Urbania
| Urbania comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
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| Provincia | |||||
| Sindaco | Giuseppe Lucarini (lista civica progetto Urbania - centrosinistra) dal 8-6-2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 43°40′6.24″N 12°31′27.12″E / 43.6684°N 12.5242°ECoordinate: 43°40′6.24″N 12°31′27.12″E / 43.6684°N 12.5242°E | ||||
| Altitudine | 273 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 77,79 km² | ||||
| Abitanti | 7 119[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 91,52 ab./km² | ||||
| Frazioni | Barca, Campi Resi, Campolungo, Gualdi, Muraglione, Orsaiola, Ponte San Giovanni, San Lorenzo in Torre, Santa Maria del Piano, Santa Maria in Campolungo, Santa Maria in Spinaceti, San Vincenzo in Candigliano | ||||
| Comuni confinanti | Acqualagna, Apecchio, Cagli, Fermignano, Peglio, Piobbico, Sant'Angelo in Vado, Urbino | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 61049 | ||||
| Prefisso | 0722 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 041066 | ||||
| Cod. catastale | L498 | ||||
| Targa | PU | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Cl. climatica | zona E, 2 293 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | urbaniesi, durantini | ||||
| Patrono | san Cristoforo | ||||
| Giorno festivo | 25 luglio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Urbania nella provincia di Pesaro e Urbino |
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| Sito istituzionale | |||||
Urbania (Orbènia in dialetto gallo-italico marchigiano) è un comune italiano di 7.117 abitanti[3] della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche. Conosciuta, fino al 1636 con il nome di Casteldurante, cambiò con l'attuale denominazione in onore di papa Urbano VIII.
Indice |
Geografia fisica [modifica]
È situata in un ambiente collinare. In essa scorre il Metauro.
Storia [modifica]
Il nucleo originario di epoca altomedioevale, risalente presumibilmente al VI secolo d.C., era chiamato Castel delle Ripe e fu libero Comune di parte guelfa, motivo per cui, nel 1277, fu distrutto dai ghibellini della vicina Urbino.
La popolazione superstite trovò rifugio poco più a valle, tra le mura della potente abbazia benedettina di San Cristoforo del Ponte (sec. VIII), situata nel luogo esatto dove si trova oggi il duomo di Urbania. Attorno all'abbazia, intorno al 1284, fu fatta costruire la nuova città, la cui fondazione fu affidata, da papa Martino IV, al prelato provenzale Guglielmo Durand, all'epoca governatore della Romagna e della città e distretto di Urbino. Durand affidò l'incarico di costruire la città a tecnici bolognesi ai quali fu forse dovuta la soluzione con due strade porticate[4] che fa di Urbania una sorta di Bologna in miniatura. In onore di Guillaume Durand la città prese il nome di Casteldurante.
Affidata in signoria alla potente famiglia dei Brancaleoni, la città fu dapprima di Brancaleone, cui succedettero, congiuntamente, i figli Nicola Filippo, Pierfancesco e Gentile. A Pierfrancesco, rimasto unico "signore" dopo la morte dei fratelli, succedettero i nipoti Galeotto e Alberico (figli di Nicola Filippo) e Bartolomeo (figlio di Gentile), essendogli premorto l'unico figlio Lamberto. I tre cugini non vollero governare insieme e divisero pacificamente la signoria: ai fratelli Galeotto e Alberico, che rimasero insieme, andò la parte maggiore, compreso Casteldurante, mentre Bartolomeo ottenne Mercatello sul Metauro e la Massa Trabaria. Il dominio dei due fratelli, divenuti tiranni, fu però breve, perché la popolazione vessata invocò l'intervento del signore di Urbino Guidantonio da Montefeltro il quale, dopo un breve assedio alla città, li costrinse alla fuga. Era il 1427 e da quel momento il destino di Casteldurante seguirà quello del Ducato di Urbino, tant'è che i signori di quest'ultimo si fregeranno del titolo di duchi di Urbino e conti di Casteldurante. Il ramo di Mercatello sul Metauro, invece, si estinse con Gentile, prima moglie di Federico da Montefeltro, duca di Urbino, cui portò in dote le terre della sua famiglia, che rimasero ai Montefeltro anche se da questo matrimonio non nacquero figli.
Sotto i Della Rovere, successori dei Montefeltro nel Ducato di Urbino, l'antico signorile "palazzo dei Brancaleoni" fu restaurato e ristrutturato da un gruppo di architetti, comprendente Francesco di Giorgio Martini, Annibale della Genga e Paolo Scirri, quest'ultimo congiunto di Scirro Scirri, che era stato il primo maestro di architettura del Bramante. I duchi di Urbino usarono il palazzo come soggiorno estivo e il Barco ducale come residenza di caccia. Solo l'ultimo duca di Urbino, Francesco Maria II Della Rovere, visse in permanenza a Casteldurante trasferendovi la corte ducale, vi morì e fu sepolto nella chiesa del Santissimo Crocefisso. Alla sua morte, nel 1631, l'intero Ducato di Urbino tornò sotto il dominio diretto dello Stato Pontificio. Il 18 febbraio 1635, papa Urbano VIII elevò Casteldurante al rango di città e di diocesi e in suo onore la città cambio per la terza volta, il suo nome, che divenne Urbania.
XX secolo [modifica]
Urbania è tra le Città decorate al valor militare per la guerra di liberazione ed è stata insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per il contributo dato alla Resistenza (in particolare all'attività della Brigata Garibaldi Romagnola) ed il tragico bombardamento subito il 23 gennaio 1944 da parte delle forze alleate, che provocò devastazioni e 248 vittime civili. Per tale motivo Urbania è stata riconosciuta Città martire della Provincia di Pesaro e Urbino. Ogni anno la ricorrenza è celebrata solennemente.
Al giorno d'oggi la città, pur molto piccola, è un centro turistico, visitata per il Palazzo Ducale (ora sede di un museo e di una biblioteca, che conserva mappe del Mercatore), per le numerose chiese (fra cui la chiesa dei Morti, che conserva numerose mummie naturali di persone morte nel Medio Evo e nel Rinascimento), per le antiche mura (dotate di una passeggiata da cui si può vedere il fiume Metauro, che circonda la città in una sua ansa), per le stradine medievali, per la produzione di ceramiche (le famose ceramiche di Casteldurante).
Oggi, l'antica diocesi di Urbania-Sant'Angelo in Vado sopravvive unita alla tradizionale arcidiocesi di Urbino, alla quale venne accorpata nel 1986, per formare una nuova unità amministrativa e territoriale: l'arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant'Angelo in Vado, che non è più metropolitana e che ha la sua sede a Urbino. La cattedrale di San Cristoforo Martire, diventata ufficialmente concattedrale, è ora una delle tre cattedrali dell'arcidiocesi[5].
Onorificenze [modifica]
| Medaglia di bronzo al valor militare | |
| «Durante la lotta contro l’oppressione nazi-fascista, la popolazione di Urbania, coraggiosamente, a costo di dure rappresaglie, sosteneva le proprie formazioni partigiane dando cospicuo contributo di combattenti, sangue generoso, distruzioni e sofferenze subite, alla causa della libertà della Patria.» — Zona di Urbania, gennaio-luglio 1944 |
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]
Di particolare interesse storico-artistico è il Duomo di Urbania (IX-XVIII secolo), dedicato a San Cristoforo martire ed edificato sulle fondamenta dell'antica abbazia di San Cristoforo del Ponte risalente all'VIII secolo. La chiesa dei Morti, già cappella Cola fondata nel 1380, ornata da un bel portale gotico, conserva al suo interno il cimitero delle Mummie, noto per il curioso fenomeno della mummificazione naturale, dovuta a una particolare muffa che ha essiccato i cadaveri succhiandone gli umori.
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[6] 
Cultura [modifica]
Personalità legate a Urbania [modifica]
- Guglielmo Durand, governatore della Romagna e del distretto di Urbino da cui la città prese il nome di Casteldurante.
- Urbano VIII, 235º papa della Chiesa cattolica.
- Donato Bramante, pittore e architetto[7].
- Francesco Luci, umanista e letterato.
- Cipriano Piccolpasso, architetto, storico, ceramista, pittore e trattatista.
- Girolamo Crescentini, cantante lirico, maestro di canto e compositore.
- Augusto Ranocchi, pittore, scultore e ceramista.
- Rodolfo Rombaldoni, nazionale di pallacanestro.
- Piero Cicoli, pittore, incisore e ceramista.
- Trento Cionini, incisore.
- Filippo Ugolini, patriota del Risorgimento.
- Egidio Spugnini, arch. scenografo cinema tv incisore pittore
- Sammy Carpineti, showman
Economia [modifica]
L'industria della maiolica divenne intorno ai primi decenni del XVI secolo una delle più significative, assieme a quella di Faenza, tra quelle dell'epoca, grazie all'impulso conferito dai maestri Giovanni Maria e Nicola Pellipario.[8]
Il primo pezzo documentato di Maria risalì al 1510 e fu un piatto raffigurante lo stemma di papa Giulio II, ma ben presto la sua decorazione di piatti, vasi ed altra oggettistica si staccò dai modelli faentini per personalizzarsi con decorazione a "candelabra" ricca di elementi fantasiosi, animali e vegetali. In una ulteriore fase le bordure inclusero maschere grottesche o arabeschi.
Pellipario, invece, introdusse la decorazione a "istoriato", ossia un tema figurativo che occupò tutto la pianta ceramica. Tra i servizi firmati da lui si annoverarono quello Correr e l'Este Gonzaga.
Verso la fine del XVII secolo la produzione di maiolica incominciò la sua parabola discendente.
Amministrazione [modifica]
È il comune capoluogo della Comunità Montana Alto e Medio Metauro.
Curiosità [modifica]
A Urbania c'è una casa che è tradizionalmente la Casa Ufficiale della Befana visitabile.
Sport [modifica]
Calcio [modifica]
La principale squadra della cittadina è l'Urbania calcio che milita attualmente in Eccellenza, ma esiste anche il Santa Cecilia che si trova al momento in Prima Categoria e qualche anno fa c'era anche il Casteldurante Urbania che aveva raggiunto la Seconda Categoria, ma che ora ha cessato l'attività.
Note [modifica]
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
- ^ Dato Istat al 31-8-2010.
- ^ Enrico Guidoni, L'urbanistica di Roma tra miti e progetti, laterza, 1990, pag.38
- ^ L'Arcidiocesi di Urbino - Urbania - Sant'Angelo in Vado
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ Da sempre Urbania contende alla vicina Fermignano i natali del Bramante. A favore della tesi urbaniese Giorgio Vasari, contemporaneo all'artista, che nel sua opera Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori scrisse, riferito al Bramante, che "costui nacque in Castello Durante nello Stato d'Urbino".
- ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol. III, pag.139-140