Fiat 130

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fiat 130
Fiat 130 165PS 1976 2.jpg
Descrizione generale
Costruttore Italia  FIAT
Tipo principale Berlina
Altre versioni Coupé
Familiare
Produzione dal 1969 al 1977
Sostituisce la Fiat 2300
Esemplari prodotti 15.093 berlina
4.491 coupé
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.750 mm
Larghezza 1.805 mm
Altezza 1.475 mm
Massa oltre 1.500 kg
Altro
Progetto Dante Giacosa
Stile Gian Paolo Boano
per Centro Stile Fiat
Auto simili BMW "2800"
Mercedes "280 S"
Fiat 130 165PS 1976 3.jpg

La 130 è un'autovettura che fu prodotta e distribuita dalla FIAT tra il 1969 e il 1977.

Dotata di una motorizzazione a benzina di 3 litri di cilindrata, e di rifiniture non comuni per una Casa produttrice di veicoli di massa, la Fiat 130 fu penalizzata dall'improvvisa crisi petrolifera (a causa degli elevati consumi) e dal confronto con le concorrenti (Mercedes e BMW); fu ritirata dal mercato dopo 8 anni e meno di 20.000 esemplari prodotti tra tutte le versioni e motorizzazioni.

Il codice di progetto interno della vettura era X1/3.

Indice

Il contesto [modifica]

Data l'obsolescenza della 2300 Lusso, i vertici della FIAT decisero di progettare una berlina Gran Turismo in grado di fare concorrenza alle pari segmento di BMW e Mercedes-Benz. Nonostante i dubbi dei progettisti (Dante Giacosa in primis) sull'opportunità di produrre un'automobile non destinata al mercato di massa, per la "130" i tecnici idearono una meccanica raffinata racchiusa da una carrozzeria classica, tipica delle tre volumi dell'epoca, equilibrata e con ampia disponibilità di spazio interno sia anteriore che posteriore.

La vettura [modifica]

Giacosa realizzò un telaio con sospensioni a 4 ruote indipendenti, mentre Aurelio Lampredi (ex Ferrari) mise a punto (derivandolo dal 2,4 litri della Dino Fiat) un motore a 6 cilindri a V di 2866cm³ da 140 HP. Il quadro tecnico era poi completato dalla trazione posteriore, dai 4 freni a disco con servofreno e dal cambio automatico (Borg-Warner) a 3 rapporti o, in alternativa, manuale a 5 marce. La 130 fu in assoluto la prima automobile italiana a essere venduta con il cambio automatico come dotazione di serie (il cambio manuale era disponibile solo su richiesta).

Un prototipo della 130 familiare

Sul piano estetico invece, la berlina, più volte rimaneggiata, non incontrò il favore del pubblico, già dalla prima presentazione al Salone di Ginevra del 1969: la linea piuttosto carica e appesantita da orpelli e cromature (come quelle che incorniciavano, attraversandoli, gli eccessivamente ampi gruppi ottici posteriori). Il problema principale, ed opinabile, fu quello di associare il marchio Fiat con le vetture di piccola cilindrata e, pertanto, ritenuta inesperta nella costruzione di modelli di grossa cilindrata.

Raffinati, altresì, gli interni (legno per la plancia, velluto pregiato o pelle per i sedili), anche riccamente equipaggiati (servosterzo e, a richiesta, aria condizionata). La versione coupé fu equipaggiata da un esclusivo optional: i comandi dell'apertura e chiusura della porta del passeggero controllati dal conduttore dell'autovettura.

Ritenuta anche confortevole, sicura e affidabile su strada, era tuttavia penalizzata dal peso e dalla scarsa potenza del motore (140 HP). La FIAT pose rimedio a tale carenza dotando la vettura, dal 1970, di una motorizzazione da 160 CV.

Ciononostante la berlina rimase penalizzata nel confronto con le sue dirette rivali (segnatamente la BMW 2800 e la Mercedes 280 e Jaguar XJ 2.8); tuttavia nel 1971 la FIAT lanciò anche la versione coupé, disegnata da Pininfarina. Le scocca, assemblata presso la Fiat di Rivalta, veniva consegnata nuda allo stabilimento di Pininfarina che provvedeva alla finitura ed al marchio. La commercializzazione fu sempre di competenza Fiat.

Fiat 130 coupé

Mentre la meccanica era sostanzialmente la stessa della berlina, il motore del coupé aveva una cilindrata di 3235 cm³ (più a beneficio della coppia massima e dell'elasticità di marcia che della potenza, cresciuta di poco: da 160 a 165  CV). Tale motore passò successivamente, in corso d'anno, alla berlina (assieme alla rinnovata console centrale).

La crisi petrolifera del 1973 determinò di fatto la morte commerciale della Fiat 130 (i consensi tributati alla coupé furono più di stima che di vendite), essendo divenuta improvvisamente antieconomica una vettura i cui consumi non era certo contenuti, ma in linea con la cilindrata e gli standard dell'epoca.

La Casa non diede seguito ad alcune evoluzioni della coupé di Pininfarina, come la Opera (1974) e la Maremma (1975), rispettivamente berlina a 4 porte e station wagon a 3 porte (Shooting Brake) derivate appunto dalla coupé. Del modello Maremma si stima ne siano stati prodotti 3 esemplari.

La produzione della berlina cessò nel 1976 con un saldo di 15.093 esemplari prodotti (di cui circa 6.000 con motore "2.8" e 9.093 con motore "3.2"), molti dei quali acquistati dallo Stato come "auto blu". La coupé, invece, rimase in produzione fino all'autunno del 1977, totalizzando 4.491 unità. Il fallimento commerciale della 130 determinò l'abbandono da parte del marchio FIAT di questo segmento. La Fiat, comunque non abbandonò completamente l'interesse verso le vetture di prestigio. Avendo acquistato la Ferrari nel 1969, pensò bene di concentrare le proprie risorse ed indirizzarle presso gli stabilimenti di Maranello.

Dati tecnici [modifica]

Versioni speciali [modifica]

Fiat 130 familiare Agnelli [modifica]

Questa versione speciale venne proposta dal Centro Stile Fiat per Giovanni ed Umberto Agnelli come mezzo di trasporto personale. Basata sulla carrozzeria della 130 berlina 3200 (di cui manteneva la meccanica) venne costruita da Introzzi di Lipomo (Co) ed era caratterizzata da un grande cesto in vimini fissato sul portapacchi e da pannelli in legno posti sulle fiancate e sul portellone posteriore. Tale vettura veniva usata dal Gianni e Umberto durante le vacanze estive[1].

La 130 nelle competizioni [modifica]

Il motore 3.2 venne elaborato ed utilizzato dalla Abarth per il prototipo Abarth SE030, vincitore del Giro automobilistico d'Italia del 1974, che prefigurava le forme e l'impostazione della Lancia Beta Montecarlo, e per il prototipo Abarth 031 che si aggiudicò il Giro automobilistico d'Italia del 1975 e prefigurava la Fiat 131 Abarth Rally.

La 130 nei media [modifica]

Dal 2000 al 2002 la Fiat 130 comparve nel reality show MTV Trip condotto da Luca e Paolo prodotto e trasmesso da MTV Italia. I due conduttori compirono un tour in Europa a bordo di una Fiat 130 targata Bologna con allestimento carro funebre, chiacchierando e creando parodie, sketch e filmati divertenti dei paesi che attraversavano.

A dispetto della sua limitata diffusione, la Fiat 130 è stata utilizzata piuttosto di frequente nei film e compare in quasi settanta pellicole [2], soprattutto realizzate negli anni '70, tra cui La polizia ringrazia del 1973, Piedone lo sbirro, in versione coupé, sempre del 1973 e Piedone a Hong Kong del 1975, Febbre da cavallo del 1976, La donna della domenica del 1975 e Assassinio sul Tevere del 1979. E'inoltre, la protagonista del noto film di Lina Wertmuller Scherzo del destino in agguato dietro l'angolo come un brigante da strada.

Nel 1979, il 17 aprile, la Fiat 130 Coupé di proprietà di Gigi Radice e guidata dallo stesso, venne coinvolta in un grave incidente sull'Autostrada dei Fiori nei pressi di Andora in cui perì l'ex calciatore Paolo Barison.

La 130 nei servizi di Stato [modifica]

La Fiat 130 è stata frequentemente utilizzata come auto di rappresentanza dalle istituzioni politiche negli anni '70. Fu "l'auto blu" su cui viaggiava il presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro il giorno del suo rapimento. Nelle fotografie scattate in via Fani il giorno dell'omonima strage, si vedono la Fiat 130 blu di Aldo Moro vicino all'Alfa Romeo Alfetta bianca della scorta.

Note [modifica]

  1. ^ https://sites.google.com/site/thyrencars/home/homepage/fiat-130-berlina/le-fiat-130-speciali Sites.Google: FIAT 130 speciali
  2. ^ E. Ferrero, "Fiat 130, una protagonista italiana"

Bibliografia [modifica]

  • (IT) Fiat 130, una protagonista italiana, di Edoardo Ferrero, ed. Il Cammello, Torino, 2012, ISBN 978-88-96796-08-5

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

automobili Portale Automobili: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di automobili