Castelleone di Suasa

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Castelleone di Suasa
comune
Castelleone di Suasa – Stemma Castelleone di Suasa – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Ancona-Stemma.png Ancona
Amministrazione
Sindaco Giovanni Biagetti (centro-sinistra) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 43°36′26.6″N 12°58′34.93″E / 43.607389°N 12.976369°E43.607389; 12.976369 (Castelleone di Suasa)Coordinate: 43°36′26.6″N 12°58′34.93″E / 43.607389°N 12.976369°E43.607389; 12.976369 (Castelleone di Suasa)
Altitudine 206 m s.l.m.
Superficie 15,92 km²
Abitanti 1 731[1] (31-12-2010)
Densità 108,73 ab./km²
Frazioni Bozzo, Casalta, Case Nuove, Farneto, Pian Volpello, Santa Lucia, Ville
Comuni confinanti Arcevia, Barbara, Corinaldo, Ostra Vetere, San Lorenzo in Campo (PU)
Altre informazioni
Cod. postale 60010
Prefisso 071
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 042011
Cod. catastale C152
Targa AN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti castelleonesi
Patrono Titolare: Pietro da Verona
Compatrono: Francesco di Paola
Giorno festivo 29 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelleone di Suasa
Posizione del comune di Castelleone di Suasa nella provincia di Ancona
Posizione del comune di Castelleone di Suasa nella provincia di Ancona
Sito istituzionale

Castelleone di Suasa è un comune italiano di 1 717[1] abitanti della provincia di Ancona nelle Marche.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

L'immagine più antica di Castelleone di Suasa. Disegno del 1626, eseguito da Francesco Mingucci da Pesaro, in Codice Barberiniano 4434 della Biblioteca Apostolica Vaticana.

Castelleone di Suasa sorge su di un colle alla destra del fiume Cesano. L'antico toponimo medievale "Conocla" (cioè conucula, conocchia, ad indicare una forma conica) ci rivela l'aspetto precedente all'urbanizzazione del colle su cui poggia il paese.

Il territorio comunale confina a nord-ovest con San Lorenzo in Campo (in provincia di Pesaro e Urbino), a nord-est con Corinaldo, ad est con Ostra Vetere a sud est con Barbara e a sud-ovest con Arcevia.

Il paesaggio è prevalentemente collinare e pianeggiante solo in corrispondenza del fiume Cesano a nord e del torrente Nevola a sud. Il rilievo collinare più alto è in località "Croce del Termine" (271 m s.l.m.) da cui si domina visivamente tutta la media valle del Cesano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La città romana di Suasa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suasa.

A valle del castello medievale si trovano i resti del municipio romano di Suasa. Suasa fu fondata dai romani dopo la battaglia di Sentino agli inizi del III secolo a.C. su un terrazzamento alla destra del fiume Cesano, lungo la diramazione della via Flaminia arcaica che passando per Sentinum (Sassoferrato) conduceva a Sena Gallica, (Senigallia). Inizialmente l'abitato si configura come una praefectura, piccolo centro di riferimento per questioni giuridiche che non aveva però autonomia politica.

Nel 220 a.C. la costruzione della via Flaminia sposta a nord, nella valle del Metauro, il baricentro della viabilità regionale. Nel periodo tardo repubblicano la città si estende e si afferma come centro di riferimento per gli abitanti di tutta la vallata. A metà del I secolo a.C. assume dignità municipale, il che comportava un'autonomia politica. Il I secolo d.C. vede la costruzione dei monumenti principali: l'anfiteatro, il teatro e il foro commerciale, mentre ai primi decenni del II secolo risale l'ampliamento della principale abitazione privata: la Domus dei Coiedii. Nel III secolo d.C. la crisi economica e demografica che riguarda tutta la penisola italiana, interessa anche Suasa e segna l'inizio di un lento ma inesorabile declino.

Nel 409 d.C. Alarico, re dei Goti, nel percorso di avvicinamento a Roma, in occasione del celebre sacco, attraversa questa vallata, ma la vita a Suasa continua fino al VI secolo, quando la guerra greco-gotica del 535-553 d.C. interessa queste zone in maniera molto cruenta. La popolazione abbandona la città romana che essendo situata a fondo valle era militarmente poco difendibile. A questo punto la città diventa una cava di materiali disponibili per la edificazione e la fortificazione dei nuovi insediamenti sulla cima delle colline. I materiali lapidei vengono cotti per ottenere calce, e tutto quanto asportabile viene prelevato. Sebbene la strada sia stata sempre utilizzata fino ai nostri giorni la città ormai deserta crolla e viene nell'arco di pochi anni sommersa da uno strato di fango che le piogge portano dalle vicine colline.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Della città in età tardo-antico e alto-medievale si perdono le tracce ma non la memoria storica che ritrovamenti sporadici di materiale romano aiutano a rinfrescare. Solo il poderoso anfiteatro rimane in vista con i suoi alti muri perimetrali, sebbene semisommerso dall'argilla. È in questo periodo che vengono costruiti molti piccoli insediamenti attorno alla città romana, alcuni dei quali si espanderanno mentre altri, abbandonati o distrutti, scompariranno. Attorno al XII secolo nel territorio di Castelleone di Suasa alcuni insediamenti sono ricordati dai seguenti toponimi: Farneto, Cerqua Cupa, Cartecosa, Casalta, Calcinaria, Monte Scolcolo, la Serra del Pavone e Conocla (il nome originario del paese attestato su fonti scritte per la prima volta il 9 gennaio 1186).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]


Nazionalità[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione storica della popolazione straniera residente
2002 42[3]
2003 45[4]
2004 49[5]
2005 51[6]
2006 44[7]
2007 51[8]
2008 65[9]
2009 88[10]
2010 99[11]
2011 102[12]
2012 127[13]

Questi sono i numeri riguardanti la presenza di cittadini stranieri a Castelleone di Suasa nell'anno 2010, divisi per nazionalità:[11]

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Parco archeologico della città romana di Suasa[modifica | modifica wikitesto]

L'area archeologica di Suasa. Vista dalla località "Croce del Termine"
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parco archeologico della città romana di Suasa.

A valle del castello medievale in località Pian Volpello, si trovano i resti del municipio romano di Suasa.

Dal 1987 il dipartimento di archeologia dell'Università di Bologna, in collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici delle Marche, ha avviato un programma di scavi che ha permesso di rinvenire l'antica strada basolata, il foro commerciale, due aree sepolcrali, l'anfiteatro e soprattutto la Domus dei Coiedii ricca abitazione patrizia.

La domus dei Coiedii, musealizzata all'aperto, di grande interesse per la vastità e la complessità architettonica, è al momento la principale attrazione del parco. La domus fu abitata a lungo, raggiungendo il massimo splendore nel II secolo d.C. Splendidi i mosaici rinvenuti al suo interno, che costituiscono il complesso unitario più importante delle Marche. Si possono ammirare scene mitologiche, floreali e geometriche, ma soprattutto un magnifico pavimento marmoreo realizzato con oltre sedici tipi diversi di pietra. Una copertura d'avanguardia e passerelle sopraelevate consentono il percorso di visita.

Adagiato ai piedi della collina si trova il poderoso anfiteatro. Durante la stagione estiva vi si svolgono suggestivi spettacoli teatrali.

Museo civico archeologico della città romana di Suasa - Alvaro Casagrande[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo civico archeologico della città romana di Suasa - Alvaro Casagrande.

Il museo, inaugurato nel giugno 2000, è stato allestito per accogliere gli oggetti di maggior rilevanza ritrovati negli scavi del parco archeologico. Collocato nel palazzo Della Rovere, espone preziose statue, epigrafi e i materiali provenienti dalle ultime campagne di scavo. Accanto agli oggetti di vita quotidiana accuratamente restaurati, pezzi forti del percorso espositivo sono una testa dell'imperatore Augusto in marmo greco e gli affreschi della domus dei Coiedii. Le pitture di Suasa, ricche di motivi figurativi e rappresentazioni architettoniche, costituiscono uno dei rarissimi esempi superstiti di decorazione pittorica romana eseguita dopo Pompei.

Luoghi di culto[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, vista da piazza Vittorio Emanuele II
  • La chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, della seconda metà del Cinquecento, conserva un olio su tela rappresentante L'Annunciazione di scuola baroccesca forse attribuibile ad Antonio Viviani (XVI secolo) e una Madonna con bambino, San Pietro martire e San Sebastiano. La chiesa ha tre navate, transetto con abside affrescata nel secondo dopoguerra con il motivo di Cristo Re, opera del pittore Tarcisio Bedini di Ostra, dopo che venne completamente rifatta in stile neo-romanico in seguito al bombardamento del 1944 ed in occasione della demolizione (1948) dell'antica antistante Torre Civica con la conseguente sistemazione dell'ingresso al vecchio nucleo. Dopo il terremoto del 1997 è stata restaurata e si sono dotati i tre ingressi alle rispettive navate con tre portoni in bronzo raffiguranti i santi titolari della parrocchia.
  • La chiesa di San Francesco di Paola (altrimenti detta del Santissimo Crocefisso) si trova adiacente all'ex convento dei frati Minimi, ora restaurato, che ospita la sede municipale. Chiesa a navata unica, è dedicata al compatrono della parrocchia. Nel marzo 2007 si è concluso il restauro di due dipinti: una Traslazione della Santa Casa e Santi firmata dal pittore forsempronese Ascanio Casola (1674) allora diciannovenne e una Madonna con bambino e santi di pittore ignoto del XVII secolo.
  • La ex chiesa di Sant'Antonio Abate, ora sormontata dalla nuova Torre Civica ricostruita in stile neo-medievale con merlatura di coronamento nella seconda metà degli anni 1940 al posto della vecchia abbattuta nel dopoguerra, che sorgeva dirimpetto alla Parrocchiale. Di proprietà comunale, è attualmente sede di un Circolo Giovanile.
  • La chiesa del cimitero comunale, edificata nel 1855 e ristrutturata nel 1991.

Cappelle rurali[modifica | modifica wikitesto]

Fuori dell'abitato si trovano alcune cappelle rurali:

Edicole votive[modifica | modifica wikitesto]

Numerose sono le edicole dedicate ai santi protettori di contrade che nei secoli sono state costruite a testimonianza della devozione popolare.

Palazzi e ville[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo Compiano-Della Rovere è situato nel centro storico e possiede un portale del Cinquecento ed una graziosa corte. Il palazzo venne costruito da Ippolito della Rovere, marchese di San Lorenzo in Campo e si ricorda per essere stato scelto come dimora per gli ultimi anni dall'ultima duchessa di Urbino Livia della Rovere. La piazzetta antistante il palazzo è stata intitolata, negli scorsi anni, alla memoria dell'illustre inquilina. In seguito all'estinzione della famiglia Della Rovere il palazzo cambiò molte volte proprietari fino a che le ultime eredi della famiglia Compiano vendettero al comune l'edificio al fine di ospitare, dopo un adeguato restauro, il museo civico archeologico della città romana di Suasa.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Feste, fiere e sagre[modifica | modifica wikitesto]

  • In primavera si svolge la Festa del Perdono, l'evento religioso più importante dell'anno, seguita dalla Fiera il lunedì successivo.
  • La cipolla di Suasa è stata uno degli alimenti più importanti nell'economia locale (i castelleonesi erano famosi come "cipollari"), e perciò da qualche anno l'appuntamento di maggiore richiamo è diventata la Festa della Cipolla, il primo fine settimana di settembre che prevede spettacoli itineranti e stands gastronomici con curiose e succulente ricette a base di cipolla.

Persone legate a Castelleone di Suasa[modifica | modifica wikitesto]

  • Livia della Rovere (16 dicembre 1585 - 6 luglio 1641), ultima duchessa di Urbino che ha deciso di ritirarsi a Castelleone di Suasa negli ultimi anni e qui è morta. Nell'archivio parrocchiale è ancora presente l'atto di morte. A lei è dedicata la piazza centrale del castello di fronte al palazzo Della Rovere.
« A dì 6 Julio 1641. La ser(enissi)ma Livia Duchessa d'Urbino morì di età di anni 60 incirca et hebbe tutti li SS.mi sacramenti dal sig. D. Carlo Rivi pievano et il corpo fu portato a Pesaro nella chiesa delle moniche del Corpus Domini »
(Libro di morti ab anno 1635 usque 1673 dell'Archivio parrocchiale di Castelleone di Suasa)
  • Emanuele Ruspoli (Roma, 30 dicembre 1838 - 29 novembre 1899) primo principe di Poggio Suasa. Nel 1885 viene nominato Principe di Poggio Suasa. Questo titolo, poi tramandato ai discendenti, deriva dal fatto che era proprietario terriero di una fattoria e di diversi latifondi siti a Castelleone di Suasa e San Lorenzo in Campo. I primi fondi rustici acquisiti risalgono al 1857, e successivamente, in seguito alla demanializzazione del 1861, acquistò i fondi di proprietà dei Cistersensi di San Lorenzo in Campo, che comprendevano anche il sito dell'antica città romana di Suasa.[14] Ai "principi di Suasa" è dedicata una delle principali piazze del comune, su cui si affacciano il municipio, la Chiesa di San Francesco di Paola e l'edificio delle scuole elementari con i "giardinetti".

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia è caratterizzata da imprese di piccole dimensioni nel settore del legno e della meccanica. La presenza di una fiorente attività floro-vivaistica ha guadagnato al paese l'appellativo di "Paese verde"

Sport nel paese[modifica | modifica wikitesto]

Calcio nel paese[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio è la Castelleonese che gioca in Terza Categoria marchigiana.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Castelleone di Suasa.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Castelleone di Suasa - Panoramica 20120421.jpg

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Panoramica del centro storico di Castelleone di Suasa

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (31-12-2002) URL consultato il 23-02-2012
  4. ^ Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (31-12-2003) URL consultato il 23-02-2012
  5. ^ Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (31-12-2004) URL consultato il 23-02-2012
  6. ^ Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (31-12-2005) URL consultato il 23-02-2012
  7. ^ Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (31-12-2006) URL consultato il 23-02-2012
  8. ^ Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (31-12-2007) URL consultato il 23-02-2012
  9. ^ Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (31-12-2008) URL consultato il 23-02-2012
  10. ^ Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (31-12-2009) URL consultato il 23-02-2012
  11. ^ a b Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (31-12-2010) URL consultato il 23-02-2012
  12. ^ Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (09-10-2011) URL consultato il 15-06-2014
  13. ^ Dati ISTAT sulla popolazione straniera residente per sesso e cittadinanza (31-12-2012) URL consultato il 15-06-2014
  14. ^ Notizie biografiche tratte da Gabriele Baldelli, XIII. Alcune novità da ricerche d'archivio per l'archeologia protostorica e romana del territorio suasano nota 86 a pagina 598 in Archeologia nella Valle del Cesano. Da Suasa a Santa Maria in Portuno. a cura di Enrico Giorgi e Giuseppe Lepore, edizioni Ante Quem, Bologna, 2010 ISBN 978-88-7849-050-5

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gello Giorgi, Suasa Senonum, Centro Saveriano Azione Missionaria, Parma, 1981, 2ª Ed.
  • Alberto Polverari (a cura di), Castelleone di Suasa, Vol. 1° "Vicende storiche", Vol. 2° "Vita castellana" (Lanfranco Berti - Renzo Fiorani - Umberto Gasparini - Elvio Grossi - Raoul Mancinelli - Alberto Polverari - Silvana Vagnini Cocci), Ed. Tecnostampa, Ostra Vetere, 1984/1989

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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