Vecchietta

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Altare della Cattedrale di Siena, il ciborio è opera del Vecchietta.

Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta (Siena, 1410Siena, 1480), è stato un pittore, scultore e orafo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vecchietta ancque e visse a Siena. Prima delle scoperte documentarie di Carlo del Bravo nel 1970, si pensava fosse nato a Castiglione d'Orcia nel 1412. Risulta iscritto all'arte dei pittori di Siena dal 1428, dopo il 1460 iniziò a occuparsi anche di scultura e successivamente ebbe anche incarichi di architetto e di ingegnere militare.

Gli artisti più importanti per la sua formazione sono stati: Sassetta, Jacopo della Quercia, ma anche i fiorentini Masaccio, Masolino e Donatello.

Più tardi nella sua vita è stato il maestro di Francesco di Giorgio e Neroccio de' Landi.

In Santa Maria della Scala[modifica | modifica wikitesto]

L'"Arliquiera" di Santa Maria della Scala

Eseguì gran parte del suo lavoro per l'ospedale di Santa Maria della Scala, tanto da essere conosciuto anche col soprannome di pittor dello spedale.

Per il Pellegrinaio dell'ospedale il Vecchietta dipinse nel 1441 un affresco con la Visione del beato Sorore, raffigurante un sogno della madre di Sorore il calzolaio, il mitico fondatore dell'Ospedale. Gli altri affreschi della serie sono opera di Domenico di Bartolo e Priamo della Quercia[1]

Più tardi, nel 1445, dipinse nella Cappella del Sacro Chiodo, nota anche come Sagrestia Vecchia, un armadio porta-reliquie che ora si trova nella Pinacoteca Nazionale di Siena. Per lo stesso ambiente, dal 1446 al 1449, dipinse alcuni affreschi con gli Articoli del Credo[2].

Per l'altare maggiore della chiesa della Santissima Annunziata, all'interno del complesso ospedaliero, creò una figura in bronzo raffigurante il Cristo risorto (circa 1476), che mostra l'influenza di Donatello.

Infine, nel 1477-1478, dipinse un polittico con la Madonna col Bambino affiancata dai santi Pietro, Lorenzo, Francesco, Paolo e due cherubini, conservato nella Pinacoteca Nazionale di Siena.

Altre opere a Siena[modifica | modifica wikitesto]

Il ciborio in bronzo per l'Ospedale di Santa Maria della Scala (1467-1472), fu spostato nel Duomo di Siena nel 1506 e posto sull'altare maggiore.

Secondo Vasari[3],

« Questa colata,è ammirevole, ha acquisito grande fama e notorietà per lui a causa della proporzione e la grazia che mostra in tutte le sue parti, e chi osserva questo lavoro può ben vedere che il disegno è buono, e che l'artigiano è stato un uomo di giudizio e con la capacità di praticare  »

A partire dal 1450, una serie di affreschi sono stati eseguiti per il Battistero del Duomo di Siena dal Vecchietta e dai suoi allievi. Essi includono rappresentazioni di quattro dei dodici apostoli (volta della prima campata della navata centrale), dodici articoli del Credo (volte della seconda campata), l'Assunzione (arcone dell'abside) e scene della vita di Cristo (le tre scene in basso dell'abside).

Una statua di bronzo, realizzata per la tomba di Mariano Sozzini il Vecchio (noto giurista senese) che era situata nella chiesa di San Domenico, è ora esposta al Museo Nazionale del Bargello a Firenze.

Per la Loggia della Mercanzia il Vecchietta scolpì le figure di San Pietro e San Paolo (1458-1462), che furono elogiate dal Vasari[4] come

« scolpite con consumata grazia e maestria multa »

Vecchietta scolpì anche un statua d'argento di Santa Caterina da Siena, al momento della canonizzazione della santa nel 1461. Quest'opera scomparve dopo l'assedio di Siena nel 1555.

Opere fuori Siena[modifica | modifica wikitesto]

Al di fuori di Siena, il più importante dipinto del Vecchietta è una tavola raffigurante l'Assunzione (1451) presso il Duomo di Pienza, creata per il Papa Pio II Piccolomini. Agli Uffizi a Firenze è esposta una pala raffigurante la Madonna e santi.

Ha lavorato anche a Castiglione Olona (Varese), prusumibilmente dal 14356-6 al 1438-9, realizzando gli affreschi della cappella di San Martino di Palazzo Castiglioni, scoperti negli anni Ottanta da Carlo Bertelli. Nello stesso periodo erano impegnati in altri cantieri dello stesso borgo anche Masolino da Panicale e Paolo Schiavo. Alcuni studiosi, tra cui Antonio Natali e Maria Beltramini, attribuiscono al senese anche il progetto della chiesa del Corpus Domini (la cosiddetta Chiesa di Villa), di fronte al palazzo di Branda. Castiglioni.

Dopo la morte[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010, nella ricorrenza dei 600 anni dalla nascita del Vecchietta, il pittore romano Franco Fortunato ha dipinto in suo ricordo il drappellone per il palio di Siena del 16 agosto, vinto dalla Contrada della Tartuca (con il fantino Luigi Bruschelli detto Trecciolino ed il cavallo Istriceddu). Sul drappellone spicca l'immagine dorata della Madonna Assunta che il vecchietta realizzò su una tavola nel 1451 presso il Duomo di Pienza, e che risulta la sua opera più importante al di fuori della città di Siena

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito di Santa Maria della Scala
  2. ^ Sito di Santa Maria della Scala
  3. ^ Vasari, "Vite"
  4. ^ Vasari, "Vite"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. Bertelli, Masolino e il Vecchietta a Castiglione Olona, in "Paragone Arte", 1987, 451, p. 25-47.

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