Abbazia di Pomposa
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L'Abbazia di Pomposa situata nel comune di Codigoro in provincia di Ferrara è un'abbazia risalente al IX secolo e una delle più importanti di tutto il Nord Italia.
[modifica] Storia
Si hanno notizie di un'abbazia benedettina a partire dal IX secolo ma probabilmente l'insediamento era anteriore di due o tre secoli. L'abbazia che noi oggi ammiriamo venne consacrata nel 1026 (quindi edificata prima) dall'abate Guido. Alla basilica il magister Mazulo aggiunse un nartece con tre grandi arcate.
Fino al XIV secolo, l'abbazia godette di proprietà sparse in tutta Italia grazie alle donazioni, poi ebbe un lento declino dovuto a fattori geografici e ambientali quali la malaria e l'impaludamento della zona.
Ebbe una grande importanza per la conservazione e la diffusione della cultura durante il Medioevo grazie ai monaci amanuensi che vi risiedevano. In quest'abbazia, il monaco Guido d'Arezzo inventò le note musicali moderne. Dalla fine dell'Ottocento appartiene allo Stato Italiano
[modifica] Monumenti
- Santa Maria
La basilica di tipo ravennate risale al periodo VII-IX secolo; venne successivamente allungata e venne aggiunto l'atrio ornati di fregi in cotto, oculi e scodelle maiolicate. All'interno della chiesa a tre navate, sulle pareti affreschi trecenteschi di scuola bolognese e nell'abside affreschi di Vitale da Bologna.
- Campanile
Altissimo rispetto al resto dell'edificato (48 metri), il campanile è del 1063 in forme lombarde e ricorda quello, di circa 75 metri, dell'Abazia di San Mercuriale nella non lontana Forlì. Grazie ad una lastra iscritta conosciamo il nome di questo architetto, Deusdedit. Procedendo dalla base verso la sommità del campanile le finestre aumentano di numero e diventano più ampie seguendo una tendenza classica di quel periodo, che serviva ad alleggerire il peso della torre e a propagare meglio il suono delle campane.
- Monastero
Restano la sala capitolare ornata di affreschi degli inizi del Trecento di un diretto scolaro di Giotto; il refettorio che ha sulla parete di fondo il più prezioso ciclo di affreschi dell'abbazia attribuito a un maestro riminese forse il Maestro della Cappella di San Nicola. Notevole anche il palazzo della Ragione.
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