Daniele Biacchessi

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Daniele Biacchessi (Milano, 28 novembre 1957) è un giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Daniele Biacchessi lavora come vicecaporedattore per Radio24 - Il Sole 24 Ore. Nel 2004 e nel 2005 gli viene assegnato il Premio Cronista per un'inchiesta sul terrorismo islamico in Italia e una ricostruzione dell'omicidio dell'editorialista del Corriere della Sera Walter Tobagi' Nel 2009 riceve il premio dedicato al fotografo freelance ucciso in Medio Oriente Raffaele Ciriello. Nel 2011 vince il prestigioso Premio Speciale Unesco per lo spettacolo teatrale Aquae Mundi con il jazzista Gaetano Liguori.

Dal 1975 ha lavorato per numerose testate: Radio Lombardia, Radio Occhio, Radio Regione, Telemilanodue, Rete A, Antenna 3. Nella sua lunga carriera ha collaborato inoltre con RAI, Radio Popolare, Mucchio Selvaggio, il quotidiano l'Unità, i settimanali Avvenimenti e L'Europeo. Dal 1988 al 1999, è stato fondatore, direttore della sede milanese, conduttore, inviato e cronista parlamentare di Italia Radio, storica testata d'informazione nazionale.

È autore di venticinque tra libri, prefazioni, interventi pubblicati dai più importanti editori italiani.

Daniele Biacchessi scrive libri d'inchiesta sul terrorismo come (gli omicidi di Walter Tobagi, Luigi Calabresi, Fausto e Iaio, Roberto Franceschi, Massimo D'Antona, Marco Biagi, strage di Bologna, strage di Piazza Fontana, strage di Ustica, strage di Piazza della Loggia, Italicus, strage Rapido 904). In particolare svela i retroscena sulla fuoriuscita di diossina dalla ICMESA di Seveso il 10 luglio 1976. Nel libro Passione reporter, Biacchessi riunisce per la prima volta la memoria di Ilaria Alpi, Raffaele Ciriello, Maria Grazia Cutuli, Antonio Russo, Enzo Baldoni, Raffaele Ciriello.

Dal 2003 trasferisce tutte queste storie nel teatro civile.

Come autore, regista e interprete di teatro di narrazione narra il disastro di Seveso La fabbrica dei profumi, le stragi nazifasciste di Sant'Anna di Stazzema e di Marzabotto del 1944, lo scandalo dei fascicoli nascosti nel cosiddetto "armadio della vergogna", le stragi della strategia della tensione nello spettacolo Il paese della vergogna, le storie dei giornalisti italiani uccisi in zone di conflitto Passione reporter.

Daniele Biacchessi racconta nei suoi spettacoli l'impegno antimafia di Peppino Impastato, Giorgio Ambrosoli, Libero Grassi, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, il dramma delle morti sul lavoro Il lavoro rende liberi, la Resistenza.

Dal vivo collabora stabilmente con i musicisti Gaetano Liguori, Gang, Michele Fusiello, Andrea Sigona, Antonio Righetti, Massimo Priviero, artisti della scena jazz, rock, blues e canzone d'autore italiana.

[modifica] Radio e Tv

  • "La dolce Bretagna" (Radio Lombardia 1977 - 1980, Radio Regione 1980-1982)
  • "Il canto di Albione" (Radio Popolare 1979 - 1984)
  • "Il giornale di Radio Regione" (Radio Regione 1980 - 1985)
  • "Sold Out" (Radio Regione 1980-1985)
  • "Match" (Radio Regione 1983-1985)
  • "Il giornale di TeleMilano2" (TeleMilano2 1980 - 1988)
  • "Noi in Lombardia" (RadioRai, 1979-1984)
  • "Blue Note" (RadioRai, 1988-1992)
  • "Il giornale di Rete A" (Rete A 1986 - 1988)
  • "Consumando" (Italia Radio, 1988-1996)
  • "Effetto notte" (Italia Radio, 1996-1998)
  • "Cronache italiane" (Italia Radio, 1997-1999)
  • "Il giornale di Italia Radio" (Italia Radio, 1988-1999)
  • "Il giornale di Radio 24" (Radio 24, 1999 - 2012)
  • "Giallo e Nero" (Radio 24, 2003-2007)
  • "Storia" (Radio24, 2006-2007)
  • "Trent'anni fa. Oggi, Aldo Moro" (Radio24, 2008)
  • "Extralarge'" (Radio24, 2008)
  • "Italia in controluce'" (Radio 24, 2010 - 2012)

[modifica] Libri


[modifica] Cd

  • Il paese della vergogna. L'atlantide, 2009. Doppio cd con Marino e Sandro Severini dei Gang.
  • Dal profondo. L'atlantide, 2010. Artisti vari, cd in beneficenza Associazione Lalokomotiva.
  • Gang e i suoi fratelli Daniele Biacchessi & Gang "Io so", Latlantide, 2011.
  • Storie dell'altra italia. Latlantide, 2012. Doppio cd con Gang e Massimo Priviero.
  • Nebbia bassa, 2012. Daniele Biacchessi "Vite sospese" nel cd del gruppo rock FEV.

[modifica] Teatro

  • "Farenait" (2002) Con Stefano Paiusco e Raja Marazzini
  • "Perché Fausto e Iaio" (2003) Con Stefano Paiusco e Raja Marazzini
  • "Cile 11 settembre 1973, para no olvidar" (2003) Con Stefano Paiusco e Raja Marazzini
  • "La historia y la memoria" (2004) in solista
  • "La storia e la memoria" (2004)con Michele Fusiello
  • "Fausto e Iaio" (2005)con Michele Fusiello
  • "La fabbrica dei profumi" (2006)con Michele Fusiello
  • "Quel giorno a Cinisi. Storia di Peppino Impastato" (2006)con Gaetano Liguori
  • "Processo di polizia" (2006)con Gaetano Liguori e Marco Pagani
  • "Luigi Tenco, morte di un cantautore" (2007)in solista
  • "Storie d'Italia" (2007)con Michele Fusiello
  • "I ventitré giorni della città di Alba" (2007)con Gaetano Liguori e Michele Fusiello
  • "Il sogno e la ragione" (2007)con Gaetano Liguori e Michele Fusiello
  • "Il paese della vergogna" (2007)con Gang
  • "Punto zero, frammenti di underground americano" (2008)con Michele Fusiello
  • "Passione reporter" (2009)con Gang
  • "L'ultima bicicletta. Storia di Marco Biagi" (2009)in solista
  • "Piazza Fontana, il giorno dell'innocenza perduta"(2009)con Michele Fusiello
  • "Il lavoro rende liberi" (2010) con Andrea Sigona
  • "Storie di eroi borghesi. Giorgio Ambrosoli, Walter Tobagi, Marco Biagi" (2010)
  • "A cento passi contro la mafia" (2010)con Gaetano Liguori e Tiziana Di Masi
  • "Teatro civile" (2010)in solista
  • "Storie dall'Altra Italia" (2011)con Gang e Massimo Priviero
  • "Aquae Mundi, l'acqua è un bene comune" (2011)con Gaetano Liguori
  • "Le crepe della memoria. Il terremoto dell'Aquila" (2011)in solista
  • "Ustica Punto Condor" (2011)con Michele Fusiello
  • "Orazione civile per la Resistenza" (2011)in solista e con Michele Fusiello

[modifica] Film

  • "Il filo della memoria" (2001)
  • "Spiriti Liberi. 1941-1945 ribelli a Verona " (2004) regia di Stefano Paiusco con Vittore Bocchetta e Daniele Biacchessi

[modifica] Recensioni

  • "Da Piazza Fontana a Giorgio Ambrosoli, dalla morte “anarchica” di Fausto e Iaio a Piazza della Loggia, Daniele Biacchessi racconta misteri, omicidi e stragi in un’Italia che sembra ormai vivere in una perenne ri(e)mozione forzata. Con la voce e la potenza di uno scrittore che è l’unico erede della narrativa civile di Pier Paolo Pasolini."

Gian Paolo Serino, La Repubblica.

  • "Daniele Biacchessi, narratore, saggista e vicecaporedattore di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore, è uomo d'altri tempi. Da diversi anni porta avanti la sua battaglia contro l'abuso di potere, le associazione mafiose, la massoneria, con una passione e una tenacia unica. Dalla strage di Piazza Fontana al delitto di Paolo Borsellino, dalla musica al teatro passando per la narrativa, l'obiettivo dell'intera opera di Biacchesi rimane uno: scuotere i nostri animi, troppo spesso “in letargo”. Di recente insignito del prestigioso Premio Speciale Unesco, uno dei giornalisti più grandi di sempre, così grande che dovrebbe essere letto a scuola. "

Daniele Rubatti Famiglia Cristiana

  • "Non gli servono effetti speciali. Bastano la sua voce e la volonterosa musica di un paio di amici. Perché è la storia d’Italia, quella più fosca, più scomoda, più vergognosa, ad accapponare la pelle del pubblico"

Bruno Ventavola, La Stampa.

  • "Le pièce teatrali d'impegno civile di Biacchessi vorrebbero essere un contributo a scostare le ante del Paese da quel muro che ne impedisce l'apertura «perché - riflette l'autore - una società che non può fare i conti col passato, non comprende il proprio presente e non può progettare il futuro"

Lionello Mancini, IlSole24ore.

  • "Daniele Biacchessi, giornalista, scrittore e autore teatrale torna ora nei luoghi della narrazione e delle inchieste, ripercorre i tanti spettacoli che, negli anni, hanno raccontato in Italia le storie vere ignorate, dimenticate o "aggiustate" e ne evoca ed esalta la linfa rigeneratrice."

Silvana Mazzocchi, La Repubblica.

  • "Il suo stile comunicativo usa moduli differenti, spaziando tra musica e teatro. Quanto ai contenuti, resta coerente con l’idea che linguaggi diversi possano rendere più efficace la ricostruzione e la denuncia delle tante malefatte italiane. In nome di una verità che dovrebbe coincidere con la giustizia."

Diego Carmignani, Terra.

  • "La parola di Daniele Biacchessi è netta. Intagliata in una voce pastosa e un filo affannata, perfetta per la radio, ma non priva di efficacia in scena."

L'Eco di Bergamo.

  • "La sua vitalità artistica è un continuo fluire tra teatro e musica. Due mondi paralleli e di medesima estensione della sau poliedrica identità che da sempre corre su tre binari: ricerca della verità, memoria e identità, ovvero le persone al centro dei racconti"

Maddalena Tuffarulo, Tabloid.

[modifica] Interviste

  • " Molti anni fa dalle mie parti, la zona di Monte Sole, vicino a Marzabotto, ogni sera il nonno si metteva vicino al camino, caricava la pipa, beveva un goccio di grappa. Poi si girava e diceva a noi bambini: "allora...". E iniziava un racconto: il vento che si infilava nella porta, lo scalpiccio dei soldati nazisti lungo i sentieri di Monte Sole, gli spari, le urla, il silenzio. Ogni sera lo stesso racconto, ma c'era sempre un particolare che lo rendeva diverso. Questo è il teatro civile, raccontare storie per non dimenticare. "

Silvana Mazzocchi, Repubblica.

  • "Dimenticare mai. Per questo ho deciso di trasferire in teatro ciò che ho conosciuto, letto e ho anche trovato in termini di testimonianza. Perché penso che alla fine dei conti, soprattutto per le nuove generazioni, ma non solo, il teatro come l’arte in generale, può dare la possibilità di far nascere una nuova coscienza civile, un nuovo impegno civile nel nostro Paese. "

Paolo Salvatore Orrù, Tiscali.it.

  • " Sento una partecipazione fortissima intorno a me, le mani che mi stringono, che mi accarezzano in segno di ringraziamento. Se leggo i miei spettacoli nella sala d’attesa della stazione di Bologna, con i familiari delle vittime, o tra i superstiti della strage nazista di Sant’Anna di Stazzema, la commozione è naturale. La cornice aiuta. Ma lo stesso accade nelle piazze di provincia, nei paesini e nelle scuole. Quando racconto agli studenti le stragi impunite del nostro Paese percepisco una commozione fortissima. Mista a uno stupore indignato. Perché di tutto questo nei testi ministeriali non c’è traccia"

Bruno Ventavola, La Stampa.

  • "Siamo testimoni. Che vanno a cercare per gli altri, e raccolgono, e trasferiscono la Memoria. Noi abbiamo il dovere della Memoria. Ed è faticoso. Occorre informarsi, sapere di cosa si parla. Devi farti tu stesso memoria. Lo devi fare soprattutto per le nuove generazioni."

Massimo Del Papa, Mucchio.

  • "In teatro il dolore privato diventa dolore pubblico. Questa si può definire un'operazione politica."

Laura Landolfi, Il Riformista.

  • "Non è normale il paese che consegna ai narratori il peso della sua memoria nazionale, che dovrebbe essere di tutti, perciò collettiva."

Mattia Eccheli, L'Adige.

  • "Realizzare una messa laica, raccontando storie che avranno gambe per poter camminare fino a che qualcuno continuerà a tramandarle. E contemporaneamente smuovere le coscienze."

Carla Cotterli, Il Salvagente.

  • "Il paese della vergogna è l'Italia che non riesce a offrire una verità giudiziaria sulle stragi di piazza Fontana, piazza della Loggia a Brescia, treno Italicus, Questura di Milano, treno 904. E' l'Italia dei depistaggi dei servizi segreti, dei testimoni e dei documenti spariti, dei processi e dei magistrati trasferiti in altra sedi, degli archivi nascosti nel 1960 nel cosiddetto armadio della vergogna e poi ritrovati nel 1994 con i nomi dei responsabili delle stragi nazifasciste come Marzabotto, Sant'Anna di Stazzema, Fivizzano, Benedicta, Vinca e altre migliaia. E' il paese che sta a guardare dalla finestra, spesso indifferente, senza stimoli, che delega ad altri la ricerca della verità. Ma forse, dico forse, c'è un paese migliore "

Daniele Rubatti Famiglia Cristiana

[modifica] Collegamenti esterni

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