Nocera Umbra

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Nocera Umbra
comune
Nocera Umbra – Stemma Nocera Umbra – Bandiera
Nocera Umbra – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Amministrazione
Sindaco Giovanni Bontempi (centrodestra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 43°07′00″N 12°47′00″E / 43.116667°N 12.783333°E43.116667; 12.783333 (Nocera Umbra)Coordinate: 43°07′00″N 12°47′00″E / 43.116667°N 12.783333°E43.116667; 12.783333 (Nocera Umbra)
Altitudine 520 m s.l.m.
Superficie 157,19 km²
Abitanti 6 175[1] (31-12-2010)
Densità 39,28 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Assisi, Fabriano (AN), Fiuminata (MC), Foligno, Gualdo Tadino, Serravalle di Chienti (MC), Valfabbrica, Valtopina
Altre informazioni
Cod. postale 06025
Prefisso 0742
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 054034
Cod. catastale F911
Targa PG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti nocerini
Patrono san Rinaldo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nocera Umbra
Posizione del comune di Nocera Umbra all'interno della provincia di Perugia
Posizione del comune di Nocera Umbra all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Nocera Umbra è un comune italiano di 6.145 abitanti della provincia di Perugia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fu un insediamento di origine umbra (dal nome Noukria, sign. "La Nuova"), fondata dai Camers (Camerinesi) a 109 miglia da Roma e vicina alla catena degli Appennini Nocerini.
La località si sviluppò prevalentemente in età romana (col nome di Nuceria Camellaria), grazie alla sua ubicazione lungo la via Flaminia, proprio dove si diramava un ramo della Flaminia che portava a Fanum. I Romani costruirono anche un'altra strada, la Septempedana, che attraversati i vici di Dubios, Prolaqueum e Septempeda proseguiva per Ancona. Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, nell'elenco dei Popoli Umbri cita i "Nucerini cognomine Favonienses et Camellani", (i Nocerini chiamati Favoniensi e Camellani), i primi (Favoniensi) avrebbero abitato nella vicina località oggi chiamata Pievefanonica, mentre un gruppo di Camellani si sarebbero trasferiti vicino ad Arcevia nel Piceno.

Nel V secolo fu sede di diocesi e prima del sec. X inglobò anche il vastissimo territorio già delle antiche città di Tadinum, Plestia e Sentinum.
Il primo saccheggio, se non una vera e propria distruzione, come dice lo storico Jordanes, si ebbe al passaggio dei circa 100.000 Goti di Alarico, diretti verso Roma (che presero nel 410). Occupata nel 571 dai Longobardi, data la sua importanza strategica, divenne sede di un Gastaldo, (uno dei 10 del Ducato di Spoleto, con un'autorità simile al prefetto di provincia attuale) che aveva responsabilità militari, amministrative e giudiziarie, coadiuvato da alcuni Sculdasci dislocati nel vasto territorio. Già dalla prima invasione longobarda fu sede anche di una Arimannia, formata da famiglie di guerrieri nobili e molto ricchi dei quali alla fine dell'Ottocento è stata trovata una vasta necropoli. Con i Franchi, divenne contea dell'estremo nord-ovest del Ducato di Spoleto, zona di confine con le terre dipendenti dall'Esarcato Bizantino di Ravenna.

La città medioevale, chiusa nelle sue mura inaccessibili e con la sua rocca inespugnabile in cima, circondata da torri, aveva circa tremila abitanti. L'intera vastissima diocesi (1500 km²) intorno ai diecimila abitanti.

Fu presa e incendiata da Federico II, imperatore del Sacro Romano Impero, nel 1248, per il suo essere di parte guelfa e per via di una ribellione, e pochi anni dopo, nel 1279, distrutta da un violento terremoto.

Ricostruita, fu prima sotto il governo dei Trinci di Foligno (i cui antenati longobardi furono conti della città per più di 150 anni) e poi, dalla metà del XV secolo, pur avendo un proprio governatore, fece parte dello Stato della Chiesa fino all'Unità d'Italia, nel 1860.

Nel settembre 1997, il terremoto con epicentro a Sellano, tra Umbria e Marche, ha reso completamente inabitabile l'antico centro storico, causando l'esodo degli abitanti e delle attività commerciali sia in altre zone cittadine sia nelle vicine città della Valle Umbra Sud. Questo ha contribuito a complicare i lavori di riparazione ancora oggi (2014) in atto in molti edifici. Sono stati invece ultimati i lavori di ripristino del resto dell'area urbana e delle numerose frazioni che riportarono a loro volta pesanti conseguenze a causa del sisma.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Caratteristica città medioevale e famosa per la bontà delle acque del suo territorio, portate nel Seicento fino a Costantinopoli, è dominata dalla grande torre, detta il Campanaccio, unico resto della robusta rocca dei suoi Gastaldi, poi dei suoi Conti.

Dell'antica cattedrale, inglobata nella fortezza, resta solo il portale del sec. X. Di grande importanza è la chiesa di San Francesco, romanico-gotica del XIV secolo, non solo per gli affreschi di Matteo da Gualdo, ma anche perché è sede della Pinacoteca comunale, con opere dell'Alunno, del Maestro di San Francesco e della scuola del Cimabue. Nel museo sono custoditi anche reperti di epoca romana, tra cui un miliario della via Flaminia per Ancona, un ritratto femminile, frammenti di mosaico, un cippo del III secolo e alcune parti del monumento funebre, ornato a suo tempo di quattro iscrizioni greche, del vescovo Varino Favorino da Camerino, famoso grecista che ha pubblicato uno dei primi dizionari della lingua greca ed è stato maestro di greco alla corte dei Medici a Firenze per i futuri papi Leone X e Clemente VII e tenne anche la cattedra di greco nella Università di Roma.

Nel Museo dell'Alto Medioevo di Roma, sono conservati importanti reperti trovati a fine Ottocento in quasi duecento tombe longobarde, del VI e VII secolo, dell'arimannia stanziata nel territorio di Nocera.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Acciano, Africa, Aggi, Bagnara, Bagni, Bandita, Boschetto, Boschetto Basso, Capannacce, Casaluna, Casa Paoletti, Case, Case Basse, Castiglioni, Castrucciano, Catecuccio, Cellerano, Ceresole, Colle, Colle Croce, Colpertana, Colsaino, Gaifana, Isola, La Costa, Lanciano, Largnano, Le Cese, Le Molina, Le Prata, Maccantone, Mascionchie, Molinaccio, Montecchio, Mosciano, Mugnano, Nocera Scalo, Nocera Umbra Stazione, Pettinara, Ponte Parrano, Salmaregia, Schiagni, Sorifa, Stravignano, Villa di Postignano, Ville Santa Lucia

  • Sorifa è una piccola frazione del comune di Nocera Umbra, situata in media montagna (643 m s.l.m.) nella prossimità del monte Pennino. Secondo i dati del censimento Istat del 2001, gli abitanti sono 76[3].
Abitata sin dal Paleolitico e Neolitico, testimoniato dal ritrovamento di alcuni reperti d'epoca, venne in seguito occupata dagli umbri e dai romani. Il nome attuale gli venne dato nel Basso Medioevo, quando i Longobardi calarono dal nord e si stabilirono in questa zona: il nome Sorifa, in longobardo, significherebbe costruzione tra le rocce.
L'economia è da sempre basata sulla coltivazione e sull'allevamento.
In seguito al terremoto del 26 settembre 1997, il paese è andato per la gran parte distrutto e gli abitanti sono stati costretti a trasferirsi in un campo container. I lavori di ricostruzione, ancorché avanzati, non sono ancora del tutto conclusi.
  • Boschetto è una frazione divisa tra il comune di Nocera Umbra e Gualdo Tadino. A dividere in due la frazione nei due territori comunali scorre il Rio Fergia, affluente del torrente Caldognola.[4]
  • Schiagni è collocata alle pendici del monte Alago a 588 m s.l.m. nel comune di Nocera Umbra. Esisteva già come insediamento in epoca romana, conosciuto con il nome di Civitella. Nel VI sec. d.C. divenne un villaggio longobardo, la cui presenza è testimoniata da varie sepolture e dalla chiesetta di San Michele Arcangelo. Nel XV sec. divenneuno dei principali castelli di Nocera che garantiva la sicurezza dei valichi per le Marche. Alla fine del XVIII sec. la vicina Sorgente Del Cacciatore o del Centino, nota in tutto il mondo per le sue proprietà curative, fu inglobata inuno stabilimento destinato all'imbottigliamento dell'acqua. Lo stabilimento continuò la sua attività fino alla fine degli anni '70; ora giace nel totale abbandono. Nel 1954 fu distrutta l'antica chiesa di S. Michele Arcangelo risalente agli inizi del XV secolo di cui oggi ne resta la cripta e qualche rudere. Fu ricostruita a metà 1954 e la preziosissima tela della Madonna del Rosario del XVII secolo fu riposta nella chiesa nuova. La nuova chiesa di San Michele Arcangelo restaurata.Nel 1997 Schiagni fu raso al suolo da un violentissimo terremoto di magnitudo 6.1. Negli anni a seguire è stato ricostruito e oggi conta normalmente 49 abitati, ma nei periodi estivi arriva a contenere oltre 100 abitanti, molti dei quali villeggianti.
  • Isola : Il nome Isola ha significati di luogo isolato probabilmente fluviale. Isola era anticamente un castello che i figli del conte Manfredo della famiglia Trinci eressero intorno all’anno 1030. Ridolfo, Guglielmo, Opizzo e Sinibaldo Trinci lo edificarono chiamandolo “castello di Isola” dotandolo di un Monastero in onore e sotto titolo di S.Andrea. Posero Monaci dell’ordine di San Benedetto per la celebrazione del culto diurno. Alcuni anziani del paese ci raccontano a che i loro avi parlavano di monaci molto poveri all’interno del castello. Dei resti della struttura oggi quasi completamente interrati, rimangono visibili alcuni muri, uno sprone e una splendida fonte costruita in pietra scura che presenta due archi. All’interno di uno sgorga una fonte alla quale la tradizione attribuisce virtù salutari. Nell’antichità e fino agli anni cinquanta era l’unica sorgente dove gli abitanti del paese si recavano per attingere acqua. Sopra lo sprone del castello sorgeva una chiesa che il terremoto del settembre 1997 ha distrutto. All’interno erano presenti due affreschi riguardanti la crocefissione presumibilmente risalenti al XVI l’uno e XVII l’altro. Di questi si conservano solo delle foto successivamente impresse su tela. Della chiesa si ha testimonianza nei notai del 1400 e viene citata nelle visite pastorali del secolo successivo in poi. In una di queste, effettuata il 21 agosto 1592, si parla anche di un oratorio dedicato a S.Anna. Il titolo della chiesa dedicata a S.Pietro è riportato nel Liber beneficiorum del 1528, come appartenente al Monastero di S.Stefano di Parrano.[5]

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovia[modifica | modifica sorgente]

Nocera è servita dalla linea ferroviaria Roma-Ancona, sulla quale è ubicata la omonima stazione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Nocera Umbra.

Persone legate a Nocera Umbra[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l’A.S.D. Nocera Umbra che milita nell'Eccellenza Umbria. È nata nel 1969.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ istat.it
  4. ^ Toponomastica: BUSCHECTUS (1304); Buschictus(1437) secondo A.N.N.U., rogiti del Notaio Liberto Vitali, A,I,14; c.20 v. Il toponimo dal chiaro significato di luogo ricco di vegatazione, come è tuttora la zona intorno al castello, è diminutivo di bosco del latino tardo "buscus". ("Archivium Buschictus" n.1º giugno 2008 - a cura del Comitato Difesa Rio Fergia)
  5. ^ Proloco Isola. URL consultato il 23 agosto 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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