Fiat Ritmo
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Costruttore: Fiat
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Altre caratteristiche
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La Ritmo è stata un'autovettura prodotta dalla Fiat tra il 1978 ed il 1988.
Indice |
[modifica] La storia
Il progetto 138, destinato allo sviluppo di un'erede per la 128, venne avviato nel 1972. L'obiettivo era quello di dare alla media Fiat un aspetto più moderno, in modo da tenere il passo delle protagoniste del segmento fuori dai confini nazionali, in particolare Volkswagen Golf e Renault 14. Il marketing ebbe un'importanza determinante nella definizione dell'estetica della vettura, "imponendo" la realizzazione di un'autovettura a 2 volumi con portellone posteriore, abitabilità per 5 persone, interni funzionali e "spiccata riconoscibilità rispetto alla concorrenza". Tale soluzione dieci anni prima era stata scartata per la 128 prodotta in Italia, ma utilizzata per la versione Jugoslava.
Il centro stile Fiat, guidato da Gianpaolo Boano realizzò una berlina di dimensioni contenute (meno di 4 metri di lunghezza), con avvolgenti paraurti in plastica (incorporanti anche le luci) e caratterizzata da un forte contrasto fra elementi circolari (fari, maniglie porta) e linee tese (fiancata e coda). Per contenere i costi di produzione, venne elaborato un particolare processo produttivo per la realizzazione dei costosi paraurti sintetici.
Anche gli interni, con plancia e pannelli porta, completamente in plastica, stampati in pezzo unico erano improntati alla massima funzionalità ed abitabilità. Un altro tocco di "modernità" al modello era dato dall'assemblaggio automatizzato (attraverso l'uso di robot) di buona parte dell'autovettura. La meccanica invece era (incluso il pianale, allungato nel passo) la stessa della 128: trazione anteriore, sospensioni a ruote indipendenti McPherson davanti e dietro e impianto frenante di tipo misto. Il cambio manuale poteva essere a 4 o 5 marce.
La Ritmo, questo il nome scelto per il nuovo modello (ma sui mercati anglofoni, per evitare imbarazzanti confusioni col ciclo mestruale femminile, venne chiamata Strada), debuttò al Salone dell'Automobile di Torino del 1978. Al momento della presentazione erano disponibili due corpi vettura (3 e 5 porte), due allestimenti (L e CL) e due motorizzazioni, entrambe di origine 128. Alla base si collocava la versione 60, spinta da 2 motorizzazioni 4 cilindri: 1049 cc ("L"), e 1116 cc ("CL") da 58cv, mentre al top c'era il 1301cc (evoluzione del 1290cc della 128) da 65cv. Sui mercati esteri era disponibile anche la Ritmo 75, con cilindrata elevata a 1498cc (75cv) e anche cambio automatico di derivazione Volkswagen. La gamma per l'Italia era composta dalle versioni:
- 60 3p L
- 60 5p L
- 60 3p CL
- 60 5p CL
- 65 3p CL
- 65 5p CL
Le CL, meglio rifinite, avevano anche il cambio a 5 marce (optional sulle L). La vettura, pur bene accolta sia in Italia che in Germania, venne criticata per la scarsa qualità delle plastiche utilizzate e per i pannelli porta completamente privi del minimo inserto in tessuto.
La Casa corse ai ripari nel settembre del 1979 con l'introduzione della versione speciale Targa Oro, caratterizzata dalla verniciatura in color visone metallizzato con filetto dorato lungo tutta la fiancata, dai paraurti di colore scuro, dai cerchi specifici (con parti color oro) e dalle finiture interne curate (sedili e pannelli porta in velluto pregiato). Le Targa Oro, disponibili sia con carrozzeria a 3 che a 5 porte, erano basate sulle 65 per il mercato interno e sulle 75 per i mercati esteri. Sempre nel '79 la gamma venne arricchita della versione 65 5p CL Automatica, equipaggiata con un cambio automatico di derivazione Volkswagen.
Le ambizioni della Ritmo furono chiare quando Gianni Agnelli la presentò, col nome di "Strada" e le modifiche del caso (paraurti ad assorbimento, motore 1500 a iniezione dotato di dispositivi antinquinamento e cambio automatico di serie), ai venditori americani. L'operazione, conclusasi 3 anni dopo, non ebbe molta fortuna.
Nel 1980 venne introdotta anche la Ritmo D (solo 5 porte), equipaggiata con un 4 cilindri diesel di 1714cc da 57cv. La D era disponibile negli allestimenti L e CL. Nel 1981 le versioni 65 (CL e Targa Oro) e 75 vennero sostituite dalle potenziate Super 75 e Super 85, con, rispettivamente, motore di 1301cc da 75cv e 1498cc da 82cv e allestimento ricco (paraurti neri con fendinebbia, finiture curate). Le Super erano disponibili solo con carrozzeria a 5 porte. Lo stesso anno debuttarono anche la versione sportiva Ritmo 105 TC e la Ritmo Cabrio.
La prima, solo con carrozzeria 3 porte, aveva un look sportivo giustificato dai 105cv erogati dal motore bialbero di 1585cc a carburatori che la spingeva. La Ritmo Cabrio, realizzata da Bertone, aveva la meccanica della 85. L'ultima novità della Ritmo prima serie fu la 125 TC Abarth del 1982. Mossa da un bialbero di 1995cc da 125cv, la versione curata dalla Abarth aveva una carrozzeria (solo 3 porte) molto sportiva (parafanghi allargati, codolini laterali, cerchi in lega, strip adesiva laterale, alettone posteriore in gomma alla base del lunotto, sedili e volante racing) in pelle.
[modifica] La Ritmo fra design e marketing
La Ritmo idealizzò il rapporto esistente tra il design ed il marketing, risultando la prima vettura alla storia della Fiat per cui il marketing assunse un'importanza molto particolare. Fu anche la prima auto ad avere i paraurti integrati nel corpo vettura (e non sporgenti a se stanti come finora succedeva), questo causò inizialmente alcune difficoltà da parte del pubblico ad accettare la vettura che a quel tempo sembrava priva di paraurti. [1]
[modifica] Seconda serie
Nel 1982 un restyling portò alla presentazione della Ritmo seconda serie. Benché, a livello di lamierati fosse cambiato solamente il cofano motore, ed in modo appena percettibile il tetto, la personalità della vettura apparve sensibilmente modificata. Meno originale, ma più elegante, il nuovo frontale con 4 fari circolari (due sulla 60 3p base), mascherina nera e nuovo logo Fiat a 5 barre verticali inclinate, mentre in coda cambiarono i gruppi ottici, più grandi e non più inglobati nel paraurti. Di nuovo disegno anche gli scudi paracolpi. Completamente riprogettati, invece, gli interni (sedili, pannelli porta e plancia erano completamente nuovi). Poche invece le novità tecniche limitate, in pratica, all'adozione del cambio 5 marce su tutta la gamma "manuale" e alla riduzione della potenza del motore 1300 da 75 a 68cv. Gli allestimenti vennero ridotti a 3 (base, S e TC), mentre la gamma delle Cabrio (aggiornate come le berline) venne ampliata con l'introduzione del motore 1300 accanto al 1500.
La gamma della Ritmo 2 venne completata nel 1983 con l'introduzione delle versioni Energy Saving e Abarth 130 TC; la prima, mossa dal 1116cc da 55cv con dispositivo "Cut Off", grazie anche ad un abbassamento di 4 punti (da 0.42 a 0.38) del coefficiente di penetrazione aerodinamica (ottenuto attraverso l'adozione di un piccolo spoiler posteriore alla fine del tetto, dalle cornici anti turbolenza ai finestrini e ai copri ruota lisci), consentiva economie di carburante, la seconda (solo 3 porte) era invece la riedizione della versione sportiva con motore bialbero 2 litri da 130cv.
La gamma "italiana" 1983 includeva le versioni:
- 60 3p
- 60 5p
- 60 5p S
- 60 5p Energy Saving
- 70 5p Automatica
- 70 5p S
- 85 5p S
- 105 3p TC
- 130 3p TC Abarth
- D 5p
- D 5p S
- Cabrio 85 S
Nel 1984 vennero introdotti gli allestimenti "L" (strumentazione semplificata all'osso, cambio a 4 marce e mascherina a soli 2 fari) e "CL" che sostituiva la base (5 marcia di serie). Nel 1985 un leggero restyling (mascherina anteriore, paraurti, spostamento della targa posteriore sullo scudo), accompagnò un aggiornamento della gamma. La 105 TC venne rimpiazzata dalla 100 S a 5 porte, mentre le versioni diesel vennero affiancate dalla Turbo DS, mossa da un 4 cilindri turbodiesel di 1929cc da 80cv. Dalla gamma vennero tolte le Energy Saving, le 85 S e le versioni a 3 porte "non sportive", mentre la Cabrio 85 S lasciò il posto alla Supercabrio 100 S. La versione "L" montava, per motivi produttivi il motore "1050" Brasile al posto del "1116" della CL e S.
La gamma '85 italiana includeva:
- 60 5p L
- 60 5p CL
- 60 5p S
- 70 5p CL Automatica
- 70 5p S
- 100 5p S
- 130 3p TC Abarth
- D 5p L
- D 5p CL
- Turbo DS 5p
Nel 1987, per l'ultimo anno di produzione, gli allestimenti, ulteriormente arricchiti, divennero Team (versioni 60 e D) e Super Team (70 e Turbo DS).
Nel 1988 la Ritmo venne sostituita dalla Tipo.
[modifica] Il funzionamento della Energy Saving
Da notare anche il lancio (1983) di un modello denominato 60 E.S. (come per "Uno" e "Regata") dove la sigla indicava "Energy Saving"; questo modello differiva dalla 60 normale per via della presenza di una centralina di accensione elettronica per le candele che sostituiva in toto i sistema dei contatti platinati e di una seconda centralina detta di "cut-off" che tagliava il flusso di carburante al carburatore durante le fasi di decelerazione. Queste modifiche consentivano un sensibile risparmio di benzina. Inoltre la vettura era dotata di copricerchioni particolari, deflettori sugli sportelli anteriori, e spoiler posteriore posto superiormente al cofano, il tutto per migliorare l'efficienza aerodinamica e quindi i consumi.
Il "cut-off", per la precisione, è un dispositivo di origine americana inizialmente concepito esclusivamente per ridurre le emissioni dei motori in fase di decelerazione, quando la combustione diviene incompleta e irregolare, tuttavia consente anche un certo risparmio di carburante evitando di alimentare inutilmente i cilindri in fase di "rilascio", quando il motore agisce unicamente da freno.
[modifica] Modelli derivati
Fino al 1982, in base all'accordo di collaborazione sottoscritto fra le case automobilistiche, la Ritmo venne prodotta in Spagna dalla SEAT. Allo scadere dell'accordo la casa spagnola riciclò il più possibile le sue catene di montaggio, sostituì un numero di pezzi sufficiente ad evitare problemi di copyright ed uscì sul mercato con un modello molto simile alla progenitrice, la SEAT Ronda, rifacendo di fatto quanto già accaduto con la Fiat Panda, riciclata in SEAT Marbella, e con la 127 (diventata Fura).
Un fatto curioso: la nuova Fiat Bravo, presentata in Italia dal febbraio 2007, viene venduta sul mercato australiano con il nome di Fiat Ritmo.
[modifica] La Ritmo nei media
La Ritmo è stata indirettamente la protagonista di almeno quattro pellicole italiane degli Anni '80: "La patata bollente" con Renato Pozzetto (versione berlina prima serie), "Vediamoci chiaro", con Dorelli ed Eleonora Giorgi (versione Cabrio), Il tassinaro interpretato da Alberto Sordi dove si vede l'auto II serie che nella sua versione base era, effettivamente, il taxi di colore giallo (proprio come era di usanza in quegli anni) condotto dal protagonista; l'altra è Non ci resta che piangere, interpretata da Massimo Troisi e Roberto Benigni, nella versione Cabrio, dove all'inizio del film, l'auto è l'indiretta protagonista dell'errore di strada commesso dai due protagonisti.
[modifica] Note
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- speciale sulla Fiat Ritmo su Omniauto.it
- tutti gli spot della Fiat Ritmo su sportfiat.it
- sito italiano dedicato alla Fiat Ritmo
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