Cattedrale di San Giorgio (Ferrara)

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Coordinate: 44°50′07.83″N 11°37′12.52″E / 44.835508°N 11.620144°E44.835508; 11.620144

Cattedrale di San Giorgio Martire
La facciata
La facciata
Stato Italia Italia
Regione Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Località CoA Città di Ferrara.svg Ferrara
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Giorgio
Diocesi Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio
Consacrazione 1135
Stile architettonico Romanico, gotico, rinascimentale, barocco
Inizio costruzione XII secolo
Completamento XVII secolo

La cattedrale di San Giorgio Martire è il principale luogo di culto cattolico di Ferrara, sede vescovile dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio.

Sorge al centro della città, di fronte al Palazzo Comunale, a fianco della antica Piazza delle Erbe (ora si chiama piazza Trento e Trieste), non lontano dal Castello Estense. È collegata al Palazzo Arcivescovile attraverso una volta coperta.

La cattedrale oggi non è più chiesa parrocchiale ma è ovviamente sede di tutte le celebrazioni più importanti della diocesi: ordinazioni, pontificali, funerali solenni. In primavera avviene anche la Benedizione dei Palii, ovvero dei quattro tessuti dipinti che costituiscono il premio delle quattro gare del Palio di Ferrara.

Nella Cattedrale è sepolto Papa Urbano III.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Ritratto del cardinale Tommaso Ruffo che curò il rifacimento della cattedrale
Veduta esterna con la loggia dei mercanti

La cattedrale fu costruita a partire dal XII secolo, con il contributo di Guglielmo degli Adelardi, e del Principe Federico Giocoli, che con le sue ingenti sostanze nel 1135 finanziò l’edificazione su concessione di Papa Anacleto II ottenuta nel 1132, [1] quando la città si stava allargando sulla riva sinistra del Po e di conseguenza il centro della città si spostava verso Nord. La precedente cattedrale era la chiesa di San Giorgio, ancora oggi chiesa parrocchiale, che sorge sulla riva destra del Po di Volano, al di fuori della cinta muraria, là dove fu il primo nucleo di Ferrara.

La cattedrale fu consacrata nel 1135 e dedicata a san Giorgio, come si legge nell'iscrizione in volgare, nell'atrio della chiesa. Lo stile romanico del progetto iniziale è testimoniato dalla facciata.

Tra il 1451 e il 1493, venne eretto il campanile su progetto di Leon Battista Alberti; tuttavia, non venne mai terminato, e tutt'oggi è privo della prevista copertura a cuspide. Nello stesso periodo, è stata realizzata l'abside su progetto del ferrarese Biagio Rossetti.

Nel XVII secolo, l'interno della cattedrale è stato radicalmente restaurato in stile barocco in seguito ad un furioso incendio.

Nel 2006, l'esterno dell'abside è stato oggetto di un restauro.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Il campanile
Il portale di Nicholaus
Interno

La facciata della cattedrale di san Giorgio è in marmo bianco, a tre cuspidi, e presenta logge, arcatelle, rosoni, finestroni strombati, statue e numerosissimi bassorilievi

Nella parte centrale della facciata risalta il protiro, sorretto da due colonne poste su due ippogrifi, che presenta dall'alto verso il basso, un Giudizio universale, scolpito da ignoto in stile gotico, una loggia con la statua della Madonna con il bambino (aggiunta tardogotica) e in basso, proprio al di sopra del portone centrale, due opere dello scultore Nicholaus, allievo forse di Wiligelmo: la Statua di san Giorgio, protettore di Ferrara, e le Scene del Nuovo Testamento. Lo stesso Nicholaus progettò forse l'intera facciata, le absidi, le fiancate e la struttura interna della chiesa.

Nella parte destra vi è una statua di Alberto V d'Este, mentre sul lato sinistro un busto bronzeo di papa Clemente VIII è posto sopra una lapide che ricorda la presa di Ferrara da parte dello stesso pontefice.

Alcuni elementi della facciata, come le loggette, sono simili a quelli delle cattedrali di Parma e Modena.

Il lato sud della cattedrale, lungo piazza Trento e Trieste, è decorato da due logge con colonnette scolpite con soggetti diversi. Su questo lato era presente un secondo grande portale, demolito nei restauri del Settecento, che si affacciava verso via San Romano, in direzione di Bologna: era il portale attraversato dai pellegrini che andavano a Roma. Attorno al portale vi erano alcune sculture raffiguranti i mesi dell'anno, da cui il nome Porta dei Mesi, in alternativa alla dicitura Porta dei Pellegrini; non si conosce il nome dell'autore delle sculture e gli storiografi dell'arte lo hanno chiamato Maestro dei mesi del Duomo di Ferrara.

Come sulla facciata, anche ai lati della Porta dei Mesi vi erano degli ippogrifi stilofori, che ora si trovano di fronte alla cattedrale, prima della scalinata davanti all'entrata.

Ora, sul fianco della chiesa, nella loggia dei mercanti, vi sono alcuni fondi commerciali.

Sempre sul lato sud, vi è il campanile rinascimentale in laterizio e rivestito in pietra calcarea (bianco e rosso di Verona); le colonne ai lati nord e sud sono in calcare grigio di Noriglio, la zoccolatura delle colonne è in pietra d'Istria, i capitelli delle colonne sono in pietra di prun e alcuni stemmi nei lati sud e ovest sono in pietra tenera di Vicenza. Il campanile, il cui progetto è attribuito a Leon Battista Alberti, venne realizzato nel 1451-1493 e ultimato, nella forma attuale, alla fine del XVI secolo ma è rimasto tuttavia incompleto[2].

L'abside in laterizio presenta archi in cotto e capitelli marmorei ed è opera dell'architetto e urbanista ferrarese Biagio Rossetti.

L'interno, interamente rifatto a causa di un incendio nel XVII secolo in stile barocco, è a tre navate con triplice transetto.

Al centro spicca l'altare maggiore, consacrato nel 1728, opera di Celio Tirini (scultore veneziano abitante in Ravenna) che reimpiegò marmi provenienti da edifici ravennati, per la maggior parte derivanti dalle rovine del Palazzo di Ravenna di Re Teodorico. A sinistra dell'altare c'è la tomba di Papa Urbano III (morto a Ferrara nel 1187) e a destra il busto del Papa Clemente XI.

Sulla controfacciata monumentali statue dei patroni di Ferrara, San Giorgio e San Maurelio Vescovo di Giovanni Marchiori del 1746.

Vi si possono ammirare le statue bronzee della Crocifissione e dei Santi Giorgio e Maurelio, di Niccolò Baroncelli e Domenico di Paris del XV secolo e il quadro Martirio di san Lorenzo del Guercino, del XVII secolo. Sempre nelle cappelle laterali sono presenti la Madonna in trono e Santi del Garofalo, l'Incoronazione della Vergine di Francesco Francia e la Vergine in gloria con le Sante Barbara e Caterina del Bastianino (XVI secolo). Proprio quest'ultimo dipinse anche nel catino absidale, sopra il coro, l'affresco del Giudizio Universale (1577-1581), ispirato a quello di Michelangelo nella Cappella Sistina.

Organi a canne[modifica | modifica sorgente]

Organo maggiore[modifica | modifica sorgente]

L'organo a canne della cattedrale è stato costruito nel 1967 dalla ditta organaria padovana Fratelli Ruffatti.

Lo strumento è a trasmissione integralmente elettrica, con consolle mobile indipendente nell'abside avente tre tastiere di 61 note ciascuna ed una pedaliera concavo-radiale di 32. Il materiale fonico si trova in tre posti distinti:

  • il Positivo Espressivo (prima tastiera) e la relativa sezione del pedale si trovano alle spalle dell'altare maggiore;
  • il Grand'Organo (seconda tastiera) e la relativa sezione del pedale si trovano nella cassa barocca sopra la cantoria alla destra del presbiterio;
  • l'Espressivo (terza tastiera) e la relativa sezione del pedale si trovano nella cassa barocca sopra la cantoria alla sinistra del presbiterio.

Di seguito, la disposizione fonica dell'organo:

Prima tastiera - Positivo Espressivo
Principale 8'
Ottava 4'
Quintadecima 2'
Decimanona 1.1/3'
Ripienino 3 file 1'
Clarabella 8'
Flauto in ottava 4'
Nazardo 2.2/3'
Clarinetto 8'
Tremolo
Pedale Sezione I tastiera
Subbasso 16'
Bordone 8'
Seconda tastiera - Grand'Organo
Principale 16'
Principale forte 8'
Principale dolce 8'
Ottava 4'
Duodecima 2.2/3'
Decimaqinta 2'
Ripieno 2 file 1.1/3'
Ripieno 5 file 1.1/3'
Flauto 8'
Flauto conico 4'
Cornetto 3 file 2.2/3'
Decimaquinta 2'
Dulciana 8'
Voce umana 8'
Tuba Mirabilis 8'
Tromba 4'
Pedale Sezione II tastiera
Contrabbasso 16'
Bordone 16'
Ottava 8'
Ottava 4'
Quinta 10.2/3'
Bombarda 16'
Terza tastiera - Espressivo
Principalino 8'
Ottava 4'
Decimaquinta 2'
Ripieno 4 file 1.1/3'
Flauto camino 8'
Bordone 8'
Eufonio 8'
Flauto camino 4'
Flauto in XIII 2.2/3'
Flauto a cuspide 2'
Terza 1.3/5'
Gamba 8'
Voce celeste 8'
Viola 8'
Coro viole 4 file 8'
Tromba 8'
Oboe 8'
Campane tubolari
Tremolo
Pedale Sezione III tastiera
Contrabbasso 16'
Violone 16'
Violoncello 8'
Basso armonico 8'

Organo della cappella di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica sorgente]

Nella prima cappella laterale di destra, dedicata a Santa Maria delle Grazie, patrona di Ferrara, si trova un secondo organo a canne, costruito da Domenico Fedeli nel 1746 ed ampliato nel 1780 da Filippo e Antonio Fedeli.

Lo strumento, a trasmissione integralmente meccanica, ha consolle a finestra, con unica tastiera di 52 tasti con prima ottava scavezza e pedaliera a leggio scavezza di 18 note costantemente unita al manuale.

Di seguito, la disposizione fonica in base alle manette dei vari registri nelle due colonne della registriera:

Colonna di sinistra - Concerto
Voce umana 8' Soprani
Fluta sforzata 8' Soprani
Flauto XII 2.2/3'
Cornetta 1.3/5' Soprani[3]
Ottavino 2'
Clarinetto 8'
Cariglione
Bombardone
Terza mano
Colonna di destra - Ripieno
Principale 8' Bassi
Principale 8' Soprani
Ottava 4' Bassi
Ottava 4' Soprani
XV
XIX
XXII
XXVI
XXIX
Ottava di Contrabbassi 8' (al Pedale)
Contrabbassi 16' (al Pedale)

Misure[modifica | modifica sorgente]

Per un confronto con le altre principali chiese romaniche della regione si riporta una tabella con le principali misure

Duomo di Piacenza Duomo di Fidenza Duomo di Parma Duomo di Modena Abbazia di Nonantola Duomo di Ferrara Abbazia di Pomposa Abbazia di San Mercuriale
Lunghezza totale esterna 85,0 m 50,5 m 81,7 m (escluso il protiro) 66,9 m 45,4 m 118 m[4] 44,0 m (con atrio e abside) originaria 32,5 m attuale 46,2 m
Lunghezza totale interna - 47,0 m 78,5 m 63,1 m 52,0 m - 42,0 m -
Larghezza totale facciata 32,0 m 26,6 m (comprese le torri) 28,0 m 24,7 m 25,1 m 22,8 m 18,35 m 15,40 m (escluso il campanile)
Altezza esterna facciata 32,0 m - 29,0 m 22,3 m (coi pinnacoli 29,6 m) - 17,0 m 14,1 m 12,85 m
Altezza campanile - - - 86,12 m (compreso rialzo del XIV secolo) - - 48,5 m 75,58 m

Il museo della cattedrale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo della Cattedrale (Ferrara).

Nella ex chiesa di san Romano, posta sempre su piazza Trento e Trieste, è ospitato il Museo della Cattedrale, che raccoglie numerose opere d'arte legate alla storia della Cattedrale, dalla quale furono rimosse a seguito del rifacimento settecentesco, quali le antiche ante d'organo raffiguranti L'annunciazione e San Giorgio e il drago (1469) dipinte dal "capostipite" della Scuola ferrarese, Cosmè Tura, pittore della corte estense. Vi è anche la Madonna della melagrana (1409) di Jacopo della Quercia ed otto arazzi dedicati alle storie dei due patroni di Ferrara su cartoni del Garofalo e di Camillo Filippi, della metà del Cinquecento, eseguiti dalle manifatture ducali estensi, dirette dal fiammingo Johannes Karcher. Tra le sculture si ammirano le formelle duecentesche e il capitello con le storie della vita di san Giovanni Battista provenienti dalla Porta dei Mesi. Sono anche esposti oggetti sacri, reliquari e miniature.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Origine del Ducato et della Città di Ferrara scritta da Alessandro Sardo (c. 1r) "Al Sig.r Iulio Mosto" -Sardi, Alessandro <1530-1588>Ferrara.
  2. ^ Il basamento fu iniziato dopo il 1412 grazie all'iniziativa congiunta di Nicolò III d'Este e del vescovo Pietro Boiardi. L'edificazione fu interrotta per ragione ignote. Nel prospetto sud del basamento sono visibili i simboli dei quattro evangelisti
  3. ^ sulla consolle, la dicitura è Cornetta 8' Soprani
  4. ^ www.ferraraterraeacqua.it, La cattedrale di Ferrara. URL consultato il 18 settembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Angelo Andreotti. Il Maestro dei Mesi. Padova, Interbooks, 1987.
  • Guida del pellegrino in terra ferrarese.
  • Francesco Ceccarelli, Leon Battista Alberti, gli Este e Ferrara, in Massimo Bulgarelli, Arturo Calzona, Matteo Coriana, Francesco Paolo Fiore (a cura di), Leon Battista Alberti e l'Architettura, catalogo mostra Mantova Casa del Mantegna 16/09/2006 - 14/01/2007, Milano, 2006, pp. 245-253.

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