Pergola (Italia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pergola
comune
Pergola – Stemma Pergola – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Pesaro e Urbino-Stemma.png Pesaro e Urbino
Amministrazione
Sindaco Francesco Baldelli (lista civica) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate 43°33′51.3″N 12°50′04.74″E / 43.56425°N 12.83465°E43.56425; 12.83465 (Pergola)Coordinate: 43°33′51.3″N 12°50′04.74″E / 43.56425°N 12.83465°E43.56425; 12.83465 (Pergola)
Altitudine 265 m s.l.m.
Superficie 113,46 km²
Abitanti 6 667[1] (31-12-2010)
Densità 58,76 ab./km²
Frazioni Bellisio Alto, Bellisio Solfare, Cartoceto, Fenigli, Madonna del Piano, Mezzanotte, Montaiate, Monterolo, Montesecco, Montevecchio, Pantana, Pantana Serralta, Percozzone
Comuni confinanti Arcevia (AN), Cagli, Fossombrone, Fratte Rosa, Frontone, San Lorenzo in Campo, Sassoferrato (AN), Serra Sant'Abbondio
Altre informazioni
Cod. postale 61045
Prefisso 0721
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 041043
Cod. catastale G453
Targa PU
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 264 GG[2]
Nome abitanti pergolesi
Patrono san Secondo
Giorno festivo 1º giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pergola
Posizione del comune di Pergola nella provincia di Pesaro e Urbino
Posizione del comune di Pergola nella provincia di Pesaro e Urbino
Sito istituzionale

Pergola è un comune italiano di 6.667 abitanti[3] della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Pergola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Pergola risulta abitato fin dalla preistoria, come testimoniano reperti dell'età neolitica, del bronzo e del ferro. Diverse, inoltre, sono le tracce lasciate da successive popolazioni: umbre, etrusche e celtiche. L'epoca romana è invece ben documentata: il ritrovamento di tombe, vasi e suppellettili varie, sia in città (stazione ferroviaria) sia in diverse località quali Grifoleto, Ferbole, Valrea, Monte Santa Croce, Monterolo, Montesecco e Cartoceto, testimoniano una romanizzazione assai diffusa (nel suo territorio fu rinvenuto, nel 1946, il famoso gruppo archeologico dei bronzi dorati da Cartoceto di Pergola).

Pergola nasce come libero comune nel 1234 per creare posti di lavoro e commercio alle popolazioni dei vicini castelli e di Gubbio, la città che aveva giurisdizione sul territorio, estremo lembo del confine nord orientale dell'Umbria e che lo aveva assorbito dall'antica Luceoli. Ecclesiasticamente invece, il fiume Cesano, fin da epoca longobarda, divideva la diocesi di Nocera posta nell'estremo nord del Ducato di Spoleto, da quella di Gubbio che era nell'esarcato di Ravenna. Il Gastaldato di Nocera nella sua parte estrema comprendeva Leccia, Morello,Percozzone, Serralta, S. Onofrio, il colle di Ferbole o degli Zoccolanti, Mezzanotte e Valrea; infatti la chiesa delle Tinte sarà costruita vicina al ponte, ma in diocesi di Nocera come gli Zoccolanti e Santa Maria del Ponte, vicina alla parrocchia di San Biagio. Dentro le mura della nuova città si determinò una singolare situazione ecclesiastica, perché la parrocchia di Santa Maria della piazza dipendeva dall'abate di Sitria, quella di San Marco dall'abate di Nonantola, quella di Sant'Andrea dall'Eremo di Fonte Avellana e quella di San Biagio dal vescovo di Cagli: la giurisdizione del vescovo di Gubbio era pertanto solo nominale. Nel quadro espansionistico del comune di Gubbio (compresso dalla presenza della potente città di Perugia) si inserisce la fondazione di Pergola ai danni in particolare della città di Cagli i cui territori già si estendevano proprio lungo la fertile vallata del Cesano. L'azione eugubina trova perfetta rispondenza anche nell'ottenuta concessione imperiale degli importanti castelli di Cantiano e Colmatrano la cui ubicazione (lungo la stretta vallata del Burano) a sbarramento della via Flaminia, era strategica per assicurare a Gubbio i necessari collegamenti. In pochi decenni il centro urbano si accresce di laboratori artigianali e diviene un importante luogo commerciale, a lungo conteso dalle signoria degli Sforza, Malatesta, da Montefeltro e Della Rovere. Con la conquista dei territori di Gubbio da parte dei Montefeltro, Pergola registra un fortunato periodo di espansione che, dopo la parentesi di Cesare Borgia, prosegue con i Della Rovere, dai quali Pergola ottiene statuti che le assicurano una più ampia libertà e un nuovo sviluppo sociale ed economico.

Nel 1631, con il passaggio allo Stato Pontificio, il centro conosce un lungo periodo di decremento demografico e di difficoltà economiche, compensate solo in parte dal ciclico rifiorire dell'industria tessile e conciaria. È nei secoli XVII e XVIII che Pergola raggiunge la sua massima espansione economica tanto che papa Benedetto XIV con la Bolla "Romanum decet Pontificem" del 18 marzo 1752, la eleva al grado di Città e le concede la nomina di un laureato ecclesiastico a Vicario generale vescovile. A conferma dell'importanza raggiunta, nel 1796 viene istituita la Zecca, che batterà moneta fino al 1799. Nel 1797 Pergola viene occupata dalle truppe francesi e diviene parte del Regno Italico. In questo periodo è spogliata di preziose opere d'arte custodite nelle chiese, nei monasteri, nei palazzi pubblici e privati. L'Ottocento si apre con la restaurazione pontificia, un breve rifiorire dell'economia ma anche nuovi fermenti politici e civili. Nel 1819 il papa Pio VII elevò Pergola a diocesi autonoma, unita solo nella persona del vescovo a Cagli, con episcopio, uffici di cancelleria e seminario propri. Il vescovo doveva risiedere sei mesi a Pergola, sei mesi a Cagli.

Il 14 marzo del 1831, durante le sollevazioni dei comitati rivoluzionari di Bologna e delle Romagne, fu il primo delle Marche e uno dei primissimi comuni italiani a innalzare nel palazzo municipale il tricolore[4]

L'8 settembre 1860 Pergola è la prima città delle Marche ad insorgere contro il Regno Pontificio, favorendo l'annessione della regione al Regno d'Italia e guadagnandosi la Medaglia d'Oro per "benemerenze acquisite durante il periodo del Risorgimento Nazionale". La raggiunta unità si accompagna però a nuove difficoltà sociali ed economiche, fugate dall'apertura della ferrovia Fabriano-Pergola-Urbino (distrutta nell'ultimo tratto dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale), la scoperta delle miniere di zolfo di Percozzone e Cabernardi (1877-1886), la realizzazione della raffineria del minerale a Bellisio Solfare, che sosterranno l'economia pergolese fino alla metà del Novecento. Oggi Pergola è famosa soprattutto per la produzione vitivinicola e per ospitare i Bronzi dorati da Cartoceto di Pergola, un gruppo statuario di origine romana, unico al mondo, probabilmente risalente al 50 a.C.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Dal decreto del Presidente della Repubblica del 5 febbraio 1987 si ricavano la blasonatura dello stemma

« D'azzurro, ai due tralci di vite al naturale decussati cimati dal pampino a guisa di palmetta, di verde, pampinosi di sei, tre per parte, di verde, fruttati di quattro grappoli d'oro, due per parte, sorretti da quattro tralci minori al naturale, alternati ai pampini, ricadenti all'ingiù; essi due tralci nodriti sul colle centrale del monte all'italiana di tre colli, fondato in punta, di porpora. Ornamenti esteriori da Città »

e del gonfalone

« Drappo di porpora riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro recante la denominazione della Città. Le parti di metallo e i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto di porpora con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della Città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri ricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro »

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

La città di Pergola è la 24ª tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i motti insurrezionali del 1848 e la fine della prima Guerra Mondiale nel 1918.

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«In ricompensa delle benemerenze patriottiche acquistate durante il periodo del risorgimento nazionale. Fu il primo centro delle Marche ad insorgere, l'8 settembre 1860, e a indire un plebiscito di annessione.»

Comunità ebraica[modifica | modifica wikitesto]

La comunità ebraica, oggi scomparsa, nel tempo deve essere stata abbastanza numerosa. Il primo documento a sancirne la presenza è un atto notarile dell’11 maggio 1383 che testimonia l’esistenza di un banco per esercitare prestiti in denaro. Molto probabilmente, però, degli Ebrei dovevano già essere presenti alla nascita della città o negli anni successivi. Nei secoli la comunità è stata sempre ben accetta. A Pergola vi erano una sinagoga (nell’ex Palazzo Brilli) e un cimitero ebraico, recentemente riportato alla luce, in località Mezzanotte. Pergola ha avuto anche un sindaco ebreo (Astorre Camerini, dal 3 aprile 1923 al 18 maggio 1924) e alcuni rabbini (l’ultimo, Achille Levi, è morto nel 1929).

Secondo lo storico Sandro Sebastianelli, illustri famiglie israelite provengono dal centro cesanense e ne riportano l’origine nel cognome (“Pergola” e “Della Pergola”. Fra questi da segnalare Massimo Della Pergola, inventore del gioco del Totocalcio, ex Sisal).

Sotto la dittatura fascista nella città erano presenti numerose famiglie ebraiche (sia originarie del posto sia internate). Grazie all’aiuto “di persone comuni” tutti gli Ebrei riuscirono a scampare all’ordine di arresto del 30 novembre 1943 emanato dal regime nazi-fascista. Le loro vicende, e quelle delle persone che li hanno salvati, sono narrate nel volume La valle dei Giusti e dei Salvati di Anna Pia Ceccucci[5].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bronzi dorati da Cartoceto di Pergola.
I bronzi dorati da Cartoceto di Pergola

Inaugurata nel 1999, la struttura è ospitata nel quattrocentesco ex convento di San Giacomo. Attrattiva principale è sicuramente il gruppo statuario di origine romana dei Bronzi dorati da Cartoceto di Pergola, più volte salito alla cronaca, anche nazionale, per la contesa fra la cittadina pesarese e il Museo archeologico nazionale delle Marche di Ancona.

Oggi il gruppo, di origine romana, probabilmente risalente al 50 a.C., fa bella mostra di sé nella sala realizzata con soluzioni tecnologiche all'avanguardia, dove una "tenda d'aria" garantisce il microclima ideale per la conservazione di queste statue uniche al mondo.

La struttura museale ospita inoltre una pinacoteca con quadri e opere lignee, una sezione numismatica, una sezione romana ed una sezione di arte contemporanea con opere grafiche del maestro e concittadino Walter Valentini[6].

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cappella del Palazzolo[modifica | modifica wikitesto]

Situato lungo viale Dante, all'imbocco della città venendo da Fabriano, il piccolo edificio sacro custodisce una serie di affreschi riconosciuti dalla critica come "uno dei momenti più alti della pittura a fresco del Quattrocento marchigiano" tanto che fino alla fine dell'Ottocento si riteneva che l'opera fosse di Raffaello. La parete di fondo è dominata dall’"Ascensione di Cristo tra i Santi Secondo e Sebastiano", opera di Lorenzo D’Alessandro, dove la figura di Cristo si eleva in un’affollata scena tra la Madonna, gli apostoli e due giovani santi: Secondo (patrono della città di cui tiene in mano il modello) e Sebastiano. Sulle vele, purtroppo in parte rovinate, è possibile leggere solo due dei quattro evangelisti. Il dipinto, in basso a destra, è datato 148., con l’ultima cifra quasi scomparsa che potrebbe essere un 3 o un 9. Sulla parete destra sono visibili altri affreschi con l’"Annunciazione, la Trinità e la Madonna con il bambino in trono", sicuramente di un altro pittore, in passato attribuiti a Bernardino di Mariotto, considerato l’erede di Lorenzo, oggi più cautamente al "Maestro del Palazzolo".

Chiesa di Santa Maria delle tinte[modifica | modifica wikitesto]

Realizzata in mattoni con cupola ottagonale, si trova nell'antico quartiere dove operavano i tintori e i lanaioli della città. Fu proprio la loro corporazione, nel 1700, a commissionare la realizzazione. L'interno è ricco di fregi e statue in stucco bianco. Custodisce tele del pittore senigalliese Giovanni Anastasi, di Giovanni Francesco Ferri e altre opere di Scuola Veneta e Baroccesca.

Chiesa di Sant'Andrea[modifica | modifica wikitesto]

Fortemente danneggiata dal terremoto del 1997, la chiesa è stata riaperta alla fine del 2008 dopo i lavori di consolidamento. Appartenuto in origine ai monaci di Fonte Avellana, l'edificio si trova lungo Corso Matteotti ed è fiancheggiato dalla torre civica, un'alta torre che si rifà alla precedente di epoca medievale. L'interno, ad una facciata, è caratterizzato dagli altari barocchi dorati. Fra i dipinti di rilievo Sant'Andrea, la Madonna col Bambino e Santo Vescovo opera di Palma il Giovane e lo Sposalizio di Santa Caterina di Claudio Ridolfi.

Chiesa di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

Situata nell'omonima via, fu eretta in stile gotico nel XIII secolo, dalla facciata asimmetrica in conci, sopraelevata in epoca successiva, possiede ancora un notevole portale trecentesco. L'interno ad un'unica navata, sovrastato da una cupola, ha un aspetto cinquecentesco. Notevole il patrimonio artistico conservato. Nel primo altare sinistro si trova il dipinto, "Riposo dalla fuga in Egitto", firmato da Giovanni Antonio Scaramuccia. L'ultimo altare di destra l'"Annunciazione" della bolognese Lavinia Fontana, sull'altare di fronte la "Madonna in gloria e Santi" di Antonio Viviani (fra i più apprezzati allievi di Federico Barocci). Nella parte sinistra del presbiterio si trova un Crocifisso del 1300 attribuito al pittore Mello da Gubbio. Custodisce inoltre importanti statue lignee fra cui l'icona del "Cristo Morto", particolarmente venerata dai pergolesi, il "San Nicola da Tolentino" del 1685, Del 1692 la statua dell'"Immacolata", scolpita da Giacomo Piazzetta e decorata dal pittore pergolese Giovan Francesco Ferri. Fra gli ultimi quadri restaurati da citare, infine, la settecentesca tela raffigurante l'evangelista San Marco, opera del viterbese Domenico Corvi. Da questa chiesa proviene l'Immacolata Concezione di Carlo Crivelli (National Gallery, Londra).

Chiesa di San Giacomo[modifica | modifica wikitesto]

Risalente al XII secolo, sulla strada verso Sassoferrato, fu rimaneggiata nel XIV ed infine nel XVIII venne trasformata al suo interno; della prima costruzione restano il portale e una finestra murata nella facciata, un altro portale, finestre e due monofore, tutti murati, sul fianco destro. L'interno è costituito da un'unica navata, di forme barocche. Notevoli sono il Crocifisso medievale e il fastoso altare maggiore in legno dorato adorno di un polittico le cui lunette appartengono ad un altro polittico di arte marchigiana del 1400; in una nicchia sulla sinistra si trova parte di un affresco raffigurante la Crocifissione forse di Lorenzo D'Alessandro da San Severino. Nell'annesso convento delle agostiniane ha sede il museo dei bronzi dorati e della città di Pergola.

Chiesa di Santa Maria di Piazza[modifica | modifica wikitesto]

Crocifissione, Chiesa di Santa Maria di Piazza, Pergola (Pesaro e Urbino)

La chiesa sorge in prossimità del Municipio ed è la più antica di Pergola. La tradizione vuole la chiesa anteriore alla nascita della stessa città a cui, si suppone, diede anche il nome (in origine il tempio era chiamato Santa Maria della pergola). Si narra che fu fondata da San Romualdo nel primo decennio del secolo XI e dipendeva dall'Abbazia di Sitria che era poco lontana dal Catria e da Isola Fossara. Nel tempo l'edificio ha subito molteplici modifiche tanto che della primitiva struttura romanico-gotica ne sono rimaste poche tracce. Nel corso dei restauri per i danni causati dal terremoto del 1997 sono emersi alcuni frammenti di pitture dietro l'altare maggiore. Sgomberata la parete dall'altare, è emerso un affresco di grandi dimensioni. La pittura, presentata nel 2004 in occasione della mostra "Tardogotico e Rinascimento a Pergola", fu allora ascritta a Giovanni Antonio da Pesaro operante nella Bottega dei Bellinzoni di Parma. Dopo i lavori di restauro del marzo 2007, il restauratore Andrea Fedeli propende per una diversa attribuzione. La parte sinistra del dipinto sarebbe di Scuola Giottesca, risalente alla fine del Trecento; la sezione destra, posteriore di alcuni decenni, di Scuola Veneta, pur mantenendo tutti gli stilemi della cultura trecentesca. È molto probabile che i lavori furono iniziati da un primo pittore a cui è subentrato un secondo artista dando all'opera la visione attuale, inserendo le decorazioni e completando la parte destra. Nel progetto iniziale vi dovevano essere l'Albero della vita e la Crocifissione. Sul lato sinistro del dipinto sono raffigurate le pie donne, la Maddalena, la Madonna e l'apostolo San Giovanni, al centro il Cristo crocifisso fra i due ladroni, a destra San Giovanni Battista e Sant'Atanasio. Il dipinto è avvolto da una decorazione di medaglioni, attorniati da fronde arboree, contenenti le sibille ed i profeti. La decorazione ha forma di arco delimitando, probabilmente, la parete dove in origine doveva arrivare la chiesa. Il segmento centrale è andato quasi completamente perduto quando, con il cambiamento della liturgia, l'affresco è stato in parte distrutto per far posto alla nicchia dell'altare. Di questa sezione ne è rimasto il volto del Cristo, ritrovato alcuni anni fa e, dopo i lavori di restauro, riposizionato al centro dell'affresco[7].

Duomo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Pergola.

Chiesa dei Re Magi[modifica | modifica wikitesto]

Adorazione dei Magi, Chiesa dei Re Magi, Pergola (Pesaro e Urbino)

È posta di fronte al duomo della città. Risale al 1600 ed è quello che rimane di un'altra chiesa anticamente molto più grande. È un piccolo gioiello artistico. Sull'altare in marmo spicca la tela dell'"Adorazione dei magi", opera del pisano Aurelio Lomi, mentre lo stupendo apparato decorativo, in stile barocco, è stato realizzato da Tommaso Amantini, originario di Urbania. Fra i pezzi pregiati una Vesperbild (pietà) del primo decennio del Quattrocento, in gesso duro interamente policromato, che sembra legarsi ai modelli praghesi e viennesi. Come molte altre opere è oggi custodito nel museo cittadino.

Chiesa di San Marco[modifica | modifica wikitesto]

Di stile romanico, era un Priorato dell'Abbazia di Nonantola; fu costruita con il primo nucleo storico della città per poi essere completamente rifatta nel 1776. L'altare maggiore custodisce la tela "Madonna del Carmelo e Santi" di Giovanni Francesco Guerrieri.

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

Posta esattamente di fronte alla Chiesa di San Marco è da tempo sconsacrata ed adibita a magazzino comunale. Fu costruita nel 1528 in seguito ad un voto sciolto per la scampata peste. È sormontata da uno stupendo soffitto ligneo a cassettoni, opera di artigiani locali. Custodiva una statua in legno policromo di San Rocco (datata 1528) proveniente dalla bottega del Maestro di Magione, oggi esposta al Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola.

Episcopio[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio si trova proprio accanto al Duomo, in via Don Minzoni, ed è di rilevante interesse perché custodisce le opere d'arte provenienti dalle chiese soppresse.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Porta del Morto[modifica | modifica wikitesto]

La struttura urbanistica medievale di Pergola, oltre ai numerosi luoghi di culto ed a torri o resti di torri, conserva numerosi esempi di "Porta del Morto"; la cosiddetta Porta del Morto è una stretta apertura ad arco acuto, ricavata a fianco dell'ingresso principale dell'abitazione; si presenta con la soglia sopraelevata dal livello stradale di circa 80-90 centimetri. Durante l'epoca medioevale la Porta del Morto restava murata ed era aperta e riaperta solo per far passare la salma del familiare. Era diffusa nel Centro Italia ed attualmente se ne trovano testimonianze, oltre che a Pergola, a Gubbio, Fabriano, Cortona, Assisi e Città di Castello.

La rocca[modifica | modifica wikitesto]

Imponente manufatto di particolare interesse, che ha visto l'intervento del celebre architetto senese Francesco di Giorgio Martini.

Municipio[modifica | modifica wikitesto]

Sempre nel corso, si erge il grandioso edificio del XVIII secolo, aperto da un alto porticato. Entrando, sul primo ballatoio dello scalone, in una nicchia era murata la statua di San Secondo (oggi conservata al Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola) di scuola Umbra del 1400. Nella sala consiliare si trovano una pala d'altare robbiana risalente al 1500, una Madonna col Bambino e i Santi Francesco e Ubaldo, tela di maniera del Barocci, oltre a numerosi quadri che ritraggono personalità locali. Da segnalare inoltre una tela dipinta dal pittore bolognese Giulio Cesare Procaccini raffigurante Bestabea al bagno.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio si trova in via Angel dal Fuoco, soprannome di Angelo da Pergola, condottiero del 1400, cui è anche intitolato il teatro, del 1696, dopo un lungo lavoro di restauro, è stato riaperto al pubblico nel 2002 con uno spettacolo di Valeria Moriconi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Paese 31 dicembre 2009 31 dicembre 2010
Romania Romania 238 3,55% 244 3,66%

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 557 persone, al 31 dicembre 2010 di 578 persone.

Persone legate a Pergola[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Parco eolico[modifica | modifica wikitesto]

A Pergola, in località Piano Rotondo, è in fase di realizzazione un parco eolico costituito da 10 aerogeneratori che generano una potenza nominale totale di 25 MW, con una produzione annuale stimata di circa 56 GWh, sufficiente a coprire il consumo di circa 45 000 abitanti.[9]

Vino[modifica | modifica wikitesto]

Sin dalle origini della città, la zona di Pergola è nota per i suoi vitigni. La produzione, pur non in grandi quantità, si fa apprezzare per la qualità. Negli anni ottanta la produzione locale salì alla cronaca per l'attribuzione della DOC al Tristo di Montesecco. Un vino bianco nato dalla composizione di trebbiano, malvasia, riesling italico, pinot grigio, considerato allora fra i migliori vini italiani. L'azienda produttrice ha chiuso e, almeno per adesso, il Tristo di Montesecco non è più commercializzato.

Nel frattempo è salito alle cronache un altro vino tipicamente pergolese. Nel 2005 la locale vernaccia, chiamata anche popolarmente "vernaccetta", ha ottenuto il riconoscimento di denominazione di origine controllata nelle versioni rosso, novello e passito con il semplice ma significativo nome di "Pergola doc". Il vino deriva da un clone aleatico di antichissime origini, probabilmente importato con la fondazione delle città nel 1234 da parte di Gubbio. Alla fine del 2007 i produttori locali hanno dato vita ad un Consorzio per la tutela e la promozione di questo pregiato vino.

Fra i vini dolci da segnalare il vin santo e il visner (noto anche come visciolata o vino di visciole). Produzioni tradizionali particolarmente apprezzate, divenute "Presidio Slow Food".

Rilevante anche la festa del vino, che si svolge tradizionalmente l'ultimo fine settimana di luglio, giunta nel 2010 alla XL edizione.

Tartufo[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è zona di produzione del tartufo. Nel mese di ottobre si tiene la Fiera del tartufo bianco pregiato di Pergola: nata nel 1996, nel 2013 ha ottenuto il riconoscimento di fiera nazionale.

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Grotte ipogee[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre del 2006, in località Monte Rotondo, al confine fra i comuni di Pergola e Sassoferrato, il Gruppo Amici della Montagna ONLUS e il Gruppo Speleo CAI Fabriano hanno trovato delle grotte ipogee con numerose conformazioni carsiche[10].

Acqua sulfurea[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione di Bellisio Solfare, nei pressi del fiume Cesano, è presente una sorgente di acqua sulfurea da tempo al centro di studi per la possibile realizzazione di uno stabilimento termale.[11]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovia Pergola-Fabriano[modifica | modifica wikitesto]

La ferrovia, nata all'interno di un progetto a più ampio respiro che avrebbe dovuto collegare l'entroterra marchigiano con l'Emilia-Romagna, è stata inaugurata il 28 aprile 1895. Un secondo tratto, fra Pergola e Urbino passando per Cagli e Fermignano, fu aperto il 20 settembre 1898 mentre i lavori di prosecuzione oltre la città ducale in direzione della Romagna, andati per lungo a rilento, furono sospesi definitivamente tra il 1920 e il 1930. La Fabriano-Pergola-Urbino-Fano fu gravemente danneggiata alla fine della seconda guerra mondiale (specie nel tratto di Cagli) dai soldati tedeschi in ritirata. La linea venne quindi riattivata a tratti: la Fabriano-Pergola nel 1948, mentre il 2 febbraio 1956 fu la volta della Fermignano-Urbino. Non fu invece riattivato il tronco intermedio tra Pergola e Fermignano, privando il collegamento di continuità. Attualmente la linea è a binario unico, non elettrificata, con tutte le stazioni sprovviste di biglietteria. Fino ad ottobre 2011 si contavano tre coppie di treni al giorno dal lunedì al venerdì e due coppie il sabato. Dopo una sospensione temporanea della linea, che aveva fatto temere la definitiva chiusura, dal 6 febbraio 2012 la tratta è stata riaperta con due coppie di treni al giorno dal lunedì al sabato[12]. La domenica ed il periodo estivo le corse sono sospese. I treni sono tutti regionali e le corse sono limitate tra le stazioni di Pergola e quella di Fabriano. Anche a causa della forte concorrenza degli autobus e di una sorta di abbandono da parte di Trenitalia, l'utenza è oggi molto limitata ed il tronco di linea è considerato un ramo secco, a costante rischio di chiusura nonostante l'importanza strategica. Negli ultimi anni lungo la linea sono stati spesso organizzati treni storici con le carrozze trainate dalle locomotive a vapore custodite nel deposito di Fabriano.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La città ha due squadre di calcio. L' U.S.Pergolese 1923, nata nel 1923 con trascorsi in Serie D, attualmente milita nel girone A marchigiano di Promozione, l'altra è l'AVIS Pergola Green che milita invece in Terza Categoria.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
7 giugno 2009 26 maggio 2014 Francesco Baldelli Centro-destra Sindaco
26 maggio 2014 in carica Francesco Baldelli lista civica "Pergola nel Cuore" sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 31/12/2010.
  4. ^ Notizia tratta da QN Il Resto del Carlino del 1º aprile 2011
  5. ^ La valle dei Giusti e dei Salvati, 2013, Ecra ISBN 978-88-6558-066-0
  6. ^ Si veda anche il mensile della Regione Marche anno XXIX n. 9-12/2001
  7. ^ Presentazione dei lavori di restauro degli affreschi di Santa Maria di Piazza a Pergola, articolo pubblicato il 9 giugno 2010 su Il Resto del Carlino Marche
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Energia: a Pergola il primo parco eolico regionale., GoMarche, 19 dicembre 2008. URL consultato il 28 luglio 2009.
  10. ^ Il video con le foto della scoperta
  11. ^ Notizia tratta da Il Resto del Carlino del 6 febbraio 2009
  12. ^ Notizia tratta dal portale Senigallia Notizie

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]