Suasa
Coordinate: 43°37′32″N 12°59′04″E / 43.62556°N 12.98444°E
| Suasa | |
|---|---|
| Nome antico | Suasa |
| Nome attuale | Suasa |
| Localizzazione antica | Regio VI Umbria et ager Gallicus |
| Localizzazione moderna | Castelleone di Suasa (An) Località Pian Volpello |
| Latitudine | 43° 36‘ N |
| Longitudine | 12° 59‘ E |
| Altitudine | 140 m s.l.m. |
| Superficie | km2 |
| Origine | Repubblica Romana |
| Civiltà/cultura | Impero Romano |
| Mito di fondazione | Attualmente sconosciuto |
| Data di fondazione | III secolo a.C. |
| Abbandono | VI secolo d.C. |
Suasa era un'antica città romana situata nell'odierno comune di Castelleone di Suasa (An) in località Pian Volpello, su un terrazzo di fondovalle alla destra del fiume Cesano.
Indice |
[modifica] Storia
La sua fondazione risale all'inizio del III secolo a.C. quando i romani dopo la vittoria nella battaglia di Sentino (295 a.C.) iniziarono a popolare l'Ager Gallicus (territorio così chiamato per la precedente presenza dei Galli Senoni corrispondente alle odierne province di Pesaro Urbino e Ancona) con numerose città quali Suasa e le confinanti Sentinum (Sassoferrato), Forum Sempronii (Fossombrone), Ostra, Sena Gallica (Senigallia), Fanum Fortunae (Fano).
Suasa era l'unica città romana nella valle del Cesano, situata a circa 30 km dalla foce del fiume. La città era attraversata da due strade principali: un diverticolo della Via Flaminia che da Sentinum, staccandosi dalla via consolare conduceva a Sena Gallica, tenendo la destra del fiume Cesano, e dalla Via Salaria Gallica, una strada intervalliva che la collegava con Forum Sempronii a Nord e Ostra a Sud.
Il consolidamento del primo nucleo abitato è riconducibile alla Lex flaminia de agro gallico et piceno viritim dividundo ("Legge Flaminia sul territorio gallico e piceno da distribuire individualmente") del 232 a.C. con la quale tutto l'ager Gallicus e il Piceno vennero riorganizzati. Questo nucleo urbano si configurava amministrativamente come praefectura.
Nel I secolo a.C. Suasa diventa municipium assumendo quindi una maggiore autonomia amministrativa e politica.
Nel I secolo d.C. la città viene monumentalizzata con la costruizione dei maggiori edifici pubblici al momento conosciuti: l'anfiteatro, il teatro e il foro commerciale.
La città nel III secolo d.C. affronta un graduale declino dovuto alla crisi economica e demografica che interessava la penisola italica, successivamente nel 409 d.C. viene attraversata da Alarico I re dei Visigoti nel suo viaggio verso Roma in occasione del celebre Sacco.
Nel corso del V secolo d.C. si spopola progressivamente fino al definitivo abbandono nel corso del VI secolo d.C., dovuto alla Guerra greco-gotica che tra il 535 e il 553 sconvolge queste zone. La scarsa difendibilità delle città di fondovalle come Suasa ne decreta l'abbandono da parte della popolazione che si rifugia sulle alture circostanti dando origine ai paesi medievali tuttora abitati, come Castelleone di Suasa, Corinaldo, San Lorenzo in Campo, Mondavio e la sua frazione di Sant'Andrea di Suasa, Orciano. Il nucleo urbano da questo momento diventa una cava di materiali di recupero per la costruzione dei nuovi abitati.
La città abbandonata continua ad essere frequentata da occasionali viaggiatori in quanto la strada su cui insiste è stata continuamente in uso fino ai nostri giorni, mentre le strutture della città, sopravvissute alle antiche spoliazioni, vennero progressivamente interrate dal sedimento pluviale.
[modifica] Scavi
La città è oggetto di regolari campagne di scavo sin dal 1987 da parte del dipartimento di archeologia dell'Università di Bologna. Al momento sono state riportate alla luce o scoperte numerose strutture pubbliche e private: l'anfiteatro, il teatro, la domus dei Coiedii, un'adiacente domus tardorepubblicana, il foro, il cardine massimo, le necropoli.
[modifica] Domus dei Coiedii
| Per approfondire, vedi la voce Domus dei Coiedii. |
Abitazione privata appartenuta ai Coiedii, una famiglia di rango senatoriale il cui membro più prestigioso, Lucio Coiedio Candido, servì l'imperatore Claudio nel suo esercito, fu da lui insignito di numerose onorificenze e ricoprì diversi incarichi politici arrivando a diventare questore dell'erario di Saturno. La domus si estende per una superficie di 3500 m2, è decorata con numerosi mosaici e un pavimento in opus sectile; si sono rinvenuti in fase di crollo numerose decorazioni parietali realizzate con la tecnica dell'affresco.
[modifica] Anfiteatro
| Per approfondire, vedi la voce Anfiteatro romano di Suasa. |
L'anfiteatro è l'unica struttura della città rimasta sempre in vista seppur parzialmente interrato. Ha la forma di una perfetta ellisse con le dimensioni di 98,7 m (333 piedi) per 77,7 m (260 piedi) che lo rendono l'anfiteatro più grande della regione Marche che sia giunto fino a noi. È stato edificato nel I secolo d.C.
[modifica] Teatro
Scoperto durante la campagna di scavo 2003 grazie ad una foto aerea, è adiacente all'anfiteatro. Ha la tipica forma semicircolare con diametro di 55 m circa. I saggi di scavo compiuti nel 2004 hanno permesso di ipotizzare una datazione al I secolo d.C. circa.
[modifica] Foro
L'enorme piazza della città di forma rettangolare (50x100 m) era circondata su tre lati da una struttura porticata a ferro di cavallo, che ospitava decine di botteghe artigiane e negozi, mentre sul quarto lato era lambita dalla via principale (cardine massimo).
[modifica] Fonti storiche
- Plinio il vecchio, Naturalis Historia, Liber III, 114 (link al testo latino originale su la.wikisource)
- Tolomeo, Geografia, III, 1,
[modifica] Bibliografia
- Vincenzo Maria Cimarelli (1642), Istorie dello Stato di Urbino, Heredi di F. Bartholameo Fontana, Brescia (Leggi il testo su Wikisource)
- Giuseppe Colucci (1795), Delle antichità picene. Tomo XXV, Fermo
- Antonio Brandimarte (1825), Piceno Annonario, ossia Gallia Senonia illustrata, presso Antonio Boulzaler, Roma (Leggi il testo su Wikisource)
- Gello Giorgi (1966), Suasa Senonum, Centro saveriano di animazione missionaria, Brescia
- a cura di Alberto Polverari (1984), Castelleone di Suasa, 1 Vicende storiche, editrice Tecnostampa
- a cura di Pier Luigi Dall'Aglio, Sandro De Maria, Amelia Mariotti (1991), Archeologia della valli marchigiane Misa, Nevola, Cesano, Electa Editori Umbri, Perugia ISBN 8843535218
- a cura di Maria Teresa Guaitoli, Niccolò Marchetti, Daniela Scagliarini (2004), Scoprire. Scavi del Dipartimento di archeologia., (collana Studi e scavi. Nuova serie), ed. Ante Quem, Bologna ISBN 8890097264
- Mario Luni (2004), Archeologia nelle Marche. Dalla preistoria all'età tardoantica., Nardini editore, Iolo, Prato, ISBN 88-404-1175-5
- a cura di Giuliano De Marinis (2005), Arte romana nei musei delle Marche , Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma ISBN 882401206X
- a cura di Giuseppe Lepore (2006), Santa Maria in Portuno nella valle del Cesano, (Percorsi di Archeologia, 4), ed. Ante Quem, Bologna ISBN 88-7849-016-4
- a cura di Enrico Giorgi e Giuseppe Lepore (2010), Archeologia nella valle del Cesano da Suasa a Santa Maria in Portuno. Atti del Convegno per i venti anni di ricerche dell'Università di Bologna, (collana Studi e scavi. Nuova serie), ed. Ante Quem, Bologna ISBN 88-7849-050-4
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Suasa
[modifica] Voci correlate
- Parco archeologico della città romana di Suasa
- Museo civico archeologico della città romana di Suasa
- Museo archeologico del territorio di Suasa
- Associazione sistema museale della provincia di Ancona
- Castelleone di Suasa
- Anfiteatro romano di Suasa
- Santa Maria in Portuno
[modifica] Collegamenti esterni
- Consorzio della città romana di Suasa
- Progetto Suasa: Visite interattive a museo e parco archeologico di Suasa
- Le missioni archeologiche a Suasa
- Foto della domus romana con mosaici ed affreschi