Pace di Zurigo
La pace di Zurigo, che concluse la seconda guerra di indipendenza, fu negoziata e siglata fra il 10 e l'11 novembre 1859: gli Asburgo cedevano la Lombardia alla Francia, che l'avrebbe assegnata ai Savoia, mentre l'Austria conservava il Veneto e le fortezze di Mantova e Peschiera. I sovrani di Modena, Parma e Toscana avrebbero dovuto essere reintegrati nei loro Stati, così come i governanti papalini a Bologna. Tutti gli stati italiani, incluso il Veneto ancora austriaco, avrebbero dovuto unirsi in una confederazione italiana, presieduta dal papa.
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[modifica] Premesse
L'8 agosto a Zurigo si apre la Conferenza di pace, dove l'Austria non voleva nemmeno la presenza dei plenipotenziari piemontesi. La Francia era rappresentata dall Conte Bourqueney e da March. di Banneville, l' Austria dal Barone di Meysembug e dal Conte Karoly, il Regno di Sardegna dal Cav. Desambrois. Di fatto le trattative furono fatte solo da Francia ed Austria e le condizioni furono raggiunte facilmente: La Lombardia, eccetto Mantova (fortezza del quadrilatero), era ceduta alla Francia e il Piemonte poteva solo accettare o rifiutare il regalo del retro-passaggio di tale regione.
[modifica] La Pace e le sue conseguenze
La difficile pace fu firmata dal rappresentante del Re di Sardegna solo a novembre.
In realtà l'intera costruzione della Pace di Zurigo venne in breve tempo travolta: La Confederazione con a capo il Papa, attuazione questa dei principi di Vincenzo Gioberti, non si attuò: I sovrani spodestati non tornarono nei loro stati. L'indirizzo dell'unità di Italia avvenne in senso decisamente monarchico ed unitario, facendo tramontare idee federaliste. Pertanto l'attenzione a un esercito federale rimase solo teorica. Napoleone III gradiva invece una tale situazione che si avvicinava all'opinione benpensante europea e non era sgradita ai cattolici francesi, su cui l'imperatore si appoggiava in politica interna.
Le uniche parti attuate della pace di Zurigo furono quelle relative alla Lombardia, già di fatto dopo l'armistizio di Villafranca annesse al Piemonte e di lì a poco costituirono il nucleo centrale del rinato Regno d'Italia. L'obiettivo dei negoziatori piemontesi di ottenere Mantova e Peschiera fallirono, lasciando perciò le formidabili fortificazioni del quadrilatero in mano austriaca Il che costituì una grande svantaggio militare per la successiva Terza Guerra di indipendenza
La pace tratta minuziosamente le sorti del debito pubblico, amministrato dal Monte Lombardo-Veneto, scendendo a risolvere persino questioni ereditate dal Monte Napoleone per i debiti nascenti dal passato napoleonico.
Anche in questo i desiderata piemontesi fallirono in pieno.
La minuziosità delle norme relative alle concessioni ferroviarie dipendevano dal fatto della grande attenzione che gli investitori internazionali attribuivano alle costruzioni delle linee ferrate.
[modifica] I compensi alla Francia
Dopo gli accordi di Plombières, l'Alleanza sardo-francese aveva stabilito un compenso alla Francia in cambio del suo intervento: Nizza e la Savoia. L'obiettivo di cacciare l'Austria dal Veneto non era stato raggiunto e pertanto a Zurigo non ci fu nessun accenno alla questione, che arriverà a maturazione solo come prezzo per l'Unità del Regno d'Italia.
[modifica] Il Superamento della pace di Zurigo
La pace di Zurigo, che del resto aveva visto le sue clausole disattese, fu superata anche a livello della diplomazia internazionale quando il 24 marzo 1860, Camillo Cavour sottoscrisse la cessione della Savoia e della italianissima Nizza alla Francia ed ottenne, in cambio, il consenso dell'Imperatore all'annessione di Toscana ed Emilia-Romagna al Regno di Sardegna. Sulla scia di tale situazione Giuseppe Garibaldi compì l'impresa dei Mille e Vittorio Emanuele II poté diventare re d'Italia
[modifica] Bibliografia
- Le conferenze e la pace di Zurigo nei documenti diplomatici francesi. 3. serie: 1848-1860. Volume unico (11-12 luglio 1859-24 giugno 1860) / a cura di Armando Saitta. - Roma: Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, 1965. - X, 410 p. ; 27 cm.
- Deutsch W., Il tramonto della potenza asburgica in Italia. I Preliminari di Villafranca e la Pace di Zurigo, Firenze, 1960
[modifica] Voci correlate
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