La Ferroviaria Italiana

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La ferroviaria Italiana
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1914
Sede principale Arezzo
Settore Trasporto pubblico
Prodotti Trasporto pubblico locale
Sito web www.lfi.it

La Ferroviaria Italiana (conosciuta anche con l'acronimo LFI) è una holding operante nel settore del trasporto pubblico locale in provincia di Arezzo e nelle zone limitrofe.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'azienda venne costituita il 30 gennaio 1914 in veste di Società Anonima La Ferroviaria Italiana, ottenendo la concessione per la costruzione e l'esercizio della linea ferroviaria Arezzo-Sinalunga[1]

Sospesi a causa della prima guerra mondiale, i lavori furono ripresi nel 1924 e compresero l'elettrificazione della linea a 3.000 Volt corrente continua da linea aerea sulla scorta degli esperimenti attuati in tale periodo dalle FS che stanno effettuando proprio in quegli anni gli esperimenti sulla Benevento-Foggia).

I. lavori di elettrificazione sono diretti dall’ingegnere svizzero Giacomo Sutter, presidente della L.F.I. e si concludono. La linea venne inaugurata il 3 settembre 1930 sotto la direzione dello stesso Giacomo Sutter, allora predidente di LFI. Il raccordo con la stazione FS di Arezzo fu attivato in seguito, il 5 aprile 1932[1].

A causa delle distruzioni operate durante la seconda guerra mondiale, l'esercizio venne sospeso fra il 1944 e il 1948/49.

Nel 1950 subentrò alla Società Veneta nella concessione per l'esercizio della ferrovia Arezzo-Stia ("ferrovia del Casentino"), risalente al 1888.

Nel 1969 acquisirono quote di capitale la Provincia ed il Comune di Arezzo, poi anche il Comune di Arezzo, la Provincia di Siena e altri 31 comuni[1].

Il periodo fra il 1970 e il 1982 vide l'espansione di LFI al mercato del trasporto su gomma, grazie all'acquisizione di numerosi servizi della zona e dei rami aziendali SITA di Chianciano e del Casentino[1].

Fra il 1987 e il 1992 alcune vicende giudiziarie[2] e una controversia con gli enti locali[3] portarono al commissariamento della LFI e lo svolgimento dei servizi ferroviari sotto il marchio "FSAS" (Ferrovia Stia-Arezzo-Sinalunga)[4], per poi vedere ripristinata la situazione preesistente.

Dal 2002 il 30% delle azioni furono cedute dalle Province di Arezzo e Siena ad un raggruppamento di imprese, tra cui RATP di Parigi, ATAF di Firenze contestualmente ad uno scambio azionario con la TRAIN di Siena e la partecipazione alla COPIT S.p.A. di Pistoia[1].

Assetto attuale[modifica | modifica sorgente]

Divisione ferroviaria[modifica | modifica sorgente]

Le automotrici Ad derivate dalle ALn 556 erano i mezzi di trazione caratteristici degli anni 60 e 70

A partire dal 1º gennaio 2005 la divisione ferroviaria è stata scissa in due distinte società:

Divisione automobilistica[modifica | modifica sorgente]

Dal 2005, in seguito alla decisione della regione di assegnare il trasporto pubblico locale su gomma ad un unico gestore per ciascuno dei 14 lotti istituiti, La Ferroviaria Italiana, che fa parte del gruppo Tiemme, partecipa ai seguenti consorzi:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Storia della LFI. URL visitata nel settembre 2013.
  2. ^ Notizia su I treni, n. 75, ETR, Salò, ottobre 1987, p. 6.
  3. ^ Notizia su I treni, n. 116, ETR, Salò, giugno 1991, p. 5.
  4. ^ Notizia su I treni, n. 87, ETR, Salò, novembre 1988, p. 10.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]