Abbazia di Nonantola

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L'Abbazia di Nonantola è una importante abbazia benedettina di Nonantola vicino a Modena.

Indice

[modifica] La Fondazione

L'abbazia fu fondata nel 751 dall'abate Anselmo, (che da laico era stato duca del Friuli e che era diventato monaco benedettino[1]) sul territorio ricevuto in dono dal proprio cognato il re Astolfo. Per i longobardi la fondazione dell'abbazia dava la possibilità di far sentire l'influenza longobarda nella fascia di confine con l'esarcato bizantino e permettere la valorizzazione agricola della zona.

Nella donazione era ricompreso oltre a un vasto territorio per lo più paludioso intorno al luogo dove è stata costruita l'abbazia, anche un vasto possesso di boschi nella zona appenninica di Fanano.

La chiesa abbaziale fu dedicata a Maria Vergine e a S. Benedetto, poi ai S.S. Apostoli, successivamente a S. Silvestro, quando avvenne la traslazione di questo papa da Roma a Nonatola. Subì il saccheggio degli Ungari nel 899 e il terremoto del 1117, ma svolse un ruolo importante, non solo di carattere religioso.

Fu la sede dell'incontro fra papa Marino e l'imperatore Carlo il Grosso e il luogo di sepoltura di Papa Adriano III.

[modifica] La chiesa e il monastero

L'importanza storica dell'abbazia e il suo ruolo nella bonifica agraria di una vasta parte della pianura modenese non trova una corrispondente importanza dal punto di vista architettonico. La costruzione dell'attuale chiesa, in stile romanico è iniziata a partire dall'VIII secolo, Del coevo monastero benedettino di cui si sono conservate le sale del refettorio. Sono attribuiti ad allievi di Wiligelmo che aveva operato nel duomo di Modena le decorazioni del portico, ed in particolare due leoni stilofori ed alcune formelle di marmo. La cripta presenta 86 colonne che, secondo l'uso del tempo hanno capitelli di stili diversi.

[modifica] L'amministrazione delle terre

L'abbazia di Nonantola possedette proprietà terriere molto estese, sia in Emilia che in Toscana, e fu un importante punto di riferimento per un'intensa attività di bonifica dei terreni. Secondo uno schema caratteristico delle abbazie benedettine, il terreno agricolo venne suddiviso in corti, a loro volta comprendenti una pars dominica e una pars massaricia: il monastero riservava a sé la conduzione diretta della prima e affidava in enfiteusi [2]) ai coloni la seconda secondo un concetto che si svilupperà nella grancia. La parte della pianura ha visto spostarsi i terreni affidati in enfiteusi man mano che si estendevano le bonifiche e a partire dalla fine del XV secolo assunse quei confini del territorio concesso in enfiteusi alla Partecipanza agraria di Nonantola che la esercitò in forma collettiva per secoli e che nel 1961 è riuscita a riscattare i residui diritti dell'abbazia.

Anche il territorio di Fanano fu concesso in enfiteusi, agli abitanti del comune, ma il dominio utile fu retrocesso dal Comune allo Stato, perché impossibilitato ad amministrarlo in modo da evitare gli abusi. Quando al Ducato di Modena subentò il regno d'Italia il dominio utile fu messo all'asta e dopo liti giudiziarie annose, si pervenne al riscatto del dominio eminente fino ad allora conservato dall'abbazia di Nonantola. [3]

[modifica] La biblioteca

L’officina scriptoria di Nonantola fu uno dei principali centri di formazione della scrittura precarolingia.

[modifica] L'abbazia nullius

L'abate di Nonantola da tempi immemorabili fu considerato abate mitrato e l'abbazia fu considerata abbazia nullius. Da tempo, però la carica fu stata ricoperta dal vescovo di Modena. La nuova denominazione della diocesi è diventata arcidiocesi di Modena-Nonantola

[modifica] Note

  1. ^ Fu poi santificato dalla chiesa e conosciuto con il nome di Sant'Anselmo di Nonantola
  2. ^ Diritto reale per il quale il concessionario gode di un fondo altrui in perpetuo o per almeno 20 anni con l’obbligo di migliorarlo e di pagare un canone al concedente
  3. ^ Antonio Saltini, La valle di Ospitale: un'isola di economia naturale a metà del Novecento, in Villaggi, boschi e campi dell'Appennino dal Medioevo all'Età contemporanea, Gruppo di studi Alta Valle del Reno, Soc. Pistoiese di Storia Patria, Porretta Terme 1997

[modifica] Bibliografia

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