Stazione di Massa Zona Industriale

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Coordinate: 44°01′58.79″N 10°06′13.03″E / 44.032996°N 10.103619°E44.032996; 10.103619

Massa Zona Industriale
già P.M. Massa Apuania (1938-1949)
stazione ferroviaria
0702 massa zona ind. 2.JPG
Ingresso allo scalo e all'ex area passeggeri
Stato Italia Italia
Localizzazione Massa, Zona Industriale Apuana
Attivazione 1938
Stato attuale In esercizio
Linee Genova-Pisa
Raccordi industriali di Carrara
Tipo Scalo in superficie, passante, di diramazione
Binari 15
Dintorni Zona Industriale Apuana

La stazione di Massa Zona Industriale, che si trova lungo la ferrovia Genova-Pisa, fu costruita nel 1938[1] quando sorse la Zona Industriale Apuana tra le città di Massa e Carrara per affermare il nuovo polo industriale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia dell'impianto è strettamente legata a quella della Zona Industriale Apuana, istituita con regio decreto n. 1266 del 24 luglio 1938, poi convertito in legge n. 343 il 5 gennaio 1939, n. 343, con lo scopo di affrontare la forte crisi che allora subiva il locale comparto del marmo in conseguenza della grande depressione[2].

In tale contesto furono previste specifiche agevolazioni per le industrie che si sarebbero stabilite nella zona fra cui la fornitura dell'energia elettrica da parte delle Ferrovie dello Stato a prezzo agevolato e la costruzione ad opera delle stesse degli impianti e dei raccordi ferroviari necessari[2].

Allo scalo all'inaugurazione venne data la denominazione di "P.M. Massa Apuania"[3], poi cambiata nel 1949 da "P.M. Apuania" a "P.M. Massa Zona Industriale"[4] conseguentemente alla soppressione del comune di Apuania, avvenuta nel 1946.

Cessati i numerosi traffici di prodotti industriali che caratterizzarono la Zona Industriale Apuana nel dopoguerra[5], il ruolo dell'impianto è stato progressivamente ridimensionato; tale processo ha portato, nel 2010, alla decisione da parte di RFI di limitare significativamente l'operatività dell'impianto[6][7].

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

Disabilitata ad ogni tipo di traffico merci Carrara-Avenza, trasformata in fermata impresenziata nel 2012, Massa Zona Industriale è rimasto l'unico impianto merci dell'area. La stessa era raccordata in passato mediante due diversi raccordi[8], parte del tracciato complessivo dei raccordi della zona industriale: subito dopo l'innesto di quello attivo, che si dirama all'altezza del sottopasso stradale di via Gotara, un secondo raccordo impegnava una livelletta che lo conduceva al ponte obliquo con il quale la stessa Tirrenica era scavalcata, per servire alcune attività poste a nord della stessa. Quest'ultimo raccordo è elettrificato a partire dall'entrata nello scalo, subito dopo il ponte, e il binario, fino alla parte elettrificata, è utilizzato come asta di manovra.

Il raccordo utilizzato dell'Ente Retroportuale è quello che consente il collegamento con lo scalo marittimo del porto di Carrara e con quanto rimane dei tracciati della Zona Industriale Apuana, la maggior parte dei quali sono inutilizzati o smantellati.

Lo scalo ha 15 binari, di cui due di corsa della ferrovia Genova-Pisa, i rimanenti altri sono dell'impianto. Vi è un marciapiede lungo quasi tutto lo scalo che conduce a due edifici di servizio e prosegue poi fino ad arrivare a via degli Oliveti. Lo scalo è dotato di un fabbricato viaggiatori e due banchine per il trasporto passeggeri, inutilizzate dal 2010 con la disabilitazione dell'impianto al servizio passeggeri[9]. L'ex area viaggiatori è ubicata a ovest rispetto al fascio principale di binari; il fabbricato viaggiatori è a sud della linea principale Genova-Pisa. Le due banchine costeggiano parte della linea principale sui due lati e quella a sud, collegata al marciapiede intermedio, è separata dal fabbricato viaggiatori dai binari che collegano lo scalo con i raccordi e con la linea principale. Il fabbricato viaggiatori è collegato a tale banchina tramite un sovrappasso a raso in legno asfaltato. Il fascio principale di binari era in origine a servizio della zona industriale prettamente detta quale impianto di supporto rispetto ai traffici che gravitavano su Carrara, fra i quali quelli generati grazie alla ferrovia Marmifera. A pochi metri ad ovest del fabbricato viaggiatori era presente un passaggio a livello, soppresso nel 2009 e sostituito da un cavalcavia.

Nel dicembre 2013 alla stazione sono state apportate alcune modifiche al piano del ferro e alla segnalazione. I segnali luminosi da manovra sono stati rimossi e il binario che scavalcava la Genova-Pisa è stato collegato mediante due deviatoi ad un binario tronco sottostante e nello spazio che vi è tra essi sono stati ricavati due tronchini. È stato rimosso anche il settimo binario e i suoi segnali luminosi di partenza[10].

Movimento[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto la maggior parte dei materiali lapidei provenienti dalla zona costiera compresa fra i comuni di Carrara e Massa, che vede una forte concentrazione di aziende marmifere per la vicinanza con le Alpi Apuane, sia spedito via mare per l'esportazione, una quota parte di tale traffico è destinata al mercato interno e continentale rappresenta ormai la quasi totalità del traffico ferroviario generato.

I carri provenienti dai raccordi sono movimentati a cura dell'Ente Retroportuale di Carrara (Porto di Carrara SpA) che utilizza rotabili di proprietà: una locomotiva manovra carri pianali per le fasi di carico all'interno del Retroporto, che vengono poi trasferiti mediante tradotta verso lo scalo FS; lungo il raccordo base, che corre affiancato ad un canale scolmatore, è presente un raddoppio dove i convogli vengono sezionati per affrontare la forte pendenza della tratta di raccordo con Massa Zona Industriale.

Fra le locomotive usate nel passato figurano la ex FS 225.6009 di costruzione Jenbach le FS 245 o la locomotiva prototipo FS 255.2101. Dal 2004 è utilizzata la D.146.0001 Firema, prototipo della serie D.146.2000 FS.

L'unica impresa ferroviaria a servire con continuità la stazione di Massa Zona Industriale è Trenitalia, nonostante in passato allo scalo abbiano guardato con interesse altre due imprese: la CAT SpA ottenne la licenza di operatore ferroviario passeggeri e merci il 28 maggio 2002, mentre una licenza di solo operatore merci venne rilasciata il 20 aprile 2010 alla Società Apuo Veneta S.r.l., che opera peraltro unicamente servizi di manovra[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia N. 191 del 23 Agosto 1938 parte prima, op. cit.
  2. ^ a b Marco Cini, La ricostruzione della Zona Industriale di Massa-Carrara nel secondo dopoguerra. URL consultato nel giugno 2013.
  3. ^ Annalisa Giovani, Stefano Maggi, Muoversi in Toscana. Ferrovie e trasporti dal Granducato alla Regione, op. cit.
  4. ^ Ferrovie dello Stato, Ordine di Servizio n. 69, 1949
  5. ^ Matteo Marchini, Zona Industriale Apuana. Prima parte 1938-1960, op. cit.
  6. ^ Ridotta operatività stazione Massa Zona Industriale, La Nazione, Massa - 14 maggio 2010
  7. ^ Gelocal Il Tirreno - Rfi taglia lo scalo merci di Massa Zona Industriale
  8. ^ Carrara, marmo e treni, op. cit.
  9. ^ a b Elenco delle licenze ferroviarie sul sito del MIT
  10. ^ Circolare territoriale CT 10/2013 di RFI

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia N. 191 del 23 Agosto 1938, parte prima (PDF) in http://augusto.digitpa.gov.it/, tipografia Istituto Poligrafico dello Stato, Roma. URL consultato il 12 agosto 2014.
  • Centro italiano servizio informativo ambienti costieri, Ministero dell'ambiente, Il Polo in fumo: l'area chimica apuana dalle origini al caso Farmoplant alle alternative di sviluppo possibili, Guerini, 1988.
  • Ennio Morando e altri, Ricordi di rotaie. Nodi, linee, costruzioni e soppressioni in Italia dal 1839 ai giorni nostri. Volume secondo nodi principali & nodi complementari, Padova, Il Prato, 2002. ISBN 88-87243-43-3
  • Rete Ferroviaria Italiana, Fascicolo Linea 99, RFI, prima pubblicazione dicembre 2003, ISBN non esistente.
  • Annalisa Giovani, Stefano Maggi, Muoversi in Toscana. Ferrovie e trasporti dal Granducato alla Regione, Il Mulino, Bologna, 2005. ISBN 88-15-10814-9
  • Matteo Marchini, Zona Industriale Apuana. Prima parte 1938-1960, Eclettica, Massa, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Massa Zona Industriale
Direzione Stazione precedente Ferrovia Stazione successiva Direzione
Genova TriangleArrow-Left.svg Carrara-Avenza Pfeil links.svg Genova-Pisa
 (143+439)
Pfeil rechts.svg Massa Centro TriangleArrow-Right.svg Pisa
Avenza
Carrara Marittima
TriangleArrow-Left.svg Industria Imeris Pfeil links.svg Raccordi industriali di Carrara
via settentrionale