Urbisaglia

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Urbisaglia
Urbisaglia - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Marche
Provincia: stemma Macerata
Coordinate: 43°11′50.14″N 13°22′38.42″E / 43.1972611, 13.3773389Coordinate: 43°11′50.14″N 13°22′38.42″E / 43.1972611, 13.3773389
Altitudine: 310 m s.l.m.
Superficie: 22,80 km²
Abitanti:
2.780 31-12-2008
Densità: 121,93 ab./km²
Frazioni: Abbadia di Fiastra, Convento, Entogge, Maestà 
Comuni contigui: Colmurano, Corridonia, Loro Piceno, Petriolo, Tolentino
CAP: 62010
Pref. telefonico: 0733
Codice ISTAT: 043055
Codice catasto: L501 
Nome abitanti: urbisalviensi 
Santo patrono: San Giorgio 
Giorno festivo: 23 aprile 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Urbisaglia (IPA: /urbiˈsaʎːa/, o anche /urbiˈzaʎːa/;[1] dal 1925 al 1945 Urbisaglia Bonservizi) è un comune italiano di 2.780 abitanti[2] della provincia di Macerata nelle Marche.

Il nome della città deriva dall'antica città romana di Urbs Salvia.

Indice

[modifica] Geografia

[modifica] Storia

Città della Regio V Picenum, Urbs Salvia fu municipio in epoca repubblicana ed in seguito, sotto Augusto, divenne colonia. La decadenza della città di Urbs Salvia iniziò al passaggio delle truppe di Alarico nel 408-409 d.C. Una testimonianza della situazione in cui versava Urbisaglia nel corso del VI secolo ci giunge da Procopio di Cesarea che, nella "Guerra Gotica", descrive il misero stato della città. Nei secoli successivi gli abitanti di Urbisaglia, che si erano rifugiati sulla sommità della collina, dettero origine al Castro de Orbesallia. Nel XII secolo nei pressi di Urbisaglia sorse un importante polo religioso, economico e culturale, l'abbazia cistercense di Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra, che esercitò una forte influenza su tutta la Valle del Fiastra e sui territori circostanti. Dal XII al XIII secolo Urbisaglia fu dominata dagli Abbracciamonte che, in varie riprese, finirono per cedere a Tolentino i diritti sul castello di Urbisaglia. Dall'inizio del XIV secolo fino alla metà del XV, gli urbisagliesi sopportarono la tirannia tolentinate e, successivamente, finirono sotto la signoria di Elena Tomacelli, nipote di papa Bonifacio IX e moglie del capitano di ventura Taliano Furlano. Quando nelle Marche cessò la signoria di Francesco Sforza, di cui il Furlano era stato capitano, gli urbisagliesi tornarono sotto il dominio tolentinate. Urbisaglia venne definitivamente affrancata dalla giurisdizione di Tolentino soltanto nel 1569, quando papa Pio V la pose alle dirette dipendenze della Santa Sede. Durante il periodo di governo pontificio vennero effettuati i primi scavi della città romana, mentre dopo l'unità d'Italia si crearono le condizioni per un migliore livello di vita della popolazione grazie allo sviluppo industriale, che vide la nascita di una filanda, un calzificio, un saponificio, etc. Con i lasciti dei benefattori Angelo Buccolini, Innocenzo Petrini e del marchese Alessandro Giannelli, il paese si dotò di un asilo infantile, di un ospedale, di un ospizio per anziani e di un Monte di Pietà. Durante il periodo fascista al toponimo Urbisaglia venne aggiunto il nome "Bonservizi", in onore dell'urbisagliese Nicola Bonservizi giornalista del Popolo d'Italia e collaboratore di Mussolini. Negli anni della seconda guerra mondiale, Urbisaglia fu sede di un campo di internamento ubicato nel Palazzo Giustiniani Bandini dell'Abbadia di Fiastra.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Il parco archeologico di Urbs Salvia

Per approfondire, vedi la voce Parco archeologico di Urbs Salvia.
Cisterna dell acquedotto, Urbs Salvia

Il parco archeologico di Urbs Salvia si estende per circa 40 ettari ed è uno dei più rilevanti delle Marche. Il percorso di visita, che si snoda in gradevoli sentieri, scende lungo il declivio della collina attraverso un comodo tracciato di circa un chilometro e ci consente di cogliere nella sua interezza la struttura di una tipica città romana.

Oggi l'anfiteatro ospita, nei mesi di luglio e agosto, un'importante stagione di teatro classico antico, in cui la qualità degli spettacoli si abbina alla suggestione dei luoghi.

[modifica] Il campo di internamento

Il campo di internamento di Urbisaglia venne allestito nella villa Giustiniani Bandini all'Abbadia di Fiastra. Gli internati erano un centinaio, di cui molti ebrei. Poiché alcuni di loro erano commercianti, pittori ed anche medici, trascorrevano le giornate aiutando gli agricoltori nei lavori dei campi, con la possibilità di intrattenersi nelle loro case per il pranzo. Stante le varie testimonianze raccolte, gli ebrei erano bene accetti dalla popolazione, che cercava di portare aiuto secondo le proprie possibilità. Nel memoriale di Paul Pollak, internato nel campo,si legge:

« Prima del mio soggiorno ad Urbisaglia ero stato in un campo di concentramento tedesco, e dopo Urbisaglia fui ad Auschwitz, dove potei parlare con deportati di quasi tutti i paesi europei e potei fare confronti sul destino e sul trattamento degli ebrei in altri paesi. Avevo sempre presente allo spirito il campo di Urbisaglia. Il trattamento umano dei suoi internati rimarrà sempre un attestato di lode per l'Italia e un documento della sua nobile antica civiltà e della sua sincera religiosità. Nelle ore grigie ed oscure di Auschwitz, abbiamo sempre visto davanti a noi, come un miraggio, il luminoso giardino di Urbisaglia in Italia, paese di sole e di buona gente. »

Nell’ottobre del 1943 il campo fu preso in consegna da una unità tedesca; salvo poche eccezioni gli ex internati di Urbisaglia furono inviati al campo di annientamento ad Auschwitz in Polonia. Del gruppo di Urbisaglia, Paul Pollak sarà l'unico superstite.

[modifica] Lucio Flavio Silva Nonio Basso

Dopo Fufio Gemino, Flavio Silva fu certamente il principale benefattore della città. Probabilmente non proveniva da una famiglia senatoria, poiché la prima carica da lui assunta a Roma, sotto Nerone (triumvir capitalis, relativa ad un collegio che aveva responsabilità in relazione alle pene capitali), non è tra quelle di maggior prestigio, anche se difficilmente raggiungibile senza adeguati appoggi politici. Dopo aver proseguito nella normale carriera pubblica egli assurse al rango di pretore in maniera rapida ed inusuale con l'imperatore Vespasiano. Probabilmente tale onorificenza fu legata al fatto che Silva, come ci racconta Flavio Giuseppe nella "Guerra Giudaica", soffocò le ultime resistenze della guerra giudaica stessa, e questo dopo che l'imperatore aveva conquistato Gerusalemme e celebrato, nel 71 d.C., il trionfo a Roma. In particolare a lui si deve la definitiva presa della fortezza rupestre di Masada, evento tragico che, dopo uno spettacolare assedio condotto con la costruzione di fortini e terrapieni, si concluse con il suicidio collettivo degli occupati prima dell'ingresso delle truppe romane. Questi eventi sono narrati in numerosi romanzi storici, ed in un famoso colossal prodotto dalla Universal nel 1981, in cui Flavio Silva è interpretato dall'attore Peter O'Toole. Successivamente fu anche consul ordinarius, carica ancor più prestigiosa per chi non provenisse da una famiglia senatoria (dunque homo novus), e in questo lasso di tempo, aiutato dalla moglie e dalla madre, utilizzando forse anche gli schiavi condotti al ritorno dalle sue imprese, fece costruire a proprie spese e sul proprio terreno l'Anfiteatro della città della quale assunse anche la più alta magistratura, quella di quinquennalis.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Roberto Broccolo (lista civica) dal 08/06/2009 (2º mandato)
Centralino del comune: 0733 50124
Posta elettronica: comune@urbisaglia.sinp.net

[modifica] Note

  1. ^ Voce Urbisaglia del Dizionario d'ortografia e di pronunzia. La prima pronuncia tiene conto dell'etimo latino (Urbs Salvia, conservando la /s/ sorda iniziale di Salvia).
  2. ^ Bilancio demografico 2008, dati ISTAT
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