Abbazia di Pomposa

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Coordinate: 44°49′56″N 12°10′31″E / 44.83222°N 12.17528°E / 44.83222; 12.17528

Chiesa dell'abbazia di Pomposa

L'Abbazia di Pomposa situata nel comune di Codigoro in provincia di Ferrara è un'abbazia risalente al IX secolo e una delle più importanti di tutto il Nord Italia.

Indice

Storia[modifica]

L'insula Pomposiana, conosciuta già nell'antichità, era in origine circondata dalle acque (del Po di Goro, di Volano e del mare). Si hanno notizie di un'abbazia benedettina, di dimensioni inferiori a quella attuale, a partire dal IX secolo, ma l'insediamento della prima comunità monastica nell'Insula Pomposiana risale al VI-VII secolo, fondato in epoca longobarda dai monaci di San Colombano che vi eressero una cappella. Il primo documento storico che attesti l'esistenza dell'abbazia è comunque del IX secolo: ne fa menzione il frammento di una lettera che papa Giovanni VIII inviò all'imperatore Ludovico II.[1]

Sappiamo inoltre che nel 981 passò alle dipendenze del monastero pavese di San Salvatore, e che diciotto anni più tardi subiva la giurisdizione dell'arcidiocesi ravennate, affrancandosene in seguito e godendo, grazie a donazioni private, un periodo di grande fioritura.[2]

L'abbazia che noi oggi ammiriamo venne consacrata nel 1026 (quindi edificata prima) dall'abate Guido. Alla basilica il magister Mazulo aggiunse un nartece con tre grandi arcate.

Fino al XIV secolo l'abbazia godette di proprietà, sia nei terreni circostanti (compresa una salina a Comacchio), sia nel resto d'Italia, grazie alle donazioni; poi ebbe un lento declino, dovuto a fattori geografici e ambientali, quali la malaria e l'impaludamento della zona, causato anche dalla deviazione dell'alveo del Po (rotta di Ficarolo, 1152).

Ebbe una grande importanza per la conservazione e la diffusione della cultura durante il Medioevo, grazie ai monaci amanuensi che vi risiedevano. In quest'abbazia il monaco Guido d'Arezzo ideò la moderna notazione musicale e fissò il nome delle note musicali. Fra il 1040 e il 1042 vi soggiornò anche il ravennate Pier Damiani, chiamato a istruire i monaci.

Nel 1653 papa Innocenzo X soppresse il monastero, che nel 1802 venne acquistato dalla famiglia ravennate Guiccioli. Alla fine dell'XIX secolo la proprietà passò allo Stato italiano.

Monumenti[modifica]

Pomposa interno.jpg
  • Santa Maria

Il nucleo più antico della basilica risale al VII-IX secolo; nell'XI secolo venne allungata con l'aggiunta di due campate e dell'atrio, e venne aggiunto l'atrio ornato di fregi in cotto, oculi e scodelle maiolicate. L'interno della chiesa è a tre navate, divise da colonne romane e bizantine. Il prezioso pavimento di marmo in opus sectile risale a varie epoche (dal VI al XII sec.); sulle pareti affreschi trecenteschi di scuola bolognese, con storie dell'Antico Testamento, del Nuovo Testamento, dell'Apocalisse e, sulla controfacciata, una rappresentazione del Giudizio Universale. Nell'abside affreschi di Vitale da Bologna, raffiguranti Cristo con angeli e santi, Evangelisti, Dottori e Storie di Sant'Eustachio.

  • Campanile

Altissimo rispetto al resto dell'edificato (48 metri), il campanile è del 1063 in forme lombarde e ricorda quello, di circa 75 metri, dell'Abbazia di San Mercuriale nella non lontana Forlì. Grazie ad una lastra iscritta conosciamo il nome dell'architetto che progettò il campanile e ne diresse i lavori di costruzione: Deusdedit. Procedendo dalla base verso la sommità del campanile le finestre aumentano di numero e diventano più ampie seguendo una tendenza classica di quel periodo, che serviva ad alleggerire il peso della torre e a propagare meglio il suono delle campane.

  • Monastero

Restano la sala capitolare ornata di affreschi degli inizi del Trecento di un diretto scolaro di Giotto; il refettorio che ha sulla parete di fondo il più prezioso ciclo di affreschi dell'abbazia attribuito a un maestro riminese forse il Maestro di Tolentino. Notevole anche il palazzo della Ragione.

Misure[modifica]

Abbazia di Pomposa.JPG

Campanile[modifica]

  • Altezza 48,5 m.
  • Spessore muri alla base 1,70 m
  • Base lato esterno 7,70 m

Esterno[modifica]

  • Lunghezza compresi atrio e abside 44,0 m
  • Larghezza della facciata dell'atrio 18,35 m
  • Altezza al culmine del tetto 14,10 m

Interno[modifica]

  • Lunghezza atrio 6,35 m
  • Lunghezza navata, abside inclusa 35,65 m
  • Profondità abside 5,0 m
  • Larghezza navata 7,75 m
  • Larghezza navatelle 4,15 m
  • Larghezza totale 17,5 m
  • Intercolumnio delle campate originali 3,17 m
  • Intercolumnio delle campate aggiunte 3,92 m
  • Altezza archi 5,40 m
  • Altezza conca absidale rispetto al pavimento 9,90 m

Altri edifici del complesso[modifica]

  • Palazzo della ragione 31,85 m x 12,50 m
  • Sala capitolare 10,50 m x 9,85 m
  • Refettorio 24,30 m x 10,85 m
  • Chiostro 18,40 m x 18,40 m

    Per un confronto con le altre principali chiese romaniche della regione si riporta una tabella con le principali misure
Duomo di Piacenza Duomo di Fidenza Duomo di Parma Duomo di Modena Abbazia di Nonantola Duomo di Ferrara Abbazia di Pomposa Abbazia di San Mercuriale
Lunghezza totale esterna
85,0 m 50,5 m 81,7 m (escluso il protiro) 66,9 m 45,4 m 65,0 m (meno il coro 48,5 m) 44,0 m (con atrio e abside) originaria 32,5 m attuale 46,2 m
Lunghezza totale interna
- 47,0 m 78,5 m 63,1 m 52,0 m - 42,0 m -
Larghezza totale facciata
32,0 m 26,6 m (comprese le torri) 28,0 m 24,7 m 25,1 m 22,8 m 18,35 m 15,40 m (escluso il campanile)
Altezza esterna facciata
32,0 m - 29,0 m 22,3 m (coi pinnacoli 29,6 m) - 17,0 m 14,1 m 12,85 m
Altezza campanile
- - - 86,12 m (compreso rialzo del XIV secolo) - - 48,5 m 75,58 m

Note[modifica]

  1. ^ M. Salmi, L'abbazia di Pomposa, Roma 1938, p. 3
  2. ^ M. Salmi, cit., pp. 3-4

Bibliografia[modifica]

  • Mario Salmi, L'Abbazia di Pomposa, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1936
  • Mario Salmi, L'Abbazia di Pomposa, Roma, La Libreria dello Stato, 1938
  • Antonio Samaritani, Carla Di Francesco (a cura di), Pomposa. Storia Arte Architettura, Ferrara, Corbo, 1999

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Collegamenti esterni[modifica]