Giovanni Della Rovere

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Giovanni Della Rovere (Savona, 1457Roma, novembre 1501) è stato un condottiero italiano rinascimentale.

Stemma della famiglia Della Rovere

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Blasonatura
D'azzurro, al rovere d'oro con i rami passati in decusse.

Signore di Senigallia[modifica | modifica sorgente]

Giovanni della Rovere, nipote di Sisto IV (Francesco Della Rovere), nel 1474 diviene, grazie allo zio, signore di Senigallia e del vicariato di Mondavio. Fu Prefetto di Roma, duca di Sora e di Arce. Era anche il fratello del cardinale Giuliano della Rovere, poi papa Giulio II. Giovanni diviene genero di Federico da Montefeltro sposando la figlia di questo, Giovanna. Giovanni della Rovere è ricordato inoltre per essere stato capitano generale della Chiesa ed al suo nome sono legate le rocche roveresche di Senigallia e di Mondavio.

Duca di Sora[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ducato di Sora.

L'importanza politica del Ducato di Sora emerse con Giovanni della Rovere, quando, a seguito della battaglia di Fornovo, Carlo VIII di Francia incoronato Re di Napoli, fu sconfitto dal partito aragonese. A seguito di ciò fu organizzato a Isola di Sora da nobili abruzzesi e laziali, una congiura contro il potere aragonese restaurato, per riproporre il dominio francese sul Regno di Napoli e decentrare ulteriormente i poteri feudali nella valle del Liri. I protagonisti di quest'incontro furono Graziano de Guerres, capitano di Carlo VIII negli Abruzzi, Giovanni Paolo Cantelmi, Giovanni Della Rovere, Federico di Monfort e Giovanbattista Caracciolo. L'ascesa al potere di Carlo V in Europa decretò il fallimento della congiura, che si spense, lasciando però le tracce di una debole resistenza politica al dominio spagnolo che rafforzò il legame di Sora con le politiche nazionali pontificie.

La città fu anche base logistica delle spedizioni militari volte a riaffermare i diritti francesi sulla Campania e sugli Abruzzi, che intraprese Giovanni della Rovere, tra il 1494 e il 1501 (anno della sua morte). Duca di Sora e di Arce, signore di Senigallia, con Giovanni Paolo Cantelmi allestisce un esercito di fanteria e cavalleria per attaccare le truppe del partito aragonese insediate all'Aquila degli Abruzzi; conquista la città dopo aver sconfitto anche la postazione filoaragonese di Bartolomeo d'Alviano insediatasi a Tagliacozzo per difendere i confini settentrionali.

Nel 1495 conquista Ceprano, Montecassino e la Terra di San Benedetto (divenuta commenda di Giovanni de' Medici); il territorio ducale è alla sua massima estensione.[1]. Nel 1496 difende la valle del Liri dall'assedio di Prospero Colonna e Federico d'Aragona, perdendo però i territori Esperia e Monte San Giovanni Campano, e per un breve periodo anche Arce, finché Alessandro VI non riconfermò i suoi titoli di prefetto di Roma e duca di Sora.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Con Giovanna da Montefeltro ebbe sei figli[2]:

Poiché il genero Guidobaldo I da Montefeltro non ebbe alcuna prole, il Ducato di Urbino passò al primo figlio maschio della coppia, che venne adottato appositamente.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mariano Dell'Omo, Montecassino. Un'abbazia nella storia. Arti grafiche Amilcare Pizzi, Cinisello Balsamo (MI) 1999
  2. ^ della Rovere

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 20487587 LCCN: n96081565