Marfisa d'Este

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Ducato di Ferrara
Este

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Marfisa d'Este
Marfisa d'Este
Il Castello estense
Il Castello estense
Francesco d'Este, padre di Marfisa
Francesco d'Este, padre di Marfisa

Marfisa d'Este (c.a.1554-1608) era la figlia di Francesco d'Este e di una sua amante. Suoi nonni paterni erano i duchi di Ferrara Alfonso I d'Este e Lucrezia Borgia. Fu riconsociuta, assieme alla sorella Bradamante (nata nel 1559), sia dal pontefice Gregorio XIII, sia da Alfonso II d'Este[1].

Amante delle arti e della cultura [2], fu protettrice di Torquato Tasso[3].

Il 5 maggio 1578 sposò il cugino Alfonsino di Montecchio, figlio di Alfonso di Montecchio, che morì tre mesi dopo il matrimonio. Nel 1580, convolò a nozze con Alderano Cybo-Malaspina, principe ereditario di Massa e Carrara. La coppia ebbe otto figli[4]:

  • Carlo (1581-1662), erede del padre. Sposò Brigida Spinola da cui ebbe discendenza;
  • Francesco (1584-1616);
  • Odoardo (1585-1612), colonnello sotto l'esercito spagnolo;
  • Cesare (1587-1588), morto bambino;
  • Vittoria (1588-1635), sposa di Ercole Pepoli, conte di Castiglione;
  • Ferdinando (1590-1623), canonico di San Lorenzo a Genova;
  • Alessandro (1594-1639), cavaliere dell'Ordine di Malta;
  • Alfonso (1596).

Il padre Francesco fece costruire, a partire dal 1559, un palazzo che nel 1578 passò in eredità a Marfisa. Tale edificio è oggi noto come Palazzina di Marfisa d'Este. Con la morte della principessa Marfisa avvenuta nel 1608, la palazzina venne lentamente abbandonata[5].

Alla morte del padre, Marfisa ereditò tutti gli edifici di "San Silvestro" assieme a Palazzo Schifanoia.

Con la devoluzione del ducato estense allo stato della Chiesa nel 1598, Marfisa si rifiutò di seguire la famiglia a Modena, rimanendo a vivere a Ferrara insieme al marito nella palazzina ereditata dal padre.

[modifica] Note

  1. ^ http://musei.talete.org/musei/marfisa/1.htm
  2. ^ http://www.artecultura.fe.it/index.phtml?id=382
  3. ^ http://www.artecultura.fe.it/index.phtml?id=383
  4. ^ http://genealogy.euweb.cz/italy/cybo2.html
  5. ^ http://www.artecultura.fe.it/index.phtml?id=382

[modifica] Voci correlate

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