Gang (gruppo musicale)

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The Gang
The Gang a Linaro, frazione di Mercato Saraceno
The Gang a Linaro, frazione di Mercato Saraceno
Paese d'origine Italia Italia
Genere Folk rock
Punk rock
Combat folk
Periodo di attività 1984 – in attività
Album pubblicati 17
Studio 11
Live 6
Sito web

I Gang, a volte chiamati anche con la denominazione completa The Gang, sono un gruppo folk rock militante italiano. Nati come Paper’s Gang sul finire degli anni settanta e fortemente ispirati ai Clash, furono inizialmente parte della scena punk marchigiana, alla quale sono riconducibili gruppi come Rivolta dell'odio, Cracked Hirn ed Azione non violenta di Ancona, i Cani di Pesaro, i Reig di Macerata ed i Dictatrista di Ascoli Piceno. I loro suoni virarono poi sempre più verso il folk, mantenendo testi fortemente politicizzati ed una particolare attenzione per il combat rock.

Gli esordi[modifica | modifica sorgente]

Pur servendosi di altri musicisti, il nucleo dei Gang è formato dai due fratelli Sandro e Marino Severini, entrambi nativi di Filottrano, in provincia di Ancona e dal "terzo gang" per 5 dischi Andrea Mei. Formano il primo gruppo durante l'adolescenza, siamo verso la metà degli anni settanta, il momento in cui comincia a manifestarsi, musicalmente e in altri ambiti, il fenomeno del punk, coi Sex Pistols. I due fratelli Severini si recano a Londra ed entrano in diretto contatto con la scena sociale e musicale esplosiva della capitale inglese. Capiscono che il punk non è soltanto un generico "fenomeno di costume", ma un tentativo assai concreto di salvaguardia organizzata dei diritti e della qualità della vita. Il punk inglese era costituito in gran parte da disoccupati e emarginati provenienti dalle periferie londinesi.[1] Qui matura la scelta di Sandro e Marino Severini.

Il primo nome del gruppo è Paper’s Gang, per il soprannome di famiglia “Paporè”, da cui l'inglesizzazione Paper's, mentre “Gang” ricorda le bande di strada e di bar della vita giovanile di provincia.[2]

Assumono quindi come proprio modello il gruppo dei Clash: tornano a casa, si tagliano barba e capelli e cominciano un periodo di repertoriazione, di studio e di strutturazione dei testi. I primi pezzi vengono composti direttamente in lingua inglese, con tematiche e musicalità riprese da due album fondamentali dei Clash, London Calling del 1979 e il successivo Sandinista! che contribuisce a far conoscere loro la realtà del Sud del mondo, degli sfruttati, degli emarginati. È questo il "leitmotiv" dei Gang.

Il neonato gruppo si imposta nella classica struttura rock con due chitarre, basso e batteria: Sandro Severini si occupa della parte strettamente musicale, mentre Marino compone i testi e canta. I primi concerti si svolgono in ambito strettamente locale, con puntate a Ancona e Macerata.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

I primi album[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tribes' Union e Barricada Rumble Beat.

Nel 1984 i Gang hanno pronto un numero sufficiente di pezzi propri, già consolidati durante i concerti, e decidono di far uscire un album autoprodotto. Si tratta di Tribes' Union, comprendente otto brani scritti certamente sotto l'influenza dei Clash, ma nel quale si nota anche la crescente influenza del musicista inglese Billy Bragg (autore anche di una celebre "neo-versione" inglese dell'Internazionale scritta su suggerimento o istigazione di Pete Seeger), un artista che riesce a condensare sia la natura del primo punk, sia quella del più classico folksinger, con chitarra e armonica a bocca. Le tematiche dei Gang sono subito militanti: la classe politica, il potere, le difficoltà del vivere quotidiano. Il gruppo viene chiamato Gang in onore della mitica immagine del fuorilegge, da Robin Hood a Jesse James.

Tribes' Union viene accolto favorevolmente dalla stampa specializzata[3] e arriva ottavo al "referendum della critica" della rivista Musica e Dischi. Musica dura e diretta, testi di grande impatto politico e sociale; anche se i testi sono in inglese, qualcuno comincia a parlare timidamente di un vero rock italiano.[4]

Sandro e Marino Severini

I Gang si schierano in favore di ogni lotta civile e si esibiscono anche assieme a gruppi come The Pogues, i Blasters, The Jesus & Mary Chain e, infine, assieme allo stesso Billy Bragg. È l'epoca di pezzi dal titolo inequivocabile, come Libre El Salvador, Against The Dollar Power (High Rise) ecc. Nel 1986 esce il loro secondo LP, Barricada Rumble Beat, sempre in inglese e ancora più esplicito nei testi. Ma qualcosa cambia gradualmente: il ritmo si contamina, appaiono cadenze rhythm'n'blues e i Gang si avvicinano sempre maggiormente alla tradizione popolare, accostandosi alla black music e alla realtà sociale afroamericana.

Nel 1989 esce un album interlocutorio, Reds; lo stesso anno firmano un contratto con una grossa casa discografica, una major come la CGD, che lascia peraltro loro la più ampia libertà di espressione assicurando nel contempo la necessaria distribuzione. Stanno finendo gli anni ottanta, il "decennio del riflusso"; cadono una dietro l'altra ideologie e utopie, ma i Gang vanno del tutto controcorrente. I fratelli Severini pur laureati entrambi in giurisprudenza, preferiscono continuare a fare i fattorini per dedicarsi alla musica. Non vedono molto bene tendenze che dal punk si avvicinavano alla new wave o al dark distaccandosi dal popolare e confluendo in un intellettualismo spesso di maniera. Già in Red si intravede la svolta dei Gang, legata alle proprie radici, la band diventa di sette elementi con l'inserimento di sax, violino e flauto, e vi è l'incontro con Ambrogio Sparagna.

La svolta[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Le radici e le ali, Storie d'Italia e Una volta per sempre.

All'inizio degli anni novanta lavorano a una trilogia con la quale compiono la scelta definitiva (e epocale) di passare a comporre testi in lingua italiana. Questa svolta è quasi obbligata: hanno imparato la lezione dai Clash, ma per fare canzone politica, sociale, di denuncia sulla situazione italiana, non si può cantare in inglese. Anche dal punto di vista musicale, i tre album pescano nella tradizione musicale popolare, e possono essere annoverati tra i primi e migliori album folk rock (o combat folk, per dirla come i Modena City Ramblers) italiani. Alle chitarre elettrica Marino sostituisce una chitarra acustica a dodici corde, si aggiungono violino, fisarmonica, armonica a bocca, fiati e anche bande di paese (Oltre).

Marino Severini live a Filottrano 23 agosto 2007

Il primo risultato è l'album Le radici e le ali (1991), un album del tutto schierato nel solco della tradizione dell'internazionalismo. Dichiarano i fratelli Severini:

« Se ci chiedete da che parte stiamo, noi rispondiamo con il Sud perché pensiamo che, come nella Guerra del Golfo, i conflitti che insorgeranno nei prossimi anni dovranno essere visti da un’angolazione diversa da quella precedente, non in termini ideologici ma di interessi contrastanti tra Nord opulento e Sud straccione. Noi ci identifichiamo nella tradizione dell’internazionalismo. Il nostro lavoro va inquadrato nell’ambito di quella sinistra che si suol dire “eretica”, fatta di gruppi che si sono sviluppati fuori o ai margini del movimento operaio: il sindacalismo rivoluzionario, le Pantere Nere, il guevarismo, il sandinismo, il maoismo, il trotzkismo, passando per le esperienze di casa nostra come Lotta Continua e Potere Operaio… e l’elenco può continuare e includere i movimenti nazionalistici dei Paesi Baschi o dell’Uster, l’OLP, i verdi, SOS Racisme, i punk anarchici. Per certi versi ci sentiamo vicini anche alla teologia della liberazione. Se si vuole capire la nostra musica bisogna tenere conto dello sviluppo economico che ha avuto questo paese e delle contraddizioni diverse che ha generato nel Nord e nel Sud. La musica in questo genere di lotta è sempre stata punto di riferimento e strumento di aggregazione: lo fu per Woody Guthrie, a cui stava a cuore l’unità dei lavoratori in un momento di trasizione tra la cultura agricola e quella industriale, lo fu per Victor Jara e Violeta Parra in Cile contro il regime di Pinochet e per il canto delle mondine, nel vercellese di metà secolo, quando scelsero lo sciopero. Oggi i giovani, come categoria sociale antagonista e portatrice di nuovi valori in contrapposizione a quelli del sistema, non ci sono più, o almeno restano sacche di resistenza che sopravvivono in piccole riserve. La “generazione” oggi non è più sintomo di controcultura o ribellismo. I giovani negli ultimi quindici anni sono stati vittime di un’omologazione crescente e questo mito interclassista riversato su di loro, è ora funzionale al sistema. Il rock non è dunque più la bandiera della cultura giovanile, anzi in seguito ad una tendenza diffusa di conformazione della musica ad altri generi di consumo è in atto un certo accantonamento del rock a favore di un orientamento deciso verso la pop music. Questo non significa che il rock sia morto, ma che è tempo che si rinnovi e trovi nuova aspirazione, non necessariamente nel mondo giovanile »
(Marino Severini[1])

Il progetto è quello di fondere il rock con la tradizione popolare, nel senso di dare una vera identità culturale alla propria musica. Alle chitarre elettriche, slide e dobro si aggiungono il violino, il mandolino, il tin whistle, l'oboe e lo shannaj. In quest'ottica deve essere visto Storie d'Italia, il loro secondo album in italiano che vede la produzione artistica e la collaborazione con Massimo Bubola, del 1993. Un album che contiene brani che parlano delle lotte partigiane, come la bellissima e suggestiva ballata Eurialo e Niso nella quale viene rielaborata la leggenda dei due amici combattenti narrata da Virgilio nell'Eneide.

Nei Gang entra in pianta stabile il tastierista e fisarmonicista Andrea Mei e si formano collaborazioni fruttuose con artisti del calibro di Antonello Salis, Antonello Ricci, Mauro Pagani, Daniele Sepe e Davide Riondino. Il 1º maggio 1991, nel corso del tradizionale concerto offerto dalla confederazione sindacale CGIL-CISL-UIL a Roma, in Piazza San Giovanni (la tradizionale "Piazza della Sinistra"), i Gang leggono un comunicato con cui si invitano tutti i lavoratori italiani allo sciopero generale contro il governo di Bettino Craxi[5]. Questo avviene in diretta sulla RAI, il che preclude in seguito ogni accesso del servizio radiotelevisivo pubblico ai Gang.

Seguono brani scottanti come 200 giorni a Palermo, dedicata all'omicidio del senatore del Partito Comunista Italiano Pio La Torre, assassinato dalla Mafia il 30 aprile 1982; i fratelli Severini vengono denunciati per aver coinvolto nella canzone personaggi come l'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, l'eurodeputato Salvo Lima (a sua volta ucciso in un agguato mafioso il 12 marzo 1992), e soprattutto gli esponenti PCI Russo e Sanfilippo. Ai Gang vengono chiesti 500 milioni delle vecchie lire come risarcimento morale.

Nel 1995 si conclude la trilogia "italiana" con l'album Una volta per sempre che contiene brani che parlano dei sette figli di Alcide Cervi, La pianura dei sette fratelli, di Pier Paolo Pasolini (Il buco del diavolo), dell'avvento del berlusconismo in Italia (La corte dei miracoli)

Lavori più recenti[modifica | modifica sorgente]

Sandro Severini live a Filottrano 23 agosto 2007

Si sviluppa nel contempo un nuovo rapporto dei Gang con l'arte e con il loro percorso individuale; cominciano ad essere attratti dall'epica e dalla poesia narrativa, sviluppando così la metafora e il linguaggio profetico come antidoto alla perdita della memoria individuale e collettiva, uno dei mali della società italiana contemporanea.[1] Nasce l'album Fuori dal controllo, dedicato a dieci personaggi della storia d'Italia visti come eretici, appunto come "fuori dal controllo": ci sono Giordano Bruno, Davide Lazzeretti, Pier Paolo Pasolini, Pino Puglisi (il parroco palermitano ucciso dalla Mafia), Sacco e Vanzetti, Ilaria Alpi (la cui misteriosa fine viene analizzata nella canzone Chi ha ucciso Ilaria Alpi?, nella quale si ipotizza un contatto tra le indagini della giornalista e un traffico d'armi internazionale che avrebbe portato anche alla tragedia del Moby Prince, il traghetto incendiatosi nel porto di Livorno il 10 aprile 1991, tragedia nella quale morirono 140 persone) e Santa Maria Goretti. Con Fuori dal controllo i Gang tornano anche alla classica struttura rock basso-chitarre-batteria. Entrano all'inizio del 1997 nella band al Basso Francesco Caporaletti (tuttora bassista dei Gang) e Paolo Mozzicafreddo alla batteria!!

Nell'album Controverso (2000) interviene, con la lettura di una sua poesia intitolata Reflesciasà (cioè réfléchis à ça pronunciato alla napoletana) il poeta e scrittore Erri De Luca. Nello stesso album si segnala il brano Paz, dedicato a Andrea Pazienza.

Nella primavera del 2001 nasce il progetto Gang City Ramblers che congiunge due generazioni di combat-(folk)-rockers i Modena City Ramblers con i Gang, sullo stesso palco a interpretare brani delle due formazioni.
Il 25 aprile dello stesso anno i due gruppi si esibiscono in un indimenticabile concerto a Macerata in una Piazza Mazzini stracolma di oltre 6.000 persone arrivate da tutti gli angoli della Regione.

Nel 2002 fanno girare in rete una canzone clandestina, All'ultimo sangue, regalata al movimento per la pace, contro ogni guerra.

Nel 2004 pubblicano insieme al gruppo di ricerca e canto popolare marchigiano de La Macina, Nel tempo e oltre cantando, dove vengono riarrangiati e riproposti brani storici di entrambe le formazioni quali Sesto San Giovanni, Kowalsky dei Gang e Cecilia, Stavo in bottega che lavoravo de La Macina; non è un disco dei Gang, né un disco della Macina, i due repertori vengono stravolti: i canti popolari diventano brani rock e le canzoni dei Gang sembrano canzoni dei nostri nonni.

Nel 2006, infine, è la volta dell'ultimo album, intitolato Il seme e la speranza. Il disco è dedicato al lavoro della terra e realizzato in collaborazione con la Regione Marche. Canzoni nuove, qualche rifacimento e collaborazioni con artisti incontrati durante gli ultimi anni. Lo spirito dell'album è quello della testimonianza storica delle radici contadine del nostro Paese. Nell'album canzoni di Resistenza: 4 maggio 1944-In memoria, canzone dedicata ad una rappresaglia nazifascista avvenuta il 4 maggio 1944 a Sant’Angelo di Arcevia nella provincia di Ancona, dove vennero uccise barbaramente 63 persone, partigiani e civili, tra questi i componenti della famiglia Mazzarini, una famiglia contadina che aveva offerto rifugio e riparo ai partigiani che operavano in quella località; La pianura dei sette fratelli riletta dal Coro delle Mondine di Novi, testimonianza come i brani dei Gang appartengano ormai alla tradizione popolare;[6][7] A Maria. C'è Woody Guthrie di This Land is my land che vede numerosi ospiti e che è stata inserita recentemente nell'archivio Guthrie. C'è Lacrime del sole nuovo inno contadino. Un disco dedicato all'"umanesimo contadino" come ama dire Marino Severini durante i concerti. Il disco è registrato in casa per permettere a Paolo Mozzicafreddo, batterista dal 1997, già malato, di partecipare alle registrazioni. Morirà il 19 giugno 2006 all'età di 31 anni. Viene quindi sostituito da Piero Montecchiari.

L'ultima uscita discografica è il doppio bootleg live Dalla polvere al cielo (stampato in 1000 copie) uscito nel luglio 2008 e reperibile per ora soltanto tramite il loro sito ufficiale. Sempre nell'estate 2008, Piero Montecchiari è sostituito da Francesco Bigoni

Nel 2008 inizia una tournée teatrale con Daniele Biacchessi che unisce canzoni dei Gang con recitati e che parla delle storie d'Italia, dalle stragi naziste alle bombe di stato, da Peppino Impastato a Falcone e Borsellino, dal quale viene poi tratto il disco Il paese della vergogna.

Il 28 febbraio 2009 i Marino e Sandro insieme al batterista degli inizi e al bassista dei Malavida, in occasione del 25º anniversario dal primo album fanno una riunione per un concerto in cui ripropongono i brani del periodo punk in inglese. La serata viene registrata e darà vita al disco Tribe's reunion pubblicato l'anno successivo.

Nel maggio 2010 i Gang cambiano nuovamente batterista: Diego Garbuglia prende il posto di Bigoni.

Il 10 aprile 2011 è prevista l'uscita di un nuovo album, che sarebbe dovuto uscire nel 2010, dal titolo La rossa primavera insieme al gruppo romano dei Ned Ludd che raccoglierà i canti della Resistenza, dai brani storici alle canzoni d'autore dedicate all'argomento. Alla batteria prende posto un nuovo batterista, Luca Ventura. Il 23 ottobre dello stesso anno viene pubblicato l'album Quando gli angeli cantano a nome "Gang e i suoi fratelli", registrazione dell'evento "Un giorno per Paolo", concerto svoltosi a Villa Potenza (MC) del 29 ottobre 2010 in onore del batterista scomparso Paolo Mozzicafreddo, in cui gruppi vicini ai Gang ripropongono canzoni dei Gang.

Il 31 gennaio 2012 viene pubblicato il cd live dello spettacolo Storie dell'altra Italia, dei Gang con Daniele Biacchessi e Massimo Priviero.

A fine maggio 2012 esce "Le radici e le ali, 1991-2011" un album live registrato a Filottrano il 16 settembre 2011 in occasione del ventennale dell'uscita del loro primo album in lingua italiana, che contiene un CD con allegato un DVD contenente alcuni spezzoni della serata e un intervento di Marino Severini relativo all'album.

Il 22 aprile 2012 al teatro "La Nuova Fenice" di Osimo Marino Severini è stato insignito del Premio Renato Benedetto Fabrizi.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Componenti attuali

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Gang.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Storia : The-gang.it
  2. ^ Marino Severini in http://www.the-gang.it/wordpress/rassegna-stampa/racconti-aneddoti/la-banda-dei-paperi
  3. ^ Intervista su Rockstar n°68 maggio 1986. URL consultato il 15-12-2010., Blu&blu
  4. ^ 'in Italia, qualche mese fa, è uscito uno dei più bei dischi rock degli ultimi tempi: un disco carico di energia e potenza, di “impegno politico” e di lirismo, ben suonato e ben prodotto nonostante la scarsezza dei mezzi economici destinati alla sua realizzazione.' Il Mucchio Selvaggio n°85 del Febbraio 1985
  5. ^ gang 1º maggio 1991 - YouTube
  6. ^ 'Con la versione del Coro delle Mondine di Novi questa canzone torna a casa.' Note alla canzone nel libretto del CD.
  7. ^ '“La pianura dei sette fratelli” che popolare non è ma lo diventerà e che qui è riproposta nella versione del Coro delle Mondine di Novi a ribadire una volta in più la sua appartenenza alla grande tradizione della musica popolare' [www.bielle.org]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Province del rock'n'roll: geografie dell'arcipelago giovanile, a cura di Robert Clarck (Il lavoro editoriale, Ancona 1981)
  • Frammenti, opuscolo omaggio con Smemoranda estate 1994
  • Frammenti Rock, curato da Roberto Castelli, Arcana Editrice 1996
  • Alessandro Bolli, Dizionario dei Nomi Rock, Padova, Arcana editore, 1998, ISBN 978-88-7966-172-0.
  • Banditi senza tempo, Marino e Sandro Severini, Selene (collana distorsioni) 2003 ISBN 8886267649
  • Le radici e le ali, la storia dei Gang a cura di Lorenzo ‘Lerry’ Arabia e Gianluca Morozzi, Fernandel, 2008 ISBN 978-88-87433-98-2
  • Arturo Compagnoni - Italia '80. Il Rock indipendente italiano negli anni ottanta (Edizioni Apache 2004)
  • Gianluca Testani (a cura di), Enciclopedia del rock italiano, Arcana Editrice, 2006, p. 74.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]