Alfonso I d'Este
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Alfonso I d'Este (Ferrara, 21 luglio 1476 – 31 ottobre 1534) è stato duca di Ferrara, Modena e Reggio.
Figlio di Ercole I d'Este e di Eleonora d'Aragona, nel 1491 sposò Anna Maria Sforza, sorella di Gian Galeazzo Visconti, che morì nel 1502. Quattro anni dopo sposò Lucrezia Borgia, figlia di Alessandro VI.
Dalla seconda moglie ebbe:
- Alessandro d'Este (1505);
- Ercole II d'Este (1508-1559), duca di Ferrara;
- Ippolito II d'Este (1509-1572) , cardinale;
- Eleonora d'Este (1515-1575);
- Francesco d'Este;
- Isabella Maria d'Este (1519-1521).
Dall'amante Laura Dianti ebbe due figli:
- Alfonso d'Este, marchese di Montecchio (1527-1587);
- Alfonsino d'Este (1530-1547).
Succeduto al padre nel 1505, fu coinvolto, e seppe abilmente destreggiarsi, nelle lotte tra Venezia e lo Stato Pontificio, spesso inserite nella più vasta contesa tra Francia e Spagna per il predominio in Italia, tenne la signoria sino al 1534
Repressa la congiura dei due fratelli Ferrante d'Este e Giulio d'Este (1506), nel 1508 fu alleato di Giulio II nella Lega di Cambrai contro Venezia. Nominato gonfaloniere di Sacra Romana Chiesa (1509), in tale qualità occupò il Polesine e sbaragliò i Veneziani a Polesella nel 1509 grazie al contributo del fratello cardinal Ippolito d'Este. Scomunicato e dichiarato teoricamente decaduto dai suoi possessi (1510) per non aver voluto aderire alla pace conclusa dal papa con Venezia, fu anche privato di Modena, Carpi e Mirandola che nel 1511 furono occupate dalle truppe pontificie.
Nella successiva guerra della Lega Santa si alleò allora con la Francia e cooperò con la sua famosa artiglieria alla vittoria di Ravenna (11 aprile 1512). Non ottenne tuttavia concreti vantaggi personali; liberato infatti dalla scomunica, non riottenne però i territori che gli erano stati sottratti e anzi, poco dopo, perse anche Reggio occupata dal duca d'Urbino (1512) e la Garfagnana toltagli dai Lucchesi. Invitato a Roma dal pontefice, mentre era in viaggio i pontefici tentavano di entrare in Ferrara e ci sarebbero riusciti se non si fossero opposti i Colonna. Leone X tentò di far assassinare Alfonso, questi ricomincio la guerra nel 1521, per liberare il Maresciallo di Lescun, assediato a Parma da Prospero Colonna. La morte di Leone X (1 dicembre 1521) salvò casa d'Este da una sicura rovina.
Rientrato in possesso di Reggio solo alla morte di Adriano VI (1523), poté infine riprendere anche Modena (1527) grazie alla sua alleanza con l'impero all'epoca dei contrasti tra Carlo V e Clemente VII. Di nuovo alleato con i Francesi (1528), rischiò la completa rovina alla Pace di Cambrai (1529), ma la sua abile politica gli permise di riaccostarsi ancora una volta a Carlo V il quale nel 1530 gli riconfermò i diritti sulle due città che il papa invece ancora gli contestava. Alla fine di aprile del 1531 una sentenza imperiale confermava i diritti della casa d'Este sopra Modena, Reggio e Rubiera. Amante delle arti e delle lettere, fu il protettore di Ludovico Ariosto.
Morì per una indigestione, morte che curiosamente lo accomuna al fratello Ippolito, e venne sepolto nel Monastero del Corpus Domini. Gli successe il figlio Ercole II d'Este.
[modifica] Bibliografia
- Bacchelli Riccardo. La congiura di don Giulio d'Este. Milano, Trebes, 1931;
- Pietro Balan. Storia d'Italia, vol. V e VI. Modena, 1887.
[modifica] Voci correlate
| Predecessore: | Duca di Ferrara, Modena e Reggio | Successore: |
|---|---|---|
| Ercole I | 1505-1534 | Ercole II |

