Marche

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Marche
regione
Marche – Stemma Marche – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Il santuario della Santa Casa di Loreto, uno dei simboli delle Marche
Il santuario della Santa Casa di Loreto, uno dei simboli delle Marche
Localizzazione
Stato Italia Italia
Amministrazione
Capoluogo Ancona-Stemma.png Ancona
Presidente Gian Mario Spacca (PD) dal 04/04/2005
Territorio
Coordinate
del capoluogo
43°37′00″N 13°31′00″E / 43.616667°N 13.516667°E43.616667; 13.516667 (Marche)Coordinate: 43°37′00″N 13°31′00″E / 43.616667°N 13.516667°E43.616667; 13.516667 (Marche)
Altitudine 343[1] m s.l.m.
Superficie 9 366 km²
Abitanti 1 553 138[2] (31-12-2013)
Densità 165,83 ab./km²
Province Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro e Urbino
Comuni 236
Regioni confinanti Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Toscana, Umbria
Altre informazioni
Lingue italiano
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-57
Codice ISTAT 11
Nome abitanti marchigiani
PIL (PPA) 32.321,8 mln
PIL procapite (PPA) 25.640 [3]
Inno Inno delle Marche
Cartografia

Marche – Localizzazione

Mappa della regione con le sue province
Mappa della regione con le sue province
Sito istituzionale

Le Marche sono una regione dell'Italia centrale di 1 545 098 abitanti[2] con capoluogo Ancona. Confinano con l'Emilia-Romagna (provincia di Rimini), la Repubblica di San Marino, la Toscana (provincia di Arezzo), l'Umbria (provincia di Perugia), il Lazio (provincia di Rieti), l'Abruzzo (provincia di Teramo) e il Mar Adriatico.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Le Marche per zone altimetriche.

Le Marche sono collocate sul versante del medio Adriatico e occupano circa 9.365,86 km²[4] di territorio italiano che si estende tra il fiume Conca a nord e il Tronto a sud; a ovest la regione è limitata dall'Appennino. Essa presenta una forma caratteristica di pentagono irregolare e si sviluppa perlopiù longitudinalmente da nord-ovest a sud-est.Una zona montuosa è formata dall'Appennino Umbro-Marchigiano.

Le Marche sono una delle regioni più collinari d'Italia: le colline comprendono il 69% del territorio (6.462,90 km²). Il 31% (2.902,96 km²) è invece montuoso. Le pianure, non rilevabili percentualmente, sono limitate ad una stretta fascia costiera e alla parte delle valli più vicine alla foce dei fiumi.[5][6]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Zone altimetriche d'Italia.
Campagna marchigiana

L'Appennino che attraversa le Marche è chiamato umbro-marchigiano, e comprende quattro pieghe, o catene, incurvate e parallele, con la convessità diretta verso la costa. La prima catena è quella che fa da confine con l'Umbria; in essa si trova il Monte Catria (m 1701). La seconda catena è quella del San Vicino e comprende il monte omonimo e la quinta maestosa dei Monti Sibillini, con il massimo rilievo regionale, il Monte Vettore (m 2478). In queste prime due pieghe si trovano importanti complessi carsici, tra cui le notissime grotte di Frasassi. La terza piega è quella su cui sorge Cingoli, non a caso chiamato "il balcone delle Marche". L'ultima piega arriva a lambire il mare: è quella costituita da Monte Conero o Monte d'Ancona, che dà origine ad un promontorio posto a metà della costa marchigiana.

A nord del passo di Bocca Trabaria[7] c'è un limitato, ma importante settore appartenente all'Appennino tosco-romagnolo.

Il gruppo montuoso più elevato della regione è la pittoresca catena dei Sibillini, a cavallo delle province di Fermo, Ascoli Piceno e Macerata, in cui il già ricordato Monte Vettore (2478 m), che divide con l'Umbria, padroneggia. Altri monti importanti della regione sono: Monte Nerone (1526 m), Monte Catria (1701  m), Monte San Vicino (1479 m), Monte Rotondo (2103 m), Monte Fema (1575 m), Monte Priora (2334 m), Monte Bove (2143 m), Monte Sibilla (2175 m), Monte Vallelunga (2221 m), Monte Porche (2335 m).

Il litorale, lungo 173 km,[8] ha un andamento rettilineo, con lunghe spiagge sabbiose o ghiaiose. La costa bassa è interrotta però dal Monte San Bartolo, nei pressi di Pesaro e dal promontorio del Conero, che dà origine ad alte e spettacolari falesie calcaree e rappresenta il punto più alto della costa. Questo monte protegge a nord il Golfo di Ancona, nella cui parte più interna è situato il porto di Ancona. Guardando la carta regionale risulta evidente che il promontorio del Conero divide la costa marchigiana in due tratti con andamento diverso: quello settentrionale è orientato da nord-ovest a sud-est, il meridionale da nord-nord-ovest a sud-sud-est. Un'altra breve zona di costa alta è nei pressi di Grottammare; il colle dell'Ardizio, invece, a sud di Pesaro, pur essendo vicinissimo al mare, non lo tocca. Secondo il Ministero della Salute, il 98,2% della costa è balneabile.[9]

I fiumi, dal carattere torrentizio, hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli che spesso è chiamata "a pettine". Caratteristica dei fiumi marchigiani è il fatto che essi nascono quasi tutti nella catena appenninica che fa da confine con l'Umbria e che dunque per giungere al mare devono attraversare la catena del San Vicino con pittoresche gole come quella del Furlo, di Frasassi, della Rossa, di Pioraco, di Arquata. Il fiume più lungo è il Metauro. Il centro di alcune città è attraversato dal corso di fiumi. Nei pressi della foce del fiume Foglia sorge Pesaro; il fiume Misa, prima di giungere al mare, attraversa Senigallia; il centro di Ascoli Piceno è circondato da due corsi d'acqua: il Tronto e il Castellano, che ivi confluiscono. Alcune foci di fiumi sono state utilizzate per ricavare dei porti canale (Pesaro, Fano e Senigallia).

I confini amministrativi coincidono in genere con quelli geografici, ma esistono alcune eccezioni.

Il territorio è soggetto a terremoti: infatti, il 97,3% della regione, pari a 230 comuni,[10] è stato classificato a rischio medio o alto.

Cingoli BalconeDelleMarche.jpg

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Panorama delle Marche da Cingoli. Sullo sfondo il Mar Adriatico ed il Monte Conero

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Ancona Falconara e Stazione meteorologica di Frontone.

Nella zona litoranea il clima è subcontinentale a nord di Ancona con sbalzi di temperatura da stagione a stagione: estati calde, ma rinfrescate dalla benevole brezza marina, inverni freddi (a Pesaro la temperatura media di gennaio è di 3,8 °C) con regolari piogge di stagione. A sud di Ancona la subcontinentalità si attenua per lasciare posto a un clima sublitoraneo che assume caratteri più spiccatamente mediterranei nella Riviera delle Palme (a Grottammare la temperatura media di gennaio è di 7,6 °C).[11] Nelle zone montuose vi sono estati fresche e inverni rigidi con ampia possibilità di neve; l'inverno risulta altresì rigido nelle zone collinari interne dove si possono verificare basse temperature. Le Marche sono una delle regioni più colpite durante la nevicata del 2012.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia delle Marche e Variazioni amministrative e territoriali delle Marche.

Le Marche vissero un periodo di unità culturale nell'età del ferro, quando furono abitate per la quasi totale interezza dai Piceni, con gli importanti centri di Novilara (nei pressi di Pesaro), Ancona, Belmonte Piceno, Ascoli Piceno.

Nel IV secolo avanti Cristo, l'area settentrionale, fino al fiume Esino, venne invasa dai Galli Senoni, mentre i Greci di Siracusa fondarono la colonia di Ancona. La Regione visse allora un periodo di dualità culturale ma anche sociale ed economica, ancor oggi rintracciabile nei dialetti locali.

Dopo la battaglia del Sentino, nel 295 a.C., i Galli vennero sconfitti da una coalizione tra Romani e Piceni. Quando gli alleati romani divennero troppo invadenti, con la fondazione di colonie in territorio piceno, i Piceni si ribellarono, vennero sconfitti e dopo entrarono nello stato romano. Due importanti strade collegavano le Marche a Roma: la Flaminia (che arrivava a Fano) e la Salaria (che arrivava a Porto d'Ascoli). Inoltre durante il periodo imperiale, Ancona venne scelta da Traiano come porto di Roma verso Oriente, come testimonia anche l'iscrizione dell'arco di Traiano di Ancona, nella quale il capoluogo marchigiano è chiamato accessum Italiae, cioè "ingresso d'Italia".

Come tutti i territori delle attuali regioni italiane, anche quello marchigiano ebbe nel periodo romano diverse variazioni amministrative. Sotto l'impero di Augusto il sud della regione faceva parte della Regio V - Picenum mentre la parte nord, detta Ager gallicus picenus, era compresa nella Regio VI - Umbria et ager gallicus, che comprendeva anche i territori orientali dell'attuale Umbria. Con la riorganizzazione amministrativa di Diocleziano tutto il territorio delle attuali Marche era riunito nella Flaminia et Picenum (che comprendeva anche la Romagna). Questa provincia venne suddivisa sotto l'impero di Teodosio I in due circoscrizioni: le Marche settentrionali, dette Picenum Annonarium, formarono con la Romagna la Flaminia et Picenum Annonarium, mentre il sud della regione costituì il Picenum Suburbicarium[12]. Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, le Marche, dopo aver fatto parte del regno di Odoacre, come il resto d'Italia, entrarono nell'orbita dell'Impero Romano d'Oriente, mentre il vecchio nome, "Piceno", si perde.

Nel Medioevo, in seguito alla invasione dei longobardi il territorio regionale si ritrovò spezzato, da una parte le città costiere del nord della regione fino ad Ancona, costituì la Pentapoli, sotto la giurisdizione dell'Impero Romano d'Oriente, il sud delle regione ed una buona fetta dell'interno fu conquistato dai longobardi. La presenza dei longobardi ha lasciato notevoli vestigia, come ad esempio la necropoli a Castel Trosino sulla via Salaria.

Successivamente l'intero territorio regionale acquista il nome di Marca di Ancona, nata dall'unificazione di varie marche, ossia "territori di confine" del Sacro Romano Impero. Abbiamo un quadro molto chiaro della situazione regionale nel XIV secolo grazie alle Costituzioni egidiane, che servono ad identificare i confini della Marca, in pratica coincidenti con quelli attuali; si elencano anche le cinque città maggiori (Urbino, Ancona, Camerino, Fermo, Ascoli) e le città grandi (tra cui Pesaro, Fano, Fabriano, Jesi, Recanati, Macerata)[13].

In epoca comunale fiorirono i comuni di Pesaro, Fano, Ancona, Jesi, Fermo e Ascoli Piceno. In particolare Ancona ebbe momenti di splendore artistico e culturale grazie ai suoi rapporti marittimi con l'Oriente; è infatti una delle repubbliche marinare[14] il cui stemma non compare nella bandiera della marina militare. Nel Rinascimento celebre in tutta Europa è il ducato di Urbino, che fu un vero e proprio faro dell'arte e della cultura italiana. Altre città importanti economicamente e culturalmente nel periodo delle signorie sono state quella di Camerino, Fano, Pesaro, Senigallia, Fabriano, San Severino Marche. Ancona, invece, alla pari con le altre città marinare italiane, mantenne il suo regime repubblicano.

Tra la metà del Cinquecento e i primi decenni del Seicento le città marchigiane entrarono nello Stato della Chiesa, che, come tutti gli stati regionali italiani, annullò le entità politiche più piccole. Seguì un periodo di recessione, condiviso da gran parte d'Italia, rischiarato solo dal pontificato di Clemente XII che nel Settecento tracciò la strada oggi detta Vallesina e diede respiro all'economia regionale dichiarando Ancona porto franco.

Con l'arrivo delle truppe francesi le Marche si diedero ordinamento repubblicano costituendosi in Repubblica Anconitana, poi assorbita dalla Repubblica Romana. Durante il periodo risorgimentale le Marche parteciparono alle lotte per l'unificazione con i moti di Macerata e con l'eroica resistenza di Ancona durante l'assedio austriaco del 1849, in contemporanea con Roma e Venezia. La battaglia finale dell'unificazione italiana si combatté nelle Marche: fu la celebre battaglia di Castelfidardo, che permise l'unione dei territori conquistati da Garibaldi al sud con quelli redenti da Vittorio Emanuele II al nord. Con l'annessione all'Italia, la regione venne denominata Marche, al plurale, in quanto la pluralità è la caratteristica che la contraddistingue.

Nella storia più recente si ricorda la settimana rossa, la rivolta dei Bersaglieri, e la partecipazione alla Resistenza, partecipazione massiccia e popolare tra le più forti d'Italia.

Variazioni territoriali[modifica | modifica sorgente]

Fino al 2009 la regione includeva il territorio dell'alta valle del fiume Marecchia, già parte del Ducato di Urbino e la cui appartenenza alla delegazione di Urbino e Pesaro fu confermata da Pio VII con motu proprio il 6 luglio 1816. Nel 2009 esso venne però distaccato dalle Marche a seguito di un referendum scissionista a favore dell'entrata nella Regione Emilia-Romagna e, a seguito dell'esito positivo di quest'ultimo, aggregato alla stessa regione Emilia-Romagna. Le Marche proposero ricorso alla Corte costituzionale, ritenendo che il parlamento avesse indebitamente ignorato il parere negativo della regione; nel luglio 2010 la Corte si pronunciò sul ricorso giudicandolo infondato dando di fatto la priorità al volere dei cittadini dei comuni referendari.[15][16]

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

  • Tasso di attività: 51,7%
  • Occupati per tipo di attività:
    • agricoltura 2%
    • industria 39,3%
    • altre 58,7%
  • Tasso di disoccupazione: 6,6%

Fonte:[17]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti (migliaia)

Nel 2006[18] i nati sono stati 13.757 (9,0‰), i morti 15.809 (10,3‰) con un incremento naturale di -2.052 unità rispetto al 2005 (-1,3‰). Le famiglie contano in media 2,5 componenti. Il 31 dicembre 2007 su una popolazione di 1.520.636 abitanti e una densità di 157 abitanti per km² si contavano 81.890 stranieri (5,4%). Nel 2010, la popolazione straniera è aumentata notevolmente superando le 155000 persone e raggiungendo il 10% del totale.[19]

Città più popolose[modifica | modifica sorgente]

Gonfalone della regione

Comuni della regione con più di 15.000 abitanti, al 3 marzo 2013, secondo la stima dell'ISTAT.

Pos. Comune Provincia Abitanti
1 Ancona Ancona Ancona 100,221
2 Pesaro Pesaro e Urbino Pesaro e Urbino 94,649
3 Fano Pesaro e Urbino Pesaro e Urbino 63,013
4 Ascoli Piceno Ascoli Piceno Ascoli Piceno 50,109
5 San Benedetto del Tronto Ascoli Piceno Ascoli Piceno 46,861
6 Senigallia Ancona Ancona 45,091
7 Macerata Macerata Macerata 42,072
8 Jesi Ancona Ancona 40,514
9 Civitanova Marche Macerata Macerata 40,450
10 Fermo Fermo Fermo 37,274
11 Osimo Ancona Ancona 34,741
12 Fabriano Ancona Ancona 31,994
13 Falconara Marittima Ancona Ancona 26,509
14 Porto Sant'Elpidio Fermo Fermo 25,629
15 Recanati Macerata Macerata 21,409
16 Tolentino Macerata Macerata 20,381
17 Castelfidardo Ancona Ancona 18,859
18 Sant'Elpidio a Mare Fermo Fermo 17,006
19 Potenza Picena Macerata Macerata 16,024
20 Grottammare Ascoli Piceno Ascoli Piceno 15,817
21 Porto San Giorgio Fermo Fermo 15,719
22 Corridonia Macerata Macerata 15,461
23 Urbino Pesaro e Urbino Pesaro e Urbino 15,371

Cittadini stranieri[modifica | modifica sorgente]

Nella seguente tabella sono riportati gli stranieri residenti in regione al 31 dicembre di ogni anno.[20]

Nazionalità 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009
Albania Albania 10.939 13.352 15.316 16.952 18.183 19.701 21.531 22.246
Romania Romania 2.748 4.728 6.158 7.494 8.504 15.400 19.602 21.679
Marocco Marocco 8.120 9.354 10.416 11.034 11.635 12.597 14.070 14.642
Macedonia Macedonia 5.472 7.014 7.547 8.320 9.409 9.730 10.409 10.789
Cina Cina 1.762 2.582 3.710 4.678 5.499 6.288 7.279 8.171
Tunisia Tunisia 3.081 3.424 3.872 4.098 4.361 4.625 5.067 5.133
Polonia Polonia 1.097 1.843 2.412 2.950 3.616 4.503 4.946 5.098
Ucraina Ucraina 665 2.245 2.917 3.179 3.456 3.851 4.394 4.778
Moldavia Moldavia 272 1.058 1.328 1.629 1.868 2.599 3.286 4.001
Pakistan Pakistan 1.287 1.671 1.999 2.226 2.366 2.651 3.010 3.573
Senegal Senegal 1.096 1.464 1.648 1.707 1.830 1.923 2.172 2.406
Serbia Serbia 1.315 952 1.252 1.360 1.076 1.360 1.275 994
Totale 54.660 70.557 81.890 91.325 99.285 115.299 131.033 140.457

Dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetti marchigiani.

Anche per ciò che riguarda i dialetti, le Marche confermano la loro caratteristica più saliente: la pluralità. Infatti le quattro aree dialettali di questa regione appartengono a tre diversi gruppi dialettali italiani:

Tre degli otto grandi gruppi dialettali italiani sono così rappresentati nelle Marche: uno diffuso soprattutto in Italia settentrionale, uno in Italia centrale, uno in Italia meridionale.

Politica[modifica | modifica sorgente]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

La regione Marche è suddivisa in 5 province e 236 comuni.

Stemma Provincia Comuni
Stemma della provincia di Ancona Provincia di Ancona 47
Stemma della provincia di Ascoli Piceno Provincia di Ascoli Piceno 33
Stemma della provincia di Fermo Provincia di Fermo 40
Stemma della provincia di Macerata Provincia di Macerata 57
Stemma della provincia di Pesaro e Urbino Provincia di Pesaro e Urbino 59

Istituzioni[modifica | modifica sorgente]

Sono organi della Regione il Consiglio regionale, la Giunta e il suo Presidente. Tutti gli organi della regione sono ad Ancona.

Presidente[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presidenti delle Marche.

Il Presidente della Giunta regionale è eletto a suffragio universale e diretto in concomitanza con l'elezione del Consiglio regionale e fa parte dell'organo consiliare. Nella prima seduta del nuovo Consiglio regionale il Presidente della giunta espone il programma del governo regionale e presenta gli assessori, tra i quali indica il Vicepresidente chiamato a sostituirlo in caso di assenza o impedimento temporaneo. Il Presidente della giunta regionale può sostituire il Vicepresidente e gli assessori previa comunicazione al Consiglio regionale.

Il Presidente della giunta regionale ha le seguenti funzioni:

  • Rappresenta la Regione.
  • Nomina e revoca gli assessori, fra i quali il Vicepresidente, attribuisce le deleghe agli assessori e può revocarle.
  • Può conferire incarichi particolari a singoli consiglieri regionali.
  • Dirige la politica della Giunta e ne è responsabile.
  • Promulga le leggi, emana i regolamenti, indice i referendum previsti dallo Statuto
  • Sovrintende all'azione amministrativa regionale.
  • Partecipa ai lavori della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza unificata, tenuto conto degli indirizzi generali del Consiglio.
  • Promuove, su deliberazione della Giunta, la questione di legittimità costituzionale e i conflitti di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale e ne dà immediata comunicazione al Consiglio.

Giunta regionale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Giunta regionale delle Marche.

La Giunta regionale è l'organo esecutivo della Regione ed è composta dal Presidente e da non più di dieci assessori, compreso il Vicepresidente. La Giunta opera collegialmente, in armonia con le direttive impartite dal Presidente della Giunta. La Giunta adotta, su proposta del suo Presidente, un regolamento interno che ne disciplina il funzionamento. Le deliberazioni della Giunta non sono valide se non è presente la maggioranza dei suoi componenti e se non sono assunte a maggioranza dei presenti. Le sedute della Giunta non sono pubbliche, salvo diversa decisione della Giunta stessa. La Giunta regionale pubblica periodicamente il Notiziario della Giunta regionale Marche[21], che può essere sia letto direttamente on line in versione digitale, che in versione cartacea facendone richiesta gratuita dal suddetto sito. Data la varietà e la facilità di fruizione dei servizi offerti, il sito è visitato periodicamente dai marchigiani residenti all'estero, in particolare da quelli che si trovano negli Stati Uniti e in Argentina. Il Notiziario, sia in versione cartacea che in digitale, e la newsletter permettono infatti loro di restare in contatto con la Regione Marche e con ciò che vi avviene.

Consiglio regionale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Consiglio regionale delle Marche.

Il Consiglio regionale è l'organo legislativo e della rappresentanza democratica della Regione ed è eletto a suffragio universale e diretto; esso svolge la funzione di indirizzo e di controllo politico del governo regionale.

Il Consiglio della regione Marche è formato da quarantadue consiglieri regionali. Il Consiglio elegge il proprio presidente e l'ufficio di presidenza. Il Consiglio approva a maggioranza assoluta dei componenti il proprio regolamento di organizzazione e funzionamento interno ed il regolamento interno di amministrazione e contabilità.

Il Consiglio organizza i suoi lavori in commissioni permanenti per l'esame, in sede referente, delle proposte di legge regionale e di altre deliberazioni consiliari e per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo sull'amministrazione regionale, nelle materie di rispettiva competenza. Il Consiglio può inoltre istituire Commissioni speciali e di inchiesta.

Stemma e gonfalone[modifica | modifica sorgente]

Stemma della Protezione Civile Regione Marche

Con legge regionale n. 13 del 15 marzo 1980[22] e pubblicata sul bollettino regionale n. 28 del 22 marzo 1980, vengono definiti lo stemma ed il gonfalone della regione.

« Lo stemma della regione Marche è costituito dal disegno stilizzato di un picchio verde che si sovrappone in parte alla lettera maiuscola m, di colore nero, in campo bianco delimitato da una striscia verde in forma di scudo. »
(Art. 1)
« Il gonfalone della regione è di colore bianco con la scritta "Regione Marche" in colore verde e reca al centro lo stemma di cui all'articolo precedente.

il gonfalone si completa con il nastro tricolore (verde, bianco, rosso) annodato al di sotto del puntale. »

(Art. 2)

Nel 1980 la Regione ha adottato come stemma l'immagine di un picchio verde, in quanto simbolo e totem dei Piceni, cioè della prima civiltà che caratterizzò tutta la regione nell'Età del Ferro.[23]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Conferita il 11/10/2010:

Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi del ai sensi dell'art.5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia marchigiana è costituita maggiormente da una fiorente piccola-media industria ad alta specializzazione distribuita equamente in tutto il suo territorio, ma concentrata soprattutto nel litorale e nelle valli. Tra i settori di spicco possiamo trovare:

  • l'industria pellettiera e delle poltrone di Tolentino;
  • l'industria delle calzature, in numerosi centri delle province di Fermo e Macerata,
  • l'industria di mobilieria e meccanica pesarese,
  • quelle meccaniche, di stampi e vitivinicole di Matelica e dei Castelli di Jesi, patrie del vino Verdicchio;
  • la grande industria navale di Fano, Ancona, San Benedetto del Tronto e Civitanova Marche;
  • a Fabriano le industrie della carta e degli elettrodomestici (le fabbriche della famiglia MerloniIndesit Company, Antonio Merloni e Ariston Thermo Group); e gli stabilimenti che producono cappe, settore in cui la città è 1° in Italia, grazie a Elica, BestFaber, ecc...;
  • e poi quella turistica, ogni anno sempre più florida grazie ai tanti centri balneari e artistici, i quali attirano tanti turisti dall'Italia e dall'Europa.
  • È importante anche la pesca: le Marche sono la terza marineria italiana per catture, dietro Sicilia e Puglia, regioni che peraltro hanno uno sviluppo costiero notevolmente maggiore. In rapporto quindi allo sviluppo costiero sono la prima regione italiana. Ogni anno questo settore fornisce più di 30.000 tonnellate di pesce per un valore di circa 115 milioni di euro.


Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL procapite[24] prodotto nelle Marche dal 2000 al 2008:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro)
30.527,8 32.291,3 33.912,9 34.794,0 36.170,9 36.994,1 38.542,6 40.929,7 41.612,2
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro)
20.898,0 22.002,8 22.946,7 23.278,2 23.925,7 24.277,5 25.150,1 26.166 26.652

Di seguito la tabella che riporta il PIL[24], prodotto nelle Marche ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 598,0 1,55% 1,84%
Industria in senso stretto € 8.967,9 23,27% 18,30%
Costruzioni € 2.006,3 5,21% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 7.166,9 18,59% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 8.711,1 22,60% 24,17%
Altre attività di servizi € 6.753,5 17,52% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 4.338,9 11,26%% 10,76%
PIL Marche ai prezzi di mercato € 38.542,6

Festa delle Marche[modifica | modifica sorgente]

Il consiglio regionale ha deciso nel 2004 di celebrare il dieci dicembre la giornata delle Marche[25], allo scopo di "riflettere e sottolineare la storia, la cultura, le tradizioni e le testimonianze della comunità marchigiana, per rafforzarne la conoscenza e il senso di appartenenza"[26]. La data scelta è quella in cui, in ogni parte del mondo, le tante comunità marchigiane residenti all'estero ricordano da sempre, spontaneamente, le loro origini; il dieci dicembre è infatti la festa della Madonna di Loreto, riconosciuta dai marchigiani come riferimento ideale e spirituale della propria terra e delle proprie origini. Infatti, nelle due notti che precedono la ricorrenza, nelle città e nelle campagne marchigiane si usa celebrare la festa della Venuta, accendendo grandi focaracci, o falò.

In occasione della celebrazione viene assegnato il “Picchio d’oro” ai marchigiani "che si sono distinti nei rispettivi settori professionali o che con il loro nome abbiano portato lustro alla comunità regionale"[27] (il picchio è il simbolo della regione).

L'idea di celebrare una giornata delle Marche è nata tra le comunità marchigiane dell'Argentina, in cui tra l’800 e il ‘900 emigrarono migliaia di marchigiani, che molto contribuirono al progresso di quella grande nazione e che coltivano da sempre il legame con la loro terra d'origine.

Le ultime edizioni sono state dedicate ai temi seguenti:

  • 2005: "Le Marche nel mondo"; giornata celebrata in collaborazione con la comunità marchigiana di Buenos Aires;
  • 2006: "Le Marche e l'Europa"; giornata celebrata in collaborazione con la comunità marchigiana di Bruxelles;
  • 2007: "I giovani delle Marche"; giornata celebrata in collaborazione con la comunità marchigiana di Montreal;
  • 2008: "Gli anziani delle Marche, pieni di vita"; giornata celebrata in collaborazione con la comunità marchigiana di Sydney;
  • 2009: "Anniversario di padre Matteo Ricci - le Marche e l'Oriente";
  • 2010: "Anniversario di Giovanni Battista Pergolesi";
  • 2011: "Le Marche e l'Unità d'Italia", in concomitanza con i festeggiamenti per il centocinquantenario dello stato italiano;
  • 2012: "Lo sport: vincere per la vita", per festeggiare i numerosi atleti marchigiani che hanno partecipato alle Olimpiadi.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Aeroporti civili[modifica | modifica sorgente]

Porti[modifica | modifica sorgente]

Strade principali[modifica | modifica sorgente]

Distanze stradali (minime)[28]
in km Ancona Ascoli Piceno Fermo Macerata Pesaro Urbino
Ancona - 119 63 50 62 90
Ascoli Piceno 119 - 60 87 177 192
Fermo 63 60 - 39 120 148
Macerata 50 87 39 - 102 116
Pesaro 62 177 120 102 - 35
Urbino 90 192 148 116 35 -

Linee ferroviarie[modifica | modifica sorgente]

Nodi logistici[modifica | modifica sorgente]

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Lo slogan scelto dalla regione Marche per la promozione turistica è Le Marche: l'Italia in una regione, tratto dal libro di Guido Piovene Viaggio in Italia (1957)[29]. Nel 2007 è stato commissionato al musicista ascolano Giovanni Allevi l'Inno delle Marche.[30]

Nel 2013 la regione Marche decide di aggiungere un testo all'Inno delle Marche e incarica una commissione di cui fa parte Giulio Rapetti in arte Mogol, di scegliere il miglior testo tra tutti quelli partecipanti al pubblico concorso indetto. La scelta della commissione cade sulle parole scritte dal marchigiano Giacomo Greganti e vengono scelti i BTwins, due allievi di Mogol, per l'interpretazione del pezzo. Ed è stato proprio Mogol nel corso delle celebrazioni della Giornata delle Marche il 10 dicembre 2013 a San Benedetto del Tronto, a tenere a battesimo l’esecuzione dell’Inno cantato dai due gemelli ascolani.

Nel gennaio 2010 è stato prodotto uno spot televisivo e cinematografico della regione dal titolo Marche: le scoprirai all'Infinito, in cui Dustin Hoffman legge L'infinito del poeta recanatese Giacomo Leopardi.[31] Un altro spot turistico è stato lanciato nel 2013 con protagoniste le Winx, creatura del marchigiano Iginio Straffi. e trasmesso durante Carosello Reloaded.

I dati riguardanti il turismo nelle Marche indicano un aumento costante anno dopo anno. Nel 2007 si sono registrati più di 2 milioni di arrivi (1.820.473 italiani e 349.898 stranieri[32]) e 12 milioni e mezzo di presenze[33].

I settori turistici sono rappresentati da: "mare", quello trainante, con 18 Bandiere Blu per le spiagge (secondo posto in Italia) e 6 per gli approdi turistici (terzo posto)[34]; "cultura e città d'arte", le Marche sono la regione con la più alta presenza di teatri; "natura", con 12 Aree protette (fra cui 2 Parchi nazionali e 4 regionali); "gastronomia-agriturismo"; "terme".

Città d'arte[modifica | modifica sorgente]

Notevole è il patrimonio artistico regionale, con opere che vanno dal Romanico al Gotico cistercense, dalla pittura trecentesca a quella rinascimentale di Raffaello, Carlo Crivelli e Lorenzo Lotto. Le città della regione sono ricche di luoghi con atmosfere medievali o settecentesche, oppure hanno il carattere di città "ideali" del Rinascimento, capitali di piccole repubbliche. Nei centri urbani, spesso ancora cinti da mura, si alternano antichi luoghi commerciali e di potere, piazze toccate da antiche vie romane, palazzi di antiche famiglie nobili o luoghi dello spirito e sedi ecclesiastiche.

La città di Urbino con la sua architettura rinascimentale è patrimonio dell'umanità ed insieme ad Ascoli Piceno con il suo centro storico interamente costruito in travertino, sono tra le mete più visitate.

Città murate[modifica | modifica sorgente]

le quattrocentesche Mura di Jesi.

Castelli e fortezze[modifica | modifica sorgente]

Santuari ed abbazie[modifica | modifica sorgente]

Teatri[modifica | modifica sorgente]

Località balneari[modifica | modifica sorgente]

Montagna[modifica | modifica sorgente]

i Monti Sibillini visti da Fermo.

Piste ciclabili[modifica | modifica sorgente]

ZPS - Zone di Protezione Speciale[modifica | modifica sorgente]

Questi sono, per quanto concerne la Regione Marche, i siti delle Zone di Protezione Speciale.
Le località - definite Zone di Protezione Speciale, e spesso indicate con l'acronimo ZPS - sono state proposte sulla base del Decreto 25/3/2005 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 168 dell'21 luglio 2005 - predisposto dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ai sensi della direttiva 79/409/CEE.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

La cucina marchigiana è nata come semplice mezzo di sussistenza, espressione di una necessità naturale. Oggi le abitudini alimentari della regione si sono mantenute intatte nelle famiglie, soprattutto durante le festività cristiane, ma anche folkloristiche. La tradizione culinaria regionale è caratterizzata da piatti semplici, da ingredienti di prima scelta, dai sapori robusti e dal sapiente, centenario utilizzo di erbe di campo (alcune delle quali hanno uso alimentare solo nelle Marche).

L'antipasto tipico della regione è freddo e si compone di un'ampia varietà di salumi e formaggi locali (come il ciauscolo, la lonza, il lonzino, il prosciutto di Carpegna, il ciarimbolo, la Coppa marchigiana, la Mazzafegato, la galantina, il migliaccio, il salame di pecora, il prosciutto aromatizzato del Montefeltro, il casecc, il Formaggio di fossa, il pecorino in botte, il raviggiolo e la famosa Casciotta d'Urbino).

Per lungo tempo il simbolo gastronomico della regione marchigiana è stata la polenta, tanto che i marchigiani, proprio per questo, erano definiti 'magna-pulenda'. Versata fumante sulla spianatora(grande tavolo di legno), riuniva la famiglia 2 volte al giorno. Ancora oggi i condimenti sono numerosi e molteplici, e variano durante il periodo dell'anno e le zone. Sul territorio regionale si può provare la polenta con ceci e fave, allo stoccafisso, con ricotta e saba, alla carbonara, il pulendo' a butta' ggjio e persino la polenta Vruscata, ovvero avvolta in foglie di cavolo e lasciata per tutta la notte a cuocere sotto la brace. Numerosi sono gli adagi popolari a riguardo: "Trenda di', sessanda pulende" (in trenta giorni si magia sessanta volte la polenta), "La pulenda preshto tira e preshto 'llenda" (la polenta sazia subito, ma altrettanto presto fa perdere quel senso di pienezza).

Tuttavia, vi sono anche altri primi piatti tipici nelle Marche. Fra tutti meritano di essere menzionati i frascarelli, diversi tipi di gnocchi, che vengono chiamati 'surcitti', i celebri cappelletti e il brodetto di pesce, che viene preparato in maniera diversa in ogni località costiera marchigiana( brodetto di Porto Recanati, alla fanese, alla sambenedettese, all'anconitana). La regione è anche celebre, come l'Emilia Romagna, per la produzione di pasta all'uovo, fra cui spiccano i maccheroncini di Campofilone e i Vincisgrassi, specialità culinaria simile alle lasagne, dalle quali però differiscono per la sfoglia più sottile e per la presenza di animelle e chiodi di garofano nel sugo.

La crescia, da cui ha preso origine la moderna piadina romagnola, è una focaccia originaria di Urbino, diffusa però su tutto il territorio regionale. Particolare è "la crescia co' lu paulittu" preparata il primo gennaio. Si tratta di una specie di pizza con dentro una piccola moneta, detta paulittu(da Paolo, moneta di 50 centesiki dello stato pontificio). Chi l'avesse trovata nella sua fetta di pizza sarebbe diventato padrone di casa per un anno intero.

Il chichiripieno è una focaccia rustica tipica di Offida, condita con tonno, acciughe, peperoncino, capperi e carciofi sottaceto. Da essere menzionati sono i ravioli all'ascolana, detti calcioni.

È nei secondi piatti che il carattere del popolo marchigiano si delinea in modo più preciso, esprimendo sempre la sua predilezione per un mangiare semplice e talvolta robusto. Il piccione ha da sempre rappresentato per la gente delle Marche un boccone appetitoso ed esistono numerose ricette che vedono come ingrediente questo volatile. Ascoli Piceno è una delle città italiane in cui il fritto è parte integrante della tradizione e della cultura popolare. Nel Piceno sono molti gli alimenti che vengono fritti, soprattutto durante le ricorrenze religiose. Le olive ascolane, ripiene di carne o pesce, sono oggi diffuse in tutto il mondo. Meno famose, ma altrettanto buone, sono le cotolette d'agnello fritte, la crema fritta (servita con le olive), i carciofi fritti, le cervella d'agnello fritte, la salvia in pastella fritta e le zucchine fritte.

Ma è nei secondi piatti di pesce che la cucina regionale dà il meglio di sé. Per comprendere quanto è variegata e ampia la cucina di mare, basti sapere che le Marche sono le regione italiana in cui il rapporto fra pesce pescato e abitanti è il più alto. San Benedetto del Tronto, primo porto peschereccio dell'Adriatico, è l'emblema delle tradizioni culinaree della costa marchigiana. Sarebbe prolisso dilungarsi a citare ogni ricetta a base di pesce in uso nella regione, così ci si può limitare a citarne le più famose. Primi fra tutti il brodetto di pesce, i "guatti" e i bomboletti (molluschi endemici del medio-alto Adriatico).

Alcuni dei dolci tipici marchigiani sono il salame di fichi, di cui Giacomo Leopardi era ghiotto, il pan nociato, il ciambellone, i fuscelli al forno, le zeppole, diffuse anche in altre regioni, il frustingo, antichissimo e tipico del periodo natalizio, la rocciata, dolce invernale, i ravioli dolci, detti 'calcioni', i cavallucci e la serpe di Apiro, la tartaruga e i ciceru', ovvero una sfoglia ripiena di ceci, zucchero e saba. Nel periodo pasquale ancora oggi si prepara la pizza dolce, detta anche crescia brusca o caciu', le ciambelle, spesso insaporite con l'anice, e la rècina di Camerino. I dolci tipici del periodo di Carnevale sono le sfrappe, gli scroccafusi, le castagnole, la cicerchiata, il sanguinaccio dolce, i caciune di Monte Urano, gli Arancini (dolce) e la frustenga.

Le Marche vantano inoltre la produzione di alcuni particolari tipi di marmellata, come quella di pomodori verdi, o la confettura di bacche di rosa canina, la marmellata di mele cotogne e radici di cicoria, e la visciolata.


Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prodotti agroalimentari tradizionali marchigiani.

Vini e alcolici[modifica | modifica sorgente]

  • Il prunus di Valle Rea.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vini delle Marche.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sport nelle Marche.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ db-city.com
  2. ^ a b Dato ISTAT aggiornato al 30 ottobre 2012. URL consultato il 19 aprile 2013.
  3. ^ PIL pro capite a parità di potere d'acquisto, dati Istat relativi al 2009
  4. ^ Dopo lo scorporo dei sette comuni dell'Alta Valmarecchia ceduti alla regione Emilia-Romagna nel 2009.
  5. ^ Dei comuni dell'Alta Valmarecchia distaccati nel 2009 Casteldelci e Pennabilli sono considerati montani, gli altri collinari.
  6. ^ Zone altimetriche ISTAT della provincia di Pesaro e Urbino
  7. ^ Sono tante le fonti che considerano la Bocca Trabaria il limite tra Appennino Umbro-marchigiano e Tosco-emiliano, ad esempio: Viaggio in Italia - anno II nº 37 - Appennino Umbro-Marchigiano, (Gruppo Editoriale Fabbri); Questo Nostro Mondo - L'Italia (Istituto Geografico De Agostini - Novara)
  8. ^ Franco Bertini (a cura di). Storia delle Marche. Bologna, Poligrafici editoriale, 1995. pagg. 12-13
  9. ^ Costa marchigiana? Tra le più balneabili., Il Resto del Carlino, 4 agosto 2009. URL consultato il 5 agosto 2009.
  10. ^ Classificazione sismica 2003 dei comuni italiani
  11. ^ I.S.T.A.T., Statistiche Meteorologiche, Roma, 1967-1977 (11 anni rilevati). Dati estratti dagli 11 annuari meteorologici relativi agli anni 1967-1977 e successivamente rielaborati
  12. ^ Luca Antonelli, I Piceni: corpus delle fonti, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2003. ISBN 88-8265-242-4; Ulrico Agnati, Per la storia romana della provincia di Pesaro e Urbino, ed. L'Erma di Bretschneider
  13. ^ Filippo Ermini, Gli ordinamenti politici e amministrativi nelle «Constitutiones Aegidianae», Fratelli Bocca, 1893 - Pagina web
  14. ^ Vedi: voce Ancona sull'Enciclopedia Treccani e L'Europa tardoantica e medievale (Treccani)
  15. ^ La Valmarecchia rimane in Romagna
  16. ^ Si veda Il Resto Del Carlino - Pesaro - "Secessione, Pesaro più che Marche è Romagna"
  17. ^ Atlante Geografico d'Italia, Touring Club Italiano, p. 159.
  18. ^ Fonte dal sito: demo.istat.it
  19. ^ La nostra regione parla straniero: gli immigrati sono il 10%., Il Resto del Carlino, 26 ottobre 2010. URL consultato il 27 ottobre 2010.
  20. ^ demo.istat.it
  21. ^ Regione Marche
  22. ^ Adozione dello stemma e delle insegne della regione Marche ai sensi dell'art. 2 dello Statuto.
  23. ^ http://www.consiglio.marche.it, al glossario, sotto la voce "stemma"
  24. ^ a b Dati Istat - Tavole regionali
  25. ^ Legge numero 26 del primo dicembre 2005
  26. ^ Dal sito dedicato alla Giornata delle Marche
  27. ^ Dal sito della giornata delle Marche
  28. ^ Itinerari ViaMichelin (più brevi)
  29. ^ L'Italia in una regione
  30. ^ L'Inno delle Marche
  31. ^ Elsa Muschella, Dustin e le Marche, flop su Leopardi., Corriere della Sera, 30 dicembre 2009. URL consultato il 12 gennaio 2010.
  32. ^ Dati Istat 2007
  33. ^ Turismo|Dato fornito dal Sistema Statistico regionale
  34. ^ "Tuttitalia"

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