Montefano

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Montefano
comune
Montefano – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Macerata-Stemma.png Macerata
Sindaco Carlo Carnevali (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 43°24′41.76″N 13°26′19.25″E / 43.4116°N 13.438681°E43.4116; 13.438681 (Montefano)Coordinate: 43°24′41.76″N 13°26′19.25″E / 43.4116°N 13.438681°E43.4116; 13.438681 (Montefano)
Altitudine 242 m s.l.m.
Superficie 34,12 km²
Abitanti 3 592[1] (31-12-2010)
Densità 105,28 ab./km²
Frazioni Montefanovecchio, Osterianuova
Comuni confinanti Appignano, Filottrano (AN), Montecassiano, Osimo (AN), Recanati
Altre informazioni
Cod. postale 62010
Prefisso 0733
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 043029
Cod. catastale F496
Targa MC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 930 GG[2]
Nome abitanti montefanesi
Patrono san Donato
Giorno festivo 7 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Montefano
Posizione del comune di Montefano nella provincia di Macerata
Posizione del comune di Montefano nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

Montefano è un comune italiano di 3.592 abitanti[1] della provincia di Macerata nelle Marche.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il paese si trova su una delle colline a cavallo tra la provincia di Ancona e di Macerata, a metà strada tra la dorsale appenninica e la costa adriatica, tra le valli dei torrenti Fiumicello e Menocchia. Sebbene il centro storico sia in stile sette/ottocentesco, il paese conserva tuttora delle caratteristiche del periodo medioevale. È principalmente un centro agricolo con qualche attività industriale.

Il paese prende il suo nome o da "Monte del Fano" (monte del luogo dedicato alla divinità o recinto consacrato ad un tempio) o da "Monte del fauno", a causa di una statua rinvenuta nell'antica Veragra.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Montefano nasce dalle rovine di Veragra, città picena e stazione militare romana posta lungo la via consolare che portava da Nocera Umbra ad Ancona. La città fu distrutta dai Goti all'inizio del VI secolo d.C.

Nel Basso medioevo fu sotto il dominio di Osimo, tantoché Recanati, per difendere i propri territori, costruì il Castello di Montefiore appena al limite del territorio comunale.

Nel 1416 vi furono stipulati i Capitoli tra i commissari della Chiesa e Macerata. Preso e saccheggiato due volte dai soldati di Francesco Sforza, poi riconquistato da Osimo, passò con papa Giulio II nel 1489, sotto il diretto dominio della Chiesa, tramite una bolla papale, concedendo a Montefano l'indipendenza comunale.

Il 6 maggio 1501 vi nacque Marcello Cervini, divenuto poi papa Marcello II, mentre i suoi genitori erano di passaggio da Montepulciano, luogo natale della famiglia, a Macerata.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Carradori-Olivi
  • Chiesa collegiata di San Donato: chiesa in stile barocco, eretta tra il XII e il XIII secolo, fu successivamente ricostruita nel 1587 e nel 1762 a causa dei danni riportati per un terremoto. La chiesa ha una facciata in cotto a due ordini. All'interno, sopra il coro, vi è una tela che rappresenta San Donato con San Giovanni Nepomuceno. Sotto l'altare vi è conservata un pezzo della croce con cui fu martirizzato San Donato.
  • Chiesa di San Filippo Benizi e convento dei Servi di Maria: chiesa in stile barocco, eretta nel 1667 forse su un tratto delle antiche mura della città. Il convento è sede del Centro studi biblici Giovanni Vannucci, creato nel 1995 per lo studio scientifico e la divulgazione popolare della Sacra Scrittura, dotato di una ricca biblioteca di circa diecimila volumi.
  • Teatro comunale "La Rondinella": le prime notizie sulla realizzazione di una sala teatrale all'interno del palazzo comunale risalgono al 1789 quando fu deliberata la costruzione del palcoscenico realizzato nel 1802; il teatro subì in seguito diversi interventi di manutenzione e ristrutturazione, fino a quello più radicale del 1887, realizzato su un'idea progettuale dell'architetto Luigi Daretti. La realizzazione del progetto fu ad opera dell'ingegnere Virgilio Tombolini, allora direttore tecnico al Teatro la Fenice di Venezia. Il teatro della Rondinella ha una platea a pianta rettangolare, sulla quale si innestano, sostenuti da colonne di ghisa, due ordini di palchi con balconcini anch'essi in ghisa disposti a ferro di cavallo. Nel soffitto vi sono raffigurate, ad opera del pittore di Perugia Domenico Bruschi, le Muse Tersicore, Euterpe, Talia e Melpomene; i dipinti sono intervallati da quattro tondi raffiguranti dei putti che reggono le scritte: "infansia", "giovinezza", "virilità" e "vecchiaia". Il teatro comprende anche un nobile foyer, chiamato sala dei poeti, elegante nella sua austera forma, sovrastata dal soffitto decorato con lo stemma cittadino, il blasone della famiglia Carradori e sei medaglioni in rilievo.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

La torre merlata nello stemma cittadino è quella del vicino castello di Montefiore, mentre la quercia ricorda che qui fu accolto Giuliano della Rovere, futuro Papa Giulio II, respinto da Osimo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Egidi L., Maggi M., Memorie storiche di Monte Fano nella Marca. (1998). Ed. Comune di Montefano
  • Mariano Fabio, "Il teatro nelle Marche. Architettura Scenografia e Spettacolo". (1997). Nardini Editore, Fiesole

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l' A.S.D. Montefano 1972 Calcio che milita nel girone C marchigiano di 1ª Categoria, l'altra squadra di calcio della città è l' Accademia Calcio Montefano 2003 che milita nel girone H maceratese di 3ª Categoria. L' A.S.D. Montefano 1972 Calcio è nata nel 1972, mentre l' Accademia Calcio Montefano 2003 è nata nel 2003.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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