Sant'Elpidio a Mare
| Sant'Elpidio a Mare comune |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Provincia | |||||
| Sindaco | Alessandro Mezzanotte (centrosinistra) dal 28/05/2007 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 43°13′46.16″N 13°41′10.05″E / 43.2294889°N 13.686125°ECoordinate: 43°13′46.16″N 13°41′10.05″E / 43.2294889°N 13.686125°E | ||||
| Altitudine | 251 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 50,38 km² | ||||
| Abitanti | 17 185[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 341,11 ab./km² | ||||
| Frazioni | Bivio Cascinare, Cascinare, Casette d'Ete, Castellano, Cretarola, Luce | ||||
| Comuni confinanti | Civitanova Marche (MC), Fermo, Monte Urano, Montecosaro (MC), Montegranaro, Porto Sant'Elpidio | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 63811 | ||||
| Prefisso | 0734 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 109037 | ||||
| Cod. catastale | I324 | ||||
| Targa | FM | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Cl. climatica | zona D, 1875 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | elpidiensi | ||||
| Patrono | sant'Elpidio Abate | ||||
| Giorno festivo | 2 settembre | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Sant'Elpidio a Mare nella provincia di Fermo |
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| Sito istituzionale | |||||
Sant'Elpidio a Mare (Sallupijo in dialetto fermano) è un comune italiano di 17.098 abitanti[3] della provincia di Fermo nelle Marche.
[modifica] Geografia fisica
La città di Sant'Elpidio a Mare è situata su di una dorsale del subappennino marchigiano (altitudine 251 m s.l.m.) tra le bassi valli del fiume Tenna e del torrente Ete Morto, a 9 chilometri dal mare Adriatico.
[modifica] Storia
La città occupa il territorio appartenuto a Cluana, l'antica città romana bagnata dal fiume Chienti distrutta dai Goti nei primi anni del 400. Nell'887 fu fondata una delle più antiche e potenti abbazie benedettine delle Marche l'"Abbazia imperiale di Santa Croce al Chienti". Il borgo medievale con il toponimo di Castello di Sant'Elpidio, sorge nell'XI secolo sul colle alla cui sommità ospita la chiesa della Madonna dei Lumi. Elevato al rango di libero comune, nel 1250 Federico II del Sacro Romano Impero gli concede la costruzione di un porto tra i fiumi Chienti e Tenna. Fu nei secoli successivi al centro di aspri contrasti con la vicina Fermo. Saccheggiato nel 1328 dalle truppe di Mercenario da Monteverde fu nuovamente distrutto dal ghibellino Rinaldo da Monteverde nel 1376 e nel 1377. Nel 1380 gli elpidiensi ricostruirono il paese sul colle della pieve alla cui sommità la Piazza Giacomo Matteotti è delimitata dalla parrocchia di Sant'Elpidio abate, dalla torre gerosolimitana, dalla basilica lateranenze di Maria Santissima della Misericordia e dal palazzo comunale. Durante l'occupazione dell'esercito di Napoleone Bonaparte venne inglobata nel Dipartimento del Tronto, il cui capoluogo era Fermo. Nel 1828 papa Leone XII emana una bolla con la quale gli attribuisce il titolo di città. Durante la seconda guerra mondiale ha fatto parte del territorio amministrato dalla Repubblica Sociale Italiana. Nel 1952 Porto Sant'Elpidio diventa comune autonomo, per cui il territorio del comune diminuisce di 18,14 km².
[modifica] Toponimo
Il nome storico della località documentato da una pergamena dell'XI secolo era "Sancto Elpidio Majore" per distinguerlo da Sant'Elpidio Morico altra località della Marca Fermana. L'abbreviazione di "majore" in "ma.re" è in seguito mutata in "a mare".
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
L'abitato conserva resti della cinta muraria (XIII e XIV secolo), il palazzo comunale, la quattrocentesca chiesa collegiata e la chiesa della Misericordia, che ospita affreschi e opere d'arte[4].
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Abbazia imperiale di Santa Croce al Chienti
Fondata, secondo tradizione, nell'887 su un edificio religioso preesistente. Il periodo di massimo splendore dell'abbazia benedettina oscilla tra il X e il XII secolo in cui beneficia di ampliamenti in stile romanico. Nel 1790 il vescovo fermano Minnucci riduce il complesso abbaziale a struttura per uso agricolo decretandone la sua rovina. Dopo oltre due secoli di abbandono e degrado ad usi impropri la struttura basilicale è interessata da un restauro iniziato nel marzo 2006 teso al ripristino della primitiva tipologia e alla conseguente riapertura al pubblico, avvenuta nel 2010.
[modifica] Chiesa della Madonna dei Lumi
Fu costruita nel XIII secolo con il nome originario di Chiesa di Sant'Agostino Vecchio. Il Re di Francia durante il XIV Concilio Ecumenico, apertosi a Lione il 7 maggio 1274 e conclusosi il 17 luglio 1274 dona in segno di profonda devozione verso il Beato Clemente personalità eminente dell'Ordine Agostiniano, Beatificato da Papa Clemente XIII nel 1761, una Spina della corona di Gesù Cristo. Il Frate devolve il Prezioso Dono al Convento di Sant'Elpidio in cui studiarono tra gli altri San Nicola da Tolentino e San Giacomo della Marca. Entrando nella Parrocchia di Sant'Elpidio Abate alla destra dell'altare il Pavisa dipinge il Beato Clemente con la Sacra Spina accolto dagli Elpidiensi. Nella notte dell'8 settembre 1377 l'esercito guidato da Rinaldo da Monteverde privò la Chiesa della Preziosa Reliquia che è attualmente conservata nella Chiesa di Sant'Agostino a Fermo. Dell'antico Tempio rimane il basamento, gran parte dell'elevato della facciata e all'interno l'altare marmoreo in stile gotico realizzato nel 1371 in pietra d'Istria per accogliere la preziosa reliquia e l'affresco della Madonna dei Lumi del XV secolo che raffigura la Madonna con il Bambino.
[modifica] Parrocchia di Sant'Elpidio Abate
Eretta nel XIII secolo. Della costruzione primitiva conserva l'abside e gran parte della struttura esterna. La facciata realizzata nella seconda metà degli anni '30 del XX secolo in stile neoromanico si fregia della presenza di un rosone e di un mosaico sulla lunetta del portale che raffigura Sant'Elpidio affiancato dai Discepoli Ennesio ed Eustasio. Il fianco della Chiesa che delimita piazza Giacomo Matteotti conserva 5 finestre dell'originaria costruzione del XIII secolo; il resto è stato quasi interamente ricostruito nel 1639. L'interno è stato realizzato in stile neoclassico. Dietro all'altare maggiore del XVI secolo è stato inserito un altorilievo di un sarcofago romano in pietra del IV secolo che raffigura un scena di caccia al leone e che conserva al suo interno le ossa del Patrono Sant'Elpidio Abate e dei Discepoli Sant'Ennesio e Sant'Eustasio. Sopra l'altare maggiore Nicola Monti ha realizzato alla fine del XVIII secolo un quadro in cui raffigura La Beata Vergine Maria Assunta in Cielo. La mostra d'Altare dedicata alla Madonna di Loreto e realizzata in stile barocco da Angelo Scoccianti nel transetto di destra della chiesa nel 1702, è la più grande delle Marche. L'opera lignea la cui bellezza è esaltata dalla presenza di dorature, conserva all'interno di due ante la cui giunzione crea un altorilievo dell'Annunciazione, la statua della Madonna di Loreto. Il transetto di sinistra conserva un dipinto di Jacopo Palma il Giovane che raffigura ai piedi del Cristo Sant'Antonio e Sant'Elpidio. La Chiesa ospita una Fonte Battesimale di stile rinascimentale. L'organo realizzato nel 1765 da Gaetano Callido e collocato al di sopra dell'entrata principale costituisce una delle più imponenti opere dell'Autore.
[modifica] Chiesa di San Giovanni Battista
[modifica] Santuario della Madonna degli Angeli
La Chiesa costruita nel XIII secolo ispirandosi alla Porziuncola della Madonna degli Angeli di Assisi, ospita all'esterno un bassorilievo raffigurante un Aquila che si crede possa provenire dall'Abbazia di Santa Croce al Chienti. All'interno incastonato in un'opera lignea del 1790 vi è un dipinto oggetto di Venerazione "La Madonna che abbraccia il Bambino Gesù" della fine del XVI secolo. Il Santuario ospita affreschi, e tele che raffigurano "La Madonna, San Pietro e il Beato Placido da Foligno".
[modifica] Chiesa di Sant'Agostino nuovo
Eretta in onore di Sant'Antonio nel XIV secolo. Dopo la distruzione del convento agostiniano nel 1377 è stata riconsacrata a Sant'Agostino. Ospita un portale in pietra con decorazioni a candelabra del 1505 che impreziosisce la graziosa facciata in stile barocco. Restaurata nel 1760 e chiusa al culto agli inizi del XX secolo, ospitò le funzioni religiose durante il restauro interno della parrocchia di Sant'Elpidio Abate agli inizi del XXI secolo. L'interno è abbellito dalla presenza di stucchi e da un coro (1760). Ospitò l'Altare dedicato al Beato Clemente Briotti visibile presso la Chiesa di Sant'Elpidio Abate e l'olio su tela di Vincenzo Pagani "Madonna in gloria con Bambino e Santi" conservato nella Pinacoteca Civica di Ripatransone.
[modifica] Chiesa di San Francesco
Realizzata nel XIV Secolo, al suo interno contiene la tela del Tizianello del 1564, due tele di Ripani.
[modifica] Basilica Lateranense di Maria Santissima della Misericordia
Iniziata nel 1575, all'esterno presenta un portale ligneo e due meridiane in alto che da sinistra verso destra indicano rispettivamente l'ora italica e astronomica. Al suo interno conserva una tela del Pittore anconetano Andrea Lilli "Il Miracolo di Santa Marta" del 1602; affreschi di Andrea Boscoli del 1603 e tre tele che raffigurano "Lo Sposalizio della Vergine", "La Nativita'" e "La Madonna della Misericordia"; gli affreschi della volta a botte opera di Cristoforo Roncalli del XVII secolo, un organo di Gaetano Callido del 1785 e Pietro Nacchini del 1757. La Basilica è dal 1974 la sede dell'Accademia organistica elpidiense.
[modifica] Chiesa dei Cappuccini
Costruita a partire dal 1576. Sono interessanti le opere pittore realizzate nel 1758 da Filippo Ricci "Il sogno di San Giuseppe" e "Lo Sposalizio della Vergine"
[modifica] Chiesa di San Filippo Neri
Fondata nel 1735 e completata nel 1789. All'interno il soffitto a volta è stato dipinto con la tecnica della tempera dall'Artista Giovan Battista Ripani. La navata unica è impreziosita da colonne corinzie, dalle statue di San Pietro e Paolo e dalle pitture che raffigurano lo "Sposalizio della Vergine", l'"Adorazione dei Pastori" e la "Trinita, la Madonna e gli Angeli". La Chiesa ospita la pala d'altare di Nicola Monti che raffigura L'Estasi di San Filippo Neri che esplicita il Testo "Dilatasti Cor Meum" sorretto sopra l'Altare da due Cherubini. Carlo Gavardini è autore di quattro tele, da sinistra in alto "L'Annunciazione", da sinistra in basso "La Visitazione" da destra in alto "La Fuga in Egitto", da destra in basso "La Presentazione al Tempio". La Chiesa conserva l'organo di Gaetano Callido del 1794.
[modifica] Oratorio dei Filippini"
Realizzato nel XVIII secolo su indicazioni dell'Architetto Giuseppe Valadier.
[modifica] Chiesa del Sacro Cuore
Realizzazione del XIX secolo.
[modifica] Chiesa del Santissimo Sacramento
La Chiesa costruita nel XIII secolo dai Cavalieri dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme è stata in seguito quasi completamente ricostruita, fa eccezione il portale che di entrata rimasto intatto.
[modifica] Torre gerosolimitana
La torre costruita nel punto più alto della città e portata a compimento nel XVI secolo dai Cavalieri di Malta o Gerosolimitani da cui ha ereditato il nome è alta circa 28 metri. A forma quadrata (circa 8,19 metri di lato) è caratterizzata da spesse mura perimetrali (1,60 metri), con planimetria che curiosamente richiama la Croce di Malta. È possibile accedere all'interno attraverso un portone d'ingresso sormontato da una lunetta paleocristiana del X secolo il cui bassorilievo rappresenta una figura allegorica della Crocifissione del Cristo, elemento che la tradizione indica provenire dall'Abbazia Imperiale di Santa Croce al Chienti. Nella seconda metà del XVII secolo sopra la torre sono state inserite due campane, la più grande è dedicata al Cristo, alla Madonna, a San Nicola e Sant'Elpidio patrono della città; e nel lato est della torre un orologio meccanico posto sotto la croce ad otto punte dei Cavalieri dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme e sopra un altare (1893) dedicato ai protagonisti dell'unità d'Italia: Vittorio Emanuele II, Cavour, Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini.
[modifica] Architetture civili
[modifica] Palazzo comunale
Eretto nel XIV secolo, è stato ristrutturato nel XVI secolo seguendo le indicazioni dell'Architetto Pellegrino Tibaldi. La facciata è in stile classico.
[modifica] Contrada Santa Maria
[modifica] Nobile Contrada San Giovanni
[modifica] Contrada San Martino
[modifica] Contrada Cavaliera di Sant'Elpidio
[modifica] Teatro Luigi Cicconi
Della costruzione del 1870 realizzata su progetto di Ireneo Aleandri conserva solo la facciata in stile neoclassico. L'interno è stato completamente rifatto negli anni dal 1952 al 1953.
[modifica] Porta Romana
Ricostruita interamente durante il fascismo.
[modifica] Porta Marina
[modifica] Porta Canale
L'architettura difensiva eretta nel XIV secolo è l'unica porta originaria rimasta ancora intatta. Sulle sue mura e' incastonato un bassorilievo in pietra del 1527 che raffigura Sant'Elpidio.
[modifica] Fontana della Pupa
Realizzata per celebrare l'installazione della rete idrica della città, venne inauguarata il 16/09/1907.
- Palazzo Brancadoro
- Palazzo Manlio-Fratalocchi
- Villa Il Castellano o Villa Maggiori Colonna
[modifica] Musei
[modifica] Archivio storico
Conserva manoscritti che risalgono al IX secolo, pergamene, bolle Papali e Imperiali.
[modifica] Pinacoteca civica
Situata all'interno dell'antico convento dei Padri Filippini, contiene al suo interno il Polittico Incoronazione della Vergine del XV secolo di Vittore Crivelli composto da 18 pannelli realizzati con la tecnica della tempera su legno in cui il Pittore raffigura in alto da sinistra verso destra Sant'Antonio da Padova, Sant'Elpidio, La Madonna, Il Messia, Santa Maria di Magdala, San Bernardino da Siena; al centro da sinistra verso destra San Bonaventura, San Giovanni Battista, L'Incoronazione della Vergine, San Francesco d'Assisi, San Ludovico da Tolosa; e in basso sei pannelli di piccole dimensioni. All'interno della pinacoteca civica sono conservate altre due opere del Pittore Veneto, il trittico con cimasa "Visitazione della Vergine a Santa Elisabetta" che si compone di quattro pannelli realizzati con la tecnica della tempera su legno e un dipinto che raffigura un Monaco Francescano. Pregevoli sono le opere realizzate da Hernestus De Schaychis "Madonna del Rosario", Nicola Monti "La Vergine con Il Bambino in braccio" e da Gerolamo Dente "Assunzione della Vergine". L'edificio restaurato dall'architetto Giuseppe Valadier, ospita anche la sala degli argenti in cui sono conservate pregevoli opere di oreficeria e argenteria realizzate dal secolo XVII al secolo XIX. La collezione di arte grafica contemporanea contiene opere di Bruscaglia, Cagli, Capozucca, Ciarrocchi, Licata, Pierleoni, Offidani, Sanchini e Trubbiani.
[modifica] Museo della calzatura
Le sale del museo ospitano pantofole, zoccoli, sandali, scarpe e stivali prodotti a partire dal medioevo oltre che in Italia anche in altri Paesi d'Europa, in India, Cina, Africa, Canada e America Latina. Il museo ospita inoltre stampe antiche, calzatoi e attrezzature e macchinari di cui i calzolai si sono avvalsi in passato per la realizzazione del loro prodotto. Il museo ospita inoltre le scarpe indossate dai Papi Leone XIII, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.
[modifica] Museo dei fossili
Situato al'interno della Nobile Contrada di San Giovanni ospita reperti dell'era Paleozoica, Mesozoica, Cenozoica, Neozoica.
[modifica] Osservatorio Astronomico di Castellano
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Tradizioni e folclore
Questa città ospita la prima rievocazione storica delle Marche la Contesa del secchio. Pregevole è anche la Citta' Medioevo.
[modifica] Personalità legate a Sant'Elpidio a Mare
- Alessandro da Sant'Elpidio (1269–1326), teologo;
- Alessandro Maggiori (Fermo, 1764–1834), collezionista d'arte;
- Cesare Brancadoro (1755 – 1837), Cardinale;
- Amedeo Berdini (1919–Milano, 1964), tenore;
- Graziano Giusti (1924 -2001), attore;
- Andrea Della Valle (1965), imprenditore;
- Diego Della Valle (1953), imprenditore;
- Antonio Santori (1961 - 2007), poeta
- Moltheni (1968), cantautore;
- Rodolfo Rombaldoni (1976), cestista;
- Federico Moretti (1983), pallavolista;
- Roberto Ripa (1967), team manager;
- Mirko Cudini (1973), calciatore dell'AC Monza.
- Gabriele Sbattella (1971), campione della trasmissione televisiva Sarabanda con il nome di Uomo Gatto.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Alessandro Mezzanotte (centrosinistra) dal 28/05/2007
[modifica] Amministrazioni precedenti
| Periodo | Primo Cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 2004 | 2007 | Giovanni Martinelli | Sindaco |
| 2007 | in carica | Alessandro Mezzanotte | centrosinistra | Sindaco |
[modifica] Frazioni
Le frazioni del territorio elpidiense sono:
- Castellano: un tempo Castel di Castro, fortezza sconfitta dall'emergente Sant'Elpidio nel 1300.
- Cascinare e Bivio cascinare: ricca di piccoli laboratori artigiani, la sua economia è basata prettamente sull'industria calzaturiera.
- Cura mostrapiedi: piccolo abitato a carattere rurale in cui è presente una forte industria calzaturiera.
- Luce - Cretarola: un tempo sede dei marchesi Nannerini dei Nannerini ora sede dell'opera Pia Falconi.
Tra le frazioni del territorio comunale si trova anche Casette d'Ete che conta circa 2.900 abitanti ed è situata fra le colline elpidiensi e il fiume Ete morto. Ricca di piccoli laboratori artigiani, la sua economia è basata prettamente sull'industria calzaturiera e di pelletterie in genere.
[modifica] Altre informazioni amministrative
Fa parte della Zona Territoriale n. 11 di Fermo dell'Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche (in sigla Z.T. n. 11 - A.S.U.R. Marche). Fa parte del Distretto sanitario n° 1 di Porto Sant'Elpidio.
È sede distaccata del Tribunale di Fermo, avente giurisdizione civile e penale anche sui comuni di Montegranaro, Monte Urano e Porto Sant'Elpidio.
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ Dato Istat al 31/8/2010.
- ^ G. Martinelli, Il beato Clemente e le vicende della Sacra spina fra Sant'Elpidio e Fermo, Livi Fermo, 2009
[modifica] Bibliografia
- F. P. Massi. Il mio paese. Fermo, 1897/98, 2 volumi.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Sant'Elpidio a Mare
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del comune
- Pagina dedicata a Sant'Elpidio a Mare dalla Provincia di Ascoli Piceno
- Sito ufficiale Contesa del Secchio
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