Pio di Savoia

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Pio
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Inquartato: nel 1º di rosso, alla croce d'argento, colla bordura d'azzurro bisantata d'oro; nel 2º e 3º fasciato di rosso e d'argento di quattro pezzi; nel 4º d'oro, al leone di verde; il tutto abbassato sotto il capo dell'Impero.
Stato Carpi
Titoli Cross pattee.png Signori di Carpi
Cross pattee.png Principi di San Gregorio da Sassola, Duchi di Nocera de' Pagani
Fondatore Manfredi
Data di fondazione XII secolo
Data di deposizione 1530
Etnia italiana

I Pio sono una casata feudale che ebbe dal secolo XI la signoria di Quarantola in Lombardia. Ebbero la sovranità sulla città di Carpi e su alcuni territori vicini tra i secoli XIV e XVI, finché la città non venne annessa ai territori degli Estensi nel 1530.

La famiglia è iscritta nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano con i titoli di Principe (mpr) e Conte (m), Don e Donna, Nobile di Carpi (m), Patrizio di Ferrara (m).[1]

Il primo personaggio ricordato della famiglia è tale Manfredi il cui figlio Bernardo fu padre del Pio podestà di Modena tra il 1177 e il 1178. Seguirono quindi il figlio Lanfranco (1205-1252) e il figlio di questi Federico (1230-1267). Manfredi I (1269-1348), figlio di Federico e di Agnese da Gorzano, fu vicario imperiale di Modena tra il 1329 e il 1336 insieme al cugino Guido Pio, ottenendo quindi il feudo di Carpi dagli Estensi.

Signori di Carpi[modifica | modifica sorgente]

Cardinali Pio di Savoia[modifica | modifica sorgente]

(tra parentesi l'anno della nomina)

Signori di Sassuolo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1496 Giberto e Alberto Pio, cugini, essendosi scontrati più volte per il controllo di Carpi, chiesero l'arbitrato del duca Ercole I d'Este, di cui erano vassalli, per comporre il dissidio. Il duca, interessato ad indebolire l'unità della Signoria di Carpi, deliberò con un lodo l'anno successivo che Giberto avrebbe dovuto cedere agli Este i suoi diritti sulla metà del feudo di Carpi e il feudo di Soliera ricevendo in cambio l'investitura a Signore di Sassuolo per sé e i suoi discendenti. Giberto era sposato con Eleonora Bentivoglio e dal 1499 questo ramo dei Pio assunse la Signoria di Sassuolo per la durata di un secolo; fino a quando cioè, Marco Pio, pronipote di Giberto, morì in un attentato, probabilmente ordito dal nuovo duca di Modena Cesare d'Este, il 10 novembre 1599. In seguito alla morte di Marco Pio, che era sposato a Clelia Farnese ma senza eredi diretti, il duca Cesare poté così esautorare la casata (illegalmente, a dir il vero, privando cioè dei suoi diritti lo zio di Marco, Enea Pio) e restaurò dopo un secolo il dominio diretto della casa d'Este su Sassuolo. In tal modo il duca Cesare ottenne il duplice risultato di aumentare le entrate dello stato Estense, in crisi profonda dopo la perdita della capitale Ferrara, e bloccò i tentativi di Marco Pio di affrancare Sassuolo dal controllo degli Este e rendere autonoma la propria Signoria, avendo questi chiesto qualche anno prima al papa Clemente VII la concessione ai Pio di Sassuolo il titolo di duca e poi, nel 1598 all'imperatore Rodolfo II il titolo di Principe del Sacro Romano Impero. Di seguito l'elenco dei Signori di Sassuolo:

Principi di San Gregorio da Sassola, Duchi di Nocera de' Pagani[modifica | modifica sorgente]

Il cardinale Carlo Pio di Savoia (1654) ottenne nel 1655 il Principato di San Gregorio da Sassola, il cui possesso rimase alla famiglia sino al 1840 circa.

Il primo principe fu Luigi Pio di Savoia (1634 - 1665), fratellastro del cardinale Carlo Pio di Savoia, che acquistò materialmente il Principato ma non poteva ottenerne il titolo essendo un ecclesiastico. Alla morte di Luigi, il titolo passò al fratello Gilberto (1639 - 1676).

A Gilberto successe il figlio Francesco Pio di Savoia (1672-1723) già trasferito presso la corte spagnola a Madrid, che mantenne tuttavia tra i tanti titoli acquisiti in Spagna anche quello di "Principe di San Gregorio".

Attraverso Giovanna de Moura, moglie di Gilberto, i Pio di Savoia entrarono in possesso anche del titolo di duca di Nocera. Nel 1707, infatti, Giovanna de Moura rinunciò a al ducato, non volendo prestare giuramento presso il sovrano austriaco di Napoli Carlo VI e fu spogliata di tutti i suoi feudi, compreso Nocera. Tale titolo entrò in possesso nel 1709 di suo cognato, Luigi Pio di Savoia. Luigi rimase duca di Nocera fino al 1745, tranne che per un breve periodo (1723 - 1725) quando una congiura contro gli austriaci lo privò del titolo.

Alla morte di Gilberto, il Principato in Italia passò al figlio Gisberto Pio di Savoia (1717 - 1776), che divenne anche duca di Nocera quando nel 1745 Luigi lasciò Nocera de' Pagani.

Morto quest'ultimo senza discendenza, gli succedette la sorella Isabella Maria della Concezione Pio di Savoia (1719 - 1799). Isabella sposò in seconde nozze Antonio José Valcárcel y Pérez Pastor. Morì nel 1799 lasciando il feudo di Nocera alla famiglia del marito.

Attraverso successioni dinastiche il titolo di principi di San Gregorio da Sassola, passò a Bernardina de Velasco, moglie del Duca di Uceda e nipote di Isabella Roca de Togores (nipote a sua volta di Isabella Maria). Da questi, il castello di San Gregorio e delle proprietà agrarie nel territorio furono vendute al Duca de Mayo, e quindi ai Principi Brancaccio.

Dal 1991, il castello è proprietà del Comune di San Gregorio da Sassola. [2]

Altri personaggi[modifica | modifica sorgente]

La famiglia è fiorente e risiede a Roma e San Francisco, California, U.S.A., Firenze e Francoforte sul Meno (Germania).[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c AA.VV, Libro d'oro della nobiltà italiana, Roma, Edizione XXIV, vol.XXX, 2010-2014, p. 365-366
  2. ^ Mario Giagnori, San Gregorio da Sassola, Una città ideale del Seicento, 2008
  3. ^ Marianna de Leyva, nata nel 1575 dal secondo matrimonio della madre Virginia Maria Marino (1541 - 1576), rimasta vedova di Ercole nel 1573, con Martino de Leyva, conte di Monza

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • P. Litta, Le Famiglie celebri italiane, Milano
  • G. Campori, Memorie storiche di Marco Pio di Savoia, Modena, 1876.
  • G. Orlando, Storia di Nocera de' Pagani, Napoli, 1888
  • Società, politica e cultura a Carpi ai tempi di Alberto III Pio, Padova, Editrice Antenore, 1981 (atti della conferenza, Carpi 1978).
  • Alberto Sabatini, Alberto III Pio. Politica, diplomazia e guerra del conte di Carpi. Corrispondenza con la corte di Mantova, 1506-1511, Danae Comunication, 1996 (con riassunto in rete).
  • Matteo Schenetti, "Storia di Sassuolo. Centro della valle del Secchia", Aedes Muratoriana, Modena 1966.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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