Pianale FGA Small

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La Fiat Grande Punto del 2005, modello di debutto del pianale Small

Il pianale Small è una piattaforma sviluppata dall'azienda italiana Fiat Group Automobiles, è di tipo modulare ed è destinato a vetture medio-piccole ed utilitarie. La sua prima versione debutta nel 2005 con il modello Fiat Grande Punto (progetto 199)[1]. Nel 2009 da questa piattaforma viene ricavata una versione economica per i mercati emergenti (progetto 310); mentre nel 2012 riceve un pesante aggiornamento; la seconda generazione di questo pianale debutta con il modello Fiat 500L (progetto 330).

Progettazione e sviluppo[modifica | modifica sorgente]

La sua progettazione è avvenuta interamente in Italia presso i centri di ricerca e sviluppo Fiat di Torino e al suo finanziamento ha partecipato anche il gruppo automobilistico statunitense General Motors, essendo in quel periodo partner di Fiat Group.[2] Se la prima generazione ha avuto una destinazione d'utilizzo pressoché europeo (i modelli basati su questo pianale sono destinati principalmente al mercato EMEA), la seconda generazione, esordita durante l'era Fiat-Chrysler, è destinata ad un mercato globale ed è stata concepita anche per adattarsi agli standard statunitensi (mercato NAFTA). La piattaforma è tuttavia modulare e quindi molto versatile, il gruppo automobilistico italiano ha quindi destinato la piattaforma anche a progetti destinati ai mercati asiatici e sudamericani sin dalla sua prima versione. Si tratta, infatti, della seconda piattaforma modulare (in ordine cronologico preceduta dalla "Mini" e seguita dalla "Compact") delle 5 piattaforme moderne (se si tiene conto della "Economy" e della "LCV") sviluppate da Fiat Group Automobiles.[3]

Contesto ed evoluzione del progetto[modifica | modifica sorgente]

Lo sviluppo, la progettazione e l'ingegnerizzazione, nonché le linee produttive, sono completamente inedite e non hanno alcun legame col pianale utilizzato per la precedente serie della Punto; questa realizzazione Ex Novo è stata ritenuta necessaria dai tecnici Fiat in vista di un futuro produttivo diverso rispetto a quello degli anni novanta e duemila. Questo nuovo concetto progettuale, già sperimentato all'inizio e alla fine degli anni ottanta, si è solidificato nel 2003 con pianale Mini della seconda generazione della Panda. Tale concetto (pianale di tipo modulare) è ora adottato da quasi tutti i grossi gruppi automobilistici.

Prima generazione (SCCS), anni di sviluppo: 2002-2005[modifica | modifica sorgente]

Fiat Doblò del 2009 modello in cui la prima generazione del pianale Small subisce sensibili modifiche.

Nel marzo del 2000 viene siglato un accordo fra Fiat Auto e General Motors che prevede, oltre allo scambio di azioni e la creazione di due joint venture, anche la pianificazione di alcuni obbiettivi al fine di aumentare la competitività globale e a ridurre i costi di progettazione, sviluppo e produzione dei nuovi modelli, nonché la realizzazione dei nuovi pianali. Nei pochi anni di collaborazione fra i due gruppi automobilistici sono stati sviluppati due pianali: la piattaforma "Premium" e la piattaforma "Small"[4][2]. Mentre nel caso della Premium lo sviluppo (almeno inizialmente) è avvenuto tramite una collaborazione fra i tecnici Alfa Romeo e i tecnici Saab (poi ingegnerizzata solo dagli italiani dopo che gli svedesi hanno abbandonato il progetto), il progetto "Small" è avvenuto unicamente in Italia e unicamente dai tecnici Fiat, tuttavia i costi di produzione sono stati coperti anche dalla General Motors che ha utilizzato il pianale anche per alcuni modelli a marchio Opel. Si inizia a parlare quindi ben presto di un innovativo pianale modulare ad alta versatilità caratterizzato da componenti comuni fra tutti i veicoli da esso derivati, i quali si differenzieranno fra loro per componenti "flessibili" e componenti "intercambiabili" e possono raggiungere caratteristiche e dimensioni di sostanziale rilevanza fra essi. Il pianale viene denominato SCCS: Small Common Components Systems, il suo debutto avviene nel 2005 con il modello Fiat Grande Punto[1]. Nonostante la rottura nei rapporti fra Fiat e GM, nel 2006 la Opel, marchio del gruppo statunitense General Motors che aveva contribuito economicamente al progetto, usa il pianale Small per realizzare la nuova serie della Opel Corsa.[2]

Le tappe salienti dello sviluppo di questo pianale dopo il suo debutto sono state:

  • (2007) Il pianale viene modificato al fine di ricavare un terzo volume nella parte posteriore, le modifiche riguardano anche il sotto-scocca, la versione a tre volumi della Punto debutta col nome di Fiat Linea e viene principalmente concepita per i mercati emergenti. Il passo aumenta di circa 10mm e il corpo raggiunge i 4.560mm di lunghezza, la carcassa non riceve modifiche, salvo l'adattamento ai nuovi volumi della vettura.
L'Alfa Romeo MiTo del 2008, modello in cui il pianale subisce una ri-progettazione dell'intelaiatura con nuovi materiali ad alta resistenza che riducono il peso del 9% ed un nuovo sistema sospensivo.[3]
  • (2008) Modifiche al reparto sospensivo e completa ri-progettazione dell'intelaiatura per il modello Alfa Romeo MiTo con l'introduzione di materiali ad alta resistenza e acciai HSS di nuova generazione. Il 16% della carcassa è stato dotato di materiali di questo tipo, non presenti nella Fiat Grande Punto, il peso viene ridotto del 9%. Il passo rimane invariato, 251cm il corpo vettura aumenta di 3cm.[3]
  • (2009) Modifiche sostanziali al sotto-scocca allungato ed allargato al fine di raggiungere dimensioni idonee ad un veicolo commerciale leggero o un trasporto passeggeri fino a 7 posti: il Fiat Doblò, il passo viene sensibilmente maggiorato a 2.755 mm (3.105 nella versione Maxi) e la larghezza aumenta a 1.830mm. Il corpo vettura raggiunge i 4.740 mm di lunghezza.
  • (2012) Esce la nuova generazione del pianale Small, debutta con la Fiat 500L

Nonostante il debutto della nuova generazione del pianale, La General Motors (che ha i diritti di utilizzo della vecchia generazione e non di quella nuova) utilizza la prima versione del pianale Small per realizzare alcuni nuovi modelli. Per la realizzazione di questi apporta delle modifiche al pianale della Grande Punto, modifiche che in un primo caso (2012) sono di entità molto bassa, mentre nel 2013 risultano evidenti, con una sensibile riduzione delle dimensioni, strada non seguita da Fiat perché già in possesso di un pianale specifico: il Mini, che GM non dispone.

  • (2012) La Opel utilizza la prima generazione del pianale (utilizzato nel 2006 per la quarta serie della Opel Corsa senza variazioni rispetto alla Fiat Grande Punto) per realizzare un piccolo crossover-suv: la Opel Mokka. Il pianale Small viene così modificato per raggiungere le dimensioni di 428cm. Tuttavia le modifiche strutturali sono minime, il passo rimane invariato. La vettura viene anche venduta negli stati uniti come "Buick Encore". Da essa deriva anche la Chevrolet Trax con differenze pressoché estetiche e di componentistica.
  • (2013) Nel 2013, sempre la Opel, lancia nel mercato un altro modello basato sulla "vecchia" generazione del pianale FGA Small: la Opel Adam. Per la realizzazione di questa vettura il pianale della Grande Punto è stato accorciato sensibilmente fino a raggiungere i 3,7 metri di lunghezza, con una riduzione notevole anche del passo: 20cm circa.

Seconda generazione (B-wide), anni di sviluppo: 2010-2012[modifica | modifica sorgente]

Circa otto anni dopo il suo concepimento, e cinque anni dopo il debutto della prima versione, il pianale Small entra in una fase di ri-progettazione per essere adattato ai nuovi risultati raggiunti con il "Compact" e agli standard richiesti per il mercato americano, in particolar modo dall'ente NHTSA. Il pianale viene corposamente aggiornato, sostituendo diverse parti del sotto-scocca le quali sono state completamente ri-progettate, altre parti invece mantengono la stessa geometria ma sono state realizzate in diverso materiale (e spessore), le parti rimanenti rimangono invariate. La piattaforma viene quindi sottoposto ad un esame dei materiali utilizzati e una sostituzione degli stessi con acciaio ad alta resistenza e altri componenti in materiali più moderni inoltre il pianale viene concepito per l'installazione di nuovi componenti, ad essere idoneo ad una nuova disposizione dell'architettura e l'alloggiamento di nuove tipologie di sistemi sospensivi; viene inoltre predisposto per future modifiche strutturali. Sul modello di debutto, la Fiat 500L[5] il pianale raggiunge i 415 centimetri di lunghezza e arriva ai 435 nella versione Living con un sostanziale aumento del passo, ma è l'architettura "Cab Forward" della 500L, e le necessità di maggiore rigidità torsionale anche in vista dei modelli futuri che ha richiesto una ri-progettazione del pianale; il quale era già stato modificato nelle dimensioni nel 2009 con la seconda generazione del Fiat Doblò (tuttavia la ri-progettazione è partita direttamente dal pianale Punto/MiTo, tralasciando il lavoro avvenuto per il Doblò che essendo un veicolo commerciale ha altre caratteristiche). La Fiat dichiara che la nuova generazione del pianale (accorciabile e allungabile a seconda delle esigenze) sarà utilizzato per tutti i modelli medio-piccoli dai 4,00 ai 4,40 metri di lunghezza, per tutti i marchi generalisti del gruppo Fiat-Chrysler, e sarà ulteriormente modificato per adottare la trazione integrale[6]. Il costo della ri-progettazione è costato 150 milioni di euro.[7]. Con l'esordio della 500L il pianale viene denominato commercialmente B-wide[8] In termini di sicurezza la nuova generazione del pianale Small è stato sottoposto a migliaia di ore di simulazioni virtuali e a 200 prove su componenti e sottosistemi, più di 100 simulazioni di impatto e oltre 100 crash test.[9]. La 500L ha ottenuto 5 stelle EuroNCAP e un punteggio totale di 83 punti su 100.

L'evoluzione del pianale "Small" riprende fedelmente quella del "Compact": base, allungato, suv.

Le modifiche nel dettaglio[modifica | modifica sorgente]

La seconda generazione permette, così come la prima, una facile modifica delle dimensioni, aumentando la carreggiata, passo e lunghezza, semplicemente aggiungendo o sostituendo dei moduli. A differenza della prima versione, la versatilità è migliorata e anche la semplicità di creare nuove basi per modelli specifici, inoltre la nuova generazione supporta la trazione integrale e motorizzazioni di dimensioni maggiori, fino a 2,4 litri e sospensioni altamente sofisticate. Il sotto-scocca è stato progettato mantenendo la parte della pedaliera e della prima zona di carico (struttura capace di assorbire il carico da urto in caso di sinistro stradale), ma a questa è stata aggiunta una terza linea di carico, sotto alla prima. La terza linea di carico è una delle caratteristiche principali di questo nuovo pianale, è in grado infatti, tramite una struttura formata da due puntoni principali collegati da diverse traverse di sezione diversa, di migliorare la distribuzione del carico generato dall'urto e dissolverlo al meglio riducendo le conseguenze all'abitacolo. Questa soluzione sarà presente in tutti i futuri modelli basati su questa nuova generazione del pianale. La terza linea di carico non migliora il solo urto frontale tradizionale (come per esempio la classica barriera fissa nei crash test), ma va proprio a compensare quelle lacune che avvengono in caso d'incidenti verso ostacoli irregolari, mobili e non centrali, come per esempio le altre automobili. Del sotto-scocca originale viene mantenuta anche la parte posteriore dove vi è l'alloggiamento della ruota di scorta, vengono quindi ri-progettate le bande laterali, il supporto di scarico del montante anteriore, parte della pedaliera centrale entro il passo e tutta la zona dei passaruota posteriori. La nuova architettura crea uno slivello nel postereriore per permettere l'alloggiamento di componentistica ingombrante nel sotto-scocca. La nuova architettura è globale e quindi concepita per ogni mercato ed è stata sviluppata seguendo i criteri di ogni singolo ente sulla sicurezza di ogni rispettiva regione: NHTSA, EuroNCAP, C-NCAP, JNCAP, ANCAP e LATIN-CAP. Per migliorare la sicurezza passiva, oltre alla terza linea di carico viene utilizzato un nuovo materiale denominato Xenoy CL101 già impiegato nel Pianale Compact dell'Alfa Romeo Giulietta. Si tratta di una lega polimerica formata da policarbonato e polibutilentereftalato (PBT) appositamente ideato per assorbire gli urti. Il pianale è stato progettato per superare standard di sicurezza non ancora richiesti dal mercato europeo: come lo standard sdt.301 per l'urto posteriore e lo standard std.208 per l'urto frontale in particolari situazioni di marcia.[10]

La scocca della 500L[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fiat_500L#Scocca.

Oltre a queste modifiche, e a importanti cambiamenti al reparto sospensivo, la piattaforma debutta con una vettura dalla scocca completamente nuova la quale presenta molte novità strutturali. Lo "scheletro" della 500L è infatti stato realizzato Ex Novo utilizzando materiali compositi (polimero + metallo) e acciai alto resistenziali (più del 70% del totale) di nuova generazione ad elevate proprietà meccaniche e sigillatura delle lamiere tramite schiume ad espansione. La parte strutturale dell'abitacolo adotta materiali fonoisolanti e pellicole traspiranti. La scocca è stata realizzata senza ricorrere ad alcuna cerniera plastica presente nelle linee di carico della scocca (montante parabrezza, linea cintura della porta e longherone laterale del pavimento).[10]

Cronologia modelli[modifica | modifica sorgente]

Prima generazione[modifica | modifica sorgente]

La quarta serie della Opel Corsa (2006): la vettura utilizza una versione del tutto invariata del pianale Small debuttato con la Grande Punto
La Fiat Linea del 2007, il pianale Small viene adattato alle dimensioni di una berlina a tre volumi, modificato anche nel passo è la prima elaborazione del pianale dal debutto.


Sono inoltre state realizzate delle versioni speciali della Punto:


La piattaforma della Punto europea è stata anche modificata per i mercati "emergenti": come la versione indiana e brasiliana (progetto #310).

Seconda generazione[modifica | modifica sorgente]

La Fiat 500L (2012), modello di debutto della seconda generazione del pianale Small.
La Jeep Renegade del 2014, modello con cui debutta la versione SUV 4x4 del pianale Small

Strategie[modifica | modifica sorgente]

La Fiat ha dichiarato che il pianale sarà destinato a diversi modelli dell'intero gruppo Fiat-Chrysler a marchio generalista e premium, prevede entro il 2014 una produzione di più di un milione di vetture basate su questo pianale.[3][13][6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b nuova Fiat Grande Punto 199. URL consultato il 28 agosto 2013.
  2. ^ a b c analisi caso Fiat-GM. URL consultato il 28 agosto 2013.
  3. ^ a b c d GSCConference Fiat pp. 8-11-12 e da 16 a 19. URL consultato il 28 agosto 2013. (documento .pdf)
  4. ^ Fiat Punto festeggia 20anni. URL consultato il 28 agosto 2013.
  5. ^ automobilismo.it, Fiat 500L: la tecnica. URL consultato il 28 agosto 2013.
  6. ^ a b In arrivo nuovi modelli basati sulla Punto. URL consultato il 28 agosto 2013.
  7. ^ fiat small piattaforma 500L. URL consultato il 28 agosto 2013.
  8. ^ Roberto Lo Vecchio, La famiglia si... allunga, le nuove varianti 500 in Quattroruote N.695, agosto 2013, pp. 98-103.
  9. ^ Fiat 500L crah test NCAP (articolo automobilismo.it). URL consultato il 28 agosto 2013.
  10. ^ a b automobilismo.it, Fiat 500L: la tecnica (testo e slide 2-3-16-17-18-19). URL consultato il 28 agosto 2013.
  11. ^ conceptcars.it bertone suagna. URL consultato il 28 agosto 2013.
  12. ^ omniauto.it: bertone suagnà. URL consultato il 28 agosto 2013.
  13. ^ Fiat 500X a Melfi. URL consultato il 28 agosto 2013.