Pioraco

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Pioraco
comune
Pioraco – Stemma Pioraco – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Macerata-Stemma.png Macerata
Amministrazione
Sindaco Luisella Tamagnini (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 43°10′44.17″N 12°59′05.75″E / 43.178936°N 12.984931°E43.178936; 12.984931 (Pioraco)Coordinate: 43°10′44.17″N 12°59′05.75″E / 43.178936°N 12.984931°E43.178936; 12.984931 (Pioraco)
Altitudine 443 m s.l.m.
Superficie 19,48 km²
Abitanti 1 307[1] (31-12-2010)
Densità 67,09 ab./km²
Frazioni Seppio
Comuni confinanti Camerino, Castelraimondo, Fiuminata, Sefro
Altre informazioni
Cod. postale 62025
Prefisso 0737
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 043039
Cod. catastale G690
Targa MC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 156 GG[2]
Nome abitanti piorachesi
Patrono san Vittorino
Giorno festivo 8 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pioraco
Posizione del comune di Pioraco nella provincia di Macerata
Posizione del comune di Pioraco nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

Pioraco (Piòraco) è un comune italiano di 1 307[1] abitanti della provincia di Macerata nelle Marche.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese si trova a valle dell'immissione dell'affluente di destra Scarsito nel fiume Potenza, il quale attraversa quindi l'abitato con una serie di rapide. L'alta valle del fiume si restringe infatti in questo punto, tra i monti Primo (1300 m s.l.m.) e Gemmo (1254 m s.l.m.), mentre il torrente Scarsito passa tra i monti Primo e Gualdo (1065 m s.l.m.).

Entrambe le valli dovevano essere in passato occupate da bacini lacustri, ancora esistenti alla fine del XV secolo e già del tutto scomparsi entro il 1660.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio era frequentato in epoca neolitica e conserva tracce di un santuario dell'età del bronzo sulla cima del Monte Primo (fine dell'XI-prima metà del X secolo a.C., frequentato fino in epoca ellenistica[3].

In età romana era presente un insediamento, citato dall'Itinerarium Antonini come Prolaqueum. Il nome deriva dalla prossimità ad un lago in seguito scomparso.

Si trattava di un insediamento romano della regio VI Umbria, al confine tra i territori dei municipi di Camerinum (Camerino) e di Matilica (Matelica). Era situato in corrispondenza di un doppio attraversamento del fiume Potenza, con i ponti Marnone e "delle cartiere", dove questo formava un'ansa. Il luogo di sosta si trovava, tra Dubois Fiuminata e Septempeda (San Severino Marche), sulla strada romana che si staccava dalla via Flaminia arrivando fino ad Ancona, lungo la riva sinistra del fiume ("via Camellaria", da Nuceria Camellaria, oggi Nocera Umbra, presso cui si distaccava dalla Flaminia, o "via Prolaquense"). Nel territorio comunale sono stati rinvenuti tratti di carreggiata, in parte tagliati nella roccia e in parte sorretti da strutture di contenimento in opera quadrata.

Nell'area cittadina sono state rinvenute strutture attribuite a edifici pubblici e di culto e ad impianti termali, la cui prima fase risale all'epoca augustea. Un acquedotto portava in città le acque del torrente Scarsito e ne regolarizzava l'assetto idrico. Nella località di Malpasso sorgeva una villa che conserva pavimentazioni a mosaico.

Negli Acta Sanctorum Severini et Victorini del VII secolo si ricorda che san Vittorino avrebbe fatto penitenza nei boschi presso Prolacen.

Il castello, la cui esistenza è citata in documenti del XIII secolo, divenne residenza dei Da Varano duchi di Camerino. Già dal 1364 vi è citata la presenza di attività per la fabbricazione della carta, favorita dall'abbondanza d'acqua e tuttora attiva. I Da Varano possedevano nel luogo una "cinciara", dove si lavoravano gli stracci utilizzati come materia prima. Locali e attrezzatture erano affittati agli abitanti del paese, i quali ricevevano inoltre dai duchi, che se ne erano riservati il monopolio, gli stracci da lavorare.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma venne adottato nel 1870: un gambero di fiume campeggia in uno scudo rosso sormontato da un'aquila incoronata e contornato da armi e insegne romani. Al di sotto due cartigli recano scritte in latino: "Prolaqueo Statio Militaris Romana" e "Solertiae Signum".

Personaggi illustri[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione di Seppio, la chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Lacrime, ospita un dipinto di Madonna in trono con Bambino, opera del 1466 di Giovanni Boccati. Nella stessa frazione si trova anche la chiesa rurale di Fonte Venere.

Il municipio ospita tre strutture museali:

  • Museo della carta e della filigrana
  • Museo dei fossili
  • Museo dei funghi

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa del Patrono San Vittorino (8 giugno)
  • Rassegna "Musicarte" (giugno)
  • Mercatini Antiquariato (Ultimo lunedì di luglio e tutti i lunedì di agosto)
  • Rassegna di teatro dialettale (25/26/30 dicembre)
  • Festa dei cartai (14 settembre)
  • Presepe vivente (6 gennaio)

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La tradizionale produzione della carta è tuttora presente, non più basata su piccole imprese a conduzione familiare, ma in forma industriale. Lo stabilimento delle cartiere "Fedrigoni", appartiene al gruppo delle Cartiere Fedrigoni Group.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune appartiene alla Comunità montana Alte Valli del Potenza e Esino.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio locale, la Mancini Ruggero Pioraco, gioca in Terza Categoria, e i colori sociali sono il giallo e il rosso. Nella stagione 2013/2014 si aggiudica il titolo di campione, ottenendo la promozione in Seconda Categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Scheda sull'area archeologica di Monte Primo sul sito della Soprinendenza per i beni archeologici delle Marche.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Giuliodori, "Per l'urbanistica di Prolaqueum (regio VI): contributo preliminare", in A. Calbi, W. Monacchi, G. Renzi (a cura di), Monumenti e culture nell'Appennino in età romana, atti del convegno (Sestino, 12 novembre 1989), Erma di Bretschneider, Roma 1993, pp. 65–82: eadem, "Prolaqueum (Pioraco), in G. M. Fabrini, G. Paci, R. Perna (a cura di), Beni archeologici della provincia di Macerata, Ascoli Piceno 2004, pp. 103–105.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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