Caldarola
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| Caldarola | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 314 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 29 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 59 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Bistocco, Croce, Pievefavera, Valcimarra, Vestignano | ||||||||
| Comuni contigui: | Belforte del Chienti, Camerino, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Pievebovigliana, Serrapetrona | ||||||||
| CAP: | 62020 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0733 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 043006 | ||||||||
| Codice catasto: | B398 | ||||||||
| Nome abitanti: | caldarolesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Martino | ||||||||
| Giorno festivo: | 11 novembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Caldarola è un comune di 1.802 abitanti della provincia di Macerata.
Indice |
[modifica] Geografia
Caldarola è un paesino che si eleva dai 259 ai 1148 m s.l.m., ma la casa comunale si trova a 314 m s.l.m.. Fa parte della Comunità Montana Monti Azzurri.
[modifica] Storia
Caldarola, sorta probabilmente come villaggio rurale in epoca precedente al IX-X secolo e divenuta, durante il periodo medievale della lotta tra Papato e Impero, feudo dello Stato Camerte, agli inizi del 1400 ottiene l'indipendenza sancita dalla bolla di emancipazione di Eugenio IV (1434), avviandosi ad un periodo di fioritura che culmina nel pieno 1500. Il paese risente in particolare dell'intensa opera di aggiornamento urbanistico promossa da Sisto V a Roma nei cinque anni del suo pontificato (1585-1590), soprattutto per merito dei cardinali creati dal papa piceno. Evangelista Pallotta, elevato alla porpora nel 1587 dopo un rapido cursus honorum percorso all'ombra dell'autoritario pontefice, fu particolarmente alacre nell'abbellire la sua città di origine, Caldarola, sviluppando un piano urbanistico di grande respiro che in pochi anni ridisegnò il volto del centro medievale con la creazione di un'ampia piazza sulla quale prospetta il nuovo palazzo cardinalizio, della Collegiata di San Martino e della chiesa di San Gregorio, ma anche di opifici destinati ad incrementare le attività artigianali del territorio. Il Cardinale Pallotta si avvalse del pennello di Simone De Magistris e della sua scuola per decorare i nuovi edifici da lui realizzati: egli riconobbe infatti in Simone De Magistris il più importante pittore attivo nel territorio alla fine del Cinquecento, nonché l'interprete più avvertito delle rinnovate istanze dell'arte sacra sancite in occasione del Concilio di Trento ed il più fecondo autore di opulente decorazioni ispirate allo stile sistino, caratterizzate dall'interazione fra l'apparato plastico in stucco ed i dipinti murali.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Frazioni
[modifica] Croce e Vestignano
Nelle vicinanze di Caldarola, sorgono le frazioni di Croce e Vestignano, antichi castelli appartenenti dal sec. IX sll'Abbazia di Casauria in Abruzzo.
Rimangono a Vestignano consistenti resti dell'impianto urbanistico medievale, quali un torrione cilindrico angolare e la cinta muraria in pietra, risalente al sec. XIV. All'esterno delle mura sorge la duecentesca Chiesa di San Martino, rimaneggiata nel sec. XVI. Della chiesa originaria restano alcune strutture architettoniche, il bassorilievo sulla facciata rappresentante "San Martino e il povero" ed alcuni affreschi. L'edificio nuovo fu decorato da alcuni esponenti della scuola Caldarolese. Andrea De Magistris dipinse nel 1538 la "Madonna col Bambino e i Santi Rocco e Sebastiano" e San Giorgio e San Martino nel 1551. Il figlio Simone De Magistris, nel 1588 affrescò il pentittico con tre grandi dipinti, l'Ascenzione, la Crocifissione e l'Assunta separati da due elementi più piccoli con San Martino e San Giorgio.
Il castello di Croce del XIV secolo mantiene intatta la struttura di un notevole sistema di fortificazioni realizzate con grosse pietre squadrate. Dell'antica fortezza rimane la torre poligonale, oggi campanile della chiesa parrocchiale. Anche qui sono conservate numerose opere pittoriche di Nobile da Lucca e dei De Magistris.
[modifica] Pievefavera
Di eccezionale interesse ambientale e paesaggistico è Pievefavera le cui colline, coperte di ulivi, scendono gradatemente sul lago sottostante. Nella parte alta del paese si innalza il castello risalente al XIII secolo, che conserva quasi intatta la struttura muraria con tre cortine e quattro torri. Lungo la sponda meridionale del lago sorge un'area archeologica di epoca romana dove sono presenti strutture di età tardo repubblicana appartenenti alla "pars rustica" di una villa. Nei pressi è situato l'Antiquarium dove sono conservati i materiali archeologici.
[modifica] Valcimarra e Bistocco
Nel territorio della frazione di Valcimarra resta una torre di avvistamento del XIII secolo e la piccola chiesa della Madonna del Sasso, sorta forse per il ritiro di qualche eremita, risalente al XIV secolo nel cui interno sono presenti due affreschi di tardo Quattrocento. Meno facile da raggiungere è il monastero di San Benedetto "saxi latronis", di cui restano solamente imponenti rovine e di cui è visibile la grandiosa facciata in pietra.
[modifica] Luoghi di interesse
- Il Castello Pallotta da poco ristrutturato e in ottime condizioni.
- Palazzo dei cardinali Pallotta
- Mostra "Scoperte nelle Marche intorno a De Magistris" http://www.simonedemagistris.it
- Mostra "Le opere di Massimo Mariano - Il Ligabue delle Marche"
- Area Archeologica di Pievefavera
[modifica] Castello Pallotta
Il Castello dei Conti Pallotta, dall'alto del colle, si affaccia sulla cittadina di Caldarola creando un suggestivo quadro d'insieme dal sapore fiabesco. Costruito nella seconda metà del IX sec., probabilmente su una precedente fortificazione longobarda, subì una modifica radicale verso la fine del 1500, quando il Cardinale Evangelista Pallotta volle trasformarlo in una maestosa quanto armonica costruzione tardo rinascimentale che adibì a propria residenza estiva e che testimonia il prestigio del casato e le importanti relazioni imbastite dai quattro Cardinali di casa Pallotta con la curia romana ed il mondo artistico. Furono molti infatti gli ospiti importanti del Castello, come ad esempio il pontefice Clemente VIII e la regina Cristina di Svezia. Riaperto dopo anni di lavoro eseguiti a causa delle lesioni dovute al terremoto del 1997, l'antico maniero conserva ancora intatte le mura, la merlatura guelfa, i cammini di ronda ed il ponte levatoio. La visita riguarda circa 20 ambienti tra pian terreno e piano nobile, dove ogni arredo, ogli soprammobile, ogli minimo dettaglio è collocato nel proprio conteso originale. La sala delle armi contiene una ricca collezione di cimeli di famiglia come alabarde, spade, armature ed armi da fuoco. Gli ambienti residenziali contengono arredi del XVI e XVII secolo insieme a rivestimenti e tendaggi originali o riprodotti con scrupolo filologico. La cucina, con la tipica dotazione di utensili in rame e stoviglie in ceramica e terracotta; la biblioteca, l'elegante camera da letto, la sala da pranzo con le bellissime ceramiche settecentesche ed infine, il delizioso salotto giallo impreziosito dal fregio attribuito a Simone De Magistris.
[modifica] Il Palazzo dei Cardinali Pallotta
Il Palazzo fu fatto edificare dal Cardinale Evangelista Pallotta alla fine del 1500 e successivamente fu fatto decorare dai seguaci di Simone De Magistris per disporre una residenza adeguata al proprio rango: uno spazio di straordinario fascino nel cui impianto architettonico è disegnata la stessa Piazza antistante, in un ideale composizione armonica ed unitaria. Il Palazzo, appena tornato agli antichi splendori dopo un attento e lungo restauro, è stato aperto al pubblico in occasione della mostra "Simone De Magistris un pittore visionario tra Lotto ed El Greco" nel 2007. All'interno si trova la magnifica Stanza del Paradiso, un piccolo gioiello quasi nascosto e remoto, luogo di meditazione del Cardinale, dove la realtà si sublima nella favola attraverso un paesaggio altamente suggestivo, che rappresenta una flora e una fauna esotiche e scene di caccia animate da cavalli impennanti, levrieri, volatili e cacciatori.
[modifica] Collegiata di San Martino
Fu inaugurata nel 1590 con bolla di Sisto V che la elevò a Collegiata insigne.
[modifica] Santuario di S. Maria del Monte
[modifica] Chiesa di San Gregorio
Fu fatta costruire dal Cardinale Evangelista Pallotta nei primi anni del 1600 forse sulle stesse rovine della Chiesa di San Gregorio della Vigna fondata dai Longobardi verso la fine del 700
[modifica] Teatro Comunale
Costruito agli inizi dell'800 all'interno del cinquecentesco Palazzo del Podestà con una struttura in legno di 22 palchetti, venne completamente ristrutturato ed allargato nel 1906 secondo i canoni artistici di quegli anni.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Fabio Lambertucci (lista civica) dal 13/06/2004
Centralino del comune: 0733 905529
Email del comune: comune@caldarola.sinp.net
[modifica] Sport
Caldarola, può vantare anche una bella realtà sportiva, in considerazione della grandezza del paese. L'U. S. Caldarola, nella stagione 2004/05 ha sfiorato il play off in Eccellenza ; nella stagione 2007/08 è in Promozione. Ha conquistato la Coppa Italia Marche nella stagione 2003/04, vincendo sul campo neutro di Jesi contro il Fossombrone per 1-0, goal siglato da Giuseppe Di Gioia nel 17 minuto del secondo tempo. Anche nella stagione successiva arriva in finale ma perdendo il match contro la Biagio Nazzaro. Era notevole anche la situazione sportiva della pallavolo femminile.


