Fiat Tempra

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fiat Tempra
Fiat Tempra SX '93.jpg
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Fiat
Tipo principale Berlina 3 volumi
Altre versioni Station wagon
Van
Produzione dal 1990 al 1996
Sostituisce la Fiat Regata
Sostituita da Fiat Marea
Esemplari prodotti circa 1.000.000
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.354 (Berlina) mm
4.470 (Station Wagon) mm
Larghezza 1.695 mm
Altezza 1.440 (Berlina)mm
1.500 (Station Wagon) mm
Passo 2.540 mm
Massa 1.170 (Berlina)kg
1.250 (Station Wagon) kg
Altro
Stile I.DE.A Institute
Altre antenate Fiat 131
Altre eredi Fiat Linea
Stessa famiglia Fiat Tipo e Marengo II
Alfa Romeo 155, 145 e 146
Lancia Dedra e Delta II
Auto simili Austin Montego
Citroën BX
Ford Sierra
Opel Vectra
Peugeot 405
Renault 19 Chamade
Rover serie 400 prima e seconda serie
Volkswagen Passat
Note cx di 0,29 per la berlina
Tempra diesel.JPG

La Fiat Tempra è una berlina media prodotta dalla casa automobilistica italiana FIAT tra il 1990 e il 1997 negli stabilimenti Fiat di Cassino (FR). Debuttò in Italia nel febbraio del 1990 come erede della Fiat Regata.[1] Il progetto è identificato come "tipo tre", per indicare una collocazione intermedia tra la "tipo due" (Fiat Tipo) e la "tipo quattro" (Fiat Croma). Il numero del modello è 159.

Con meccanica, telaio e alcune parti estetiche in comune con la Tipo, e facente parte di un progetto comune del gruppo Fiat che comprendeva anche l'Alfa Romeo 155 e la Lancia Dedra, la Tempra venne proposta come una classica berlina media. Oltre alla versione a 3 volumi e 4 porte, ne venne realizzata anche una versione station wagon (denominata Tempra S.W.).

In tre anni, dal 1990 al 1993, ne sono state vendute circa 400 000 unità di cui circa la metà in versione wagon.[1]

Il contesto[modifica | modifica sorgente]

Caratteristiche generali[modifica | modifica sorgente]

Nel quadro d'insieme, la Tempra era per l'epoca una vettura facilmente acquistabile (i modelli base costavano poco meno di 20 milioni di lire) con le dotazioni, il comfort e la comodità di una berlina di classe superiore. Essendo quello delle berline di fascia media e medio-alta il settore più agguerrito per i produttori di automobili nei primi anni novanta, era d'obbligo per la FIAT riuscire a rendere il più appetibile possibile al pubblico il nuovo modello. Il design (sviluppato dall'IDEA Institute) era molto classico, sobrio ed elegante, senza eccessi o stravaganze, e questo venne apprezzato dal pubblico che l'accolse positivamente. Il frontale era ripreso, in scala maggiorata, dalla “sorella minore” Tipo.

La Fiat Tempra S.W.

Di certo le sue doti migliori erano comunque a livello pratico, dato che la Tempra offriva uno spazio abitabile al top della categoria (era superiore a tutte le rivali più acclamate) e una capacità di carico eccezionale, in particolar modo nella versione Station Wagon. Per la berlina, la capacità di carico era di circa 500 dm3, ampliabili abbattendo il sedile posteriore (optional a richiesta), e questo la rendeva molto sfruttabile. Per la versione SW, si partiva addirittura da un minimo di 550 dm3 fino ad un massimo di 1600 dm3 con i sedili posteriori abbattuti, particolare di primaria importanza nel successo della versione giardinetta rispetto alla versione base a 3 volumi. Nel 1992, al Salone di Ginevra, è stata inoltre presentata la versione a trazione integrale della Tempra SW, commercializzata dallo stesso anno[2][3] che vinse l'Oscar del Traino nel 1993, succedendo alla SEAT Toledo.[4]

La dotazione era molto ricca, e in tutte le versioni dalla 1.6 in su comprendeva di serie già dal 1990 servosterzo e alzacristalli elettrici anteriori, il primo optional sulle versioni base 1.4. Per il resto, la lista degli optional era davvero lunga; alzacristalli elettrici anche posteriori, fendinebbia, tergi-lava-lunotto, cerchi in lega, aria condizionata, computer di bordo e ABS sulle ruote anteriori per le versioni meno potenti e su tutte le 4 ruote per 1.8, 2.0 e 1.9 TD. La sola 4x4 proponeva uno speciale impianto ABS a 6 sensori di derivazione Delta Integrale. La dotazione di sicurezza oltre al già citato ABS optional su tutte le versioni e di serie solo sulla 4x4, era implementata da una scocca ad assorbimento a deformazione programmata, piantone snodabile collassabile e barre d'acciaio di rinforzo nelle portiere anteriori.

Nella seconda generazione del veicolo, rinnovata nel 1993,[1] alcuni di questi optional diventarono di serie su alcune delle versioni di punta della gamma, e sulle versioni più lussuose (come la 1.8 SLX e la 2.0 Suite) furono proposti dei full-optional piuttosto interessanti. Inoltre, nei dettagli tecnici/estetici, spiccava la plancia con quadrante digitale, che era disponibile sulle versioni SX, che risultò tra gli elementi più apprezzati della Tempra. Già proposto sulla Tipo, sulla Tempra questo elemento fu molto più apprezzato, e una percentuale molto elevata di modelli uscivano dotati di quadrante digitale invece che analogico. Si fece ancora un passo avanti nelle dotazioni di sicurezza, venendo rinforzata la scocca, inserite barriere laterali anti-intrusione tubolari più robuste, di nuova progettazione, e voltante ad assorbimento d'urto, airbag e cinture di sicurezza con pretensionatori.[1][5] Nel 1994, la sicurezza passiva fu ancor più presa in considerazione dalla Fiat, che introdusse l'allestimento HSD (High Safety Drive) che comprendeva ABS a quattro canali, airbag lato guida, pretensionatori per le cinture di sicurezza anteriori, poggiatesta sia anteriori che posteriori e correttore dell'assetto dei fari.[6]

La commercializzazione in Europa della Tempra cessò nella primavera del 1997, poiché nell'ottobre dell'anno precedente era stato presentato il nuovo modello, la Fiat Marea che di fatto era solo un pesante restyling del modello precedente da cui ereditava pianale e parte della meccanica. La Tempra tuttavia rimase in produzione in Turchia Brasile ed Egitto fino al 2001.

Vista della plancia (versione a quadrante digitale)

Pregi[modifica | modifica sorgente]

La Tempra si presentò subito come un'auto molto economica e affidabile. Il 1372 cm³ e il 1581 cm³ erano capaci di lunghe percorrenze con un consumo davvero ridotto, favorito anche da un serbatoio record da 65 litri per la berlina e 70 litri per la Station Wagon. L'autonomia media di una berlina 1.6 da 75 cavalli si aggirava intorno ai 920 km (circa 14 km/l) e il consumo a velocità costante di 16,5 km/l a 90 km/h e di 11,6 km/l a 130 km/h. Questo consumo ridotto era agevolato anche da un'aerodinamica favorevole (Cx di 0,297) e quindi una potenza assorbita di soli 17,2  CV a 100 km/h, che tra le berline concorrenti dell'epoca era in assoluto il miglior risultato raggiunto. A ulteriore prova di quanto detto, nella prima prova su strada che la rivista "Quattroruote" dedicò alla Tempra, la versione motorizzata col 1372 cm³ raggiunse i 175 km/h di velocità massima effettiva. Vendettero molto anche le diesel 1.9 D e TD (queste ultime fino agli inizi del '92 denominate T.ds come la coeva Tipo prima serie.), apprezzate per i bassi consumi e le prestazioni soprattutto del TD.

Altri pregi erano la robustezza e l'affidabilità, dato che il motore si adattava perfettamente ad utilizzi urbani, extra-urbani e autostradali senza remora alcuna, rendendo la Tempra un'auto vicina alle esigenze di una famiglia che partiva per le vacanze piena di bagagli come a chi girava il centro urbano affrontando code e colonne al semaforo. Per la sua straordinaria capacità di carico, era anche tra le preferite dalle aziende (con il motore 1929 a gasolio) che potevano sfruttare in ogni situazione lavorativa. Inoltre, esisteva la versione Marengo (sigla usata anche per la Regata prima e la Marea dopo) che rappresentava la vera versione commerciale della Tempra, senza sedili posteriori e immatricolata autocarro.[7] In ultimo luogo, l'economicità del veicolo era dovuta alla facile reperibilità dei pezzi di ricambio e ad una struttura abbastanza semplice, che rendeva riparazioni e lavori di manutenzione molto comodi e poco onerosi.

Difetti[modifica | modifica sorgente]

Sulla rivista Quattroruote venivano regolarmente riportate segnalazioni di guasti o difetti di serie sulle auto in commercio. Per la Tempra, risultarono pochi guasti generali, ma alcuni difetti che seguirono il veicolo in alcuni periodi della sua vita. Tra i primi segnalati da alcuni lettori, si presentò il problema di una infiltrazione d'acqua attraverso le guarnizioni del parabrezza, piaga che aveva in passato riguardato altri veicoli del gruppo FIAT, in particolar modo l'Alfa Romeo 33 che imbarcava una quantità davvero notevole di acqua in condizione di pioggia. Per la Tempra, questo problema fu segnalato dal 1990 al 1992, quando, in seguito alle numerose segnalazioni, si risolse la questione con un quantitativo di collante superiore per ogni guarnizione, e difatti l'inconveniente scomparve definitivamente.

Altro difetto segnalato era l'eccessivo consumo di olio, in particolar modo nelle versioni 1.6, che era comune anche alla cugina Tipo (con lo stesso motore) e alla Panda (motore 1.0 Fire). Questo particolare difetto fu segnalato su parecchi modelli FIAT dell'epoca, e parve scomparire sulla Tempra con il nuovo motore 1.6 da 90  CV.

Su quelle stesse versioni, comunque, a partire dal 1994, si manifestarono alcuni problemi di elettronica (come la centralina, la chiave con codice e il sistema elettrico), dovuti probabilmente ad alcuni componenti non sufficientemente testati che non erano completamente compatibili con un modello progettato alla fine degli anni ottanta. Piccolo difetto, ma non a livello tecnico, solo pratico, sulle berlina il lunotto posteriore, molto basso e inclinato, e la coda molto alta, rendevano la visibilità scarsa e l'ingombro difficilmente calcolabile in manovra. Questo particolare era comune anche alle cugine 155 e Dedra e fu tra i motivi del successo della Station Wagon rispetto alla berlina.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

I propulsori proposti nella gamma erano in parte gli stessi della Tipo (ad eccezione di quelli sportivi) e della Dedra ma, al contrario della cugina Lancia, la Tempra montò anche propulsori a carburatore (il 1372 cm³ e il 1581 cm³) che uscirono di scena nel 1993 con l'entrata in vigore della nuova normativa anti-inquinamento. Nei primi 2 anni, i motori a carburatore furono comunque affiancati dalle versioni a iniezione elettronica Singlepoint, ma i primi godevano di una potenza più elevata rispetto ai secondi; il 1581 cm³ a carburatore erogava 86 cv, quello a iniezione elettronica ne erogava 75. La trasmissione era un cambio manuale a 5 marce, di serie su tutte le versioni. Ad ogni modo, tra le varie offerte della gamma Tempra, era disponibile la Tempra Selecta 1.6, che per la prima volta proponeva il cambio automatico a variazione continua già sperimentato sulle Uno, Panda, Ritmo e Fiat Tipo. La novità era nella sua adozione su di una berlina media, poiché mai prima era stato proposto su di una vettura di quella categoria. Per le versioni 2.0, fu adottato un cambio automatico di tipo tradizionale.

Nel corso dei 7 anni di produzione la gamma Tempra, fatta eccezione l'adozione dei motori a iniezione elettronica e catalizzati su tutti i modelli, non subì mai modifiche sostanziali. Solo il motore da 1581 cm³ (quello più venduto) subì una sostanziale modifica, con l'adozione di un nuovo sistema d'iniezione Multipoint in luogo del precedente Singlepoint, che permise anche attraverso ad alcune modifiche, d'incrementare la potenza da 75 cavalli a 90.

La scocca e l'intelaiatura derivavano per buona parte dalla Tipo. Il pianale era comune anche alla Lancia Dedra, Lancia Delta seconda serie, Alfa Romeo 155, Alfa Romeo 145 e Alfa Romeo 146, che vennero prodotte negli stessi periodi della Tempra.

Fine della produzione[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 1995, anno in cui l'auto vendette 7.561 unità a gasolio in Italia,[8] si pensò alla sostituzione della Tempra con un modello più attuale e inizialmente si sentì parlare di una “Futura Tempra”.[9] Come in altri precedenti, le anticipazioni sui nuovi progetti prevedevano spesso fantasiose elaborazioni dei disegnatori e supposizioni basate su voci di corridoio che trapelavano attraverso le sedi dell'azienda torinese. Se oggi vengono presentati concept, anticipazioni o prototipi che vengono sbandierati come fossero già in produzione, all'epoca si cercava un certo riserbo per creare attesa nel pubblico e negli acquirenti.

La “Futura Tempra” era comunque quell'auto che ora è comunemente conosciuta come Fiat Marea,[10] che debuttò nella seconda metà del 1996, con la Tempra ancora in produzione. Basata sullo stesso pianale della Tempra, e con buona parte della meccanica in comune, la Marea entusiasmò il pubblico, prevalentemente nella versione station wagon denominata Weekend. Ad ogni modo, la FIAT rese evidente la volontà di troncare con il modello precedente scegliendo un nome completamente nuovo. Tuttora una media molto elevata di Tempra è ancora circolante, a conferma della riuscita operazione commerciale degli anni novanta.

Produzione brasiliana (1992 - 1999)[modifica | modifica sorgente]

Fiat Tempra brasiliana. Differenze a prima vista, gli specchietti retrovisori esterni e la mascherina anteriore

Sebbene in Italia il successo della Tempra (particolar modo Station Wagon) fu dovuto ai pregi sopra citati, peccò nelle vendite l'assenza di una versione sportiva simile alla Tipo 1.8 16v o GT, visto che all'epoca quasi tutte le proposte di mercato avevano nella gamma almeno una ad alte prestazioni. In Europa, il motore più potente era il 1995 cm³ da 113  CV che, per quanto si adattasse al tipo di modello, non era possibile definire sportivo.

Ad ogni modo, in Brasile, la Tempra fu proposta in maniera differente dagli altri paesi in cui era in commercio, e fu anche prodotta alcuni anni in più con motori e allestimenti mai visti in Europa. Esisteva la Tempra HLX, motore 2.0 16v da 136  CV (lo stesso della Croma) e una Tempra Turbo Suite con motore 2.0 Turbo 8v da 165  CV. Ad ogni modo, la vera differenza e forse anche quella più interessante, era l'esistenza di una berlina 2 porte (quasi una coupé) d'indubbio fascino, che non comparve mai oltre-oceano, benché qualcuno ne avesse paventato l'uscita. Era dotata di un propulsore 2.0 16v sovralimentato da un turbocompressore Garret che le permetteva di avere una potenza di 165 cv. Con tale motore era in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 8 secondi, con punta massima di 200 km/h.[11]Le differenze visibili a colpo d'occhio con il modello europeo erano poche; gli specchietti retrovisori esterni erano di un tipo diverso, come il paraurti anteriore con due fendinebbia più vicini e gli spigoli più bombati(quasi impercettibile a prima vista), la mascherina anteriore meno squadrata, simile a quella della Tipo 2º serie, e infine la serratura del cofano bagagli posta sopra la targa, anziché sotto e l'assenza del porta targa posteriore incollato. Come detto, particolari quasi impercettibili, che rendono però il modello diverso da quello europeo anche a livello estetico.

Adottava una diversa sospensione posteriore, simile a quella della Lancia Prisma.

Motorizzazioni[modifica | modifica sorgente]

Modello Tipologia motore Codice motore Cilindrata Potenza (Kw-cv) Coppia (Nm-Rpm) Note
1.4 S I4 SOHC 159A2.000 1,372 cc 57-78 108 - 2900 rpm carburatore
1.4 i.e. I4 SOHC 160A1.046 1,372 cc 52-71 108 - 2900 rpm catalitica e iniezione meccanica
1.6 S I4 SOHC 159A3.000 1,581 cc 63-86 132 - 2900 rpm carburatore
1.6 i.e. I4 SOHC 159A3.000 1,581 cc 59-80 128 - 3000 rpm catalitica e iniezione meccanica (fino al 1992)
1.6 i.e. I4 SOHC 835C1.000
159A3.048 (Selecta)
1,581 cc 56-76 128 - 3000 rpm catalitica e iniezione meccanica (fino al 1992)
1.8 i.e. I4 DOHC 159A4.000 1,756 cc 81-110 142 - 2500 rpm iniezione meccanica
1.8 i.e. I4 DOHC 835C2.000 1,756 cc 77-105 140 - 3000 rpm catalitica e iniezione meccanica
2.0 I4 8V DOHC 1,995 cc 71-97 159 - 3000 rpm versione Brasiliana a carburatore
2.0 i.e. I4 8V DOHC 159A6.046 1,995 cc 83-113 159 - 3300 rpm catalitica e iniezione meccanica
2.0 i.e. 16V I4 16V DOHC 1,995 cc 92-125 177 - 4750 rpm versione Brasiliana
2.0 i.e. Turbo I4 8V DOHC 1,995 cc 121-165 versione Brasiliana prodotta tra il 1993 e il 1996 disponibile sia a 3 che 5 porte
1.9 D I4 SOHC 160A7.000 1,929 cc 48-65 119 - 2000 rpm
1.9 TD I4 SOHC 160A6.000 1,929 cc 60-82 173 - 2800 rpm motore con tecnologia a ricircolo dei gas esausti
1.9 TD I4 SOHC 160A6.000 1,929 cc 68-92 191 - 2400 rpm

Competizioni[modifica | modifica sorgente]

Fiat Tempra 2ª classificata allo Scally Rally

Nel settembre 2010, una Fiat Tempra 1.6 da 90  CV è arrivata seconda nell'annuale Scally Rally, una corsa per automobili organizzata in Gran Bretagna che prevede l'utilizzo di auto che siano costate all'acquisto meno di £ 100. L'auto guidata da due amici di Huddersfield, West Yorkshire, ha partecipato alla competizione europea che vedeva la partenza a Calais e l'arrivo a Rimini. La macchina, numero 333, ha conquistato il secondo posto e ha raccolto fondi per £ 6000 destinate alla NSPCC, associazione inglese che si occupa dei minori vittime di maltrattamenti[12]. Nel gennaio 2011, la stessa auto è stata protagonista di un'altra impresa organizzata dalla pagina della Fiat Tempra Fan Page su Facebook, percorrendo 1,600 chilometri da Huddersfield fino a Laveno Mombello, provincia di Varese. Il viaggio è riuscito con due soli pieni di benzina[13].

La Fiat Tempra nei media[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Per lo spot inglese originale del 1991 venne utilizzata la canzone Only You dei Praise, una delle prime band del genere Etno-elettronica. Successivamente all'uso nello spot, la canzone venne remixata e divenne una hit-single.

I modellini della FIAT Tempra[modifica | modifica sorgente]

La FIAT Tempra è stata riprodotta solo in versione berlina 4 porte. In 1:43 dalla brasiliana Modeline. Negli anni 2010 è uscita, per la collezione Hachette da edicola "FIAT Story collection" (n.110), prodotta dalla francese Norev (made in Cina), la FIAT Tempra berlina, in colore azzurro metallizzato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Paolo Artemi, È sempre più familiare il successo di Tempra in Corriere della Sera, 17 aprile 1993, p. 3. URL consultato il 03-12-2009.
  2. ^ Nestore Morosini, Auto: tutti in trincea, la ripresa verrà in Corriere della Sera, 4 marzo 1992, p. 17. URL consultato il 03-12-2009.
  3. ^ Paolo Artemi, Cinquecento e Tempra 4x4 al ballo delle debuttanti in Corriere della Sera, 6 marzo 1992, p. 2. URL consultato il 03-12-2009.
  4. ^ Fiat Tempra vince l'Oscar del traino in Corriere della Sera, 19 giugno 1993, p. 9. URL consultato il 03-12-2009.
  5. ^ Nestore Morosini, Nascono dalla ricerca benessere e sicurezza in Corriere della Sera, 29 maggio 1993, p. 3. URL consultato il 03-12-2009.
  6. ^ Punto, Tipo, Tempra ancora più sicure in Corriere della Sera, 19 marzo 1994, p. 45. URL consultato il 03-12-2009.
  7. ^ Novità Fiat fra i veicoli commerciali in Corriere della Sera, 24 aprile 1993, p. 11. URL consultato il 03-12-2009.
  8. ^ Fiat Punto e 500 auto più vendute in Italia del 1995 in Corriere della Sera, 14 marzo 1995, p. 43. URL consultato il 03-12-2009.
  9. ^ Tutte le novità del prossimo anno in Corriere della Sera, 28 dicembre 1995, p. 36. URL consultato il 03-12-2009.
  10. ^ Arriva Marea, auto europea in Corriere della Sera, 10 luglio 1996, p. 15. URL consultato il 03-12-2009.
  11. ^ Fiat Tempra Coupé, una rareza que vino de Brasil. URL consultato il 15 febbraio 2014.
  12. ^ Fiat Tempra Scally Rally.
  13. ^ Italian fan travels 1,500 miles to pick up Fiat Tempra.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

automobili Portale Automobili: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di automobili