Maria Teresa Cybo-Malaspina

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Maria Teresa Cybo-Malaspina
Maria Teresa Cybo-Malaspina.
Maria Teresa Cybo-Malaspina.
Corona de duque.svg
Duchessa di Massa e Carrara
In carica 1731-1790
Predecessore Alderano I Cybo-Malaspina
Successore Maria Beatrice d'Este
Nome completo Maria Teresa Francesca Cybo Malaspina
Altri titoli duchessa di Ajello, baronessa di Paduli e signora di Lago, Laghitello, Serra e Terrati, duchessa consorte di Modena e Reggio
Nascita Novellara, 29 giugno 1725
Morte Reggio Emilia, 25 dicembre 1790
Luogo di sepoltura basilica della Madonna della Ghiara, Reggio Emilia
Dinastia
Cybo-Malaspina-stemma.jpg

Cybo-Malaspina

Padre Alderano I Cybo-Malaspina
Madre Ricciarda Gonzaga
Consorte Eugenio Giovanni Francesco, Conte di Soissons
Ercole III d'Este
Figli Maria Beatrice Ricciarda
Rinaldo Francesco
Religione Cattolica

Maria Teresa Francesca Cybo-Malaspina (Novellara, 29 giugno 1725Reggio nell'Emilia, 25 dicembre 1790) fu duchessa sovrana di Massa e Principessa di Carrara dal 1731 al 1790; nona della sua dinastia a governare i territori del ducato di Massa e Carrara.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La duchessa Maria Teresa

Maria Teresa era la figlia primogenita di Alderano I Cybo-Malaspina, duca di Massa, e di Ricciarda Gonzaga (1698-1768), discendente dal ramo dei conti di Novellara. Aveva due sorelle minori, andate spose a nobiluomini italiani.

In seguito alla prematura morte del padre, ancora bambina fu al centro di complicati accordi matrimoniali in quanto la sua dote comprendeva lo stato: il 10 novembre 1734 furono firmati i contratti matrimoniali con il Principe Eugenio Giovanni Francesco di Savoia-Soissons, Duca di Troppau e Conte di Soissons, cadetto dei Savoia. Il futuro sposo, appena ventenne e quindi di dieci anni più grande della principessa, morì di sifilide a Mannheim esattamente quattordici giorni dopo.[1]

In breve tempo iniziarono di nuovo lunghe consultazioni tra le dinastie italiane, straniere e l'Impero, al centro anch'esso di lotte per la successione a Carlo VI: tra tutti la spuntò il Duca di Modena Francesco III, che assicurò allo stato un futuro sbocco sul Tirreno costringendo alle nozze il proprio figlio appena quattordicenne Ercole Rinaldo, successore al trono. Le nozze vennero celebrate per procura a Massa nel 1741 senz'alcuno sfarzo, sia per il disinteresse dello sposo che per le scarse risorse finanziarie cybee.

La sovrana di Massa Maria Teresa Cybo

Il matrimonio non fu affatto felice e ciò porto la dinastia estense, per gli stessi motivi toccati in quel secolo ai Medici e ai Gonzaga di Mantova, a una rapida estinzione: dall'unione nacquero nei primi anni due figli, ma dopo aver adempiuto i propri obblighi coniugali lo sposo iniziò a condurre una vita dissipata e corrotta, umiliando Maria Teresa con le sue relazioni aperte con amanti. Maria Teresa, obbligata a soggiornare a Modena, dove comunque poteva contare sulla stima e sull'affetto dei suoceri, tenne costantemente l'abitudine di tornare in estate nella sua patria oltre gli Appennini per occuparsi dei suoi Stati di famiglia. I rapporti sempre più deteriorati col marito portarono la coppia alla separazione definitiva: Maria Teresa si ritirò a Reggio Emilia, allietata solo dalle visite dell'unica figlia Maria Beatrice e del genero Ferdinando d'Asburgo.[2]

Governo illuminato[modifica | modifica sorgente]

Maria Teresa, in linea con la sua epoca, praticò un governo illuminato dimostrando grandi capacità amministrative: nel 1757 riformò l'economia carrarese tramite editti che concedevano gli agri marrniferi alle varie comunità paesane delle cave, fece proseguire e completare una strada che da Massa conducesse a Modena, l'odierna via Vandelli, cercò di creare a Massa un ospedale moderno e, in linea con il giuseppinismo dell'epoca, tentò una riforma del clero locale in vista della creazione da parte del Papa di una diocesi che comprendesse solamente il territorio del ducato, allora accorpato nella diocesi di Luni.

L'Accademia di Carrara[modifica | modifica sorgente]

Cybo-Malaspina
Sovrani di Massa, Carrara, Moneta ed Avenza
Coat of arms of the House of Cybo-Malaspina.svg

Ricciarda
Giulio I
Alberico I
Carlo I
Alberico II
Carlo II
Alberico III
Alderano I
Maria Teresa
Maria Beatrice
Madonna della Ghiara,
Reggio Emilia:
tomba della duchessa Maria Teresa

Tra le molteplici opere di rinnovamento iniziate dalla Duchessa, una tra le principali è sicuramente la fondazione di un'Accademia d'Arte a Carrara. Nel 1757, accogliendo il suggerimento di Giovanni Domenico Olivieri, scultore carrarese che aveva vissuto alla corte di Spagna e collaborato alla fondazione dell'Accademia di Madrid, Maria Teresa aveva promulgato gli statuti di un'Accademia intitolata a San Ceccardo (vescovo di Luni e patrono di Carrara), che avrebbe dovuto curare la preparazione alle delle tre arti principali, pittura, scultura e architettura. Esisteva ovviamente in loco una precedente tradizione di avviamento alla scultura, che avveniva favorita dalla antica metodo della bottega: singoli privati avevano uno studio in Carrara -allora famoso come quello del Baratta al Baluardo- e si facevano mecenati dei propri allievi.[3]

Il primo tentativo rimase però lettera morta se, dodici anni dopo, il 26 settembre 1769 Maria Teresa, con un successivo chirografo, sancisse l'atto di fondazione ufficiale dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, eliminando però dal suo statuto il corso di Pittura: furono infatti istituite le sole sezioni della Scuole di Scultura e di Architettura perché l'Accademia, così creata, promuovesse lo sviluppo di arti legate alla locale industria e il commercio del marmo. Il Direttore primario della Scuola di Scultura fu Giovanni Antonio Cybei; l'ispettore della Scuola di Architettura fu Filippo Del Medico, che progettò anche la sede dell'Accademia (l'attuale Palazzo Rosso, che ospita ora la Biblioteca Civica locale), i cui lavori iniziarono nel 1771.

Nel 1781 Maria Teresa istituì una tassa sui marmi per finanziare i costi della scuola ma la morte della fondatrice nel 1790, la lontananza dalla città della nuova duchessa, che risiedeva a Milano con il marito e la bufera giacobina portarono in decadenza l'istituzione, che si riprese quando lo stile Impero prima e il neoclassicismo dopo riportarono in auge architetture e sculture marmoree. Morì nel 1790 e venne sepolta nella Basilica della Madonna della Ghiara di Reggio Emilia.[4]

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Dopo la nascita dei primi due figli la coppia visse separata:

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ducato di Massa e Carrara.

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Maria Teresa Cybo-Malaspina Padre:
Alderano I Cybo-Malaspina
Nonno paterno:
Carlo II Cybo-Malaspina
Bisnonno paterno:
Alberico II Cybo-Malaspina
Trisnonno paterno:
Carlo I Cybo-Malaspina
Trisnonna paterna:
Brigida Spinola, patrizia genovese
Bisnonna paterna:
Fulvia Pico della Mirandola
Trisnonno paterno:
Alessandro I Pico della Mirandola
Trisnonna paterna:
Laura d'Este
Nonna paterna:
Teresa Pamphili
Bisnonno paterno:
Cardinale Camillo Pamphili
Trisnonno paterno:
Pamphilio Pamphili
Trisnonna paterna:
Olimpia Maidalchini
Bisnonna paterna:
Olimpia Aldobrandini
Trisnonno paterno:
Giorgio Aldobrandini
Trisnonna paterna:
Ippolita Ludovisi
Madre:
Ricciarda Gonzaga
Nonno materno:
Camillo III Gonzaga
Bisnonno materno:
Alfonso II Gonzaga
Trisnonno materno:
Camillo II Gonzaga
Trisnonna materna:
Catalina d' los d' Aquino d' Aragona
Bisnonna materna:
Ricciarda Cybo-Malspina
Trisnonno materno:
Carlo I Cybo-Malaspina
Trisnonna materna:
Brigida Spinola, patrizia genovese
Nonna materna:
Matilde d'Este
Bisnonno materno:
Sigismondo d'Este, marchese di San Martino
Trisnonno materno:
Filippo d'Este, marchese di Lanzo
Trisnonna materna:
Margherita di Savoia
Bisnonna materna:
Principessa Teresa Maria Grimaldi
Trisnonno materno:
Ercole Grimaldi, principe ereditario di Monaco
Trisnonna materna:
Aurelia Spinola dei principi della Molietta

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Raffo, p.3
  2. ^ Chiappini, p. 46
  3. ^ Raffo, p.6
  4. ^ Chiappini, p. 70

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Lorenzo Chiappini, Gli Estensi, Milano 1967.
  • Olga Raffo, Maria Teresa Cybo Malaspina d'Este, Lucca 2003.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Duchessa di Massa e Principessa di Carrara Successore Cybo-Malaspina-stemma.jpg
Alderano I 1731-1790 Maria Beatrice