Pinacoteca civica Fortunato Duranti

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Pinacoteca civica "Fortunato Duranti"
Pinacoteca civica "Fortunato Duranti"
Pinacoteca civica "Fortunato Duranti"
Tipo Pittura, Museo Faunistico, Museo Diocesano
Indirizzo via Roma, 63858 Montefortino FM
Sito Pinacoteca Fortunato Duranti

La Pinacoteca civica "Fortunato Duranti" è situata nel comune di Montefortino, in provincia di Fermo.
Il museo, allestito presso il palazzo Leopardi, nel centro storico del capoluogo, include:

  • i dipinti della collezione dell'artista locale Fortunato Duranti (al quale è intitolata la Pinacoteca)
  • una mostra di arte sacra
  • una mostra della fauna dei Monti Sibillini

Al momento, il palazzo ospita anche la sede della "Casa del Parco".

Palazzo Leopardi[modifica | modifica wikitesto]

Edificio cinquecentesco situato nella parte meridionale del centro storico di Montefortino, il palazzo Leopardi (volgarmente designato come "palazzo Duranti") venne fatto costruire nel XVI secolo dagli esponenti di un ramo cadetto della nota famiglia di Recanati. La sua realizzazione avvenne per volontà di Ser Desiderio Leopardi, Conte Palatino ed estensore delle leggi Municipali di Montefortino, il quale scelse il palazzo come dimora provvisoria dei Vescovi fermani durante le visite pastorali.
Il palazzo presenta una facciata rinascimentale in mattoni, con cornici marcapiano in travertino e finestre con timpano arcuato; al centro è un portale con bugnato e con chiave d'arco scolpita a testa di fauno e stemma dei Leopardi, sormontato da un balcone sorretto da mensole e con ringhiera in ferro battuto.

La famiglia Leopardi vi risedette fino al 1815 quando l’edificio venne acquistato dalla famiglia Denti, e in seguito, nel 1830, dalla famiglia Duranti, grandi proprietari terrieri originari della frazione di Vetice. Il palazzo venne infine acquistato nel 1970 dal Comune di Montefortino. Ai Duranti rimase una piccola ala del palazzo, che tuttora ospita abitazioni private. Nei quarant'anni successivi all'acquisto, il Comune ammodernò l'edificio con restauri e varie modifiche strutturali interne ed esterne, finché nel maggio del 1996 vi allestì la Pinacoteca, esponendovi le opere della collezione donata dall'artista fortinese Fortunato Duranti, fino a quel momento conservate nell'edificio municipale.
Dato che il cognome comune trae facilmente in inganno, è importante chiarire che la famiglia di provenienza dell'artista non era legata da legami prossimi di parentela ai nobili Duranti. In una abitazione del centro storico nei pressi del palazzo, è tuttora possibile ravvisare, inciso su una pietra, il nome di "Luigi Duranti", ad indicare la casa in cui la famiglia di Fortunato Duranti abitò.

Le collezioni[modifica | modifica wikitesto]

Le opere provengono dalla collezione di Fortunato Duranti, raccolte nei suoi frequenti spostamenti e riflesso del suo gusto, che l'artista donò al comune a partire dal 1840, offrendo a Montefortino la prima pinacoteca pubblica delle Marche.

Vi sono raccolti dipinti, stampe e disegni, tra i quali una Madonna con Bambino tra i santi Sebastiano e Cosa, trittico del pittore Pietro Alamanno, una Madonna con Bambino di Jacopo del Sellaio, una grande pala d'altare di Pier Francesco Fiorentino, una lunetta del pittore Nicola di Maestro Antonio d'Ancona, un tondo del Perugino, numerose tele di Corrado Giaquinto diverse tele e e monocromi di Cristoforo Unterperger (pittura romana del secondo Settecento, nature morte di Giovanni Spadino e di Cristoforo Munari.

Malgrado la vendita all'asta di circa 100 pezzi nel 1930 e i furti subiti, la collezione conta circa 170 opere, alle quali si aggiungono disegni dello stesso Duranti.

Il palazzo ospita inoltre il Museo faunistico dei Sibillini, dalla collezione privata di Ignazio Rossi Brunori, che espone le specie dell'Appennino centrale, e il Museo comunale-diocesano di arte sacra, con dipinti, sculture e paramenti sacri provenienti dalle chiese del circondario.

Tempietto dell'Orologio[modifica | modifica wikitesto]

Tempietto dell'orologio, accanto a Palazzo Duranti

Sulla destra di Palazzo Duranti si erge il cosiddetto Tempietto dell'Orologio. Il Comune offrì questo edificio come dimora a Fortunato Duranti nel corso dei suoi ultimi anni, in cambio delle opere d'arte donate dall'artista. Fu proprio Duranti a disegnare la struttura architettonica che attualmente adorna la facciata. Lo spiazzale antistante la Pinacoteca viene spesso denominato "Le colonne", proprio in riferimento ai due pilastri che sorreggono l'architrave dell'ingresso del tempietto.

L'orologio della facciata è rimasto funzionante fino a qualche anno fa, quando è stato disattivato per evitare che i frequenti rintocchi della campana potessero disturbare gli abitanti della zona.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]