Fiat Panda (1980)

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FIAT Panda
Fiat panda 1 v sst.jpg
FIAT Panda 34 prima serie
Descrizione generale
Costruttore Italia  FIAT
Tipo principale Superutilitaria
Altre versioni Van
Produzione dal 1980 al 2003
Sostituisce la Fiat 126
Sostituita da Fiat Panda (2003)
Esemplari prodotti oltre 4.500.000
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 3.380 mm
Larghezza 1.460 mm
Altezza 1.445 mm
Passo 2.160 mm
Altro
Assemblaggio Mirafiori, Torino
Stabilimento di Termini Imerese (PA)
Stile Giorgetto Giugiaro
Altre antenate Fiat Nuova 500
Altre eredi Fiat Cinquecento
Stessa famiglia SEAT Marbella e SEAT Panda
Auto simili Autobianchi A112
Citroën 2CV, Dyane, AX e LN
Ford Ka
Peugeot 104 e 106
Renault 4 e 5
SEAT Arosa
Talbot Samba
Volkswagen Lupo
Note Premio Compasso d'oro 1981
Fiat panda 1 h sst.jpg

La FIAT Panda è un'autovettura prodotta tra il 1980 ed il 2003 dalla casa automobilistica torinese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio 1980 la FIAT presentò, al Salone di Ginevra,[1] una nuova autovettura superutilitaria denominata Panda. La denominazione interna del progetto è da alcune fonti indicata come "tipo zero" ma internamente risulta essere il progetto "141". Seguendo la recente corrente iniziata nel 1978 con la Ritmo, il Centro Stile Fiat decise di dare alla vettura un nome di fantasia piuttosto che la denominazione del progetto interno.

Prima serie (1980-1985)[modifica | modifica wikitesto]

Equipaggiata con un bicilindrico raffreddato a aria da 652 cm³ derivato dalla FIAT 126 ("Panda 30") o, in alternativa, con un quattro cilindri raffreddato ad acqua da 903 cm³, già propulsore della FIAT 127 ("Panda 45"), era destinata ad inserirsi fra la 126 e la 127. A quei tempi, un'automobile per i giovani doveva essere robusta, spartana, adatta alle più varie situazioni e condizioni d'uso, oltre che economica nell'acquisto e nella gestione. Nel 1982 si aggiunge la 34 (843 cm³ e 34CV col motore derivato dalla FIAT 850), destinata però alla sola esportazione nei paesi dove il bicilindrico della 30 era giudicato insufficiente.

Le caratteristiche della Panda erano simili a quelle delle concorrenti (anche se il prezzo di lancio era piuttosto alto), ma la sua arma vincente fu la particolare cura dedicata alla progettazione degli interni. La raccolta strumentazione, i molti vani portaoggetti, l'assenza di finiture pretenziose ne facevano un'ottima auto per i giovani. Uno dei punti di forza della Panda era costituito dai sedili anteriori a sdraio e dall'amaca posteriore che, mediante una serie di ingegnosi incastri, potevano essere abbattuti orizzontalmente, formando un'unica superficie complanare dal volante al portellone del bagagliaio; per la nuova generazione dell'epoca significava la possibilità di trasformare l'automobile in un letto di fortuna. La Panda venne comunque gradita anche dalla clientela "tradizionale", con particolare riguardo all'utenza contadina. Fu un successo immediato che le linee di produzione non seppero fronteggiare e che porterà a tempi di consegna quasi "annuali". Un'altra caratteristica che distingueva la Panda dalle altre auto furono i cristalli piatti anziché bombati, compreso il parabrezza, che consentivano una sensibile riduzione di massa e costi.

Nel settembre del 1981, debuttò la Panda 45 Tetto Apribile con apertura a due porzioni: 92x44 cm l'anteriore e 92x67 cm la posteriore. Il tetto apribile divenne poi disponibile a richiesta anche sulla versione "30" a partire dal marzo 1982.

Gli interni

Al Salone di Parigi, alla fine del 1982, fu presentata la Panda 45 Super. Presentava molti miglioramenti, quello più significativo era la disponibilità di un cambio a cinque marce, oltre a questo vi erano piccoli cambiamenti stilistici delle finiture. La nuova calandra di plastica nera (effettivamente il primo uso nella produzione FIAT con le cinque barre diagonali cromate) distingueva l’allestimento Super dai modelli iniziali con la griglia metallica. La versione 30 Super venne aggiunta agli allestimenti già presenti nel febbraio 1983.

La Steyr-Puch, compagnia austriaca, sviluppò un sistema a quattro ruote motrici per la successiva uscita della Panda 4x4 (tipo 153). Lanciata a giugno del 1983, era equipaggiata con un 965 cm³ da 48 cv derivato da quello presente nella Autobianchi A112. Conosciuta semplicemente come la Panda 4x4, questo modello era il primo di piccola vettura a motore trasversale a presentare un sistema 4WD. Il sistema era selezionabile manualmente, con una prima ridotta. In condizioni normali la partenza avveniva dalla seconda e la quinta aveva lo stesso rapporto della quarta nelle Panda normali. La Steyr-Puch produceva l’intero sistema di trazione integrale (frizione, scatola del cambio, l’albero motore a tre parti, l’assale posteriore con differenziale incluso e i freni) ed il tutto veniva assemblato sulla scocca (rinforzata rispetto al modello normale) nello stabilimento siciliano di Termini Imerese. Con un peso di 740 kg l’auto completava il chilometro da fermo in 38.8 sec, ed aveva una velocità massima di 135 km/h.

Apprezzata e di grande successo, la milionesima Panda venne prodotta nel luglio del 1984, e alla fine del 1985 ne erano state costruite 1.400.000 (di tutte le versioni).

Piccole modifiche nel novembre 1984 videro gli allestimenti rinominati “L”, “CL” e “S” tutti con modifiche dei dettagli che includevano l’adozione della nuova calandra, con le cinque barre diagonali, su tutte le versioni eccetto le versioni Panda 45 CL e 34. Nel marzo del 1985 compare la prima versione speciale della piccola Fiat. Esattamente cinque anni dopo il debutto nasce la Panda 30 College (versione speciale della 30 CL) con carrozzeria bicolore, offerta in due varianti: Grigio Chiaro/Grigio Scuro oppure Visone/Marrone. Naturalmente entrambi i modelli hanno la vernice metallizzata di serie, coppe ruota specifiche ed interni in ciniglia blu per la variante Grigio Chiaro/Grigio Scuro e ciniglia marrone per la variante Visone/Marrone; pneumatici maggiorati 145/70 SR 13. Questa doppia colorazione era offerta in Gran Bretagna soltanto nella variante Grigio Chiaro/Scuro con allestimento Super anziché CL. La Panda 45 S V.I.P. fu infatti la versione anglosassone della College nostrana.

Arrivò nel settembre 1985 una versione speciale degna di nota denominata Nuova Panda 4x4 prodotta in soli 5000 esemplari. Le caratteristiche della vettura riguardarono esclusivamente l'estetica e non la meccanica (la medesima della versione 4×4 in listino all'epoca ovvero col motore anteriore trasversale a 4 cilindri in linea di 965 cm³ denominato A112B1.054, aste e bilancieri, erogante 48CV DIN a 5.600 giri/min).

Le caratteristiche esterne erano:

  • colori: Verde Alpi, Bianco Corfù, Grigio Chiaro Metallizzato (lo stesso della Super e College)
  • tetto, metà superiore del portellone e fascia di lamiera alla base del parabrezza colorati in Nero Opaco (fa eccezione la versione tetto apribile che ha il lamierato del tetto nel colore carrozzeria e i due tetti apribili in tela nera)
  • livrea adesiva sulle fiancate che si allarga verso il posteriore della vettura e, nella parte posteriore cade esattamente a poco meno della metà della sagoma che alloggia la targa facendo da trait d'union ai due colori del portellone
  • bull bar anteriore imbullonato al paraurti e comprendente due proiettori (di colore giallo per il mercato francese e bianco nel resto d'Europa) con funzione di luci di profondità supplementri (quindi la "Nuova Panda" era priva di fendinebbia, ma aveva quattro abbaglianti).
  • lavafari
  • portapacchi in lamiera nero (non per gli esemplari con tetto apribile)
  • cerchioni tipo Autobianchi Y10 colorati di bianco Corfù
  • logo bandierina italiana sotto il logo Fiat a losanghe del portellone posteriore

Caratteristiche interne:

  • Cinture di sicurezza anteriori di colore rosso di serie
  • Cinture di sicurezza posteriori a bandoliera di colore rosso (a richiesta)
  • vetri posteriori apribili a compasso
  • interni (fianchetti porte ant. e post., marsupio e rivestimento interno del portellone) in finta pelle nera con inserto centrale rosso.
  • sedili anteriori e panca posteriore in tessuto rosso con pallini neri oppure sedili in finta pelle nera con inserti rossi (come i fianchetti)
  • orologio digitale (luce rossa) posto sotto il cruscottino.
  • plastiche interne nere e non marroni (a differenza delle prime 4x4 e delle 30/45 Super che hanno mantenuto le plastiche marroni fino a fine carriera)

Dotazioni a richiesta:

  • tetto apribile in tela (apertura a due porzioni: 92x44 cm l'anteriore e 92x67 cm la posteriore)
  • cinture di sicurezza post. con mini-arrotolatore (sempre di colore rosso)
  • sedili anteriori e posteriore in finta pelle nera con inserti rossi (senza sovrapprezzo)

Motorizzazioni prima serie[modifica | modifica wikitesto]

Modello Disponibilità Motore Cilindrata (cm³) Potenza Coppia Massima (Nm) Emissioni CO2
(g/Km)
0–100 km/h
(secondi)
Velocità max
(Km/h)
Consumo medio
(Km/l)
30 Dal 1980 al 1984 Benzina 652 22 kW (30 Cv) 41 n.d 36.0 116 15.6
45 Dal 1980 al 1984 Benzina 903 33 kW (45 Cv) 63 n.d 19.1 140 13.8
4X4 Dal 1983 al 1986 Benzina 965 35 kW (48 Cv) 69 n.d 18.2 133 13.8

Prima serie ristilizzata[modifica | modifica wikitesto]

Una Panda prima serie ristilizzata

Nel gennaio 1986 arrivò la Panda Supernova (questa la denominazione ufficiale). Il motore 652 cm³ venne sostituito con un 769 cm³ (34  CV), e il 903 cm³ con un 999 cm³ (45  CV oppure i 50  CV della 4x4). Entrambi i nuovi propulsori erano della nuova famiglia FIRE con 4 cilindri e a raffreddamento a liquido con un albero a camme in testa. Un’altra modifica riguardava le sospensioni posteriori che furono rimpiazzate passando da un sistema a lamelle a uno con un asse rigido, già usato sulla cugina Y10, (conosciuto come Asse a Omega) con un montante centrale e sospensioni a molle elicoidali (la 4x4 continuò a utilizzare le balestre al posteriore). Miglioramenti anche a interni e strutture, che vennero rafforzate. L’intera gamma italiana prevedeva cinque versioni di cui tre 750 (L, CL, S) una 1000 Super e la 4x4. La versione 750 L (all'estero anche le 1000 L e 1000 L i.e., non per il mercato Italia) manteneva i classici rivestimenti interni e sedili a sdraio delle vecchie versioni mentre la 1000 Super aveva gli stessi accessori interni della 4x4. Fu poi allargata la carreggiata posteriore, con una modifica alla fiancata, e la targa posteriore venne spostata sul paraurti. La gamma completa, incluse le versioni per il mercato estero, erano: Panda 750 L, Panda 750 CL, Panda 750 S, Panda 1000 L, Panda 1000 L i.e., Panda 1000 CL, Panda 1000 CL i.e., Panda 1000 S, Panda 1000 S i.e., Panda 4x4(4 ruote motrici), Panda 4x4 i.e., Panda D.

In aprile dello stesso anno vide l’introduzione di un 1301 cm³ diesel con 37  CV (un depotenziato derivato da 127/Uno) nata per sostituire la 127 D. Equipaggiato normalmente con un cambio a 5 marce era disponibile nel solo allestimento "L" fino alla fine del 1988 quando venne proposta soltanto con l'allestimento che ricalcava la versione CL, striscia arancione sul portellone compresa. La versione Van (Veicolo commerciale) fu introdotta nello stesso mese, con motori sia a benzina che diesel e con capacità di carico di 750/810 dm³. Questi ultimi in alcuni casi non avevano i finestrini posteriori e presentavano una piccola estensione in lamiera nera posizionata nella zona posteriore apribile dall'esterno per poter più facilmente accedere al carico, all'altezza dei finestrini dal lato interno vi era una mensola in legno removible.

La Panda Van

L’anno seguente, il 1987, venne immessa sul mercato la Panda Young con un 769 cm³ che usava lo stesso blocco (ad aste e bilancieri) del vecchio 903 cm³, usato nella prima serie, il quale produceva però gli stessi 34  CV della nuova versione FIRE, con il risultato di un minor costo di produzione e un relativo minor costo d'acquisto, il che lo rendeva un ottimo prodotto per la fetta di mercato riservata ai giovani (da cui young). La 750 Young, con allestimenti interni ricchi quasi come la fire CL, costava infatti come la più economica versione base motorizzata col motore fire, la Panda 750 L, che manteneva gli interni caratteristici del 1980. Inoltre il 999 cm³ FIRE fu migliorato con iniezione elettronica singola (SPI) e marmitta catalitica nello stesso anno, e infine fu commercializzata la Panda 4x4 Sisley (Edizione Limitata), dotata di lussuosi sedili in finta pelle beige e alcantara, pannelli beige, quadro strumenti dedicato, moquette beige, inclinometro e cielo in vellutino. Di questa serie limitata è importante ricordare anche la dotazione ricca di serie comprendente i lavafari, la presa d'aria sul cofano, portapacchi dedicato, vernice metallizzata disponibile in tre colori, cerchi verniciati color avorio con borchiette "Panda 4x4 Sisley", scritta adesiva "4x4 Sisley" su entrambe le portiere, paraspruzzi posteriori con il logo a forma di canoa stilizzata. Quest'ultima spiccava in molti dettagli interni per contraddistinguerla.

Per l'estate 1990 viene prodotta la serie limitata della "Mondiali/Italia '90", in occasione dei Mondiali di calcio 1990 disputatisi in Italia, che si presentava di colore bianco, paraurti, tergicristallo (per la Panda era unico) e tergilunotto in tinta carrozzeria e copricerchioni con pallone stilizzato. Versioni L, CL, S con motore FIRE e versione che ricalcava la "Young" con motore 750 ad aste e bilancieri, l'Italia '90 era disponibile nell'allestimento cabriolet soltanto in versione S. Nel 1988 venne superata la soglia dei 2.000.000 di esemplari prodotti e due anni dopo, nel 1990, la gamma venne arricchita dalla Panda Elettra.

Nel 1991 avvenne un altro restyling, che riguarderà interni e calandra, resa simile a quella della Tipo (nella Panda però era in plastica nera grezza) e quindi allineata con il family-feeling Fiat inaugurato nel 1988 dalla media Fiat. Anche la gamma subì variazioni: la entry level 750 Young fu modificata nelle decalcomanie ed ebbe tessuti diversi, si ebbe una nuova versione Dance col 903 cm³, mentre 750 e 1000 Fire (la prima ancora a carburatori, la seconda ad iniezione e dal '93 Euro 1) furono rese disponibili in due livelli di allestimento, base e CLX, quest'ultimo di connotazione più lussuosa e che aveva in più rispetto alla base volante a 4 razze, coppette alle ruote, selleria meglio curata ed indicatori di direzione bianchi. Comparve anche la Selecta, con allestimento basato sulla CLX ma equipaggiata del motore 1100 e di cambio automatico a variazione continua; questa fu probabilmente l'ultima versione innovativa della Panda che rimase in produzione sino al 1998 (beneficiando, nel febbraio 1995, di un aumento di potenza da 50 a 54 CV come sulle altre versioni con motore 1.1) con modifiche quasi solo nelle varie motorizzazioni, adeguati man mano alle normative che stavano entrando in vigore, soprattutto nel campo dell'inquinamento. Quindi la gamma italiana includeva:

Posteriore della 750 Fire
  • Panda 750 Young
  • Panda 899 i.e. CLX
  • Panda 900 Dance
  • Panda 750 Fire
  • Panda 750 Fire CLX
  • Panda 1000 Fire
  • Panda 1000 Fire CLX

La Diesel ormai non era più prodotta dall'89, tuttavia il 1301 era ancora disponibile fino al '94 nelle versioni Van.

A partire dal 1995 (in quell'anno tutta la gamma precedente fu cancellata) e fino alla fine del 2000, fu motorizzata con un 899 cm³ aste e bilancieri con 39 cavalli derivato dal vecchio 903 cm³, ad eccezione della 4x4 che montava il fire 1100; entrambi i propulsori erano dotati di iniezione elettronica SPI Weber.

Il 1995 e il 1996 sono due anni nei quali la Panda continua staticamente la sua carriera commerciale che comincia a segnare un po' il passo, nonostante sembri stregata da un successo che o bene o male le consente di rivaleggiare ancora con la ben più giovane ma meno versatile Cinquecento.

L'anno successivo, nel 1997, fa la sua ricomparsa al Salone di Ginevra per festeggiare il suo diciassettesimo compleanno, testimoniando gli oltre tre milioni e mezzo di unità vendute nel corso degli anni.[1] Il 1997 si apre con qualche novità: invece di essere pensionata a causa del minimo storico nelle vendite toccato l'anno prima, la Panda si presenta al nuovo anno con nuovi tessuti per gli interni, nuove tinte della carrozzeria, più accessori di serie, ma soprattutto con una notevole diminuzione dei prezzi che la porta a cavalcare ancora stabilmente il secondo posto tra le superutilitarie più vendute in Italia, risultando, tra l'altro, tra le poche in listino ad essere attorno i 12 milioni di lire (all'epoca). Grazie anche agli incentivi statali per la rottamazione e a questi necessari aggiornamenti, le vendite della Panda tornano ad un confortante rialzo. Vengono introdotti nella gamma l'interruttore inerziale che blocca l'afflusso di carburante in caso di incidente e l'immobilizer elettronico a chiave codificata.

Questi i modelli previsti per la gamma 1997/1998:

  • Panda (motore 899 cm³, 39 CV, velocità max 135 km/h)
  • Panda Jolly (motore 899 cm³, 39 CV, velocità max 135 km/h)
  • Panda Selecta (motore 1108 cm³, 54 CV, velocità max 140 km/h)
  • Panda 4x4 (motore 1108 cm³, 54 CV, velocità max 130 km/h)
  • Panda 4x4 Country Club (motore 1108 cm³, 54 CV, velocità max 130 km/h)
  • Panda Elettra (motore elettrico da 9,2 kW, velocità max 70 km/h)

La lussuosa versione Jolly prevedeva una ricca dotazione di serie che si distingueva per le borchie della Super, pneumatici extraserie (155/65-13 invece dei 135/55-13 della versione base), barre longitudinali sul tetto, fascioni paracolpi, pannelli porta integrali in tessuto, vetri atermici (azzurrati) di cui gli anteriori elettrici e i posteriori apribili a compasso, chiusura centralizzata, specchietto retrovisore lato passeggero, specchietto interno con funzione antiabbagliamento, cinture di sicurezza posteriori avvolgibili, tasca laterale destra, comandi della pulsantiera retroilluminati e vernice metallizzata. La Country Club forniva gli stessi accessori di serie (escluse le borchie della Super) uniti alla trazione integrale e ad alcuni rivestimenti interni quali le coperture in plastica dei montanti anteriori e dei passaruota posteriori, il bocchettone integrale del parabrezza, di serie tempo prima nella versione Super.

4x4 Trekking (serie con sportellino)

Alla fine del 1998 la gamma viene ulteriormente ridimensionata: spariscono la nota Panda Selecta con cambio ECVT a variazione continua, un modello che a dire il vero non ha mai incontrato i favori degli utenti Panda nonostante la sua vocazione cittadina, e la Panda Elettra. Rimangono a listino tre sole proposte, due 900 a trazione anteriore e una 1100 a trazione integrale inseribile:

  • Panda Young (motore 899 cm³, 39 CV, velocità max 135 km/h) sostituisce la Panda
  • Panda Hobby (motore 899 cm³, 39 CV, velocità max 135 km/h) sostituisce la Jolly
  • Panda 1100 4x4 Trekking (motore 1108 cm³, 54 CV, velocità max 135 km/h) sostituisce la Country Club

La Young è la versione base, la Hobby invece era le versione più accessoriata e forniva, di fatto, la stessa dotazione di serie della Jolly esclusa la vernice metallizzata che era optional (era invece di serie per la Jolly). I colori carrozzeria erano disponibili sia in tinte pastello che metallizzate: Colori Pastello: Rosso Ravenna (cod. 143), Bianco (cod. 249), Verde ulivo (cod. 376) e Nero (cod. 601). Colori metallizzati: Verde Tasmania (cod. 389), Blu Lido (cod. 498) e Grigio Steel (cod. 647). Per gli interni erano invece disponibili due fantasie: Tessuto Domino Blu per la Young e Tessuto Misto Blu per Hobby e Trekking.

Questi allestimenti con queste motorizzazioni rimarranno disponibili solo fino a dicembre 2000. Verso la metà del 2000 viene cambiato il materiale per il rivestimento dei sedili (ora in tessuto sintetico), la luce di cortesia non si accende più aprendo entrambe le portiere, ma solo aprendo quella del guidatore (viene infatti tolto del lato passeggero l'interruttore che aziona la luce di cortesia). Le cinture di sicurezza posteriori avvolgibili sono di serie anche sulla versione base. Infine tutte le versioni vengono dotate del "terzo stop", che garantisce una maggior visibilità in caso di frenata.

Da gennaio 2001, pur rimanendo invariate negli allestimenti, le Panda verranno motorizzate solo con il motore FIRE 1108 M.P.i.e. per rientrare nella categoria di omologazione "Euro 3" (si differenzia per la presenza dello sportellino per il bocchettone della benzina). Rimane in produzione con gli stessi allestimenti precedenti, due versioni 4x2 (Young e Hobby) e una 4x4 (Trekking). I colori carrozzeria e i rivestimenti interni, a parte le lancette del tachimetro e dell'indicatore carburante rinnovate, rimangono identici alla serie precedente.

Tra la fine del 2001 e l'inizio del 2002 la gamma viene ampliata con altre due versioni, una 4x2 (College) e una 4x4 (Climbing). La College è identica alla Young ma si differenzia per la vernice metallizzata di serie, le borchie della Punto Star e una nuova fantasia per gli interni in Tessuto Blu Scuro. Alle tinte carrozzeria viene aggiunto l'esclusivo Azzurro Astrale (cod. 804) disponibile solo sulla versione College (di serie). La Climbing è una derivazione della Trekking, da cui si distingueva per gli interni differenti in Tessuto Verde, per l'adesivo "Climbing" sul portellone e per la possibilità di liberare le ruote posteriori (mozzi ruota liberi) quando la trazione integrale non era inserita, offrendo maggiore silenziosità di marcia e minori consumi (questo accessorio molto costoso era optional sulle versioni 4x4 trekking).

Motorizzazioni prima serie ristilizzata[modifica | modifica wikitesto]

Modello Disponibilità Motore Cilindrata
(cm³)
Potenza Coppia Max
(Nm)
Emissioni CO2
(g/Km)
0–100 km/h
(secondi)
Velocità max
(Km/h)
Consumo medio
(Km/l)
750 Young dal 1987 al 1995 Benzina 769 25 kW (34 Cv) n.d 127 17.5
750 FIRE dal debutto al 1992 Benzina 769 25 kW (34 Cv) 57 n.d 23.0 125 18.5
900 i.e. cat. dal 1995 al 2000 Benzina 899 29 kW (39 Cv) 65 n.d 19.5 135 14.3
900 Dance dal 1989 al 1992 Benzina 903 33 kW (45 Cv) 67 n.d 17.5 135 15.0
Nuova 4X4 dal 1985 al 1986 Benzina 965 35 kW (48 Cv) 69 n.d 18.2 130 13.8
1000 dal debutto al 1992 Benzina 999 33 kW (45 Cv) 78 n.d 17.5 140 15.0
1000 i.e. cat. dal 1991 al 1994 Benzina 999 33 kW (45 Cv) 74 n.d 16.0 140 16.1
1000 i.e. cat. 4X4 dal 1990 al 1994 Benzina 999 33 kW (45 Cv) 74 n.d 21.0 125 14.5
1000 4X4 dal debutto al 1992 Benzina 999 37 kW (50 Cv) 78 n.d 17.5 136 14.0
1100 i.e. cat. dal 2000 al 2004 Benzina 1108 40 kW (54 Cv) 88 n.d 19.5 140 15.0
1100 i.e. cat. 4X4 dal 1995 al 2004 Benzina 1108 40 kW (54 Cv) 86 n.d 19.5 130 13.9
1300 Diesel dal debutto al 1989 Diesel 1301 27 kW (37 Cv) 71 n.d 25.0 130 18.0
Elettra dal 1992 al 1999 Elettrico 0 9 kW (13 Cv) 35 0 n.d 70 0

[2] La Panda venne prodotta fino al 2003 con la presentazione e sostituzione nel listino del 2003 della Fiat Nuova Panda. Nei suoi ultimi mesi, era ancora in testa alle vendite nel settore delle citycar.

Versioni speciali[modifica | modifica wikitesto]

Versioni speciali
  • Panda 45 Stéréo - 1982
  • Panda 30 Van - 1982
  • Panda 34 - 1982
  • Panda 30 S Moretti - 1983
  • Panda 45 S Moretti - 1983
  • Panda 4x4 - 1983
  • Panda 4x4 Moretti - 1983
  • Panda 45 CL FM - 1984
  • Panda 30 CL College - 1984
  • Panda 30 L GT Giannini - 1984
  • Panda 30 L Sport Giannini - 1984
  • Panda 34 Bianca - 1984
  • Panda 34 Nera - 1984
  • Panda 34 Pink - 1984
  • Panda 45 Bianca - 1984
  • Panda 45 Nera - 1984
  • Panda 45 Pink - 1984
  • Panda 45 Sole - 1984
  • Panda 45 S Pink - 1984
  • Panda 45 FM - 1984
  • Panda 4x4 Pink - 1983
  • Panda 45 CL V.I.P. - 1985
  • Panda Nuova 4x4 - 1985
  • Panda 4x4 Steyr Puch - 1985
  • Panda 750 FIRE L 34 - 1986
  • Panda 750 FIRE L Fun - 1986
  • Panda 750 FIRE L Dance - 1986
  • Panda 750 FIRE L Adria - 1986
  • Panda 750 FIRE Van - 1986
  • Panda 1000 FIRE L Dance - 1986
  • Panda 1000 FIRE L i.e. - 1986
  • Panda 1000 FIRE CL i.e. - 1986
  • Panda 1000 FIRE S i.e. - 1986
  • Panda 1.3 Diesel L - 1986
  • Panda 1.3 Diesel Van - 1986
  • Panda 1000 FIRE i.e. 4x4 S - 1987
  • Panda 750 Young - 1987
  • Panda 1000 FIRE 4x4 Sisley - 1987
  • Panda 1000 FIRE 4x4 Brava - 1987
  • Panda 1000 FIRE 4x4 Piste Noire - 1988
  • Panda 750 Young 2 - 1989
  • Panda 750 FIRE CL Shopping - 1989
  • Panda 750 FIRE CL Italia 90 - 1989
  • Panda 750 FIRE S Italia 90 - 1989
  • Panda 750 FIRE S Giannini - 1989
  • Panda 750 FIRE Sergio Tacchini - 1989
  • Panda 900 Dance - 1989
  • Panda 900 Bella - 1989
  • Panda 1000 FIRE Sergio Tacchini - 1989
  • Panda 1000 FIRE CL Ponte - 1989
  • Panda 1000 FIRE Shopping - 1989
  • Panda 1000 FIRE i.e. Shopping FM - 1989
  • Panda 1000 FIRE i.e. CL Fantasia - 1989
  • Panda 1.3 Diesel CL - 1989
  • Panda 1000 FIRE 4x4 Trekking - 1989
  • Panda 750 Young 2 - 1990
  • Panda 750 Bianca - 1990
  • Panda 750 Nera - 1990
  • Panda 900 New Dance - 1990
  • Panda 750 FIRE CLX - 1991
  • Panda 750 FIRE Crazy - 1991
  • Panda 900 i.e. Dance - 1991
  • Panda 900 i.e. Racing - 1991
  • Panda 1000 FIRE Selecta - 1991
  • Panda 1000 FIRE i.e. CLX - 1991
  • Panda 1000 FIRE i.e. Van - 1991
  • Panda 1000 FIRE i.e. 4x4 Trekking - 1991
  • Panda 1000 FIRE i.e. 4x4 Giannini - 1991
  • Panda 1000 FIRE i.e. 4x4 CLX - 1991
  • Panda 1.1 FIRE i.e. Selecta - 1991
  • Panda 750 FIRE Cafè - 1992
  • Panda 750 FIRE Perfect - 1992
  • Panda 750 FIRE Estivale - 1992
  • Panda 750 FIRE Top Ten - 1992
  • Panda 750 FIRE Pink - 1992
  • Panda 750 FIRE Green - 1992
  • Panda 900 i.e. L - 1992
  • Panda 900 i.e. Regimental - 1992
  • Panda 900 i.e. Cafè - 1992
  • Panda 900 i.e. Van - 1992
  • Panda 1000 FIRE i.e. Pop - 1992
  • Panda 1000 FIRE i.e. Navy BlueBay - 1992
  • Panda 1000 FIRE i.e. Brio - 1992
  • Panda 1.1 FIRE i.e. (50 cv, Fondoscala a 180km\h) - 1992
  • Panda 1.1 FIRE i.e. S (50 cv, Fondoscala a 180km\h) - 1992
  • Panda 1.1 FIRE i.e. 4x4 - 1992
  • Panda 1.1 FIRE i.e. 4x4 Trekking - 1992
  • Panda 1.1 FIRE i.e. 4x4 Country Club - 1992
  • Panda 1.1 FIRE i.e. 4x4 Val D'Isere - 1992
  • Panda 1000 FIRE i.e. Cafè - 1993
  • Panda 1000 FIRE i.e. Eleganza - 1993
  • Panda 1000 FIRE i.e. Cosi - 1993
  • Panda 1000 FIRE i.e. Regime Valley - 1993
  • Panda 1000 FIRE i.e. Malicia - 1993
  • Panda 1000 FIRE i.e. Estivale - 1993
  • Panda 1000 FIRE i.e. Green - 1993
  • Panda 1000 FIRE i.e. Pink - 1993
  • Panda 900 i.e. CLX - 1994
  • Panda 900 i.e. Giannini - 1994
  • Panda 900 i.e. CityVan - 1994
  • Panda 1.1 FIRE i.e. 4x4 Runway Noire - 1995
  • Panda 1.1 FIRE i.e. 4x4 Zermatt - 1995
  • Panda 1.1 FIRE i.e. 4x4 Van - 1995
  • Panda 1000 Fire i.e. Dance - 1996
  • Panda 900 i.e. Young - 1998
  • Panda 1.1 Fire i.e. College - 2001
  • Panda 1.1 Fire i.e. Van - 2001
  • Panda 1.1 Fire i.e. CityVan - 2001
  • Panda 1.1 Fire i.e. 4x4 Trekking - 2001
  • Panda 1.1 FIRE i.e. 4x4 Van - 2001
  • Panda 1.1 FIRE i.e. 4x4 CityVan - 2001
  • Panda 1.1 Fire i.e. 4x4 Climbing - 2002
  • Panda Pep

La Panda Elettra[modifica | modifica wikitesto]

Fiat Panda Elettra 1990

La Panda Elettra venne prodotta dal 1990 al 1998. Si trattava di una "conversione" a motore elettrico alimentato con batterie al piombo; probabilmente il prezzo di 25.600.000 lire, la scarsa autonomia (100 km a piena carica con batterie nuove), i lunghi tempi di ricarica (8-10 ore per una carica completa) ed altre limitazioni ne scoraggiarono l'acquisto e la diffusione, nonostante la buona ricezione da parte di pubblico e critica.

Conversione dal modello a benzina[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alla sostanziale semplicità della struttura originaria si contenerono al minimo le modifiche per la trasformazione da benzina a elettricità; nella conversione venne presa a modello la panda 750 fire, con il cambio a 4 marce e tutte le altre dotazioni tipiche di quella versione solo il monoblocco del motore e i relativi accessori furono rimossi per dare spazio al trapianto del motore elettrico e parte del pacco batterie sul davanti, lasciando invece in sede la campana della frizione nonché il pedale della stessa che veniva utilizzato per cambiare le marce (ma non alla partenza), ed anche quindi il cambio e la leva dello stesso; poiché non vi era il contagiri e essendo il motore elettrico estremamente silenzioso rispetto a quello delle versioni benzina si inserirono delle indicazioni sul contachilometri per sapere quando cambiare marcia. L'auto presentava solo due posti, essendo la panchetta posteriore e parte del bagagliaio occupati da 10 delle 12 batterie nascoste sotto un pianale sul quale si potevano poggiare carichi fino a 150 kg. Persino il serbatoio della benzina fu mantenuto per offrire la possibilità, tramite apposito tasto addizionale sul cruscotto, di attivare un "bruciatore" per scaldare l'abitacolo e sbrinare il parabrezza.

Panda Elettra e Panda Elettra 2[modifica | modifica wikitesto]

La prima versione montava un motore elettrico da 14 kW a corrente continua. Le prestazioni dichiarate dalla casa costruttrice erano le seguenti:

  • Velocità massima 70 km/h;
  • Chilometri massimi fra due ricariche (a velocità costante di 50 km/h): 100;
  • Motore trasversale a corrente continua con eccitazione in serie - tensione di alimentazione: 72 V;
  • Batterie al piombo da trazione, 12 moduli in serie da 6 V, capacità totale 172 Ah in 5 h (da cambiare ogni 35.000 km; costo stimato: 2.500.000 lire);
  • Trazione anteriore.

La seconda versione, disponibile dal maggio 1992 e chiamata "Panda Elettra 2", montava un motore da 17,7 kW e presentava l'opzione delle batterie al nickel-cadmio, offrendo, secondo il comunicato stampa ufficiale dell'epoca, il 50% in più come rapporto peso-potenza, e una vita di oltre 2000 cicli di carico/scarico. Le principali innovazioni della "Panda Elettra 2", oltre alle nuove batterie e motore poco più potente del precedente, furono:

  • Caricabatterie ridisegnato, più leggero e compatto, che trovava ora spazio nel cofano anteriore al posto della ruota di scorta
  • Freno rigenerativo migliorato;
  • Pneumatici a basso attrito;
  • Griglia frontale ridisegnata.
  • Computer di bordo (mod. MTC MCC 4000), inserito nello spazio dell'autoradio mostrava la percentuale di carica, la corrente assorbita, la capacità delle batterie e la tensione della batteria ausiliaria.

Ricezione ed utilizzo su strada[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre mirata all'utilizzo urbano e commerciale, trovò il suo maggiore utilizzo nel progetto "Elettra Park", patrocinato dalla città di Torino nel 1996[3]. La vettura sorprese i test driver della rivista Quattroruote per la sua silenziosità: "dolcissima e assolutamente silenziosa: di gran lunga la vettura a trazione elettrica meno rumorosa che abbiamo mai provato, nella quale solo il rollìo dei pneumatici e il frusciare dell'aria contro gli specchietti sottolineano la marcia". Anche alcune personalità di spicco dell'epoca si mostrarono entusiaste dopo aver provato la Panda Elettra: Ottavia Piccolo disse: "Che meraviglia! È maneggevolissima; stupenda". Il prezzo al lancio di 25.600.000 lire fu, forse, uno degli ostacoli maggiori all'acquisto: per lo stesso prezzo si poteva, all'epoca, acquistare una BMW 318i o addirittura tre Panda 750 Young.

La Panda Torpedo[modifica | modifica wikitesto]

La Panda Torpedo fu un prototipo realizzato nei primi anni novanta su commessa dell'Esercito Italiano, in due soli esemplari, come mezzo leggero ad elevata mobilità, su base Panda 4x4[4].

Lo sviluppo non superò mai la fase di prototipo perché non fu finanziato dall'arma. Anche noto come "Pandone" per le sue dimensioni leggermente superiori rispetto alla comune versione stradale, aveva paraurti in ferro, fari tondi simili a quelli del Defender, capote in tela e specchietti retrovisori laterali più larghi rispetto a quelli montati sui modelli di serie.

Uno dei due esemplari, di cui ora si sono perse le tracce, è stato a lungo parcheggiato in un cortile dello stabilimento Fiat a Torino.

Modelli derivati[modifica | modifica wikitesto]

La SEAT Panda

Dal 1980 al 1986 la Panda venne costruita, su licenza commerciale, in Spagna dallo stabilimento SEAT e venduta sul mercato iberico con tale marchio (SEAT Panda). Al decadere dell'accordo di collaborazione tra le case automobilistiche, come nel caso della Fiat Ritmo ripresentata quale SEAT Ronda e della Fiat 127 III serie ristilizzata col nome di SEAT Fura, anche la Panda venne modificata il minimo indispensabile per evitare problemi di licenza e venduta con il nome di SEAT Marbella. Rimase in produzione con questo nome fino al 1998, quando uscì la SEAT Arosa, gemella della Volkswagen Lupo (in seguito all'acquisizione della SEAT da parte della Volkswagen).

Panda nei media[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Benedetta De Micheli, Marco Vinelli, Vivaci, grintose, ma pur sempre dolci in Corriere della Sera, 4 marzo 1997, p. 2. URL consultato il 3 dicembre 2009.
  2. ^ Scheda su automoto.it
  3. ^ Guerra allo smog con le Panda elettriche. URL consultato il 4 febbraio 2013.
  4. ^ La Panda Torpedo o meglio il Pandone

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]