De architectura
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Il De architectura è un trattato di Marco Vitruvio Pollione, l'unico giuntoci dall'antichità sull'architettura.
L'edizione dell'opera avvenne negli anni in cui Augusto progettava un rinnovamento generale dell'edilizia pubblica. Tale trattato, riscoperto e tradotto in epoca rinascimentale (1414) da Poggio Bracciolini per primo, poi pubblicato ed illustrato da fra Giocondo da Verona (Venezia, 1511) [1] è stato il fondamento dell'architettura occidentale fino alla fine del XIX secolo.
Indice |
[modifica] Struttura
In questo trattato, Vitruvio dà all'architettura il titolo di scienza, ma non si limita a questo: anzi, la eleva a scienza umanistica, in quanto contiene praticamente tutte le altre. Nella fattispecie, l'architetto deve avere nozioni di:
- geometria: deve conoscere le forme con cui lavora
- matematica: l'edificio deve stare in piedi, per questo vanno fatti dei conti specifici
- anatomia e medicina: costruisce luoghi per la vita dell'uomo, per questo deve conoscere le proporzioni umane, deve fare attenzione a illuminazione, arieggiamento e salubrità di città ed edifici
- ottica ed acustica: basti pensare ai teatri
- legge: chiaramente, la costruzione deve seguire norme ben precise
- teologia: nel caso di edificazione di templi, questi dovevano essere graditi agli Dei
- astronomia: particolari tipologie di edifici, soprattutto luoghi di culto, dovevano tenere conto della posizione degli astri
- meteorologia: il microclima del luogo di costruzione dell'edificio è fondamentale per le caratteristiche che deve avere.
[modifica] Argomenti
L'opera è suddivisa in dieci diversi libri così ripartiti:
- Libro I: formazione dell'architetto e scelta del luogo
- Libro II: tecniche edificatorie, origine e sviluppo
- Libro III: edifici sacri
- Libro IV: fine della trattazione sui tempi
- Libro V: edifici pubblici
- Libro VI e VII: edifici privati (luogo, tipologia, intonaci, pavimenti)
- Libro VIII: Idraulica
- Libro IX: orologi solari, digressione astronomica e astrologica
- Libro X: Meccanica (costruzione di gru, macchine idrauliche e belliche)
Perduti i disegni che corredavano il trattato. L'architettura è imitazione della natura, l'edificio deve inserirsi armoniosamente nell'ambiente naturale. L'architetto deve possedere una vasta cultura generale, anche filosofica (il modello del De oratore di Cicerone è presente in Vitruvio). Conoscenza dell'acustica per la costruzione di teatri ed edifici simili. Conoscenza dell'ottica per l'illuminazione degli edifici. Conoscenza della medicina per l'igiene delle aree edificabili.
Vitruvio mira anche a conferire all'architetto prestigio culturale e sociale solitamente negato ai tecnici antichi (proemi).
[modifica] Stile
Nei proemi è scrittore elegante e retorico. Nelle parti didascaliche disadorno, efficiente, con tecnicismi di origine greca. Quest'opera è la prima trattazione sistematica della materia.
[modifica] Le componenti dell'architettura
Secondo Vitruvio, l'architettura ha tre componenti fondamentali:
- firmitas (solidità);
- utilitas (funzione, destinazione d'uso);
- venustas (bellezza).
| « Tutte queste costruzioni devono avere requisiti di solidità, utilità e bellezza. Avranno solidità quando le fondamenta, costruite con materiali scelti con cura e senza avarizia, poggeranno profondamente e saldamente sul terreno sottostante; utilità, quando la distribuzione dello spazio interno di ciascun edificio di qualsiasi genere sarà corretta e pratica all'uso; bellezza, infine quando l'aspetto dell'opera sarà piacevole per l'armoniosa proporzione delle parti che si ottiene con l'avveduto calcolo delle simmetrie. » |
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