Bernardo Dovizi da Bibbiena

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Bernardo Dovizi da Bibbiena
cardinale di Santa Romana Chiesa
Bernardo Dovizi.jpg
Raffaello, Ritratto del cardinal Bibbiena, 1516 circa, Firenze, Galleria Palatina di Firenze
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Nato 2 agosto o 4 settembre 1470, Bibbiena
Creato cardinale 23 settembre 1513 da papa Leone X
Deceduto 9 o 11 novembre 1520, Roma

Bernardo Dovizi da Bibbiena (Bibbiena, 2 agosto o 4 settembre 1470Roma, 9 o 11 novembre 1520) è stato un cardinale e drammaturgo italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Bernardo nacque dalla famiglia dei Dovizi, signori di Bibbiena, capoluogo del Casentino aretino, per questo fu chiamato anche Cardinal Bibbiena o più semplicemente il Bibbiena. Potente uomo della corte medicea, legò il suo destino alla famiglia ducale di Firenze anche quando Piero de' Medici, primo figlio di Lorenzo il Magnifico, venne esiliato da Firenze nel 1494 al tempo della calata del re di Francia Carlo VIII in Italia, anche per la politica di Girolamo Savonarola che spinse i fiorentini alla costituzione di una repubblica che meglio si adattava al controllo del potere da parte del partito savonaroliano sulla città.

Bernardo seguì, come segretario, il cardinale Giovanni de' Medici, futuro papa Leone X, nell'esilio presso la corte di Guidobaldo da Montefeltro a Urbino. Proprio ad Urbino, passata sotto la signoria di Francesco Maria I della Rovere, il Bibbiena ebbe l'occasione di conoscere e frequentare i maggiori artisti di quella corte come Francesco di Giorgio Martini, il Laurana, ma soprattutto stringere amicizia fraterna con Baldassarre Castiglione che contribuì alla buona riuscita scenica della sua unica commedia La Calandria recitata ad Urbino nel 1513.

Il Bibbiena compare anche nell'opera più importante di Castiglione "Il Cortegiano" come uno degli interlocutori principali.

Dopo l'elezione di Leone X, il Bibbiena seguì il Papa a Roma. Fu investito della porpora cardinalizia nel concistoro del 23 settembre 1513, ricevendo la berretta e la diaconia di Santa Maria in Portico il 29 settembre successivo. Come amico e collaboratore di Leone X (che lo chiamava scherzosamente Alter Papa), al Bibbiena furono affidate la corrispondenza papale e delicate missioni diplomatiche. Fu, tra le altre responsabilità che tenne, Legato in Francia dal 1515 al 1518, e di nuovo nel 1520.

Di ritorno da Parigi, Bernardo Dovizi da Bibbiena morì a Roma, forse avvelenato, nel 1520. Fu sepolto nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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