Fiat X1/9

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Fiat Bertone X1/9
9 japan.jpg
X1/9 (prima serie)
Descrizione generale
Costruttore Italia  FIAT
Tipo principale Vetture Targa
Produzione dal 1972 al 1989
Sostituisce la Fiat 850 Spider
Sostituita da Fiat Barchetta
Esemplari prodotti 174.000
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 3.836 mm
Larghezza 1.570 mm
Altezza 1.143 mm
Passo 2.200 mm
Massa da 880 a 914 kg
Altro
Stile Marcello Gandini
per Bertone
Stessa famiglia Fiat 128
Auto simili Matra M530
Porsche 914
Triumph TR7
Bertonex191500wiki.jpg

La Fiat X1/9 è una vettura del tipo "targa", a motore centrale, prodotta dalla FIAT tra il 1972 e il 1989.

Il contesto[modifica | modifica sorgente]

La "Runabout"[modifica | modifica sorgente]

La X1/9 discende dalla concept car "Runabout", una barchetta dalle linee tese e dotata di un vistoso roll bar, realizzata nel 1969 dalla Bertone, su disegno di Marcello Gandini, quale proposta di soluzione sportiva per l'Autobianchi A112, della quale utilizzava il motore e varie componenti meccaniche, nonostante il diverso schema "tutto dietro".

La concept car Runabout del 1969, realizzata dalla Bertone su base Autobianchi A112

Il successo ottenuto dalla "Runabout", al Salone di Torino dello stesso anno, incoraggiò Nuccio Bertone ad allestire un'evoluzione del prototipo da barchetta in targa, affinché la vettura fosse più facilmente industrializzabile.

Ulteriori spunti tecnici furono presi dalla visita di Giotto Bizzarrini che, nel 1970, mostrò a Bertone la sua "128 Sport" a motore posteriore, appena realizzata per le competizioni. Nel frattempo, la dirigenza FIAT che già all'epoca controllava totalmente l'Autobianchi, optò per la soluzione "A112 Abarth", più economica e soprattutto più adatta a fronteggiare il successo commerciale della Innocenti Mini Cooper

Il nuovo prototipo sembrava destinato a finire tra i tanti senza sbocco produttivo, ma nel 1971 durante una visita agli stabilimenti di Grugliasco, Gianni Agnelli notò la piccola targa, trovandola adatta a sostituire nella gamma FIAT l'ormai datata "850 Spider", anch'essa prodotta dalla Bertone. Il prototipo fu quindi ricondizionato e inviato alla FIAT per il progetto di industrializzazione che prese la sigla interna "X1/9", poi mantenuta anche per la denominazione commerciale del modello.

Il progetto rubato[modifica | modifica sorgente]

L'opera di pulizia e riverniciatura del prototipo fu imprudentemente affidata da Nuccio Bertone a una carrozzeria artigianale esterna, della quale si serviva spesso per lavori di piccola entità, allo scopo di non disturbare il regolare funzionamento delle linee produttive interne.

Non si sa come, ma la situazione venne a conoscenza di Alejandro de Tomaso, cui non parve vero di trarne vantaggio, nell'ambito dell'annosa "guerra" commerciale tra FIAT e Ford per la supremazia nel mercato automobilistico europeo; "guerra" che aveva già coinvolto la Ferrari, qualche anno prima, e che aveva dato origine al "Progetto Dino".

Alejandro de Tomaso convocò Tom Tjaarda nella piccola carrozzeria torinese e gli ordinò di copiare la futura "X1/9", eseguendone un figurino che, in seguito, la Ghia trasformò in prototipo, sulla meccanica della "Vallelunga". La copia della targa di Bertone venne presentata al Salone di Torino del 1971 come De Tomaso 1600 Spider[1], "bruciando" così l'effetto sorpresa per la presentazione della "X1/9", prevista nei mesi successivi.

La trovata, naturalmente, suscitò il disappunto della Bertone e della FIAT, ma contrariamente ai timori di Tjaarda non vi furono conseguenze giudiziarie. Per provocare qualche reazione la Ford acquistò il prototipo della De Tomaso con il dichiarato intento di metterla in produzione, ma sempre senza strascichi polemici o legali, la FIAT procedette all'evoluzione del progetto "X1/9".

La vettura[modifica | modifica sorgente]

Il 22 dicembre 1972 la Fiat X1/9, già in produzione da alcune settimane, venne ufficialmente presentata alla stampa internazionale nel Parco delle Madonie, sul tracciato della Targa Florio, contemporaneamente alla Fiat 124 Abarth Rally.

Utilizzando la meccanica della Fiat 128 Coupé che venne rivoltata (la X1/9 aveva, infatti motore centrale e trazione posteriore, mentre la 128 aveva motore e trazione anteriori), la piccola targa, munita di robusto roll bar centrale e tetto rigido asportabile e inseribile nel cofano anteriore.

La derivazione 128 era evidente nella meccanica: sospensioni a ruote indipendenti, impianto frenante a quattro dischi (gruppi posteriori analoghi a quelli della Fiat 124 Sport) e motore trasversale a 4 cilindri di 1290cm³ da 75 cv (lo stesso della 128 Rally 1300 poi, cessata la produzione di questa versione adottò quello della Sport Coupé 1300).[1] Il telaio era derivato direttamente dalla cugina Lancia Stratos (con la quale condivideva qualche componente della carrozzeria), sempre frutto della matita di Marcello Gandini, il designer della Bertone negli anni settanta. Nel listino Fiat, la neonata "targa" prendeva il posto della 850 Sport Spider, rinunciando, secondo le convinzioni dell'epoca, ad una carrozzeria spyder per ragioni di sicurezza.

X1/9 seconda serie

La X1/9 venne esportata negli USA sia con motore 1290 cm³ che nella versione che nascerà qualche anno dopo con motore maggiorato a 1498 cm³, alimentazione a iniezione, dotata dei dispositivi antinquinamento previsti dalle normative statunitensi e strumentazione con misure anglosassoni, ottenendo un buon successo di vendite.

Nel 1978 subì il primo (e unico) restyling della sua lunga carriera (18 anni) con la versione "FIVE SPEED" che richiamava sin dal nome la maggiore modifica, l'adozione del cambio a 5 marce. Esteticamente la vettura venne "americanizzata" con l'adozione di massicci paraurti in alluminio ad assorbimento; anche il cofano motore subì una vistosa modifica per ospitare il nuovo propulsore. Gli interni vennero completamente ridisegnati con nuovi sedili ergonomici regolabili e cruscotto di nuova concezione.

La cilindrata del motore cresce a 1498 cm³ (85cv), mentre il cambio diventa a 5 rapporti. La velocità massima arriva a 185 km/h con un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 10 sec.

A partire dal 1982 la produzione, ormai quasi interamente assorbita dagli USA, adottò anche il marchio Bertone, presso le cui officine la vetrura era prodotta sin dall'inizio.

Negli anni Bertone la X1/9 venne realizzata in una serie di versioni speciali anche con carrozzeria "bicolore" e interni lussuosi (come la In del 1982 che presentava interni in pelle rossa); per i telai (contrariamente alla produzione FIAT) vennero adottati trattamenti anticorrosivi con verniciature speciali a 9 strati. La produzione cessò nel 1989 con la versione "Gran Finale": qualche variante come i nuovi cerchi in lega e piccolo spoiler posto nella parte posteriore; vetture dotate di verniciatura micalizzata. In totale la produzione dal 1972 al 1989 è stata di circa 170.000 esemplari.

La X1/9 (l'unica nella storia del marchio torinese a motore centrale) fu l'ultima vettura a due posti e scoperta presentata da Fiat fino all'arrivo della Barchetta.

Dallara Icsunonove[modifica | modifica sorgente]

Una Fiat X1/9 Dallara

Il costruttore di vetture da competizione Gian Paolo Dallara realizzò tra il 1973 e il 1978, in accordo con la casa madre, alcune decine di vetture elaborate, secondo i dettami regolamentari del Gruppo 5 (vetture Silhouette).

Vista posteriore

La prima versione della Icsunonove presentava un motore 1300 elaborato con testa a 16v e iniezione meccanica Kugelfischer da 192 CV, cui seguirà una versione 1600 cm³ da oltre 200 Cv.

Esteticamente si caratterizzava per i passaruota allargati per montare ruote di maggiori dimensioni, un alettone posteriore e il frontale senza fari a scomparsa.

Si distinse in particolare nelle gare in salita e negli slalom.

Nel modello del 1975 il progetto è stato realizzato in collaborazione con Bertone.

La Fiat X1/9 Abarth[modifica | modifica sorgente]

La X1/9 Abarth

All'inizio degli anni '70 Gino Macaluso navigatore all'interno del Reparto corse della Fiat, fu incaricato dalla stessa di seguire lo sviluppo della x1/9 Abarth. Progettata nel 1974 dal Reparto Corse della FIAT per correre il campionato rallies; Sostituendo di fatto la Lancia Stratos. Equipaggiata con il motore della Fiat 124 Abarth Rally (di cui la X1/9 avrebbe dovuto essere l'erede) da 1.840 cm³, alimentato da due carburatori doppio corpo e con distribuzione a 4 valvole per cilindro, per una potenza max di 200 cavalli a 7.600 giri al minuto e trasmissione con cambio a cinque marce ad innesti frontali e differenziale autobloccante, la vettura, pesante solo 750 kg, era caratterizzata da aerodinamica sofisticata, prese d'aria sul cofano anteriore, e periscopio sul motore centrale, fari anteriori rettangolari fissi, fanaleria supplementare circolare, cerchi in lega Cromodora. Pesando solo 750 kg, la x1/9 prototipo era più leggera della Fiat 124 Spider e anche della Fiat 131 Abarth Rally che sarebbe arrivata a 950 kg. Per la sua maneggevolezza, la x/19 aveva impressionato i piloti che la guidarono che la giudicarono più facile rispetto alla Lancia Stratos. che a sua volta condivideva un'architettura quasi uguale, ma un comportamento molto diverso. Al momento dello stop del programma di progettazione, si era ventilata anche l'ipotesi di equipaggiare la piccola targa con un motore turbo, ma non si andò oltre ad un abbozzo.


Nonostante le incoraggianti premesse, questa vettura ebbe una breve carriera nelle competizioni, che partì con lo sfortunato esordio al Rally di Sicilia e al Rally delle quattro Regioni, dove fu costretta al ritiro, cui seguirono tre vittorie assolute al Rally delle Alpi Orientali, al 100.000 Trabucchi e alla Coppa Liburna. Tuttavia, lo sviluppo del progetto venne interrotto per fare posto al progetto FIat x1/20 (ovvero la Lancia Beta Montecarlo) e la futura Fiat 131 Abarth Rally.

Dati tecnici[modifica | modifica sorgente]

Caratteristiche tecniche - Fiat X1/9
Modello Versione 1.3 Versione 1.5
Motore 4 cilindri in linea ciclo Otto, corsa corta, posteriore-centrale
Cilindrata 1.290 cm³ (Alesaggio x corsa = 86,0 x 55,5 mm) 1.498 cm³ (Alesaggio x corsa =86,4 x 63,9
Distribuzione a 2 valvole con albero a camme in testa
Rapporto di compressione 8,9:1 9,2:1
Potenza max 75 CV DIN a 6.000 giri/min 85 CV DIN a 6.000 giri/min
Coppia max 9,9 mkg DIN a 3.400 giri/min
Alimentazione carburatore invertito doppio corpo Solex DMTR 22 carburatore invertito doppio corpo Weber 34 DATR7/250
Raffreddamento ad acqua a circolazione forzata
Frizione monodisco a secco
Cambio a 4 rapporti + RM a 5 rapporti +RM
Trazione posteriore
Scocca metallica autoportante
Sospensioni ant. a ruote indipendenti, bracci trasversali oscillanti, molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici
Sospensioni post. a ruote indipendenti, bracci oscillanti, ammortizzatori idraulici telescopici
Impianto frenante a disco con pinze flottanti sulle 4 ruote, comando idraulico e doppio circuito. Freno a mano sulle posteriori con comando meccanico
Ingombri e pesi
Lunghezza 3.830 mm 3.960 mm
Larghezza 1.570 mm
Altezza 1.170mm 1.180 mm
Passo 2.200 mm
Carreggiata anteriore 1.330 mm 1.350 mm
Carreggiata posteriore 1.340 mm 1.350 mm
Pneumatici 145/80 R13, 165/70 R13, 185/60 R13
Peso 880 kg a vuoto 920 kg a vuoto
Serbatoio 48 lt
Accelerazione 33,748 sec. sul km da fermo
Velocità massima 170 km/h
Consumo a 90 km/h: 6,1 - a 120 km/h: 7,68 - urbano: 7,5 lt/100 km
Impianto elettrico 12V - Alternatore 460W - batteria 45Ah

La X1/9 nei media[modifica | modifica sorgente]

  • In ambito televisivo, la X1/9 compare nel telefilm Squadra Speciale Cobra 11 (in versione Restyling), come protagonista di un inseguimento
  • nell'episodio de I Simpson "Monty non può comprare amore" in cui viene disegnata parcheggiata lungo la strada
  • in "Brutti sporchi e cattivi" in cui si trova abbandonata nel campo zingari in cui abitano i protagonisti
  • in "Fantozzi" dove nel finale del film il protagonista correndo a piedi ne sorpassa una lungo la strada
  • in un episodio di "Dallas" in cui JR ne dona una in un immenso pacco regalo a Suellen
  • in "Wagons-lits con omicidi" in cui è in esposizione nella stazione
  • nell'episodio di Lupin III "L'uomo di Pechino" in cui viene guidata da una vittima del protagonista
  • in "The interpreter" dove se ne vede una nell'officina dove la protagonista ritira la sua vespa
  • in un episodio di "Mythbuster" dove ne viene scelta una per essere schiacciata tra due camion
  • in un episodio di "Top Gear Australia" dove è vittima di una trasformazione in dune buggy
  • in un episodio di "le strade di san francisco" dove una x1/9 rossa viene multata durante un'operazione di polizia

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I motori destinati alla X1/9 venivano prelevati direttamente dalla catena di montaggio; venivano poi ripunzonati ricevendo la nuova denominazione "Fiat 128AS.000" seguito dal numero di serie

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Fiat X1/9 di Carlo Alberto Gabellieri, editore Giorgio Nada
  • Rallybook "Le Regine dei Rally" Volume 2 editore Barbero Editori Group

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Fiat X1/9 in Open Directory Project, Netscape Communications. (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Fiat X1/9")

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