Ducato di Modena e Reggio

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Ducato di Modena e Reggio
Ducato di Modena e Reggio – Bandiera Ducato di Modena e Reggio - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Motto: Dextera Domini exaltavit me
(La destra del Signore mi ha esaltato)
Ducato di Modena e Reggio - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Ducato di Modena e Reggio
Nome ufficiale Ducatus Mutinae et Regii
Lingue parlate latino, italiano
Inno Serbi Dio
Capitale Modena
Dipendente da Sacro Romano Impero, Stato Pontificio, Impero d'Austria
Politica
Forma di governo monarchia assoluta
Duca elenco
Nascita 1452 con Borso d'Este
Causa Concessione del titolo di duca a Borso d'Este da parte di Federico III
Fine 11 giugno 1859 con Francesco V d'Asburgo-Este
Causa Annessione alle Province Unite del Centro Italia
Territorio e popolazione
Bacino geografico Emilia centrale, Ferrarese, Garfagnana, Lunigiana,
Territorio originale Comune di Modena, Reggio, Mirandola, Frignano, Garfagnana, Lunigiana, Massa e Carrara e Guastalla
Massima estensione 6019, km² nel 1850
Popolazione 575,410 nel 1854
Economia
Valuta soldo, bolognino, scudo, tallero modenese
Commerci con Stati italiani
Religione e società
Religioni preminenti cattolicesimo
Religione di Stato cattolicesimo
Religioni minoritarie ebraismo
Classi sociali aristocrazia, clero, borghesia, popolo
Evoluzione storica
Preceduto da Modena-Stemma it.png Libero Comune di Modena
Reggio Emilia-Stemma.png Libero Comune di Reggio
Coat of arms of the House of Este (1535).svg Marchesato di Ferrara
Provincia di Massa-Carrara-Stemma.png Ducato di Massa e Carrara
Guastalla-Stemma.png Ducato di Guastalla
Succeduto da Flag of Italy.svg Province Unite del Centro Italia

Il Ducato di Modena e Reggio, la cui capitale fu Modena, fu uno Stato esistito dal 1452 al 1796 e dal 1815 al 1859, sotto il dominio della famiglia degli Este e poi degli Asburgo-Este.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1859 confinava a nord con il Regno Lombardo-Veneto, ad est con lo Stato Pontificio ed il Granducato di Toscana, a sud con il mar Ligure e ad ovest con il Regno di Sardegna ed il Ducato di Parma e Piacenza. La capitale era Modena.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine: i domini estensi[modifica | modifica wikitesto]

Il libero comune di Modena nel 1288, a causa di lotte intestine fra le nobili famiglie locali, aveva rinunciato alla libertà comunale con la dedizione ad Obizzo II d'Este, marchese di Ferrara. Un anno dopo anche Reggio si offrì ad Obizzo II che divenne così signore di queste due province come feudatario dell'imperatore, mentre a Ferrara lo era del papa.

Nel 1452 Borso d'Este (1413-1471) ricevette dall'imperatore Federico III il titolo di duca di Modena e Reggio e nel 1471 dal Papa Paolo II il titolo di duca di Ferrara.

La perdita di Ferrara[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 ottobre 1597 morì il duca Alfonso II, che non aveva avuto figli nonostante si fosse sposato tre volte e sebbene il famoso astrologo Nostradamus gli avesse previsto la nascita di un figlio maschio dalla terza moglie.

Alfonso II aveva designato per testamento il cugino Cesare come suo erede e successore, ma non venne riconosciuto dal papa Clemente VIII (Ippolito Aldobrandini di Fano) che, dopo circa 260 anni di buon governo degli estensi del feudo papale, voleva rientrare in pieno possesso di Ferrara, divenuta nel Cinquecento un centro di alto valore artistico e culturale e con una corte splendida.

Il papa riteneva infatti Cesare discendente illegittimo di Alfonso I, che aveva sposato prima Anna Maria Sforza e poi, morta questa, Lucrezia Borgia e aveva avuto quattro figli, due legittimi: Ercole II che gli successe e Ippolito II cardinale e due da Laura Dianti che, con scarsa fantasia, aveva chiamato Alfonso e Alfonsino.

Le cronache del tempo narrano che Alfonso I "per soddisfare la sua esuberanza [...] si provvide di una concubina" Laura Dianti, figlia di un berrettaio di Ferrara, che sposò poi poco prima di morire e alla quale donò la Delizia del Verginese e assegnò al figlio Alfonso il territorio di Montecchio, elevato a marchesato dall'imperatore Ferdinando. Alfonso sposò Giulia della Rovere figlia del Duca di Urbino e da questo matrimonio nacque Cesare, che il papa non volle ritenere discendente legittimo degli estensi, appellandosi ad una bolla papale di Pio V che escludeva dalle successioni nei feudi pontifici i discendenti illegittimi.

Clemente VIII scomunicò Cesare quando si proclamò duca e inviò le sue truppe comandate dal nipote cardinale Aldobrandini a Faenza ai confini del ducato. A Cesare, di animo mite, tradito anche dagli alleati sui quali aveva contato, non restò che cedere. Il ducato si ridusse alle due sole province di Modena e Reggio, feudi imperiali e non pontifici, con Modena capitale preferita a Reggio dal nuovo duca.

XVII - XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Vicende belliche successive fecero acquisire agli Este la sovranità sul Ducato della Mirandola, il Principato di Correggio e la Contea di Novellara, in precedenza stati autonomi. Dagli inizi del XV secolo era entrata a far parte del ducato anche buona parte della Garfagnana.

Nel 1796 il ducato venne occupato da Napoleone e divenne parte della Repubblica Cispadana. Con il Congresso di Vienna il ducato passò a Francesco IV Asburgo Este, che ereditò, nel 1829 dalla madre anche i territori del Ducato di Massa e Carrara ottenendo lo sbocco sul mare. Con il pacifico trattato di Firenze, nel 1847 al Ducato fu incorporata la provincia di Guastalla, prima appartenente al Ducato di Parma e Piacenza, e si arrivò quindi alla massima espansione territoriale.

Il suo territorio, assieme a Parma e alla Toscana, divenne parte delle province unite dell'Italia centrale annesse al Regno di Sardegna dal 1860.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

  • 27 ottobre 1597: Cesare d'Este diventa duca di Ferrara, Modena e Reggio ed entra poi definitivamente in possesso di Sassuolo, già appartenente alla famiglia dei principi Pio.
  • 13 gennaio 1598: con le convenzioni faentine lo Stato Pontificio retto da Clemente VIII entra in possesso di Ferrara. Modena diventa la capitale del Ducato sotto il governo del duca Cesare.
  • 1628: diviene duca Alfonso III d'Este che sposa Isabella di Savoia, la quale muore dando alla luce il quattordicesimo figlio lasciando Alfonso nella disperazione, che lo porta a maturare l'idea di farsi frate.
  • 1629: Alfonso prende i voti di Cappuccino col nome di Giovanni Battista da Modena ed abdica a favore del figlio Francesco I d'Este.
    Il confine occidentale del Ducato prima e dopo la firma del Trattato di Firenze.
  • 1632: inizia la costruzione del Palazzo ducale di Modena, oggi sede dell'Accademia militare.
  • 1658: Alfonso IV d'Este succede a Francesco I.
  • 1659: Alfonso IV è investito del Principato di Correggio.
  • 1662: Alfonso IV muore: reggenza di sua moglie Laura Martinozzi per il figlio Francesco II d'Este che ha due anni.
  • 1674: Francesco II a 14 anni prende i pieni poteri, approfittando dell'assenza della madre che era andata in Inghilterra per il matrimonio della figlia quindicenne Maria Beatrice con il duca di York erede al trono d'Inghilterra.
  • 1694: muore Francesco II.
  • 1695: il cardinale Rinaldo d'Este, zio di Francesco, diviene duca di Modena rinunciando alla porpora con dispensa del papa e sposando Carlotta Felicita di Brunswick-Lüneburg per assicurare la discendenza a casa d'Este, essendo morto Francesco II senza lasciare figli.
  • 1º agosto 1702: a seguito degli eventi bellici della Guerra di successione spagnola i francesi di Luigi XIV entrano in Modena.
  • febbraio 1707: il duca Rinaldo, con l'aiuto dell'esercito imperiale, rientra a Modena e ripristina la sovranità legittima.
  • 1707: Rinaldo compera dall'Impero il Ducato di Mirandola e di Concordia.
  • 1721: inizia la costruzione della villa di Rivalta presso Reggio di Lombardia.
  • 1737: Rinaldo è investito dei feudi di Novellara e Bagnolo.
  • 1737: Francesco III d'Este succede al padre Rinaldo.
  • 1738: inizia la costruzione della Via Vandelli per collegare le città di Modena, Massa e Carrara
  • 1740: guerra di successione in Austria.
  • 1741: gli austriaci invadono il Ducato e Francesco III fugge.
  • 1746: Francesco III, a corto di denaro, vende per centomila zecchini d'oro veneziani ad Augusto III, re di Polonia ed elettore di Sassonia, 100 prestigiosi dipinti della galleria estense che emigrano a Dresda dove tuttora si trovano. La galleria una delle migliori d'Europa viene così declassata pur restando valida anche per effetto degli acquisti operati dai duchi successori.
  • 1748: Trattato di Aquisgrana.
  • 1753: Francesco III viene nominato governatore della Lombardia risiedendo nella Villa d'Este fatta da lui costruire a Varese e governando da lì anche Modena dove fa numerosi interventi urbanistici fra cui la costruzione di un grande ospedale e dell'Albergo dei poveri, oggi palazzo dei Musei. Una sua statua equestre fatta erigere dai modenesi riconoscenti verrà distrutta a martellate da un fanatico, che voleva farsi dei meriti con Napoleone giunto a Modena e dispersa.
  • 1761: il Duca apre al pubblico la Biblioteca Estense di Palazzo ducale ed il giardino ducale.
  • 1780: Ercole III d'Este succede al padre Francesco III, sposa Maria Teresa Cybo Malaspina, figlia unica, che gli porta in eredità il Ducato di Massa e Carrara, che passerà poi alla figlia Maria Beatrice Ricciarda già promessa sposa ad un arciduca d'Asburgo al quale o alla sua discendenza Francesco III, dal momento che Ercole III non aveva figli legittimi maschi, aveva assicurato anche la possibilità di assumere il nome d'Este e di succedere nei domini estensi.
  • 1796: invasione dei francesi: Napoleone Bonaparte arriva a Modena ed Ercole nomina un reggente nella persona di Benedetto d'Este, figlio naturale di Francesco III, e ripara a Venezia accompagnato dalla favorita Chiara Arini cantante, che sposò poi morganaticamente. Benedetto conclude un accordo con Napoleone in base al quale il duca, o chi per esso, s'impegna a pagare 7 milioni e mezzo di lire francesi in tre rate e a cedere gratis venti fra i migliori quadri della galleria. In cambio Napoleone s'impegna a garantire che le sue truppe passando per il territorio del ducato non avrebbero fatto perquisizioni pagando il giusto prezzo per ogni cosa acquistata. Il duca rifiuta di pagare alcunché nonostante abbia portato con sé a Venezia il tesoro dello stato sostenendo che ne è proprietario, e Benedetto è costretto a contrarre debiti forzosi, a gravare sui cittadini e depredare chiese e monasteri dei loro capolavori mentre le opere d'arte prendono la strada di Parigi. Ercole III è raggiunto a Venezia da un gruppo di armati francesi che gli impongono il pagamento di duecentomila zecchini, poco meno di 7 quintali d'oro. A palazzo Rangoni a Modena si riuniscono i delegati di Modena, Reggio, Bologna e Ferrara che insieme formano la Repubblica Cispadana, cui segue un secondo congresso a Reggio Emilia in cui viene proclamato come bandiera il tricolore e vengono aboliti tutti i titoli nobiliari.
  • 1797: Napoleone fa confluire la repubblica cispadana in quella cisalpina.
  • 1803: Ercole III muore in esilio. Si estingue così la discendenza maschile in linea diretta.
  • 1805: Napoleone si fa proclamare imperatore dei francesi e re d'Italia, vengono ripristinati i titoli nobiliare e abolito l'appellativo di "cittadino". Passando da Modena viene accolto con entusiasmo, alloggiato con sfarzo nel palazzo ducale e lì riceve le chiavi della città
  • 1814: Napoleone è sconfitto. Dopo il congresso di Vienna a Modena viene restaurato il ducato sotto la sovranità di Francesco IV, nato da Ferdinando d'Asburgo-Este e da Maria Beatrice d'Este, figlia di Ercole III d'Este erede dal padre del Ducato di Modena e Reggio e dalla madre Maria Teresa Cybo-Malaspina del Ducato di Massa e Principato di Carrara.
  • 1820: Francesco IV emette un decreto contro i carbonari e nel 1822 il Tribunale di Stato processa quarantasette persone accusate di appartenere alla Carboneria, di cui nove vengono condannate a morte, a pagare con la morte però è solo il sacerdote don Giuseppe Andreoli.
  • 1831: Insurrezione di Ciro Menotti. Francesco IV fa imprigionare e poi impiccare Ciro Menotti e Vincenzo Borelli.
Cippo di confine che segnava il confine tra il Ducato di Modena e quello di Parma presso Migliara di Casina.

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  • 1834: Francesco IV fa costruire a Modena il Foro Boario "a onore e comodo dei fedeli agricoli", ma questi non gradiscono e il fabbricato rimane vuoto, i fornici vengono chiusi e il grande fabbricato è adibito in seguito ai più svariati usi. Oggi è la sede della facoltà di economia dell'Università.
  • 1839: inizia la costruzione del Teatro Comunale di Modena, inaugurato nel 1841 su progetto dell'Architetto Ducale Francesco Vandelli.
  • 1846: Francesco V d'Este succede al padre Francesco IV.
  • 1847: in attuazione del Trattato di Firenze, alla morte di Maria Luigia d'Austria il Ducato di Modena incorpora il Ducato di Guastalla e si operano rettifiche di confini col Parmigiano; in virtù del medesimo trattato si annettono i territori garfagnini e lunigianesi di Minucciano, Castiglione di Garfagnana (di fatto governato da Modena fin dal 1820), Gallicano e Montignoso, già appartenenti al Ducato di Lucca.
  • 1848: Francesco V si allontana per qualche mese da Modena, causa i moti insurrezionali.
  • 1850: viene acquisito Rolo, ex «enclave» del Lombardo-Veneto in territorio ducale.
  • 1856: inaugurato a Reggio Emilia il grandioso Teatro Municipale.
  • 11 giugno 1859: Francesco V lascia per sempre il Ducato, dopo la sconfitta degli austriaci a Magenta, seguito a Mantova da 3500 soldati fedelissimi e 118 ufficiali comandati dal generale Saccozzi che costituiscono la cosiddetta Brigata Estense. Porta con sé gli ori e tutte le cose preziose di famiglia e anche 80 ergastolani in catene che vengono rinchiusi nelle carceri di Mantova. A Modena giunge Luigi Carlo Farini, commissario regio del Governo piemontese, nominato in seguito dittatore, e poi governatore di tutta l'Emilia, di cui viene proclamata l'annessione al Piemonte assieme alla Toscana.
  • 1860: in forma plebiscitaria i modenesi approvano l'annessione al Regno di Sardegna.
  • 1863: a Vienna viene chiusa l'ambasciata (detta Legazione) estense e l'esercito del Duca ancora a lui fedele e stanziato in Veneto (la Brigata Estense), con una commovente cerimonia il 24 settembre è sciolto a Cartigliano (Vicenza).
  • 1875: a Vienna muore il 20 novembre Francesco V, ultimo duca di Modena, e viene sepolto nella Cripta Imperiale della chiesa dei cappuccini.

Lista dei Duchi di Modena[modifica | modifica wikitesto]

Duchi di Ferrara, Modena e Reggio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duchi di Modena e Reggio.

Nel 1452 Borso d'Este ottiene dall'imperatore Federico III il titolo di duca di Modena e Reggio e nel 1471 quello di duca di Ferrara, capitale del ducato. Ferrara ridiventò possedimento papale sotto Clemente VIII nel 1597, dopo la rinuncia del duca Cesare a causa di problemi nella successione legittima.

Ordini equestri[modifica | modifica wikitesto]

  • Croce d'Anzianità di servizio (1852)
  • Ordine dell'Aquila Estense (1855)

Divisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Per tutto il XVIII secolo lo stato estense continuò ad essere amministrato come una unione degli antichi principati che lo componevano, ognuno mantenendo proprie magistrature e organi amministrativi:

Dopo le annessioni napoleoniche anche questo stato italiano fu pesantemente influenzato dalla riorganizzazione amministrativa francese che istituì prefetture e province. Nel 1859 il Ducato Estense era suddiviso in sette province:

Ogni provincia era suddivisa in comuni, i quali ammontavano in totale al numero di 68. I comuni erano divisi in tre classi: prima, seconda e terza. I comuni di prima e seconda classe erano governati da un podestà. Quelli di terza erano amministrati da un sindaco. Solamente Modena e Reggio erano comuni di prima classe.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Le principali strade del Ducato di Modena e Reggio erano:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Costruzione della ferrovia Milano-Bologna.

Negli anni '50 dell'Ottocento si iniziò a dibattere sulla costruzione di una linea ferroviaria che unisse Milano a Bologna. Tuttavia il duca Francesco era piuttosto interessato ad una linea che, unendo la piazzaforte militare di Mantova al porto di Livorno, passasse attraverso i suoi dominii e non a quelli dei Savoia.

Il 21 luglio 1859 venne completata la ferrovia Milano-Bologna che attraversava latitudinalmente il territorio estense dal confine col parmense sull'Enza a quello con lo Stato Pontificio a Castelfranco. Dieci giorni prima era stato firmato l'armistizio di Villafranca che di fatto segnava la fine del Ducato di Modena e Reggio.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Con l'acquisizione nel 1829 del ducato di Massa e Carrara, Modena poté ottenere un piccolo sbocco sul mar Tirreno. Lungo la costa vi erano due porti: Avenza nel territorio di Carrara e San Giuseppe nel territorio di Massa.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La religione predominante nel Ducato di Modena e Reggio era quella cattolica romana. Vi erano cinque episcopati, 755 parrocchie e un'abbazia, quella di Nonantola. I vescovadi erano quelli di:

Alcune parrocchie del Ducato erano dipendenti da episcopati di altri Stati, ed erano Parma, Sarzana, Lucca e Pontremoli.

Erano presenti sul territorio estense anche alcune comunità ebraiche. Le principali erano quelle di Modena, Reggio, Scandiano, Finale, Correggio, Carpi e Novellara.

Monetazione e francobolli[modifica | modifica wikitesto]

Numismatica[modifica | modifica wikitesto]

Nel Ducato di Modena era adottato il sistema monetario francese, ma, dopo l'unione doganale con l'Impero d'Austria era impiegato anche quello austriaco. Erano usate anche le antiche monete locali quali il soldo, il bolognino e il tallero modenese. A partire dalla Restaurazione, il Ducato di Modena cessa di coniare monete[1].

Filatelia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Filatelia degli antichi stati italiani#Ducato di Modena.

Nel 1852 il Ducato di Modena emise i suoi primi francobolli, a disegnarli fu Tommaso Rinaldi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Catalogo Nazionale delle Monete Italiane dal '700 all'Euro, gigante editore, 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mauro Sabbattini, Dizionario Corografico del Ducato di Modena, Milano, Stabilimenti Civelli Giuseppe e C., 1854
  • Atti e memorie della Deputazione di storia patria per le antiche province modenesi, Modena 1956 e 1986
  • Luigi Amorth, Modena capitale, Martello editore, Milano 1967
  • Benedetti, Biondi, Boccolari, Golinelli,Righi, Modena nella storia, Edizioni il Fiorino, Modena 1992
  • Silvio Campani, Compendio della storia di Modena, Ediz. Aldine, Modena 1992
  • G. Carlo Montanari, I fedelissimi del duca. La brigata estense, Edizioni il Fiorino, Modena 1995
  • Bruno Rossi, Gli Estensi Mondadori, Milano 1972
  • G. Panini, La famiglia Estense da Ferrara a Modena, Ed. Armo, Modena 1996
  • Aedes Muratoriana, Modena 1977 Giornale della Reale Ducale Brigata Estense Ristampa anastatica
  • Nicola Guerra, I filoestensi apuani durante il processo di unità nazionale: condizioni sociali e fuoruscitismo in “Rassegna Storica Toscana”, Leo S. Olschki Editore, Firenze 2003
  • Alberto Menziani, La caduta del ducato di Modena: dalla battaglia di Magenta ai trattati di Villafranca e di Zurigo, in "Atti e Memorie della Deputazione di storia patria per le antiche provincie modenesi", s. XI, vol. XXXIII, 2011, pp. 231-260.
  • Claudio Maria Goldoni, Atlanti Estensi' Modena 2012

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]