Urbisaglia

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Urbisaglia
comune
Urbisaglia – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Marche – stemma Marche
Provincia Macerata – stemma Macerata
Sindaco Roberto Broccolo (lista civica) dal 08/06/2009
Territorio
Coordinate 43°11′50.14″N 13°22′38.42″E / 43.1972611°N 13.3773389°E / 43.1972611; 13.3773389 (Urbisaglia)Coordinate: 43°11′50.14″N 13°22′38.42″E / 43.1972611°N 13.3773389°E / 43.1972611; 13.3773389 (Urbisaglia)
Altitudine 310 m s.l.m.
Superficie 22,80 km²
Abitanti 2 754[1] (31-12-2010)
Densità 120,79 ab./km²
Frazioni Abbadia di Fiastra, Convento, Entogge, Maestà
Comuni confinanti Colmurano, Corridonia, Loro Piceno, Petriolo, Tolentino
Altre informazioni
Cod. postale 62010
Prefisso 0733
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 043055
Cod. catastale L501
Targa MC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 2 002 GG[2]
Nome abitanti urbisalviensi
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Localizzazione
Urbisaglia è posizionata in Italia
Urbisaglia
Posizione del comune di Urbisaglia nella provincia di Macerata
Posizione del comune di Urbisaglia nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

Urbisaglia (IPA: /urbiˈsaʎːa/, o anche /urbiˈzaʎːa/;[3] dal 1925 al 1945 Urbisaglia Bonservizi) è un comune italiano di 2.749 abitanti[4] della provincia di Macerata nelle Marche.

Il nome della città deriva da quello dell'antica città romana di Urbs Salvia.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Panorama di Urbisaglia dalla Rocca.

Urbisaglia sorge sul Colle di San Biagio, delimitato ad Ovest dalla valle del torrente Entogge e ad Est da quella del fiume Fiastra. Il clima è temperato con inverni non molto freddi ed estati non molto calde.

[modifica] Storia

Città della Regio V Picenum, Urbs Salvia nacque come colonia nel II secolo a.C. Ampiamente ricostruita tra l'età augustea e quella tiberiana (inizio I secolo d.C.), in base ad un preciso progetto di monumentalizzazione della città, la sua decadenza iniziò al passaggio delle truppe di Alarico nel 408-409 d.C.
Una testimonianza della situazione in cui versava Urbisaglia nel corso del VI secolo ci giunge da Procopio di Cesarea che, nella "Guerra Gotica", descrive il misero stato della città.
Il grado di rovina e devastazione della città non passò inosservato neanche a Dante Alighieri, padre della lingua italiana, il quale ne menzionò il degrado, nei versi 73-78 del XVI Canto del Paradiso della Divina Commedia:

“Se tu riguardi Luni e Urbisaglia come sono ite e come se ne vanno di retro ad esse Chiusi e Sinigaglia, Udir come le schiatte si disfanno non ti parrà nuova cosa né forte, poscia che le cittadi termine hanno.”

Nei secoli successivi gli abitanti di Urbs Salvia, che si rifugiarono gradualmente sulla sommità della collina, diedero origine al Castro de Orbesallia.

Nel XII secolo nei pressi di Urbisaglia sorse un importante polo religioso, economico e culturale, l'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, che esercitò una forte influenza su tutta la Valle del Fiastra e sui territori circostanti.

Dal XII all'inizio del XIV secolo Urbisaglia fu dominata dalla famiglia Abbracciamonte che, in varie riprese, finì per cedere a Tolentino i diritti sul castello di Urbisaglia; in particolare, l’ultima cessione, ad opera di Fidesmido di Pietro, avvenne nel 1303: Tolentino divenne così unico e assoluto proprietario di Urbisaglia, designandone il podestà e insediando nel castello una guarnigione militare per prevenire le rivolte della cittadinanza insofferente al suo potere.
Dopo la signoria di Francesco Sforza (1433 – 1443), durante la quale il potere fu esercitato da Elena Tomacelli (nipote di papa Bonifacio IX e moglie di Taliano Furlano, capitano di ventura dello Sforza), Urbisaglia tornò sotto il domino di Tolentino, che chiedeva insistentemente al papato la possibilità di costruire una rocca per scoraggiare eventuali ribellioni. Il permesso di costruire la Rocca di Urbisaglia fu concesso a Tolentino nel 1497 da papa Alessandro VI; nel 1507 Tolentino vi insediò una guarnigione di 12 uomini a presidiarla.
Nel 1564 gli Urbisalviensi presentarono una petizione al Papa Pio IV, chiedendo l’autonomia da Tolentino. L'esito della spedizione fu positivo, ma la morte del papa bloccò la liberazione, che avvenne quindi sotto il pontificato di Pio V il 9 agosto del 1569, quando la città fu posta definitivamente alle dirette dipendenze della Santa Sede.

Durante il periodo di governo pontificio vennero effettuati i primi scavi della città romana, mentre dopo l'unità d'Italia si crearono le condizioni per un migliore livello di vita della popolazione grazie allo sviluppo industriale, che vide la nascita di una filanda, un calzificio, un saponificio, etc.

Con i lasciti dei benefattori Angelo Buccolini, Innocenzo Petrini e del marchese Alessandro Giannelli, il paese si dotò di un asilo infantile, di un ospedale, di un ospizio per anziani e di un Monte di Pietà.

Durante il periodo fascista al toponimo Urbisaglia venne aggiunto il nome "Bonservizi", in onore dell'urbisalviense Nicola Bonservizi giornalista del Popolo d'Italia e collaboratore di Mussolini, assassinato a Parigi da un anarchico. Negli anni della seconda guerra mondiale, Urbisaglia fu sede di un campo di internamento ubicato nel Palazzo Giustiniani Bandini adiacente all'Abbazia di Fiastra. Oggi il paese conta più di 2700 abitanti che si dedicano, principalmente, ai lavori agricoli, artigianali, all’industria siderurgica, energetica e dell’abbigliamento.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Luoghi di interesse

[modifica] Il parco archeologico di Urbs Salvia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Parco archeologico di Urbs Salvia.
Cisterna dell'acquedotto, Urbs Salvia

Riconosciuto come Parco archeologico regionale nel 1994, si estende per circa 40 ettari ed è il più importante e spettacolare delle Marche. Il percorso di visita scende lungo il declivio della collina, attraverso un comodo tracciato di circa un chilometro. Si può così cogliere nella sua interezza la struttura della città romana, che digrada a partire dal colle di San Biagio fino a raggiungere, articolandosi in una serie di terrazzi naturali, il fondovalle pianeggiante, delimitato a est dalla scarpata sul fiume Fiastra.

Sono visitabili il Serbatoio, il Teatro, l'Edificio a nicchioni, il complesso Tempio-criptoportico dedicato alla Salus Augusta e l'Anfiteatro fatto costruire da Lucio Flavio Silva. Ben visibile anche la cinta muraria, conservata per parecchie centinaia di metri su tre dei suoi quattro lati.

Oggi l'anfiteatro ospita, nei mesi di luglio e agosto, un'importante stagione di teatro classico antico, in cui la qualità degli spettacoli si abbina alla suggestione dei luoghi.

[modifica] La Rocca di Urbisaglia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Rocca di Urbisaglia.

La Rocca di Urbisaglia è una fortificazione militare eretta per volontà del comune di Tolentino all'inizio del '500, su resti di fortificazioni precedenti, nel punto più alto del Colle di San Biagio.
La sua posizione, che domina l'intero spazio cittadino, fa ipotizzare che qui fosse localizzata l'Arce o il Campidoglio della città romana; tracce consistenti di mura romane e di agglomerati in calcestruzzo sono infatti ancora oggi visibili.
Di forma trapezoidale, con il lato più esteso rivolto verso l'esterno per fronteggiare eventuali attacchi nemici, la Rocca è dotata di quattro torrioni angolari e di una torre portaia, nonché di un alto mastio che fungeva da abitazione per la guarnigione militare imposta da Tolentino a Urbisaglia.
Scopo fondamentale della Rocca, infatti, era quello di controllare il borgo di Urbisaglia ed evitare che gli urbisalviensi si ribellassero al governo tolentinate.

[modifica] Il campo di internamento

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Campo di internamento di Urbisaglia.

Il campo di internamento di Urbisaglia venne allestito nella villa Giustiniani Bandini all'Abbadia di Fiastra e rimase attivo dal giugno 1940 all'ottobre 1943. Gli internati erano un centinaio, in maggioranza ebrei, dall'Italia ma anche profughi dalla Germania, Austria, e dai Balcani. La popolazione locale fraternizzò con i prigionieri. Nell’ottobre del 1943 tuttavia il campo fu preso in consegna da una unità tedesca; quanti non riuscirono a fuggire furono inviati al campo di transito di Fossoli, anticamera per gli ebrei del campo di annientamento ad Auschwitz. Tra quanti furono deportati del gruppo di Urbisaglia, Paul Pollak sarà l'unico ebreo superstite. Quest'ultimo scriverà tra le sue memorie:
« Prima del mio soggiorno ad Urbisaglia ero stato in un campo di concentramento tedesco, e dopo Urbisaglia fui ad Auschwitz, dove potei parlare con deportati di quasi tutti i paesi europei e potei fare confronti sul destino e sul trattamento degli ebrei in altri paesi. Avevo sempre presente allo spirito il campo di Urbisaglia. Il trattamento umano dei suoi internati rimarrà sempre un attestato di lode per l'Italia e un documento della sua nobile antica civiltà e della sua sincera religiosità. Nelle ore grigie ed oscure di Auschwitz, abbiamo sempre visto davanti a noi, come un miraggio, il luminoso giardino di Urbisaglia in Italia, paese di sole e di buona gente. »

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Roberto Broccolo (lista civica) dal 08/06/2009 (2º mandato)

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Voce Urbisaglia del Dizionario d'ortografia e di pronunzia. La prima pronuncia tiene conto dell'etimo latino (Urbs Salvia, conservando la /s/ sorda iniziale di Salvia).
  4. ^ Dato Istat al 31/8/2010.

[modifica] Bibliografia

  • Bacchielli L., Ch. Delplace, W. Eck, L. Gasperini, G. Paci. Studi su Urbisaglia romana. Supplementi a PICUS. Tivoli, 1995.
  • Adelaide Bertini, Giuseppe Ferranti, Miria Salvucci ( et al. ). Abati e feudatari nella Valle del Fiastra. Urbisaglia, 1996.
  • Giuseppe Ferranti. Guida al territorio di Urbisaglia. Pro Manoscritto a cura di Urbsalviambiente. Urbisaglia, 1994
  • Miria Salvucci, Giovanna Salvucci ( et al. ). Urbisaglia. Urbs Salvia, Capolavori in corso. Urbisaglia, 2003.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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