Francesco di Giorgio Martini

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Francesco Sanese
scultore et architetto
Giorgio Vasari, Le Vite, 1568

Francesco di Giorgio Martini (Siena, 1439Siena, 29 novembre 1501) è stato un architetto, teorico dell'architettura, pittore, ingegnere, scultore, medaglista italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Giorgio di Martino del Viva, viene battezzato il 23 settembre 1439 a Siena come Franciescho Maurizio di Giorgio di Martino pollaiolo.

Il periodo di formazione a Siena[modifica | modifica sorgente]

Madonna col Bambino e due santi, Pinacoteca Nazionale di Siena

La sua prima formazione avvenne probabilmente come pittore, nella cerchia di Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, anche se la sua prima commessa documentata, nel 1464, è per una scultura in legno.[1] La sua formazione fu comunque complessa: estesa alla pittura, alla scultura, all'architettura ed allo studio della trattatistica architettonica, compreso Vitruvio.

Ebbe modo anche di studiare manoscritti con le macchine e le invenzioni del Taccola che poi sviluppò nella sua attività di trattatista. Le sue competenze tecniche gli procurarono anche l'incarico di sopraintendere al sistema dei "bottini", che portava acqua a Siena.[2]

Tra il 1463 ed il 1464 sembra si sia recato a Firenze per aggiornarsi sulle novità culturali.[3] Negli stessi anni o poco prima si recò a Roma insieme al Vecchietta, avendo modo di potere osservare i resti dell'architettura classica.

Nel 1469 l'artista fu socio in una bottega del più anziano Neroccio di Bartolommeo Landi, esercitando principalmente la pittura.[4] Si sposò il 3 novembre 1467 con Cristofana di Cristofano di Compagnatico. Ma nel 1468, come si evince da un documento in cui dichiara di aver ricevuto la dote (300 fiorini) della figlia di Antonio di Benedetto Nerocci di Siena, il pittore contrasse un nuovo matrimonio. Si ipotizza che la prima moglie fosse morta di parto qualche mese prima.

Intorno al 1471 lo troviamo operare a Siena con diversi collaboratori e ricevere importanti commesse come l'Incoronazione della Vergine per il Abbazia di Monteoliveto Maggiore. La società con Neroccio venne sciolta, con controversie, nel 1475.

A Urbino e nelle Marche[modifica | modifica sorgente]

Si trasferì a Urbino, presso la corte di Federico da Montefeltro, tra il 1475 ed il 1476, anche se la sua presenza è documentata dal maggio 1477. Ad Urbino Martini visse a lungo e venne impegnato soprattutto come architetto civile e militare, sostituendo Luciano Laurana nel completamento del palazzo Ducale e nella costruzione di residenze e fortificazioni per il duca Federico in tutto il ducato. Non risultando un'attività significativa come architetto a Siena, rimane da chiarire questo nuovo ruolo che gli venne attribuito dal duca Federico forse per la competenze tecnica dimostrata nelle prime raccolte di disegni di macchine e architetture militari, compilate e presentate al Duca da Francesco di Giorgio, che dettero poi vita al famoso Trattato di architettura civile e militare.

Si occupò di un gran numero di progetti e cantieri per i quali non risulta agevole ricostruire il ruolo effettivo, se effettivamente progettuale o di supervisione. In effetti, come per il resto della sua vita, a fronte di pochissime opere documentate, gli sono attribuite, tra molte incertezze, un gran numero di progetti.

Come ingegnere militare partecipò anche a campagne militari del duca di Montefeltro, come farà anche in seguito al servizio della Repubblica senese o del re di Napoli.

Durante il periodo urbinate, la sua fama crebbe molto e divenne così, nella sua poliedricità, una delle figure più importanti della progettazione ingegneristica ed architettonica rinascimentale, uno dei pochi a potersi dire, oltre che artista e tecnico, anche intellettuale umanistico, in grado di leggere Vitruvio.

Dopo la morte del Duca Federico gli impegni ad Urbino si allentarono e Francesco di Giorgio fu attivo anche per Giovanni della Rovere e in città vicine come a Cortona, dove realizzò la Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio (1484-86), a Gubbio, Ancona, e Jesi.

Alla sua opera si devono, in questo periodo, anche due edifici civici, questa volta nelle Marche, che costituiscono anche uno dei migliori esempi di palazzi pubblici della regione: il Palazzo del Governo di Ancona, costruito a partire dal 1484; e il Palazzo della Signoria di Jesi, costruito fra il 1486 e il 1498. Quest'ultimo, una delle sue più mirabili opere, mostra una certa influenza dello stile di Laurana.

Ritorno a Siena[modifica | modifica sorgente]

Nel 1488, a causa delle cariche politiche e diplomatiche affidategli dalla Repubblica senese, torna nella sua città natale dove, nel 1499, viene nominato capomastro dell'Opera del Duomo di Siena. Si occupò anche di rimodernare alcune delle fortificazioni dello stato senese.

Ma Francesco di Giorgio era richiesto in tutta Italia per avere pareri, consulenze, progetti soprattutto nel campo delle fortificazioni. Per esempio nel 1490 Giovanni della Rovere richiese inutilmente il suo ritorno nelle Marche, mentre nello stesso anno Martini si recò da Virginio Orsini per consigliarlo sulla Rocca di Bracciano ed a Milano dove incontrò Leonardo da Vinci, Bramante e Giovanni Antonio Amadeo in occasione di una sua consulenza per l'erezione del tiburio del Duomo di Milano, commissionata da Ludovico Sforza e per la cattedrale di Pavia. Nel 1491 prende parte al concorso di progettazione per la facciata di San Lorenzo.

A Napoli[modifica | modifica sorgente]

Cantiere intorno al bastione difensivo di Castel Nuovo a Napoli

Dal 1491 è impegnato a servizio del re di Napoli; nel 1495, dopo l'occupazione da parte di Carlo VIII, gli fu affidato l'incarico di rendere la fortezza di nuovo inespugnabile, attraverso la costruzione di una doppia cinta muraria, lavori successivamente passati ad Antonio Marchesi. Successivamente si reca insieme ad Alfonso duca di Calabria ad ispezionare le fortezze fino alla Puglia,[5] e ancora nel 1494 è attivo a Napoli come ingegnere militare in occasione della guerra contro Carlo VIII.

Ultimo periodo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1500 torna nuovamente nelle Marche per un sopralluogo alla cupola della Basilica di Loreto che presentava problemi di staticità.

Il Trattato di architettura civile e militare[modifica | modifica sorgente]

Oltre che per la sua opera di architetto ed ingegnere militare l'artista è noto il Trattato di architettura civile e militare scritto durante la sua permanenza presso la corte del Ducato di Urbino.

In realtà Martini aveva cominciato già durante gli anni senesi uno studio grafico e teorico di macchine ed architetture militari i cui risultati sono raccolti in due manoscritti forse predisposti per la sua presentazione al duca Federico:

  • Il Codicetto della Biblioteca apostolica vaticana, che contiene molti disegni di machine, ripresi prevalentemente dagli studi del Taccola.
  • L'Opusculum de architectura, una raccolta di disegni, ora al British Museum.

A Urbino in un ambiente culturalmente all'avanguardia, dove conobbe probabilmente Leon Battista Alberti, le sue ricerche si ampliarono allo studio dell'antico, della lingua latina e di Vitruvio. Una frammentaria traduzione del De architectura è conservata nel codice Magliabecchiano n.141 alla Biblioteca Nazionale di Firenze. Un altro manoscritto non autografo, denominato codice Zichy, contiene l'abbozzo di un trattato conformato come rescrittura dell trattato vitruviano.

Il suo "Trattato" fu una ricerca continua, raccolta in vari manoscritti, e in diverse stesure, ma che possiamo schematizzare come formato da due parti:

  • Trattato I (Architettura, ingegneria e arte militare), risalente probabilmente al periodo 1478-1481: codice Ashburnam 361 (Biblioteca Laurenziana) e codice Saluzziano 148 (Biblioteca Reale di Torino).
  • Trattato II (Architettura civile e militare), risalente probabilmente agli anni novanta: codice Senese S.IV.4 della Biblioteca Comunale di Siena e codice Magliabechiano II.I.141 della Biblioteca Nazionale di Firenze.

Elemento pioneristico nel trattato fu l'uso di numerosissimi disegni, realizzati a chiarimento del testo.

Nell'opera di Francesco di Giorgio hanno un grande rilievo le ricerche relative ai principi innovativi dell'arte fortificatoria detta fortificazione alla moderna, della quale è considerato il fondatore insieme coi fratelli Antonio e Giuliano da Sangallo.

Il corpus teorico di Martini è molto vasto e variegato e comprende anche un'"Opera di architettura" dedicata al Duca Alfonso di Calabria. Una copia del suo trattato, che ebbe grande diffusione e vasta rinomanza, fu in possesso di Leonardo da Vinci che lo commentò minuziosamente; tale copia è conservata nella Biblioteca Laurenziana a Firenze.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Architettura militare[modifica | modifica sorgente]

La Rocca di Mondavio.

Rocche documentate

Rocche illustrate nel trattato.

Il Torrione della Rocca di Cagli.
  • Rocca di Cagli (1478-1482) in parte smantellata nel 1502, aveva forma romboidale con torri circolari lungo il perimetro; di essa rimangono solo alcune parti, tra cui il grande Torrione ancor oggi collegato alla Rocca da un lungo camminamento sotterraneo ("Soccorso converto"). Una cospicua porzione della Rocca è stata inglobata dal Convento dei Cappuccini del 1568 mentre è ancora visibile il puntone con i torricini e la piazza d'arme.

Rocche attribuite

Architettura civile[modifica | modifica sorgente]

Architettura religiosa[modifica | modifica sorgente]

Pittura[modifica | modifica sorgente]

Incoronazione della Vergine, 1472-1474, Pinacoteca Nazionale, Siena.

Scultura[modifica | modifica sorgente]

Il trionfo di Cupido, placchetta bronzea, National Gallery of Art

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Piero Torriti, Francesco di Giorgio Martini, 1993. ISBN 88-09-76173-1
  2. ^ Piero Torriti, op. cit., 1993, pag.43-44.
  3. ^ Piero Torriti, op. cit., 1993
  4. ^ Piero Torriti, op. cit., 1993
  5. ^ G. Volpe (a cura), L'architettura di Francesco di Giorgio Martini, Pesaro, 1994.
  6. ^ E.F.Londei, Progetti di Francesco di Giorgio per il Monastero di santa Chiara in Urbino, in "Annali di architettura", n.10-11,1999,pag.22-36.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Questo testo proviene in parte, o integralmente, dalla relativa voce del progetto Mille anni di scienza in Italia, opera del Museo Galileo. Istituto Museo di Storia della Scienza di Firenze (home page), pubblicata sotto licenza Creative Commons CC-BY-3.0
  • Francesco di Giorgio Martini, Trattati di Architettura, Ingegneria e Arte Militare, a cura di Corrado Maltese, Ed. Il Polifilo, Milano, 1967.
  • AA.VV., Nel segno di Federico, Ed. Bolis 1984.
  • Ralph Toledano, Francesco di Giorgio Martini pittore e scultore, Electa, Milano 1987.
  • F.MARIANO, Francesco di Giorgio: la Pratica Militare. Un'ipotesi attributiva per la Cittadella simbolica di S. Costanzo, Edizioni QuattroVenti, Urbino, 1989.
  • F.MARIANO, Francesco di Giorgio: L'architettura come rappresentazione simbolica, in "L'Umana Avventura",n. 13, Ed. Jaca Book, Milano 1990.
  • Francesco di Giorgio architetto, a cura di Francesco Paolo Fiore e Manfredo Tafuri, Ed. Electa, Milano 1993.
  • Piero Torriti, Francesco di Giorgio Martini, Ed. Giunti 1993.
  • F.MARIANO, Francesco di Giorgio a San Costanzo, in Atti del Convegno “Città e terre murate delle valli del Misa, Nevola e Cesano” (Senigallia – 18 aprile 2009), numero monografico di: “Castella Marchiae” n.10-11, Ed. Il lavoro editoriale, Ancona 2010.
  • F.MARIANO, Francesco di Giorgio e "l'Architecture Picta", in "XY Dimensioni del Disegno", n.8-9, Ed. Officina, Roma 1989.
  • F.MARIANO, Il Palazzo della Signoria a Jesi. Tra storia e restauri, in " I Beni Culturali, tutela e valorizzazione", n.3, a. X, maggio-giugno, Viterbo 2002.
  • F.MARIANO, Il Palazzo del Governo di Ancona, Prefazione di Pietro Zampetti, (con cartella di rilievi), Ed. Aniballi - Provincia di Ancona, Ancona 1990.
  • F.MARIANO, “La casa de’ Prìncipi”, in “Art e Dossier”, n.23, Aprile 1988, Giunti Barbera, Firenze. 1988.
  • F.MARIANO, Francesco di Giorgio e il Palazzo della Signoria di Jesi presentazione di Corrado Maltese, (con cartella di rilievi), Ed. Cassa di Risparmio di Jesi. 1986 (con M. Agostinelli). Premio Internazionale Salimbeni per la Storia e la Critica d'Arte Ed. 1987 (presieduto da Federico Zeri).
  • Alberto Mazzacchera, La Rocca e il Palazzo Pubblico del duca Federico da Montefeltro. Nuovi documenti e riflessioni sulle fabbriche di Francesco di Giorgio a Cagli in Contributi e ricerche su Francesco di Giorgio nell'Italia Centrale, Urbania 2006.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 56688760 SBN: IT\ICCU\UFIV\000608