Ostra (Italia)

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Ostra
comune
Ostra – Stemma
Ostra – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Ancona-Stemma.png Ancona
Amministrazione
Sindaco Andrea Storoni (lista civica di centrosinistra) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 43°36′45.54″N 13°09′29.63″E / 43.61265°N 13.158231°E43.61265; 13.158231 (Ostra)Coordinate: 43°36′45.54″N 13°09′29.63″E / 43.61265°N 13.158231°E43.61265; 13.158231 (Ostra)
Altitudine 188 m s.l.m.
Superficie 47,25 km²
Abitanti 6 837[1] (31-12-2010)
Densità 144,7 ab./km²
Frazioni Casine, Pianello, Vaccarile
Comuni confinanti Belvedere Ostrense, Corinaldo, Montecarotto, Ostra Vetere, Senigallia, Trecastelli
Altre informazioni
Cod. postale 60010
Prefisso 071
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 042035
Cod. catastale F401
Targa AN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 993 GG[2]
Nome abitanti ostrensi (in origine: ostrani)
Patrono san Gaudenzio di Rimini
Giorno festivo 14 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ostra
Posizione del comune di Ostra nella provincia di Ancona
Posizione del comune di Ostra nella provincia di Ancona
Sito istituzionale
« Ad Ostra, quel che costa costa, basta che costa poco! »
(Antico detto popolare)

Ostra è un comune italiano di 6.835 abitanti[3] della provincia di Ancona nelle Marche.

Ostra ha assunto la sua attuale denominazione dal 12 maggio 1881 per Regio Decreto: in precedenza il paese era denominato Montebodio e Montalboddo; la prima attestazione del toponimo originale (Mons Bodii, Monte Bodio) risale al XII secolo.

L'attuale abitato non si deve confondere con l'antica città romana di Ostra, dalla quale deriva l'attuale denominazione e che si trova in località Le Muracce di Ostra Vetere.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Adagiata su una delle caratteristiche colline del paesaggio marchigiano, sovrastante la valle del Misa, Ostra rappresenta per numero di abitanti il principale comune (assieme a Corinaldo) dell'entroterra di Senigallia, dalla quale dista solo 14 km. Poco lontana è anche la città di Jesi (18 km) mentre il capoluogo di regione (Ancona) si trova a circa 40 km.

Il territorio comunale si estende per circa 46 km² e comprende, oltre al capoluogo, anche le frazioni di Pianello, Casine e Vaccarile. Le prime due, di dimensioni maggiori, sono situate a valle lungo la strada provinciale Arceviese e per questo motivo sono caratterizzate da una notevole espansione edilizia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno 410 d.C. l'antico municipio romano di Ostra (le cui rovine si trovano oggi in località "Le Muracce" di Ostra Vetere) venne distrutto dai Visigoti di Alarico. I cittadini sopravvissuti decisero allora di rifugiarsi su un colle poco distante, di proprietà del loro concittadino Bodio, dove venne stabilito di rifondare il centro abitato. Nacque così Monte Bodio (o Montalboddo), che mantenne questo nome fino al 1881: in questo anno, infatti, si decise di tornare all'antico appellativo di Ostra, proprio per avvalorare la diretta discendenza del borgo attuale dall'antico municipio romano.

L'origine medievale[modifica | modifica wikitesto]

Non esistono tuttavia documentazioni ufficiali che testimonino un simile andamento dei fatti, tanto che il nome "Monte Bodio" comparve per la prima volta nel 1194, anno di costituzione del comune. Prima di questa data le terre ostrensi erano state inizialmente parte dell'Esarcato di Ravenna e quindi, donate alla Chiesa da Pipino il Breve, sottoposte al dominio dell'Arcivescovo della stessa città romagnola, senza che mai fosse menzionata la presenza di un vero e proprio centro abitato.

La nascita del Comune, il dominio ravennate e quello jesino[modifica | modifica wikitesto]

La nascita ufficiale del Comune, avvenuta come detto nel 1194, ebbe luogo attraverso il cosiddetto Patto d'Argenta, stipulato nel castello dell'omonima cittadina romagnola dinnanzi all'Arcivescovo di Ravenna, il quale emanò per Montalboddo i Capitula Comunis (statuti). Il patto, sebbene sancisse la nascita del Comune, non faceva altro che confermare la sottomissione di Montalboddo al dominio dello stesso Arcivescovo; una sottomissione che ebbe fine solo nel 1230 quando, dopo due anni di rivolte, i cittadini montebodiesi riuscirono a spezzare il dominio ravennate e a conquistare, sotto la protezione della Chiesa di Roma, la loro indipendenza.

L'autonomia amministrativa del comune durò tuttavia appena un ventennio poiché, nel 1255, Ostra fu saccheggiata ed entrò sotto l'influenza della vicina Jesi, nonostante un patto di alleanza tra i due comuni stipulato quattro anni prima. Il dominio jesino su Montalboddo durò circa un secolo.

Il periodo delle Signorie[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene Montalboddo contasse nel '300 ben circa 6000 abitanti, non poté che assistere passivamente alle lotte di espansione delle casate più potenti, trovandosi spesso a cambiar dominio. La prima famiglia che prese il potere fu quella dei Paganelli, di origine romagnola. Diventati signori indiscussi di Montalboddo, i Paganelli beneficiarono dapprima della protezione degli Ordelaffi di Forlì per poi sottomettersi, nel 1355, al "rinato" potere pontificio, ottenendo l'emanazione di un nuovo Statuto Comunale da parte del cardinale Egidio Albornoz. Venuta di nuovo meno l'autorità papale, il potere tornò nelle mani dei Paganelli, protetti dai vicini conti di Montefeltro.

A partire dal 1399, quando i Paganelli vennero sconfitti dai Malatesti di Rimini, numerose signorie si alternarono alla guida di Montalboddo: nel 1416 gli stessi Malatesti vennero sopraffatti da Braccio da Montone, signore di Perugia, al quale seguì il dominio dei Montefeltro, quello brevissimo di Francesco Sforza ed infine il ritorno dei Paganelli che, con Roberto (detto da Montalboddo), sconfissero definitivamente gli sforzeschi e si allearono con i Malatesti. Infine, il 9 giugno 1454, stanchi dei continui avvicendamenti al potere e delle varie Signorie, i cittadini di Montalboddo cacciarono i Paganelli e fecero atto di dedizione alla Chiesa. Firmato il nuovo patto presso Arcevia ed entrato in vigore il nuovo Statuto Comunale, fu abbattuta la rocca del castello affinché a nessun signore venisse più in mente di conquistarla.

La rinascita economica e il titolo di Città[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo comunale

L'aver cambiato così tante volte padrone, molto spesso a seguito di guerre e rivolte, aveva gravemente danneggiato lo sviluppo economico di Montalboddo, la cui popolazione era diminuita di circa un terzo. Sotto il dominio della Chiesa si verificò invece una spettacolare ripresa economica e demografica, nonostante alcuni periodi di carestia e pestilenze che segnarono la popolazione; l'agricoltura era l'attività dominante: vennero messe a coltura nuove terre anche al di fuori della cinta muraria, nelle quali sorsero grandi case coloniche.

Anche la nobiltà ostrense acquistò maggiore importanza e potere: con esso nacquero inevitabilmente dissidi e violente faide tra le maggiori famiglie, che si conclusero soltanto nel 1574 con la sottoscrizione di una pace tra i vari ceppi nobiliari. A cavallo tra il XVII ed il XVIII secolo Montalboddo visse un periodo di pace e prosperità, risultando, secondo lo storico locale Agostino Rossi (1694), «uno dei territori più ricchi e fertili della Marca anconitana».

Questo diffuso benessere portò le nobili famiglie ad ampliare ed abbellire i propri palazzi mentre la cittadinanza edificò il Palazzo comunale; anche i vari ordini religiosi costruirono importanti conventi che, come gli edifici civili, furono decorati con pitture, stucchi ed opere d'arte. A coronamento di questo sviluppo economico, culturale e religioso, il 30 luglio 1790 papa Pio VI conferì a Montalboddo il titolo di Città, attraverso il breve Apostolicae sedis Maiestati.

Da Montalboddo a Ostra: la storia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel XIX secolo, dopo aver subito l'occupazione francese ed essere tornata sotto il dominio pontificio, Montalboddo partecipò alle lotte risorgimentali, venendo annessa per pubblico plebiscito al Regno di Vittorio Emanuele II (1860). Il 12 maggio 1881 un decreto del Re d'Italia Umberto I accolse la richiesta dei cittadini di Montalboddo, modificando in Ostra il nome della città. Con il nuovo appellativo il comune ha condiviso le sorti dell'Italia nel corso del XX secolo, passando attraverso gli anni difficili delle due guerre mondiali e quelli della rinascita post-bellica. Oggi Ostra custodisce numerose testimonianze del suo storico passato che si offrono suggestive ai sempre più numerosi ospiti della città.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La torre civica (alta 33 metri)

Piazza dei Martiri[modifica | modifica wikitesto]

Situata nella parte "alta" del centro storico, alla confluenza di Via del Teatro, Corso Mazzini e Via Gramsci, Piazza dei Martiri è il cuore della vita cittadina, nonché la principale piazza del Comune. Su di essa si affacciano il settecentesco Palazzo comunale, con l'annesso Teatro La Vittoria, la Torre civica (costruita nel XVI secolo e riedificata nel 1950 dopo essere stata bombardata nel corso della seconda guerra mondiale) e la chiesa di San Francesco, risalente al 1283 e ricostruita nel 1350.

La facciata con portico neogotico e coronamento baroccheggiante fu invece edificata dopo il 1860, quando la navata della chiesa venne accorciata per ampliare la piazza. Non più presente all'interno dello scenario della piazza è invece la Chiesa di San Giovanni, andata distrutta nel corso dell'ultima guerra mondiale e della quale la torre dell'orologio costituiva il campanile.

Mura medievali

Cinta muraria[modifica | modifica wikitesto]

Di origine tardo-medievale ed ottimamente conservata, la cinta muraria che racchiude il centro storico si snoda per una lunghezza di circa 1.200 metri, lungo i quali sono disposti nove torrioni. Due erano le porte principali, che in passato rappresentavano gli unici accessi alla città: Porta Mercatale, abbattuta nel 1871, e Porta Marina, che seguì la stessa sorte qualche anno più tardi. Al giorno d'oggi, in corrispondenza di Porta Mercatale, rimangono i bastioni in muratura usati per sostenere i robusti cancelli dopo l'abbattimento della porta e fino al 1920.

Palazzo dei Padri Conventuali[modifica | modifica wikitesto]

Adiacente alla Chiesa di San Francesco, con ingresso principale situato su via Gramsci, fu edificato nel XVIII secolo come sede dei Padri Francescani Conventuali. Oggi è sede della biblioteca comunale (attualmente chiusa per lavori), dell'archivio storico cittadino e della pinacoteca civica. Annualmente, nel mese di agosto, i suoi locali ospitano la Mostra Nazionale dell'Antiquariato e Artigianato artistico.

Facciata della Basilica di S. Croce

Basilica Collegiata di Santa Croce[modifica | modifica wikitesto]

Situata nella parte "bassa" del centro storico, la Collegiata di Santa Croce è la chiesa principale di Ostra. Edificata dopo il Mille, fu inizialmente abbazia dei monaci benedettini, quindi rettoria (1430) e, successivamente, chiesa priorale con proprio vicario perpetuo, nominato direttamente dall'Abbazia di Santa Maria di Sitria (1537). Il giorno 1º novembre 1795 Papa Pio VI eresse la Chiesa di Santa Croce a Collegiata, affidandola ad un "Collegio dei Canonici" e ad un arciprete di nomina papale.

Il Collegio rimase in carica fino all'avvento del Regno d'Italia, quando il "Decreto Valerio" soppresse tutte le congregazioni religiose incamerandone i beni. La chiesa rimase così solo sede di parrocchia, anche se il parroco mantenne il titolo di arciprete. Il 3 novembre 2008, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha concesso alla chiesa il titolo di Basilica Minore.

Dal punto di vista architettonico, la vecchia chiesa romanica, detta "delle quattro colonne" fu completamente ricostruita, su progetto dell'architetto Giuseppe Ferroni, tra il 1848 e il 1851, in quanto ormai troppo piccola e in grande decadenza. La facciata, terminata nel 1869, fu arricchita con due statue raffiguranti i santi Pietro e Paolo, oggi non più presenti a seguito del secondo conflitto mondiale. Dopo la guerra fu anche ricostruito il campanile, danneggiato dai colpi di cannone. Internamente la chiesa si presenta in stile neoclassico ornato, suddivisa in tre navate da due file di colonne con capitello corinzio.

Santuario della Madonna della Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Il Santuario della Madonna della Rosa, situato a poca distanza dal centro storico, fu costruito nel 1754 per contenere il grande afflusso di pellegrini alla miracolosa edicola della Vergine. La tradizione vuole infatti che, nel 1666, un giglio posto da una fanciulla di fronte all'immagine della Madonna restò fresco e profumato per diversi mesi, come fosse stato appena colto. La facciata ed il campanile vennero edificati nel XIX secolo su progetto dell'architetto Francesco Vespignani di Roma. Ancora oggi è meta di numerosi pellegrinaggi e rappresenta uno dei principali santuari mariani della regione, custodendo al suo interno numerosi ex voto, tra cui due bandiere turche.

Santuario di Santa Maria Apparve[modifica | modifica wikitesto]

Il Santuario di Santa Maria Apparve sorge vicino ad un’edicola dove, nel 1527, la Vergine Maria sarebbe apparsa ad un pastorello rivelandogli che avrebbe protetto da una pestilenza la popolazione ostrense se questa avesse eretto una chiesa in suo onore. Secondo il rito sacro, nel 1529 venne perciò consacrata la chiesa e durante i secoli XVI e XVII tante furono le grazie ricevute. Un ampliamento della chiesa, ad un’unica navata, si è avuto nel 1885, anno in cui subentrarono i Frati Minori Cappuccini che costruirono il convento. Degna di menzione è sicuramente l’effigie della Madonna con bambino e angeli che si trova sull’altare maggiore.

Palazzi gentilizi[modifica | modifica wikitesto]

Ostra conserva numerosi edifici di origine nobiliare, principalmente posti all'interno della cinta muraria. Tra di essi ricordiamo:

  • Palazzo Menchetti: alla parte seicentesca è stata aggiunta, negli anni 1930-35, per volere del proprietario Andrea Menchetti, un'ulteriore costruzione in stile medievale. Il palazzo presenta pregevoli decorazioni pittoriche ed una cappellina privata dedicata alla Madonna del Carmine. Tra le varie sale, da segnalare quella dedicata agli antenati, con il ritratto dei committenti, ed altre stanze abbellite con figure mitologiche.
  • Palazzo Luzi Fedeli Gabuzzi: di origine seicentesca, si affaccia su Corso Mazzini con belle inferriate e balconcini in ferro battuto. All'interno sono conservati pregevoli dipinti ed una cappellina dedicata a San Pio V ospitante 365 reliquie di santi, una per ogni giorno dell'anno. Al piano nobile è invece situato un salone con soffitto neoclassico raffigurante Marte su un carro trainato da cavalli mentre un'altra sala presenta un soffitto a grottesche con al centro il mito di Orfeo e Euridice.
  • Palazzo Pericoli (già Sanzi): situato come il precedente lungo Corso Mazzini, fu edificato tra il 1723 e il 1739 dai fratelli Giuseppe, Orazio e Carlo Sanzi, per poi passare alla famiglia Pericoli. Oltre alle decorazioni del pittore bolognese Luigi Samoggia e alla cappellina privata, conserva una tela raffigurante Montalboddo nel 1746. Curiosa è la scala a chiocciola che dagli scantinati arriva sino alle soffitte e che un tempo era percorribile anche dagli animali da soma per il trasporto delle granaglie.

Manifestazioni ed eventi[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

  • Uno degli eventi principali, giunto nel 2008 alla sua trentunesima edizione, è senza dubbio la "Mostra Nazionale dell'Antiquariato e Artigianato artistico" che si tiene ogni anno nelle prime settimane del mese di agosto. Organizzata negli storici locali del Palazzo dei Padri Conventuali, in pieno centro storico, la mostra ha acquisito negli anni un prestigio notevole, richiamando ad ogni edizione espositori e visitatori da tutta Italia e proponendosi come una delle principali a livello nazionale.
  • Negli anni novanta Ostra è stata sede dell'importante Concorso Lirico Internazionale "Angelica Catalani".

Feste, fiere e sagre[modifica | modifica wikitesto]

  • Altro appuntamento che richiama sempre molti turisti è la Notte degli Sprevengoli che, in occasione del periodo di Halloween (fine ottobre), trasforma il centro storico di Ostra in un borgo incantato: strade, piazze e palazzi del paese vengono addobbati nel più classico stile "horror", così come le pittoresche cantine che per l'occasione propongono ai visitatori menù suggestivi e prelibatezze tipiche della zona. Gli Sprevengoli, che danno il nome alla festa, sono, secondo la tradizione popolare locale, degli spiritelli che disturbano le persone nel sonno e che proprio tramite i festeggiamenti possono essere scacciati.
  • Nel mese di ottobre, in occasione della festa di San Gaudenzio patrono di Ostra, si tiene dal 1670 l'annuale Fiera.
  • Il giorno di mercato settimanale è il venerdì.

Le principali sagre sono:

  • Sagra del Coniglio in Porchetta, che si tiene all'inizio del mese di giugno nella frazione Vaccarile.
  • Sagra delle Pappardelle al Cinghiale, organizzata durante la prima settimana di agosto nella frazione Casine.
  • Ostramondo, organizzata in Piazza dei Martiri, nella settimana seguente a quella della Sagra delle Pappardelle.
  • Sagra del Passatello, organizzata nel primo fine settimana di luglio nella frazione Pianello.

Prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Ostra fa parte delle seguenti associazioni:

Inoltre il territorio di Ostra appartiene all'area di produzione del vino DOC Lacrima di Morro d'Alba.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2003 Ostra si fregia della bandiera arancione del Touring Club Italiano, marchio di qualità turistico-ambientale per i piccoli comuni dell'entroterra. La bellezza del borgo, l'accogliente e tranquilla atmosfera collinare e la contemporanea vicinanza alla rinomata Spiaggia di Velluto di Senigallia fanno di Ostra una meta sempre più ambita da villeggianti italiani e stranieri, soprattutto nel periodo estivo.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Numerose sono le associazioni sportive operanti sul territorio di Ostra:

  • S.S. Ostra Calcio: l'attuale società sportiva è stata fondata nel 1968 sulle ceneri di quella che fu la gloriosa S.S. Ostrense, protagonista negli anni cinquanta di memorabili sfide sulle principali piazze calcistiche regionali. La S.S. Ostra milita attualmente nel campionato regionale di Seconda Categoria. I colori sociali sono il giallo e il blu, gli stessi presenti nello stemma della città.
  • Polisportiva Ostra: nata agli inizi degli anni novanta per la pratica della pallavolo, sia maschile che femminile, si è ben presto distinta come una delle principali realtà sportive ostrensi. I colori sociali sono il bianco e il verde.
  • A.S. Ostrense calcio a 5: è una tra le associazioni sportive più giovani, essendo stata fondata nel 2000. Dopo essere riuscita, in pochissime stagioni, ad affacciarsi sul palcoscenico del massimo campionato regionale (serie C1), ha deciso di ridimensionare parzialmente i propri obiettivi e di puntare sui giovani locali. Attualmente milita nel campionato di Serie D. I suoi colori sociali sono il rosso e il blu.
  • Gruppo Sportivo Casine calcio a 5: Seconda squadra di calcio a 5 del paese, anch'essa milita in Serie D.
  • G.S. Pianello: uno dei gruppi sportivi più antichi di Ostra, con sede nell'omonima frazione, vanta numerosi successi nell'ambito del ciclismo e del ciclocross nazionale.

Persone legate ad Ostra[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Ostra, e in particolar modo Piazza dei Martiri, hanno fatto da sfondo a diversi film:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 23 ottobre 2006 Ostra fa parte dell'Unione dei Comuni di Ostra e Ripe.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
18 marzo 1861 26 gennaio 1867 Desiderio Roberti Lauri Sindaco
27 gennaio 1867 27 ottobre 1889 Luigi Antolini Sindaco
28 ottobre 1889 8 febbraio 1892 Giuseppe Roberti Lauri Sindaco
9 febbraio 1892 2 settembre 1896 Giuseppe Maltoni Sindaco
3 settembre 1896 28 novembre 1897 Gherardo Gherardi Sindaco
29 novembre 1897 10 febbraio 1901 Nicola Giacometti Sindaco
11 febbraio 1901 7 novembre 1911 Italo Antolini Sindaco
8 novembre 1911 4 dicembre 1911 Nicola Giacometti Sindaco
5 dicembre 1911 18 luglio 1919 Italo Antolini Sindaco
19 luglio 1919 7 novembre 1920 Arrigo Osti Commissario prefettizio
8 novembre 1920 29 maggio 1922 Ettore Antoncecchi Sindaco
5 marzo 1923 12 luglio 1923 Arnoldo Woodley Losach Commissario prefettizio
12 luglio 1923 2 marzo 1927 Pasqualino Rocchegiani Commissario prefettizio
3 marzo 1927 23 aprile 1931 Pasqualino Rocchegiani Podestà
24 aprile 1931 15 febbraio 1937 Arrigo Osti Podestà
16 febbraio 1937 23 novembre 1937 Ubaldo Olivi Commissario prefettizio
24 novembre 1937 9 marzo 1939 Giovanni Monti Guarnieri Commissario prefettizio
10 marzo 1939 14 maggio 1939 Pasqualino Rocchegiani Commissario prefettizio
15 maggio 1939 7 ottobre 1940 Pasqualino Rocchegiani Podestà
8 ottobre 1940 30 aprile 1941 Paolo Pucci Commissario prefettizio
1º maggio 1941 28 novembre 1941 Elmo Bachiega Commissario prefettizio
29 novembre 1941 24 agosto 1943 Elmo Bachiega Podestà
25 agosto 1943 27 dicembre 1943 Paolo Pucci Commissario prefettizio
28 dicembre 1943 6 marzo 1944 Domenico Bosmin Commissario prefettizio
7 marzo 1944 5 agosto 1944 Giuseppe Zenobi Commissario prefettizio
6 agosto 1944 8 agosto 1947 Vittorugo Mallucci Sindaco
9 agosto 1947 19 maggio 1948 Luigi Ferraris Sindaco
20 maggio 1948 19 novembre 1948 Armanzio Borelli Commissario prefettizio
20 novembre 1948 3 febbraio 1953 Giovanni Bonventre Sindaco
4 febbraio 1953 25 marzo 1953 Carlo Di Jorio Commissario prefettizio
26 marzo 1953 12 maggio 1953 Giovanni Bonventre Sindaco
13 maggio 1953 18 maggio 1957 Umberto Doninelli Sindaco
19 maggio 1957 8 luglio 1970 Giovanni Bonventre Sindaco
9 luglio 1970 31 luglio 1985 Ovidio Bartoletti Sindaco
1º agosto 1985 14 maggio 1995 Antonio Mallucci Sindaco
15 maggio 1995 13 giugno 1999 Vincenzo Morganti Sindaco
14 giugno 1999 8 giugno 2009 Lorenzo Cioccolanti lista civica Sindaco
9 giugno 2009 25 maggio 2014 Massimo Olivetti lista civica di centrodestra Sindaco
26 maggio 2014 in carica Andrea Storoni lista civica di centrosinistra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Vicino alla frazione Casine sorgeva, fino al 1935, un olmo di dimensioni eccezionali, conosciuto con l'appellativo di Olmo Bello. L'albero misurava 28 metri di altezza, la circonferenza della chioma era di 110 metri mentre quella del tronco, alla base, di oltre 6 metri. Queste misure eccezionali resero l'Olmo Bello un vero e proprio luogo di ritrovo per Ostrensi e cittadini dei comuni limitrofi, che erano soliti ritrovarsi all'ombra dei suoi rami per trascorrere ore spensierate. La notorietà dell'albero era tale che esso compariva anche su molte cartoline dell'epoca, alcune delle quali riportavano l'erronea scritta "saluti da Senigallia", ed era citato da diversi testi enciclopedici. Il giorno del suo abbattimento, resosi necessario in quanto divenuto ormai secco, il tronco rivelò nella sua sezione 400 cerchi concentrici, a testimonianza di una vita durata oltre quattro secoli. Da esso si ottennero ben 70 quintali di legna.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat all'1/1/2011.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giancarlo Barchiesi. Ostra in cartolina. Ostra, Banca di Credito Cooperativo, 1994.
  • Bruno Landi. Il Pallone racconta. Società Sportiva Ostra Calcio, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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