Castelfidardo

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Castelfidardo
comune
Castelfidardo – Stemma Castelfidardo – Bandiera
Castelfidardo – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Marche – stemma Marche
Provincia Ancona – stemma Ancona
Sindaco Mirco Soprani (lista civica) dal 30/05/2011
Territorio
Coordinate 43°27′51″N 13°32′46″E / 43.46417°N 13.54611°E / 43.46417; 13.54611 (Castelfidardo)Coordinate: 43°27′51″N 13°32′46″E / 43.46417°N 13.54611°E / 43.46417; 13.54611 (Castelfidardo)
Altitudine 199 m s.l.m.
Superficie 32,70 km²
Abitanti 18 935[1] (31-12-2010)
Densità 579,05 ab./km²
Frazioni Acquaviva, Campanari, Cerretano, Crocette, Figuretta, Fornaci, Monte Camillone, San Rocchetto, Sant'Agostino
Comuni confinanti Camerano, Loreto, Numana, Osimo, Recanati (MC), Sirolo
Altre informazioni
Cod. postale 60022
Prefisso 071
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 042010
Cod. catastale C100
Targa AN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 881 GG[2]
Nome abitanti fidardensi o castellani
Patrono santi Vittore e Corona
Giorno festivo 14 maggio
Localizzazione
Castelfidardo è posizionata in Italia
Castelfidardo
Posizione del comune di Castelfidardo nella provincia di Ancona
Posizione del comune di Castelfidardo nella provincia di Ancona
Sito istituzionale

Castelfidardo (localmente Castello) è un comune italiano di 19 000 abitanti[3] della provincia di Ancona nelle Marche.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Castelfidardo sorge su un colle a 212 m s.l.m., tra le vallate dei fiumi Aspio e Musone. Dista 22 chilometri da Ancona, 8 km dalla riviera del Conero e tutt'attorno, a pochi chilometri, le città di Porto Recanati, Loreto, Recanati ed Osimo. Si affaccia sulla selva di Castelfidardo.

[modifica] Storia

L’attuale territorio di Castelfidardo è stato frequentato dall’uomo sin dal Paleolitico come dimostrano gli strumenti in selce rinvenuti nella pianura del fiume Musone[4]. Alla fine dell’ Età del rame-inizi Età del bronzo risale invece un insediamento scoperto in contrada Campograsso, nei pressi del fosso Vallato: si trattava probabilmente di una piccola comunità dedita all’agricoltura e all’allevamento, integrati da caccia e pesca, che abitava in un villaggio di capanne[5]. Per l’Età del ferro sono note alcune sepolture riferibili al popolo dei Piceni. In particolare risulta interessante una tomba, datata tra la fine del IV e gli inizi del III secolo a.C., scoperta in zona Figuretta, che testimonia i contatti commerciali tra gli abitanti dei colli fidardensi e le popolazioni picene del Conero[6]. In epoca romana, il territorio del Comune di Castelfidardo, apparteneva quasi interamente alla colonia di Auximum (odierna Osimo). A testimoniare tale lontano passato, restano sul terreno i segni di due grandi blocchi di centurie, uno localizzato nelle frazioni di Crocette e Villa Poticcio, l’altro a sud del centro abitato[7]. Il territorio fidardense era inoltre attraversato da strade che mettevano in comunicazione Auximum con le città e di Numana e Potentia e dalla grande viabilità costiera che collegava il nord con il sud della penisola[8]. Tra le scoperte archeologiche di età romana, da segnalare una fattoria rinvenuta in contrada Quercia Bella e un’epigrafe, venuta alla luce tra le rovine dell’antica chiesa di S. Vittore, contenente una dedica a Numeriano Cesare (282-283 d.C.). Tradizionalmente la fondazione di Castelfidardo è stata fatta risalire alla guerra gotica, quando alcuni profughi provenienti da Osimo, avrebbero costruito un castello sull’altura del Cassero[9]. Recentemente tale ipotesi è stata messa in discussione, proponendo un’ edificazione del castello in epoca più tarda (IX-X secolo), forse su una fortificazione preesistente[10]. Il maniero, eretto in prossimità di un’area occupata da un bosco, denominato vualdum de Fico , assunse la denominazione di Castrum Ficardi[11]. La prima notizia storica relativa al Castrum è in un documento, del 24 maggio 1139, nel quale papa Innocenzo II confermava all’eremo di Fonte Avellana i suoi diritti sulla chiesa di S. Silvestro posta nelle vicinanze del castello[12]. Negli stessi anni un fidardense, tale Guido, veniva nominato cardinale[13]. Alla fine del secolo XII, Castelfidardo, pur mantenendo una certa autonomia comunale, era costretto a giurare fedeltà al vescovo Gentile di Osimo (1196). In questo periodo numerosi furono i conflitti tra le comunità della Marca, legate alcune al Papato e altre all’Impero, che furono ricomposti con la pace di Polverigi del 1202 alla quale aderì anche il Comune fidardense. Contrasti con i Comuni limitrofi si ebbero comunque fino al XV secolo. Nel 1240 Castelfidardo veniva semidistrutto dalle milizie di re Enzo, mentre nel 1354 era saccheggiato dalla compagnia di ventura guidata da frà Moriale[14]. Nel 1357 Castelfidardo veniva citato come terra parva nelle Costituzioni Egidiane. Il castello era diviso in tre parti (terzieri) denominati Cassero, Varugliano e Montebello ed era completamente circondato da mura dotate di torri[15]. Le porte di ingresso erano quattro: porta del Sole, porta di Sasso, porta di S. Antonio e porta del Cassero. Alla fine del ‘300 Castelfidardo era retto da un Consiglio generale, costituito da 60 uomini, al quale spettava le più importanti decisioni politiche ed amministrative. Nel Medioevo il Comune di Castelfidardo aveva degli statuti la cui edizione a stampa è del 1588[16]. Tra le fine del ‘500 e l’inizio del ‘600 nascevano a Castelfidardo i primi borghi fuori le mura: il borgo del sole e quello delle “casine”. Nel 1602, lungo la via da Ancona per Loreto, presso la chiesa di Crocette, veniva istituita la fiera che tuttora si svolge nel mese di settembre[17]. Nel corso del ‘700 il centro urbano subiva numerose trasformazioni con la ristrutturazione del palazzo comunale, la ricostruzione del convento di S. Francesco e di quello di S. Benedetto e l’edificazione della chiesa Collegiata. Nel XIX secolo da ricordare la battaglia di Castelfidardo, avvenuta il 18 settembre 1860, quando i piemontesi guidati dal generale Cialdini sconfissero le truppe del generale Lamoricière che difendevano lo Stato Pontificio. Dopo l'unità, grazie all’iniziativa di Paolo Soprani, nasceva a Castelfidardo l’industria della fisarmonica che caratterizzerà l’economia cittadina fino ai nostri giorni[18].

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.503 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

bandiera Albania 460 2,43%

bandiera Romania 316 1,67%

[modifica] Luoghi d'interesse

La piazza principale della città è Piazza della Repubblica dove si affacciano il palazzo comunale e la chiesa Collegiata di Santo Stefano con annessa cripta. Il palazzo comunale ospita anche il museo internazionale della fisarmonica. Allo strumento è dedicato anche un monumento sito lungo via Matteotti voluto da Alberto Bacchiocchi, industriale fidardense e realizzato dall'artista fidardense Franco Campanari. Di fronte a questo monumento c'è Palazzo Soprani. Paolo fu il fondatore dell'industria della fisarmonica. Oggi al suo interno ospita appartamenti, ma a pian terreno grazie all'artigiano Giancarlo Francenella è possibile ammirare alcuni esemplari di fisarmoniche di Castelfidardo. Su tutte la fisarmonica più grande del mondo realizzata dallo stesso Francenella, entrata di diritto nel guinness dei primati.

Tra le piazze più importanti di Castelfidardo anche piazzale Don Minzoni, comunemente chiamata Porta Marina è il balcone della città che si affaccia appunto sul mare Adriatico. Caratteristico il famoso arco, una delle principali vie d'accesso alla città e la pavimentazione sottostante recentemente riportata alla luce.

Da visitare inoltre c'è: il vecchio acquedotto in Piazza Garibaldi, il monumento nazionale delle Marche, in ricordo della battaglia di Castelfidardo ad opera dello scultore veneziano Vito Pardo, il Museo del Risorgimento, e l'Ossario in località Crocette. Nelle vicinanze anche la Selva vero polmone verde della città.

Castefidardo panoramica 2000.jpg

[modifica] Economia

Castelfidardo è famosa nel mondo per la produzione di fisarmoniche, grazie alla quale alimenta anche un discreto turismo. Altre numerose industrie di vario tipo sono dislocate intorno alla città, in differenti zone, tanto da farne un importante polo produttivo del centro Italia.

[modifica] Istruzione

A Castelfidardo ha sede l'ITIS A. Meucci, con corsi di liceo delle scienze applicate, elettronica e telecomunicazioni

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Mirco Soprani (lista civica) dal 30/05/2011

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
2006 2011 Mirco Soprani lista civica Sindaco
2011 in carica Mirco Soprani lista civica Sindaco



[modifica] Gemellaggi

[modifica] Sport

Castelfidardo è stata due volte sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Castelfidardo
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1961 13ª Mentana 279 Bandiera del Belgio Rik Van Looy Bandiera della Francia Jacques Anquetil
2011 11ª Tortoreto Lido 142 Bandiera della Francia John Gadret Bandiera della Spagna Alberto Contador

Come Sport praticati a Castelfidardo il calcio è il maggiore, seguono il basket, la pallavolo e il ciclismo.

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Dato Istat al 28 febbraio 2011
  4. ^ P. Peola, Il Paleolitico nella valle del Musone (Marche), Atti della Società di Scienze e Lettere di Genova, Volume V, fascicolo III, 1940. Istituto Comprensivo “Mazzini” Castelfidardo, Piccoli tesori di un castello, Recanati 2004, pp. 69-74.
  5. ^ M. Silvestrini Lavagnoli, Marche. Campograsso (Castelfidardo - AN), Rivista di Scienze Preistoriche, XL (1985-86), p. 408.
  6. ^ M. Landolfi, Castelfidardo (Picenum, Ancona), Fasti archeol., XXXVI-XXXVII, (1981), p. 442-443. M. Landolfi, Castelfidardo (AN), Picus 16-17, 1996-1997, p. 291-296.
  7. ^ N. Alfieri, E. Forlani, F. Grimaldi, Ricerche paleogeografiche e topografico-storiche sul territorio di Loreto, Studia Picena, 33-34, 1965-66. M. Destro, Le centuriazioni della valle del Musone (Marche centrali), Atti del IV Congresso di Topografia Antica, Insediamenti e strutture rurali nell’Italia Romana, Rivista di Topografia Antica, XIII 2003, pp. 101-116.
  8. ^ R. Sampaolesi, Le strade di Castelfidardo, Osimo Stazione 2010, pp. 30-43.
  9. ^ G. Cecconi, Storia di Castelfidardo, Osimo 1879.
  10. ^ R. Sampaolesi, Per una nuova ipotesi sull’origine di Castelfidardo, in AA.VV., Castello è segreto, Osimo Stazione 2009, pp. 12-17.
  11. ^ Codex Traditionum Ecclesiae Ravennatis (Codice bavaro), Territorio Ausimano, reg. n° 126 (Spacium terre). E. Baldetti, Il moggio altomedioevale nelle Marche centrali, Proposte e ricerche, n° 13, 1984, pp. 7-17.
  12. ^ M. Moroni, Castelfidardo nell’età moderna: politica, economia e vita quotidiana dal Medioevo all’Ottocento, Jesi 1985, pp. 16-18.
  13. ^ R. Sampaolesi, L’enigmatica figura del cardinale Guido de Castro Ficardo, in AA.VV., Castello è segreto, Osimo Stazione 2010, pp. 13-16.
  14. ^ P. Bugiolacchi, Storia di Castelfidardo e dintorni, Loreto 2003, pp. 28-29.
  15. ^ P. Pigini, P. Bontempi, Vita e statuti di Castelfidardo antica, Bergamo 1972, pp. 85-90.
  16. ^ D. Cecchi, M. Moroni, M. Landolfi, Castelfidardo dagli statuti comunali all’elevazione a città. 1588-1988, Recanati 1989.
  17. ^ D. Gabrielloni, La Fiera delle Corocette e altri ricordi, Recanati 2004.
  18. ^ Z. Frati, B. Bugiolacchi, M. Moroni, Castelfidardo e la storia della fisarmonica, Ancona 1986.

[modifica] Voci correlate

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