131 early one in England.jpg
Fiat 131 Mirafiori (1974–1977)
Descrizione generale
Costruttore Italia  Fiat
Tipo principale Berlina
Altre versioni Station wagon
Produzione dal 1974 al 1983
Sostituisce la Fiat 124
Sostituita da Fiat Regata
Esemplari prodotti Italia : 1.513.800
Spagna : 356.670
Turchia : 1.257.651
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.264 mm
Larghezza 1.651 mm
Altezza 1.381 mm
Passo 2.490 mm
Massa da 965 a 995 kg
Altro
Altre eredi Fiat Argenta
Stessa famiglia Fiat Brava/Superbrava (USA)
Fiat Marengo
Seat 131
Tofaş 131
Note dati della Mirafiori
Fiat 131 Supermirafiori 98PS 1979 2.jpg

La 131 è una autovettura prodotta dal gruppo Fiat tra il 1974 e il 1985.

Le premesse[modifica | modifica sorgente]

La 131, presentata al Salone dell'Automobile di Torino nell'autunno del '74, nacque in un periodo difficile per l'economia europea e per la Fiat in particolare. La crisi petrolifera, scoppiata a causa della guerra del Kippur (novembre 1973), facendo salire alle stelle il prezzo del carburante mise, di fatto, al bando le vetture sportive o troppo assetate. L'elevata inflazione, causata dall'aumento dei costi energetici, aveva scatenato scioperi selvaggi e contestazioni che avevano, di fatto, bloccato la produzione della casa torinese. L'allungamento conseguente dei tempi di consegna favorì l'espansione dei concorrenti stranieri che, in certi casi (come, ad esempio, Peugeot), potevano offrire motori diesel più adatti al clima economico. Il quadro descritto influì notevolmente sul progetto, avviato prima della crisi, dell'erede della valida, ma vecchia, 124. Occorreva rinunciare ai brillanti, ma assetati, motori bialbero del modello precedente e anche alle versioni sportive coupé e spyder giudicate frivole e inadatte al clima sociale. Ad ogni modo i motori bialbero continuavano a motorizzare tutti gli allestimenti del modello Beta della Lancia (già assorbita tre anni prima dal Gruppo FIAT). Per compensare queste mancanze, la nuova nata doveva offrire solidità, comfort, finiture accurate e sicurezza di buon livello, elementi poco presenti sulla progenitrice e anche su molte altre vetture della concorrenza.

Le serie[modifica | modifica sorgente]

La prima serie[modifica | modifica sorgente]

131 prima serie

A metà ottobre 1974 nasce la nuova media di casa Fiat: si tratta della 131, che va a rimpiazzare nei listini la Fiat 124. Per la prima volta la Fiat abbandona la sigla unicamente numerica per far posto anche al nome dello stabilimento d'assemblaggio della 131: Mirafiori. Dalla 124 riprese i motori, con un asse a camme laterale e distribuzione ad aste e bilancieri e lo schema meccanico piuttosto convenzionale: trazione posteriore, avantreno a ruote indipendenti e retrotreno ad assale rigido. Il passo più lungo (2,490 m contro i 2,420 m della 124) concede una migliore abitabilità interna. Al momento del debutto la 131 è disponibile con due motori: un 1297 cm³ con 65 CV DIN, derivato dal 1197 cm³ della 124, ed un 1585 cm³ con 75 CV DIN derivato dal 1438 cm³ di egual potenza della 124 Special.

Posteriore della prima serie

La gamma era composta da undici varianti diverse con due allestimenti e tre tipi di carrozzeria. Per quanto riguarda gli allestimenti, alla base troviamo la “Mirafiori”, con fari anteriori quadrati, assenza di profilo laterale in metallo e gomma, copricerchi lucidi ripresi dalla 124 base e allestimento interno semplificato. Il più ricco, denominato “Mirafiori Special”, era dotato di fari anteriori circolari doppi, profilo laterale in metallo e gomma, cerchi in lamiera dal disegno specifico e interni più curati. Era inoltre possibile accessoriare la 131 con alcuni optional, come il cambio manuale a 5 marce (solo per le Special), l'automatico GM a 3 rapporti, il condizionatore d'aria, i sedili in velluto e molti altri. Per quanto riguarda invece i tipi di carrozzeria, troviamo la berlina a 2 porte (che di fatto rimpiazza la 124 Sport Coupé), pensata maggiormente per i mercati del Nord Europa; berlina a 4 porte, d'impostazione classica; per concludere troviamo la station wagon a 5 porte, denominata “Familiare”, pensata per la famiglia e per i grossi carichi, rimpiazzava la 124 Familiare. Ogni tipo di carrozzeria poteva montare a scelta entrambi i motori, a loro volta abbinabili ad entrambi gli allestimenti; l'unico abbinamento non disponibile era il 1300 Special con carrozzeria station wagon.

Notevole anche il grado di sicurezza passiva: secondo i crash test condotti dalla Fiat, la 131 era un'auto molto sicura, tanto che ottenne, con la sola modifica dei paraurti ad assorbimento d'energia brevettati dalla Reynoolds Aluminium - Holland, l'omologazione sul mercato USA, dove venne venduta col nome di Brava. In questo caso si trattò di una versione con motorizzazione bialbero 1800 cc. (derivato dalla Fiat 132 1800) e dotato di catalizzatore per silenziatore di scarico brevettato dalla Barber & Colman - Chicago. Le prime esportazioni verso gli USA si limitarono solo nello stato della California e solo con un modello superaccessoriato in versione familiare.

La seconda serie[modifica | modifica sorgente]

Al Salone di Ginevra del 1978 debutta la seconda serie della 131: a cambiare furono il frontale, adesso per tutte le versioni con fari rettangolari, nuova mascherina e cofano motore liscio; la coda con nuovi gruppi ottici maggiorati; i paraurti, che in alcune versioni sono completamente in plastica; la fiancata, con nuove maniglie porta e profilo laterale in gomma; gli interni, più curati e meglio rifiniti rispetto alla prima 131.

Una Fiat 131 CL del 1979, tratta da una prova di Quattoruote 01/1979

Con la nuova 131, tornarono finalmente all'appello i motori bialbero, assenti su questa fascia di categoria dai tempi della 124 Special T. La gamma adesso comprendeva nuovi motori e nuovi allestimenti: alla base troviamo il Mirafiori L, con allestimento esterno piuttosto semplice (paraurti in plastica/metallo e cerchi in lamiera di nuovo disegno) e allestimento interno molto simile a quello della Mirafiori del 1974; Mirafiori CL, più ricco, con interni di nuovo disegno, sedili in sky (finta pelle) oppure a richiesta in panno o velluto, e allestimento esterno uguale alla Mirafiori L. La novità più eclatante, è, come detto prima, il ritorno dei motori bialbero: a questo proposito, nasce il nuovo allestimento “Supermirafiori”, molto più ricco internamente ed esternamente rispetto alle Mirafiori: sedili in velluto, panno o tessuto con appoggiatesta posteriori e cambio a 5 marce di serie per tutte. Esternamente è subito distinguibile dalle Mirafiori, grazie ai nuovi cerchi “a quadrifoglio” in lamiera stampata, elemento caratteristico delle Supermirafiori, ai paraurti interamente in plastica e per le targhette identificative. Per quanto concerne i motori, troviamo il 4 cilindri aste e bilancieri di 1301 cm³ (aumentato di cilindrata per poter rientrare nella categoria massima nei limiti di velocità) da 65 CV DIN, per le Mirafiori L e Mirafiori CL; ed il 1600, sempre ad aste e bilancieri con 75 CV DIN per la Mirafiori CL. Le Supermirafiori sono invece equipaggiate con i 4 cilindri bialbero, sempre di 1301 e 1585 cm³, con potenze rispettivamente di 78 CV DIN e 96 CV DIN a 6000 giri/min. Sono riconoscibili a colpo d'occhio per la targhetta con la cilindrata, affiancata dall'acronimo “TC”, che sta per Twin Cam, ovvero bialbero. Le carrozzerie disponibili sono 3: berlina a 2 e 4 porte, e station wagon 5 porte, adesso denominata Panorama. Per le versioni a due porte la scelta di motori e allestimenti è limitata alla 1300 e 1600 Mirafiori CL. La Panorama è invece disponibile con le stesse motorizzazioni della berlina 4 porte, tranne che la Supermirafiori 1300/TC. Nel settembre 1978 la gamma delle versioni a due porte viene ampliata dalla Racing, una versione elaborata sportivamente: a spingerla ci pensa il bialbero di 1995 cm³ da 115 CV (preso in prestito dalla 132) che porta la Racing ad una velocità massima di 180 Km/h. Queste le differenze sostanziali alla carrozzeria: nuovo frontale con quattro proiettori circolari di diametro diverso, codolature ai passaggi ruote e spoiler che continua anche alla base della fiancata, due specchi retrovisori esterni di nuovo disegno, interni dal “sapore” sportivo, cerchi in lamiera stampata bruniti da 14” che calzano pneumatici Pirelli P6 185 a profilo ribassato. Un'altra novità importante che debutta sulla nuova 131 è la presenza dei nuovi motori a gasolio: al 57º Salone dell'automobile di Torino (20 aprile – 1 maggio 1978) la Fiat espone i suoi nuovi motori diesel leggeri e veloci per autovetture. In due cilindrate, 1995 e 2445 cm³, sono costruiti nei nuovi stabilimenti SOFIM di Grottaminarda-Avellino: 4 cilindri, singolo albero a camme in testa, dispongono rispettivamente di 60 e 72 CV DIN. La 2000 è disponibile con gli allestimenti Mirafiori L e Mirafiori CL; la 2500 invece per la Mirafiori CL e Supermirafiori. Le Diesel si distinguono dalle versioni a benzina per il rigonfiamento sul cofano anteriore, creato per poter ospitare i motori, e per i doppi proiettori circolari. Infine, nel 1981, quando la produzione della seconda serie è terminata, viene realizzato un piccolo lotto su ordinazione e ad esaurimento della Racing Volumetrico Abarth, con carrozzeria a due porte e allestimento estetico identico a quello della Racing, con in più nuovi cerchi in lega dal disegno specifico, marchietti Abarth identificativi e motore bialbero di 1995 cm³ sovralimentato con compressore volumetrico a lobi, per una potenza massima di 140 CV.

Qui sotto la gamma completa della 131 seconda serie:

Fiat 131 Berlina 4 porte
  • 1300 Mirafiori L (1301 cm³, 65 CV, 150 km/h)
  • 1300 Mirafiori CL (1301 cm³, 65 CV, 150 km/h)
  • 1600 Mirafiori CL (1585 cm³, 75 CV, 160 km/h)
  • Supermirafiori 1300/TC (1301 cm³, 78 CV, 160 km/h)
  • Supermirafiori 1600/TC (1585 cm³, 96 CV, 170 km/h)
  • 2000 Mirafiori L D (1995 cm³, 60 CV, 140 km/h)
  • 2000 Mirafiori CL D (1995 cm³, 60 CV, 140 km/h)
  • 2500 Mirafiori CL D (2445 cm³, 72 CV, 150 km/h)
  • 2500 Supermirafiori D (2445 cm³, 72 CV, 150 km/h)


Fiat 131 Berlina 2 porte
  • 1300 Mirafiori CL (1301 cm³, 65 CV, 150 km/h)
  • 1600 Mirafiori CL (1585 cm³, 75 CV, 160 km/h)
  • Racing 2000/TC (1995 cm³, 115 CV, 180 km/h)
  • Racing Volumetrico Abarth (1995 cm³, 140 CV, 190 km/h)


Fiat 131 Panorama
  • 1300 Mirafiori L (1301 cm³, 65 CV, 150 km/h)
  • 1300 Mirafiori CL (1301 cm³, 65 CV, 150 km/h)
  • 1600 Mirafiori CL (1585 cm³, 75 CV, 160 km/h)
  • Supermirafiori 1600/TC (1585 cm³, 96 CV, 170 km/h)
  • 2000 Mirafiori L D (1995 cm³, 60 CV, 140 km/h)
  • 2000 Mirafiori CL D (1995 cm³, 60 CV, 140 km/h)
  • 2500 Mirafiori CL D (2445 cm³, 72 CV, 150 km/h)
  • 2500 Supermirafiori D (2445 cm³, 72 CV, 150 km/h)

La terza serie[modifica | modifica sorgente]

131 Racing Volumetrico Abarth

Nel 1981 venne introdotta la terza serie; a cambiare furono ancora i paraurti, i gruppi ottici posteriori e gli interni. Le Supermirafiori, inoltre, adottarono cerchi con anelli cromati e ampie fasce laterali paracolpi, mentre la Mirafiori (resta solo la CL, la L con la terza serie non è stata riproposta) conserva i paraurti misti (metallo/plastica). Sparì definitivamente la carrozzeria a 2 porte, mentre gli allestimenti rimasero due: Mirafiori CL e Supermirafiori. Come sempre, le Supermirafiori proponevano un ricco allestimento, comprendente selleria in velluto, volante regolabile, appoggiatesta posteriori e per la prima volta alzavetri elettrici, chiusura centralizzata e per le 2000/TC e 2500 D Supermirafiori anche il servosterzo. I motori monoalbero ottennero l'asse a camme in testa anziché laterale. Il 1300, inoltre, beneficiò di un incremento di cilindrata a 1367 cm³ sia nella configurazione monoalbero (adesso con 70 CV), che nella configurazione bialbero. La potenza del bialbero scese però a 75 CV per ragioni fiscali. Il 1600 monoalbero disponeva adesso di 85 CV e in Italia era disponibile soltanto col cambio automatico a 3 rapporti. Il 1600 bialbero guadagnò un cavallo (adesso 97), mentre l'offerta dei motori bialbero venne completata dalla Supermirafiori 2000/TC spinta dal 2 litri di 1995 cm³ della 131 Racing (113 CV, 175 Km/h). La 2000 Diesel era adesso abbinabile al solo allestimento Mirafiori CL e la 2500 col Supermirafiori. La Panorama invece viene proposta con gli "estremi" della gamma: 1400 Mirafiori CL, Supermirafiori 2000/TC e 2500 Supermirafiori D.

Nel maggio 1981 entrò in produzione un piccolo lotto di 131 Supermirafiori Volumetrico Abarth, con carrozzeria a due porte, compressore a lobi (140 CV) e marchietti Abarth. Questo modello rimase in commercio per meno di un anno, con una produzione stimata di circa 200 esemplari. Nel 1983, con l'introduzione della Regata, la 131 berlina uscì di listino, mentre proseguì la produzione delle Station Wagon, ora denominate 131 Maratea. Rispetto alle precedenti Panorama, le Maratea, disponibili solo nelle versioni 2000/TC (113 CV) e 2500 Supermirafiori D (72 CV), presentavano un allestimento più ricco (cerchi in lega, barre portatutto cromate, vernice metallizzata) e un frontale a quattro fari circolari (adesso col nuovo logo Fiat a 5 barre inclinate) anche per la 2000 a benzina.

Le Maratea uscirono di produzione nel 1985, rimpiazzate dalle Regata Weekend.

Motorizzazioni[modifica | modifica sorgente]

Modello Disponibilità Motore Cilindrata (cm³) Potenza Coppia Massima (Nm) Emissioni CO2
(g/Km)
0–100 km/h
(secondi)
Velocità max
(Km/h)
Consumo medio
(Km/l)
1301 dal 1978 al 1981 Benzina 1301 47 Kw (65 Cv) 102 n.d 16.2 150 n.d
1301 Super dal 1978 al 1981 Benzina 1301 57 Kw (78 Cv) 103 n.d 14.2 147 n.d
1367 dal 1981 al 1983 Benzina 1367 51 Kw (70 Cv) 107 n.d 16.0 148 11.3
1367 Super dal 1981 al 1983 Benzina 1367 55 Kw (75 Cv) 109 n.d 13.8 156 11.3
1600 dal 1978 al 1981 Benzina 1585 55 Kw (75 Cv) 122 n.d n.d 160 n.d
1600 Automatica dal 1981 al 1983 Benzina 1585 62 Kw (85 Cv) 124 n.d 15.5 152 10.7
1600 Super dal 1978 al 1983 Benzina 1585 71 Kw (97 Cv) 127 n.d 12.0 166 10.9
2000 Super dal 1981 al 1983 Benzina 1995 83 Kw (113 Cv) 166 n.d 10.5 174 10.7
2000 Racing dal 1978 al 1981 Benzina 1995 84 Kw (115 Cv) 167 n.d 10.3 169 n.d
2000 Volumetrico Abarth dal 1980 al 1981 Benzina 1995 103 Kw (140 Cv) 206 n.d n.d 189 9.1
2000 Diesel dal 1978 al 1983 Diesel 1995 44 Kw (60 Cv) 117 n.d 22.3 138 12.0
2500 Diesel Super dal 1978 al 1983 Diesel 2445 52 Kw (72 Cv) 147 n.d n.d 146 12.6

[1]

La Fiat-Abarth 131 Rally[modifica | modifica sorgente]

Fiat-Abarth 131 Rally
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fiat 131 Abarth Rally.

Nel 1976 la Fiat presentò la 131 Abarth Rally, la cui versione stradale venne prodotta in 500 esemplari per essere omologata nel Campionato Mondiale Rally (che vincerà tre volte: 1977, 1978 e 1980). Basata sulla carrozzeria della 2 porte prima serie, opportunamente alleggerita e rinforzata, la Abarth Rally era priva dei paraurti e dotata di parafanghi allargati, spoiler, alettoni e prese dinamiche ed una presa d'aria sul cofano motore. Sostanziose le modifiche tecniche. Il motore era un 4 cilindri bialbero derivato dal due litri Fiat (e sviluppato dalla Abarth), con distribuzione a sedici valvole e una cilindrata di 1995 cm³ da 140cv nella versione stradale, alimentata da un carburatore doppio corpo (235cv in quella da corsa dotata d'impianto di iniezione meccanica). La sospensione posteriore, a ruote indipendenti, derivata da quella della 124 Abarth Rally, rimpiazzava quella ad assale rigido di serie, mentre la carrozzeria aveva elementi (cofani, spoiler e parafanghi) in vetroresina o in alluminio (portiere, tetto). Sulla stessa base l'Abarth allestì anche due prototipi: la 031 (col motore V6 della 130) e la 035 (con un due litri sedici valvole sovralimentato con un compressore volumetrico di tipo roots a lobi, motore che verrà poi utilizzato per la Lancia Rally 037). Queste vetture rimasero allo stadio di prototipo. La prima, con Giorgio Pianta alla guida, vinse il Giro d'Italia automobilistico del 1975.

Le Fiat 131 prodotte all'estero[modifica | modifica sorgente]

Una SEAT 131 del 1980
  • Spagna: la Fiat 131 venne prodotta con marchio SEAT, costruita in 356.670 esemplari dal 1975 al 1982, nelle versioni quattro porte e Familiare, Mirafiori e SuperMirafiori. Gli esemplari SuperMirafiori destinati al mercato italiano erano prodotti in larga parte proprio nello stabilimento SEAT della Zona Franca di Barcellona.
  • Turchia: la 131 originale è stata fabbricata a Bursa, dalla consociata Fiat, la Tofas. Una versione aggiornata dalla 131, modificata in molti particolari di carrozzeria, è stata prodotta fino a maggio 2008. Le Tofas 131 Sahin (berlina) e Kartal (Familiare) vengono anche assemblate, con parti in CKD provenienti dalla Tofas, dalla El Nasr in Egitto dal 1991 e dalla H.C. in Etiopia dal 2006, al ritmo di 5.000 esemplari all'anno. Sono state 1.257.651 le Tofas 131 fabbricate in Turchia.
  • Venne anche realizzata una variante della 131 per il mercato USA, denominata Fiat "Brava", mossa da un quattro cilindri bialbero a iniezione e con dispositivi antiinquinamento) prima di 1756 cm³ da 90 cv, poi di 1995 cm³ da 105 cv con la denominazione "Superbrava".

La 131 nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Nel cinema italiano[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda il cinema italiano le partecipazioni sono numerosissime; da ricordare, tra le più significative in cui la 131 è protagonista, il film di Renato Pozzetto, Culo e camicia, dove lo stesso resta imprigionato con le bretelle dentro il cofano del bagagliaio. Sempre Pozzetto in Fico d'India utilizza una 131 prima serie bianca per fuggire da un gruppo di teppisti della notte. Nel film Il ragazzo di campagna sempre di Renato Pozzetto è una 131 CL il taxi su cui, a Milano, sale il protagonista per attraversare la strada. In versione Panorama è una 131 Mirafiori l'auto della famiglia di Furio Zoccaro in Bianco, rosso e Verdone di Carlo Verdone. Nel film Compagni di scuola sempre di Carlo Verdone, una 131 S è la vettura del "Patata", sfortunato professore di liceo interpretato dallo stesso Verdone, che rompe anche la coppa dell'olio su di una radice di pino. È poi da citare la 131 Racing utilizzata dal commissario Nico Giraldi "er monnezza" nel film Delitto sull'autostrada per un breve inseguimento. Nel film Io so che tu sai che io so Alberto Sordi, in coppia con Monica Vitti, ne aveva una versione Supermirafiori terza serie di colore azzurro metallizzato.

Nel cinema straniero[modifica | modifica sorgente]

La Fiat 131 compare anche in alcuni film americani come automobile "comparsa" sulle strade americane. È infatti l'auto usata da Michael Douglas nel film Coma profondo, insieme ad una Ritmo (negli USA chiamata Strada). Venne utilizzato un esemplare della Supermirafiori terza serie anche in uno spettacolare inseguimento nel film Joss il professionista del 1981, guidata da Jean-Paul Belmondo. Nel film Il tempo delle mele 2 una 131 Panorama bianca viene inquadrata dalla coda al muso ed è protagonista di alcuni secondi del film. Nella serie televisiva degli anni ottanta CHiPs, ambientata sulle strade della California se ne possono vedere diversi esemplari sia berlina che familiare in versione "americana" (chiamate Brava e Superbrava) con paraurti di dimensioni maggiorate. L'autovettura che utilizza Brosnan durante il film Nomads è una Fiat 131 Supermirafiori 2000 TC del 1981 dotata di un motore di 1995 cm³ e di una potenza di 113 CV.

Altro[modifica | modifica sorgente]

Nello spettacolo Tel chi el telùn di Aldo, Giovanni e Giacomo (1997) una Fiat 131 Mirafiori due porte, come precisa Giacomo, è la sua auto (un'eredità di suo nonno) che viene di continuo dispregiata da Giovanni perché data l'età non era ben funzionante. Nel videoclip della canzone Touched by the Hand of God dei New Order la protagonista del video guida una Fiat 131 Mirafiori. Nel video della canzone Stranded di Jennifer Paige, girato in Spagna, la cantante guida una SEAT 131 Supermirafiori terza serie diesel. Nel video della canzone "Goodbye Malinconia" di Caparezza, nel primo minuto del video si nota una 131 Mirafiori bianca con una ruota smontata su di un cric. Sempre Caparezza la cita come la sua auto negli anni '80 nel brano "Limiti". È stata inoltre utilizzata in maniera massiccia da numerosi stuntman, come Holer Togni, per eseguire ardite acrobazie durante i loro spettacoli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Scheda su automoto.it

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

automobili Portale Automobili: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di automobili