Repubbliche sorelle

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Con l'espressione Repubbliche sorelle (in francese Républiques soeurs) o Repubbliche giacobine si indicano i nuovi Stati che si costituirono tra il 1797 e il 1799 nell'Europa centro-settentrionale e nella penisola italiana a seguito dell'occupazione militare francese e che presero a modello le istituzioni della Francia rivoluzionaria.

Repubbliche sorelle in Europa[modifica | modifica sorgente]

A seguito della vittoria delle armate rivoluzionarie nella battaglia di Fleurus contro le truppe della prima coalizione (giugno 1794) e del colpo di stato del 9 Termidoro anno II (27 luglio 1794) che aveva rovesciato e ghigliottinato Robespierre, abbattuto il regime terroristico del Comitato di salute pubblica giacobino e portato all'instaurazione del Direttorio e dei Consigli (Costituzione dell'anno III: agosto 1795), la controffensiva militare francese aveva portato all'occupazione del Belgio asburgico (trasformato in dipartimento della Francia) e della Repubblica delle Province Unite che divenne, con il nome di Repubblica Batava, la prima delle Repubbliche "sorelle" della Francia.

Il modello della "Repubblica sorella" venne esteso quindi alla Confederazione svizzera (trasformata in Repubblica Elvetica nel 1798) ed esportato nella penisola italiana in seguito ai vittoriosi esiti della campagna d'Italia condotta da Napoleone Bonaparte tra il 1796 e il 1797 e culminata nella stipulazione del trattato di Campoformio, con cui Napoleone cedette la Repubblica di Venezia all'Austria.

Repubbliche sorelle in Italia[modifica | modifica sorgente]

1797[modifica | modifica sorgente]

Con l’appoggio dei simpatizzanti italiani della rivoluzione (localmente chiamati "giacobini") sorsero infatti nella penisola, tra il 1797 e il 1799, Stati repubblicani sul modello francese; nacquero nei primi mesi del 1797 e anche dopo: Repubblica di Alba, Repubblica Anconitana, Repubblica Bergamasca, Repubblica Bolognese, Repubblica Bresciana, Repubblica Cremasca, Repubblica Astese, Repubblica Piemontese, Repubblica Reggiana, Repubblica Tiberina e Repubblica Ligure. A seguito delle unificazioni e delle guerre sempre nel 1797 si formarono la Repubblica Cispadana e la Repubblica Transpadana che nel giugno dello stesso anno si unirono nella Repubblica Cisalpina che comprendeva la Lombardia, l'Emilia e la Romagna ed aveva come capitale Milano (nacque proprio in questo ambito la bandiera tricolore italiana che prendeva ad esempio il tricolore rivoluzionario francese adottando i colori verde bianco e rosso delle insegne dei volontari lombardi che si erano uniti all’esercito napoleonico) e rimase la Repubblica Piemontese (fino al 1799); la Repubblica tiberina fu unita più tardi all'ex Stato Pontificio.

1798[modifica | modifica sorgente]

L'anno seguente Napoleone costituì la Repubblica Romana (febbraio 1798), nata dopo l’occupazione francese degli Stati della Chiesa. In essa confluì la Repubblica Anconitana.

1799-1802[modifica | modifica sorgente]

La Repubblica Napoletana vide la luce nel gennaio 1799, costituita dopo l’invasione francese del Regno di Napoli e decisa per “punire” re Ferdinando IV di Borbone che era accorso in aiuto di papa Pio VI. Benché nate con la collaborazione dei simpatizzanti locali della rivoluzione, le nuove Repubbliche italiane erano prive di un reale consenso popolare, dipendevano politicamente dalla Francia (per esempio i membri del parlamento e del governo della Repubblica Cisalpina vennero nominati direttamente da Napoleone) e i loro territori erano soggetti alle requisizioni forzate di terre e di risorse e alla massiccia tassazione imposta dal Direttorio per risanare la difficile situazione economica della Francia.

In seguito agli insuccessi militari degli anni 1798 e 1799 contro gli eserciti della seconda coalizione (nell'aprile 1799 le truppe austro-russe del generale Suvorov entrarono a Milano, mentre le armate austriache prevalevano sul fronte del Reno), i francesi si ritirarono dall’Italia e le “Repubbliche sorelle” (divenute di fatto "stati satelliti" della Francia) crollarono una dopo l’altra. I collaboratori italiani dei francesi (i cosiddetti “giacobini”) vennero duramente perseguitati dai regimi "restaurati": a Napoli, occupata dalle bande sanfediste e legittimiste al comando del cardinale Ruffo e quindi tornata sotto la sovranità dei Borbone, re Ferdinando IV e l’ammiraglio Horatio Nelson imposero per esempio la condanna a morte di più di cento intellettuali e politici napoletani (dal giurista Francesco Mario Pagano all'ammiraglio Francesco Caracciolo) che avevano appoggiato la Repubblica Partenopea. Solo la Repubblica Ligure non ebbe pesanti conseguenze. Sistemati gli eserciti stranieri, Napoleone piombò in Italia e la reazione francese non si fece attendere: l'esercito napoleonico, nel quale militavano anche patrioti italiani restaurò le repubbliche al nord: nasceva così nel 1800 la Repubblica Subalpina e nel 1802 la Repubblica Italiana, futuro Regno d'Italia napoleonico, che unì i territori delle repubbliche sorelle del nord Italia. Nel 1805 l'Impero francese si annesse la Repubblica Ligure e restaurò la sua sovranità (non più con repubbliche ma con regni) a Napoli, Roma e nel resto della penisola.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]