Genga

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Genga
comune
Genga – Stemma Genga – Bandiera
Genga – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Ancona-Stemma.png Ancona
Sindaco Giuseppe Medardoni (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 43°25′49.73″N 12°56′08.02″E / 43.430481°N 12.935561°E43.430481; 12.935561 (Genga)Coordinate: 43°25′49.73″N 12°56′08.02″E / 43.430481°N 12.935561°E43.430481; 12.935561 (Genga)
Altitudine 320 m s.l.m.
Superficie 72,35 km²
Abitanti 1 938[1] (30-6-2011)
Densità 26,79 ab./km²
Frazioni Avenale, Bivio Filipponi, Camponocecchio, Capolavilla, Casamontanara, Cerqueto, Colcello, Colleponi, Falcioni, Gattuccio, Meleto, Monticelli, Palombare, Pianello, Pierosara, Rocchetta, Rosenga, San Donnino, San Fortunato, San Vittore, Trapozzo, Trinquelli, Vallemania, Valtreara
Comuni confinanti Arcevia, Fabriano, Sassoferrato, Serra San Quirico
Altre informazioni
Cod. postale 60040
Prefisso 0732
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 042020
Cod. catastale D965
Targa AN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 195 GG[2]
Nome abitanti gengarini
Patrono san Clemente
Giorno festivo 23 novembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Genga
Posizione del comune di Genga nella provincia di Ancona
Posizione del comune di Genga nella provincia di Ancona
Sito istituzionale

Genga è un comune italiano di 1 938 abitanti[1] della provincia di Ancona nelle Marche.

Genga è un piccolo castello medioevale immerso nella natura, che dette origini alla nobile dinastia dei Conti della Genga, che consegnò alla storia illustri personaggi e guerrieri. Inoltre è anche un centro termale, riserva naturalistica e zona di enorme interesse speleo-carsico con le celeberrime grotte di Frasassi.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Genga è situato nella zona preappenninica delle Marche. Il territorio, uno dei più vasti della regione, si estende su una superficie di 74 km². Le linee di confine sono costituite dai comuni di Arcevia, Serra San Quirico, Fabriano e Sassoferrato. Il suolo è quasi tutto di tipo collinare con la sola eccezione dei tratti pianeggianti che delimitano il fiume Sentino che scorre parallelo alla strada comunale Frasassi e che attraversa il paese in tutto il suo spazio. Dista 63 km dal capoluogo di provincia Ancona.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

Delle origini del castello di Genga non si molto perché sono molto antiche. Alcune leggende poetiche riporterebbero le origini ai tempi di Pirro, re degli Epiri, allorché un certo Lucio Sentinate, dopo aver militato inizialmente con quel re e di poi coi romani, acquistò il monte Giunguno e vi edificò il Castello di Genga. Un'altra leggenda ricorda che una ragazza di nome Genga s'innamorò di un tedesco di nome Gallo, con il quale unitasi in matrimonio diede origine alla famiglia dei Conti della Genga. Certamente si può ritenere che popolazioni provenienti dalla valle del Sentino si stabilirono nel territorio; poi sopraggiunsero gli Umbri che uniti ai Piceni occuparono tutto il Piceno Annonario.

Galli e Romani[modifica | modifica sorgente]

Nel 386 a.C. gran parte di questo territorio fu invaso dai Galli Senoni, che cacciati nel 283 a.C. dai romani, stabilirono varie città-colonie, tra le quali più consistente quella di Senigallia. In epoca romana, il territorio di Genga dovrebbe aver fatto parte del Municipio di Sentinum.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

le celebri Grotte di Frasassi.
  • Il Museo di Genga è stato istituito attorno al 1980 da Don Andrea Caporali e Don Enrico Principi e raccoglie opere d'arte, suppellettili e oggetti di culto di proprietà della Parrocchia di San Clemente e di altre Chiese del comprensorio di Genga. La raccolta, costituita da ventitré quadri su tavola o su tela, tre sculture e alcuni pezzi di paramenti liturgici, di mobili di sacrestia, di reliquiari, calici e libri liturgici antichi, è allestita nella Chiesa di San Clemente, la prima sede parrocchiale del Castello medievale, sorta nel XI secolo, restaurata e modificata nei secoli XVI e XVII.

I pezzi più rilevanti sono:

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Le Grotte, il verde circostante, i fiumi Esino e Sentino, la storia, tutto concorre a rendere questo Comune un centro di attenzione internazionale.

Flora[modifica | modifica sorgente]

La flora presente sul territorio locale presenta una notevole differenza di aspetti vegetazionali condizionati dal substrato, dall'esposizione, dall'altitudine e dalla presenza dell'acqua. Tre sono le aree floristiche protette.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

In un territorio vasto, composito e multiforme, anche la fauna è ben rappresentata. Le specie animali assecondano la versatilità dell'ambiente e in questo si integrano associandosi con il paesaggio. L'areale più caratteristico del luogo è costituito dalla Gola di Frasassi, corrispondente ad una parte dell'Appennino calcareo peninsulare dove si riproduce e vive l'aquila reale (Aquila chrysaitos). Queste alture, per la loro tipicità carsica e il panorama aspro e selvaggio costituiscono il luogo ideale di ricettività per altri rapaci come il gheppio. Consueta dell'ambiente è la cornacchia grigia. Ampliando l'area di osservazione a tutto il paesaggio locale, si nota ancora qualche esemplare di gufo comune. Dell'avifauna si segnala ancora la poiana e nella stagione calda il cuculo.

Numerosi sono gli esemplari di volpe e di tasso. Sui rami degli alberi vive lo scoiattolo. La lepre è visibile nel loro habitat preferito, la pianura e la collina.

Nelle Grotte di Frasassi possiamo trovare il geotritone, vertebrato senza polmoni che ha bisogno di ambienti umidi per vivere.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Le vie di comunicazione sono numerose e ben identificate dalla sede autostradale A14 con l'uscita di Ancona Nord. L'aeroporto di Falconara costituisce un'ottima congiunzione con i voli da e per Milano, Roma, Pescara. La linea ferroviaria Ancona-Roma fa scalo nella stazione di Genga e consente in questa un comodo e facile ingresso. La strada SS 360 Arceviese e la SS 76 sono poi le naturali congiunzioni con il territorio di Genga. All'altezza di Marotta si può utilizzare anche la agevole e rapida comunicazione SS. 424 che, attraverso Pergola, si unisce alla strada comunale Frasassi.

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

I casolari rurali forniscono ottimi salumi e gustosi prosciutti che possono essere assaggiati con il pane nero prodotto con il grano locale. Le tagliatelle stese con il "lasagnolo" sono un piatto unico quando sono servite con il sugo di asparagi o di funghi del sottobosco, in dipendenza delle stagioni. Il vino, prodotto in queste colline apriche, arricchisce la tavola e invoca soltanto di essere bevuto con ampia liberalità, con la certa garanzia che accorda l'allegria e compiace la digestione. Altre specialità sono: la "crescia" cotta sotto la brace, le lumache, la polenta con il ragù di cinghiale, i "vincisgrassi" e il "mistrà".

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Genga[modifica | modifica sorgente]

Papa Leone XII[modifica | modifica sorgente]

Il 20 agosto 1760 nel comune di Genga nasce Annibale Francesco Clemente Melchiorre Girolamo Sermattei della Genga, figlio del Conte Flavio e della contessa Maria Luisa Pariberti di Fabriano. Educato presso l'Accademia dei Nobili Ecclesiastici di Roma, fu ordinato Sacerdote nel 1783. Nel 1790 si fece notare per un brillante sermone in commemorazione dell'Imperatore Giuseppe II. Nel 1792 Pio VI lo nomina suo segretario particolare e successivamente, nel 1794, lo promuove Arcivescovo titolare di Tiro, inviandolo a Lucerna in qualità di Nunzio Apostolico. Ordinato Vescovo nella Cattedrale di Frascati dal Cardinale Enrico Benedetto Stuart, fu trasferito alla Nunziatura di Colonia; in seguito allo scoppio della guerra, spostò la sua residenza ad Augusta. Nei 12 anni trascorsi in Germania fu incaricato di svolgere delicate ed importanti missioni diplomatiche presso le Corti di Dresda, Vienna, Monaco, Württemberg e di Napoleone Bonaparte. In seguito allo scioglimento dello Stato della Chiesa, andò incontro a ristrettezze economiche per essere considerato dai francesi quasi come un prigioniero di stato; trascorse alcuni anni nell'Abbazia di Monticelli. Nel Concistoro dell'8 marzo 1816 fu nominato Cardinale Presbitero di Santa Maria in Trastevere e reso titolare della Diocesi di Senigallia, carica da cui si dimette nel 1819 per poi ricevere, nel 1820 da Pio VII, l'ambita funzione di Cardinale Vicario. Eletto Papa nel Conclave del 1823, il suo Pontificato durò 6 anni fino al 10 febbraio 1829. Durante il suo Pontificato, restaurò lo Stato della Chiesa, combatté il brigantaggio, riformò le istituzioni scolastiche, tolse dall’Indice dei libri proibiti le opere di Galileo Galilei e nel 1825 indisse l’unico Giubileo del secolo XIX.

Filiberto Cecchi[modifica | modifica sorgente]

Nato a (Genga il 25 gennaio 1944) è stato Capo di Stato Maggiore dell'Esercito dal 23 luglio 2005 al 13 settembre 2007.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 giugno 2004 7 giugno 2009 Raniero Nepi centro-sinistra Sindaco
8 giugno 2009 in carica Giuseppe Medardoni lista civica Sindaco

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]


Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La squadra proprio del paese che era il Genga Grotte che ha militato la sua ultima stagione in Terza Categoria, ora non esiste più, ma c'è il Sassoferrato Genga calcio che pur avendo sede a Sassoferrato rappresenta anche Genga e gioca in Seconda Categoria marchigiana.


Calcio a 5[modifica | modifica sorgente]

Il paese ha una squadra di calcio a 5 che gioca in Serie D, l'Avis Genga.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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