Ducato di Massa e Carrara

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Ducato di Massa e Carrara
Ducato di Massa e Carrara – Bandiera Ducato di Massa e Carrara - Stemma
Ducato di Massa e Carrara - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Marchesato di Massa, Signoria di Carrara, Moneta ed Avenza (fino al 1568)
Principato di Massa, Marchesato di Carrara, Signoria di Moneta ed Avenza (fino al 1664)

Ducato di Massa, Principato di Carrara, Signoria di Moneta ed Avenza (fino al 1860)

Nome ufficiale Ducato di Massa, Principato di Carrara, Signoria di Moneta ed Avenza
Lingue parlate italiano
Capitale Massa
Altre capitali Carrara
Dipendente da Sacro Romano Impero,
Ducato di Modena e Reggio (dal 1741; inglobato nel 1829)
Dipendenze Stati stranieri resi dipendenti dal quello in oggetto
Politica
Forma di governo monarchia assoluta
(marchesato, principato, ducato)
Nascita 1442 con Antonio Alberico I Malaspina
Fine 1829 con Maria Beatrice d'Este Cybo-Malaspina
Causa estinzione della linea maschile della dinastia
Territorio e popolazione
Massima estensione 1100 km quadrati
nel secolo XVIII
Popolazione 3000 abitanti
nel secolo XVIII
Economia
Valuta propria
Risorse cave di marmo
Religione e società
Religioni preminenti cattolicesimo
Religione di Stato cattolicesimo
Classi sociali nobili, clero,
artigiani, contadini
Ducato di Massa e Carrara - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Signoria di Massa
Signoria di Carrara
Succeduto da Flag of the Repubblica Cispadana.svg Repubblica Cispadana
Bandiera del ducato di Modena e Reggio.gif Ducato di Modena e Reggio

Il Ducato di Massa e Carrara comprendeva un piccolo territorio affacciato sul mare in cui emergevano le due suddette città, residenze dei sovrani, soprattutto nel palazzo Ducale e nella rocca Malaspina; pur con numerose modifiche ed espansioni territoriali avvenute nel corso dei secoli, il feudo vero e proprio non si era mai esteso oltre i confini dell'attuale provincia di Massa e Carrara.

Storia del Ducato di Massa e Carrara[modifica | modifica sorgente]

Il nucleo originale di questo territorio nasce ufficialmente il 22 febbraio 1473 con l'acquisto della signoria di Carrara (borghi di Carrara, Moneta e di Avenza) da parte della signoria di Massa ad opera del marchese di Massa Iacopo Malaspina, che la ottenne dal conte Antoniotto Filoremo di Genova, capostipite della linea dei Campofregoso di Milano. Il titolo nobiliare dei Malaspina divenne quindi quello di marchesi di Massa e signori di Carrara.

In origine la sede dei Malaspina si trovava nella città di Carrara ma, a seguito dei frequenti scontri con gli invasori francesi che si verificavano spesso in città, i marchesi si trasferirono nella città di Massa.

Nell'arco di due generazioni la famiglia Malaspina esaurì i discendenti maschi e Ricciarda Malaspina, nipote di Iacopo e ultima erede diretta del casato, si sposò nel 1520 con Lorenzo Cybo, membro di un'influente famiglia di principi genovesi imparentata con i Medici e con il papa Innocenzo VIII. Dal matrimonio ebbe origine la nuova casata dei Cybo-Malaspina: il figlio di Ricciarda e Lorenzo, Alberico I Cybo-Malaspina (detto anche Alberico III Malaspina) ottenne il governo del territorio di Massa e Carrara nel 1554.[1]

Sotto il suo governo il territorio andò incontro ad un periodo molto favorevole di sviluppo, grazie anche alla congiuntura favorevole nel mercato del marmo, che era molto richiesto dalle corti rinascimentali dell'epoca. Alberico I, consapevole che il suo territorio era circondato da vicini più potenti e influenti di lui, decise di sottomettersi al Sacro Romano Impero di Carlo V (1554). Grazie ai successi culturali ed economici sotto il governo di Alberico I, la città di Carrara ottenne il titolo di Marchesato nel 1558. Nel 1568 Massa venne elevata a principato dall'imperatore del Sacro Romano Impero Massimiliano II.

Lo stemma dei Cybo-Malaspina
(litografia)

Nel 1664 il territorio di Massa divenne un ducato, e quello di Carrara un principato. I Cybo-Malaspina ottennero così il titolo di duchi di Massa e principi di Carrara.[2]

Nel 1738 Maria Teresa Cybo-Malaspina, sola discendente della casata, sposò Ercole d'Este, unico erede maschio del Ducato di Modena.
La loro figlia Maria Beatrice d'Este (l'ultima dei Cybo-Malaspina, degli Este e dei Gonzaga-Novellara, attraverso l'ava materna Ricciarda) ebbe così il governo su entrambi i territori, che però rimasero entità statali separate fino alla sua morte.

Nel 1796 gli Este furono privati dei loro possedimenti dalle truppe di invasione di Napoleone Bonaparte. Napoleone inglobò il territorio nella repubblica Cispadana, facendolo poi confluire nella repubblica Cisalpina.

Durante questo periodo il territorio fu brevemente conteso a Napoleone dagli austriaci della coalizione anti francese (1799) e conobbe una rapida successione di differenti ordinamenti amministrativi più o meno provvisori (Dipartimento delle Alpi Apuane, Imperiale e Reale Provvisoria Reggenza di Massa Carrara, poi di nuovo Dipartimento delle Alpi Apuane e infine Distretto di Massa).[3]

Come ultima modifica amministrativa, nel 1806, l'imperatore francese assegnò il ducato di Massa e Carrara al principato di Lucca e Piombino, governato dalla sorella maggiore Elisa Bonaparte. Durante la dominazione napoleonica Maria Beatrice fu costretta a rifugiarsi a Vienna presso la corte del marito, l'arciduca Ferdinando d'Asburgo-Este zio dell'imperatore Francesco I d'Austria, da cui governò in esilio il suo ducato.

Con la caduta del regime napoleonico, il Congresso di Vienna assegnò di nuovo a Maria Beatrice tutti i territori che le erano stati sottratti. All'epoca il ducato di Massa e Carrara comprende i territori di Massa e Carrara, Aulla, Casola in Lunigiana, Comano, Filattiera, Fivizzano, Fosdinovo, Licciana, Mulazzo, Podenzana e Tresana.[4]

Nel 1829, alla morte di Maria Beatrice, il ducato di Massa e Carrara fu annesso al ducato di Modena e Reggio, ad opera del figlio Francesco IV d'Asburgo-Este.

Nel 1859, con la deposizione di Francesco V d'Asburgo-Este, il ducato di Modena e Reggio (comprendente anche i territori di Massa e Carrara) venne definitivamente annesso al regno di Sardegna, con la costituzione della provincia di Massa e Carrara nel dicembre 1859.

Fortificazioni costiere[modifica | modifica sorgente]

Anche il ducato di Massa per secoli fu oppresso dalle periodiche scorrerie dei corsari ottomani e magrebini. Nel tentativo di porre un freno ai continui sbarchi barbareschi e al fine di tutelare l'incolumità della popolazione che, analogamente agli altri stati rivieraschi italiani era continuamente minacciata dalla riduzione in schiavitù per arricchire i mercati del nordafrica, eressero alcune fortificazioni lungo la costa. La loro funzione era il preventivo avvistamento della galee e fungere da deterrente per gli sbarchi. Presso il porto di Avenza fu costruito un fortino per proteggerne il naviglio alla fonda, più a sud a circa 2 km. sulla spiaggia antistante Massa venne eretto un altro fortino con uso anche di dogana, mentre il successivo Forte del Cinquale era già in territorio toscano (vedi Torri costiere).

Marchesi (1442-1568), Principi (1568-1605) e Duchi di Massa e Carrara (1605-1829)[5][modifica | modifica sorgente]

Titolo Nome Dal Al Consorte e Note
1 Marchese Antonio Alberico I Malaspina 1442 1445 Giovanna Malaspina di Verrucola; signore di Massa e marchese di Fosdinovo
CASA MALASPINA DELLO SPINO FIORITO
2 Marchese Giacomo I 1445 1481 Taddea Pico;
signore (1445-67)
marchese di Carrara (1473-81)
3 Marchese Antonio Alberico II 1481 1519 Lucrezia d'Este
4 Marchesa Ricciarda 1519 1553 Lorenzo Cybo (1519-49);
1546-48 regnò il loro figlio Giulio
CASA CYBO-MALASPINA
5 Marchese Giulio I 1546 1548 Peretta Doria
6 Marchese Principe
Duca
Alberico I 1553 1623 Elisabetta della Rovere, Isabella di Capua;
marchese (1553-68), principe (1568-1605), primo duca di Massa (1605-23)
7 Marchese Alderano I 1568 1606 Marfisa d'Este; marchese di Carrara
8 Duca Carlo I 1623 1662 Brigida Spinola
9 Duca Alberico II 1662 1690 Fulvia Pico; principe di Carrara (1664-90)
10 Duca Carlo II 1690 1710 Teresa Pamphili; principe di Carrara
11 Duca Alberico III 1710 1715 Nicoletta Clotilde Grillo; principe di Carrara
12 Duca Alderano I 1715 1731 Ricciarda Gonzaga di Novellara, reggente (1731-44); principe di Carrara (II)
13 Duchessa Maria Teresa 1731 1790 Ercole III d'Este, duca di Modena e Reggio; principessa di Carrara; 1796-1806: occupazione napoleonica;
CASA CYBO-ESTE
14 Duchessa Elisa Bonaparte 1806 1814 Felice Baciocchi;
CASA BONAPARTE-BACIOCCHI
15 Duchessa Maria Beatrice 1790
1814
1796
1829
Ferdinando d'Asburgo;
principessa di Carrara; duchessa di Massa e Carrara (1814-29)
CASA ASBURGO-ESTE

Con la morte (1829) di Maria Beatrice, Massa e Carrara furono incorporate nel ducato di Modena e Reggio con suo figlio Francesco IV (1814-46) e nipote Francesco V (1846-59).

Politica ed economia del Ducato di Massa e Carrara[modifica | modifica sorgente]

Dalle informazioni che si possono estrarre dal grande Archivio Cybo-Malaspina, e dai Rescritti e dispacci dei Sovrani delle due duchesse Maria Teresa e Maria Beatrice d'Este (oltre che da svariate altre fonti) è possibile ricostruire la politica tenuta dal Ducato di Massa e Carrara nel periodo approssimativamente compreso tra il 1450 e il 1800.

Lo stemma dei Malaspina

La fusione dei Malaspina con la famiglia Cybo portò al territorio una vita di corte piuttosto fastosa. Nella conduzione della politica estera i Cybo-Malaspina mantennero un ruolo di intermediario tra il granducato di Toscana e la repubblica di Genova. Alberico I promosse grandi ristrutturazioni urbanistiche nelle città di Carrara e Massa, soprattutto per ragioni di prestigio. Entrambe le città furono dotate di nuove cinte murarie - con funzioni rappresentative piuttosto che militari, dato che la politica del territorio non era espansionistica - e di nuovi palazzi ducali. A Carrara fu istituito l'ufficio del marmo (1564), per regolamentare l'attività di estrazione marmifera. [6] La città di Massa, in particolare, vide ridisegnata buona parte della sua planimetria (nuove strade, piazze, incroci, pavimentazioni), allo scopo di renderla degna di una capitale di Stato italiano dell'epoca.

La guerra di successione spagnola (1701-1714) fu l'inizio di periodo di profonda crisi economica del ducato. L'impero punì con pesanti ammende i Cybo-Malspina, che avevano dato ospitalità a truppe francesi sul proprio territorio. Già Alberico III, ma soprattutto Alderamo, si trovarono costretti a svendere molti beni cittadini. Alderamo arrivò a costringere i cittadini ad acquistare derrate alimentari a prezzo maggiorato e, anche a causa dello stile di vita lussuoso e stravagante del nobiluomo, l'economia del Ducato venne messa in ginocchio. La situazione finanziaria poté risollevarsi solo grazie all'unione dinastica tra le casate dei Malaspina e degli Este, conseguita con il matrimonio tra Maria Teresa ed Ercole d'Este nel 1741.

A partire da questa data il Ducato di Massa e Carrara perse progressivamente la propria autonomia politica, andando a gravitare sempre più strettamente nella sfera di influenza della città di Modena. Sotto la dominazione estense il ducato di Massa Carrara si trovò ad occupare una posizione strategica, in quanto garantiva uno sbocco al mare ai domini dell'entroterra e prometteva una più agevole rotta commerciale. Già sotto Maria Teresa d'Asburgo i collegamenti stradali tra il ducato di Modena e quello di Massa Carrara vennero notevolmente migliorati: in questi tentativi di riforma viaria si inserisce la costruzione della famosa Via Vandelli, a partire già dal 1738.

Nel 1751, venne fatto un primo tentativo per l'escavazione di una darsena e la costruzione di un porto nella città di Carrara. Il porto sarebbe stato funzionale ai commerci e alle attività militari degli Este, avrebbe ospitato in un luogo sicuro la piccola flotta del Ducato di Modena e, infine, sarebbe stato essenziale per liberare le esportazioni del marmo dalla dipendenza dagli altri porti vicini. Sfortunatamente il litorale aveva la tendenza a insabbiarsi e, dopo qualche anno, i lavori di costruzione dovettero essere sospesi.

Nel 1807 gli ingegneri napoleonici costruirono l'importante strada postale della Foce, destinata a collegare le città di Massa e Carrara attraverso le colline dell'entroterra. Durante il dominio napoleonico vennero iniziate anche altre opere pubbliche, come la bonifica delle pianure, la piantagione delle pinete litoranee per combattere la malaria e la sistemazione degli argini dei fiumi. Queste opere furono proseguite da Maria Beatrice e dai successori nei decenni successivi. Nel 1821 venne istituito il Catasto Estense, con il compito di regolamentare e censire le proprietà degli abitanti del ducato.

Gli anni successivi all'annessione al ducato di Modena furono particolarmente complessi, sia per i moti insurrezionali che caratterizzavano il periodo storico, sia per la crisi economica, che per lungo tempo attanagliò la regione. I governanti tentarono a più riprese di uscire dalla stagnazione promuovendo la costruzione d'infrastrutture destinate ad aumentare il volume degli scambi commerciali, ma la carenza di fondi si dimostrò spesso un ostacolo insormontabile. Un secondo tentativo di costruzione del porto di Carrara venne affidato dal duca Francesco IV all'ingegnere Aschenden nel 1830, ma il progetto non fu mai reso esecutivo per carenza di fondi. Un pontile caricatore, che andò a costituire il primo autentico nucleo portuale di Carrara fu costruito con successo solo nel 1851, grazie all'ingegnere e industriale inglese William Walton. Nel 1846 il conte Francesco del Medico propose al duca Francesco V la costruzione della Ferrovia Marmifera di Carrara, destinata a collegare le cave di marmo con il mare e agevolare così il trasporto dei blocchi verso le zone di smistamento e caricamento. Anche questo progetto fu sospeso per mancanza di fondi. La ferrovia marmifera non fu realizzata che dopo l'Unità d'Italia (1871-1890).

Negli ultimi anni di esistenza del ducato si assistette, soprattutto a Carrara, a un numero sempre maggiore di scontri tra i liberali e il governo ducale. Il territorio fu scelto da Cavour e da Napoleone III per organizzare moti popolari antiaustriaci e dar così alla Francia l'occasione per intervenire in Italia a fianco del Piemonte, dando il via alla seconda guerra di indipendenza.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tettoni, p.4
  2. ^ Branchi, p.88
  3. ^ Branchi, p.122
  4. ^ Tettoni, p.15
  5. ^ Branchi, alberi genealogici
  6. ^ Tettoni, p.18

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Alberico I Cybo Malaspina, Modena 1995.
  • E. Branchi, Storia della Lunigiana feudale, Pistoia 1898.
  • F. Buselli, Il Castello Malaspina Cybo a Massa, Genova 1973.
  • U. Giampaoli, Il Palazzo Ducale di Massa, Massa 1979.
  • G. Guagnini, I Malaspina, Milano 1973.
  • L. Tettoni-F. Saladini, La famiglia Cybo e Cybo Malaspina, Massa 1997.
  • G. Viani, Memorie della famiglia Cybo e delle monete di Massa di Lunigiana, Massa 1971.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]