Fabriano

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Fabriano
comune
Fabriano – Stemma Fabriano – Bandiera
Fabriano vista dal Monte di Civita
Fabriano vista dal Monte di Civita
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Ancona-Stemma.png Ancona
Amministrazione
Sindaco Giancarlo Sagramola (PD) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 43°20′18.82″N 12°54′30.67″E / 43.338561°N 12.908519°E43.338561; 12.908519 (Fabriano)Coordinate: 43°20′18.82″N 12°54′30.67″E / 43.338561°N 12.908519°E43.338561; 12.908519 (Fabriano)
Altitudine 325 m s.l.m.
Superficie 272,08[1] km²
Abitanti 31 994[2] (31-12-2013)
Densità 117,59 ab./km²
Frazioni vedi elenco
Comuni confinanti Cerreto d'Esi, Costacciaro (PG), Esanatoglia (MC), Fiuminata (MC), Fossato di Vico (PG), Genga, Gualdo Tadino (PG), Matelica (MC), Nocera Umbra (PG), Poggio San Vicino (MC), Sassoferrato, Serra San Quirico, Sigillo (PG)
Altre informazioni
Cod. postale 60044
Prefisso 0732
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 042017
Cod. catastale D451
Targa AN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti fabrianesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fabriano
Posizione del comune di Fabriano nella provincia di Ancona
Posizione del comune di Fabriano nella provincia di Ancona
Sito istituzionale

Fabriano (Favrià in dialetto fabrianese) è un comune italiano di 31.994 abitanti[2] della provincia di Ancona nelle Marche.

È un importante polo industriale, grazie alla produzione di carta (Cartiere Miliani Fabriano) e di elettrodomestici (le industrie della famiglia Merloni: Indesit Company, Antonio Merloni, Ariston Thermo Group; e quelle che producono cappe aspiranti: Faber, Elica, Best, Tecnowind, ecc...).

Dal 2013 è, oltre a Bologna, l'unica città italiana appartenente alla lista delle Città creative dell'UNESCO: Fabriano è inserita nella categoria "Artigianato, arti e tradizioni popolari" (craft, arts and popular traditions), titolo riconosciuto soprattutto grazie alla produzione della carta a mano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio cittadino è posto a 325 m s.l.m., in una vallata costellata da dolci colline e circondata da monti dell'Appennino umbro-marchigiano centrale e della dorsale marchigiana su cui svettano a nord-nord ovest: il monte Nebbiano (790 m), il monte Strega (1276 m), il monte Catria (1701 m); ad ovest troviamo: il monte Cucco (1566 m); mentre ad est: il monte San Vicino (1479 m); infine a sud-sud ovest: il monte Nero (1424 m) ed il monte Maggio (1361 m). Da quest'ultimo ha origine il torrente Giano che attraversa la città di Fabriano e si unisce poi al fiume Esino all'altezza della frazione di Borgo Tufico.

Altre vette elevate presenti nel territorio comunale, o confinanti, sono: Nero (1411 m), Purello (1405 m), l'Uomo di Sasso (1391 m), le Senate (1326 m), Culumeo (1251 m), Antensa (1228 m), Giuoco del Pallone (1227 m), Montarone (1209 m), lo Spicchio (1200 m), Testagrossa (1174 m), Sasso Barbano (1160 m) e Puro (1155 m).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Fabriano.

Il clima di Fabriano tende al continentale: gli inverni sono piuttosto rigidi, con minime che non di rado raggiungono valori intorno ai -10 °C. Le estati invece sono calde, sebbene mitigate da minime quasi sempre accettabili e private dell'afa che penalizza le coste e le pianure marchigiane. La piovosità è elevata (circa 1000 mm. annui) e i mesi più piovosi sono quelli autunnali, seguiti da quelli primaverili. In caso di irruzioni fredde, specie se provenienti dai quadranti nord-orientali, Fabriano riceve abbondantissime nevicate: basti pensare a quelle avutesi nel gennaio 2005, con la città paralizzata da circa un metro e mezzo di neve e l'esercito intervenuto per riportare la normalità. Anche peggio la situazione durante la nevicata del 2012 quando si sono registrati notevoli disagi.[3] D'estate si possono avere massime molto elevate, fin oltre i +40 °C, specie in caso di venti di caduta da ovest o sud-ovest nel corso di ondate di calore di matrice Africana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni affermano che il vocabolo "Fabriano" trae origine da "Faberius", proprietario del fondo su cui si eresse la città stessa. Faberius divenne nel Medioevo "Fabriano", anche perché era molto sviluppata in città l'attività dei fabbri. Anche lo stemma cittadino, infatti, sin dal XIII secolo, ha come emblema un fabbro che batte il ferro su di un'incudine. Ma fu anche una città sommersa vicino al monte Fabriano. Secondo altre fonti il vocabolo deriva dalla fusione di due termini latini: Faber (Fabbro) e Ianus (Giano, il fiume che lo attraversa).

Origini[modifica | modifica wikitesto]

II territorio di Fabriano si trova a cavallo dell'Appennino umbro-marchigiano e per la sua felice posizione favorì fin dalla preistoria l'insediamento di comunità stabili. Numerose infatti le testimonianze di tale antropizzazione risalenti sin dal paleolitico. Nell'età del ferro si diffusero ampiamente, la civiltà picena e quella umbra, autoctone, mentre nel corso del IV secolo a.C. vi si attestarono i galli senoni, di origine celtica. Dopo la conquista romana si svilupparono Attidium (Attiggio), già umbra, e Tuficum (Albacina), che raggiunsero la massima floridezza nel II-III secolo d.C.

Cartina dei domini celtici in Italia

Le invasioni barbariche dei secoli seguenti (V-VI) causarono il lento abbandono dei due municipi. Fu durante i secoli V-IX d.C. che gli Attidiati, secondo la tradizione, si rifugiarono in parte a sud-est verso il futuro castello di Collamato e, per la maggior parte, nella futura valle di Fabriano dove, con l'apporto di un altro popolo proveniente da Tuficum per lo stesso motivo, dettero vita al primo nucleo della città di Fabriano e ad alcune ville (oggi chiamate frazioni). Il primo nucleo della futura Fabriano, il castello di Castelvecchio, forse fu addirittura fondato nel 411 d.C. subito dopo le invasioni barbariche. Da qui l'appellativo "Attidium mater Fabriani". La popolazione di Tuficum, inoltre, originò vari villaggi: Castelletta, Albacina e Moscano, oggi frazioni di Fabriano.

Fabriano fece parte del Ducato di Spoleto, dal 571 fino alla sconfitta dei longobardi ad opera di Carlo Magno nel 773, e sorsero numerosi castelli dei piccoli feudatari locali e altrettanto numerosi monasteri benedettini che acquisirono gradualmente notevole importanza spirituale ed economica, risultando determinanti per lo sviluppo e la storia del territorio fabrianese.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Affresco di Allegretto Nuzi col Viaggio di Sant'Orsola e di San Ciriaco Papa nella Chiesa di San Domenico, 1365.

Le prime menzioni storiche del castellum Fabriani sono del 1040-1041. Circa un secolo dopo sono ricordati entrambi i "castra Fabriani" (1160), i quali ancora più tardi, nel secolo XIII, si distinguevano con i nomi di Castrum vetus e Castrum novum (o Podium) ciascuno formato da un nucleo centrale fortificato, detto castellare, difeso da fossati, da mura e circondato da borghi murati. Dalla fusione di questi due castelli posti sulla riva destra del fiume Giano, in posizione dominante: Castelvecchio e Poggio, ha avuto origine la città il cui sviluppo fu assai rapido. Dal VIII secolo Fabriano è sottoposta ad un governo feudale. Nel 1234 Fabriano diviene libero comune, elesse le sue magistrature ed acquistò gradatamente un nuovo volto; si svilupparono nel centro storico cantieri architettonici e pittorici di fondamentale importanza per la nascita di quella scuola artistica che, nel secolo successivo, raggiungerà il suo apice con Allegretto Nuzi e Gentile da Fabriano. Si tratta di un governo aristocratico di consoli, affiancato però da apposito Consiglio che in pratica ne limitava l'indipendenza.

Stato pontificio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1300 il comune, ormai forte ed affermato, prese parte attiva alla politica medievale partecipando alla lotta tra Guelfi e Ghibellini, finché a partire dal 1378, la potente famiglia ghibellina dei Chiavelli riuscì ad imporre la propria signoria a Fabriano; nonostante l'instabilità politica, poté godere di notevole prosperità economica. Dopo l'eccidio dei Chiavelli (1435) e un breve periodo di sottomissione a Francesco Sforza (1435-1444), la città venne annessa allo Stato Pontificio. Nel 1515 la città venne saccheggiata dagli Spagnoli per dissensi tra i fabrianesi e papa Leone X. In questo periodo emerge la figura del capitano Giovanbattista Zobicco. Si adoperò, addestrando alle armi i giovani, ad organizzare una difesa, affinché la città avesse una valida protezione in caso di necessità. Nel 1519 mons. Pietro Paolo Venanzi, promosse la spedizione armata contro la ribelle Fabriano. Nonostante il successo militare esterno di Fabriano, incerta rimase la situazione all'interno della città a causa di tumulti, uccisioni e dimissioni. Papa Leone X, temendo che Fabriano diventasse troppo potente, inviò nel fabrianese un commissario speciale per sedare i disordini e preparare la pacificazione delle fazioni diverse. Chiamò poi a Roma Zobicco, pare con promessa di perdono. Forse per un ulteriore comportamento ostile dello Zobicco, questo venne imprigionato e dopo strazianti torture venne decapitato. Dopo altre lotte interne, si ebbe a Fabriano, il governo del cardinale Giulio de' Medici e nel 1527 si può dire che le discordie fossero terminate. Fu promossa la pace generale e così Fabriano poté di nuovo ritornare a godere di una certa prosperità economica. I secoli che seguirono (XVII - XVIII) sono da molti definiti di decadenza. Nel 1728, Fabriano, posta sotto un governatore prelato, fu elevata da papa Benedetto XIII a diocesi con Camerino e a città. Nel 1785 fu da papa Pio VI riconfermata diocesi in unione alla sola Matelica a parità di diritti. Nel 1798 fu proclamata la Repubblica Romana dal generale Berthier e la città di Fabriano svincolatosi dalla dipendenza papale, ne fece parte, ma per un breve periodo dato che nel 1800, ritornerà sotto il governo restaurato della Chiesa.

L'Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Il Monumento nazionale delle Marche alla liberazione papalina guidata dal generale Cialdini.

Ma fu per pochi anni ancora, perché nel 1808 la città fu annessa al Regno italico, assumendo il nome di Capoluogo del IV Distretto sotto il Dipartimento di Macerata. Dopo la parentesi napoleonica periodo nel quale furono soppressi molti ordini religiosi e conventi, la città passò nel 1813 sotto il governo provvisorio di Napoli, guidato da Gioacchino Murat, per poi cadere nel 1814 sotto il dominio austriaco. Nel 1815 ritornò alle dipendenze della Chiesa, che inviò in città un suo governatore civile. Nel 1847 hanno inizio i lavori (ultimati nel 1852) per la costruzione di un teatro, che prenderà il nome di "Camurio".

Il 29 aprile 1866 viene inaugurata la linea ferroviaria Ancona - Foligno prima, e Fabriano - Urbino poi. Intuibile l'influenza che avranno sullo sviluppo delle industrie e il commercio locale. Durante l'ultima guerra mondiale, la linea Fabriano - Urbino fu riattivata fino a Pergola. Il 14 settembre 1860 entrando per la Porta del Borgo le truppe sabaude, al comando del generale Cialdini, liberarono la città, riunendola (dopo il solenne plebiscito del 4 novembre successivo che registrò 2354 voti favorevoli contro 2 contrari) al Regno d'Italia sotto Vittorio Emanuele II. Nel 1863 si incendia il teatro Camurio, ma nel 1870 si inizierà la costruzione dell'attuale teatro Gentile, terminato nel 1884 ed inaugurato con l'opera "L'Aida". Il 1874 è la data che segna l'insediamento definitivo dell'Ospedale Civile di Fabriano nell'attuale sito. Durante l'estate del 1878 il campo già dei Camaldolesi ed Agostinani viene adattato a giardino pubblico. Nel 1885 si inaugura il tratto ferroviario Albacina - Macerata.

Il Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1930 Aristide Merloni inizia, ad Albacina, con una modesta fabbrica di bilance, un'attività che gradualmente si svilupperà fino a diventare un complesso industriale di fama mondiale. Il 1944, durante la seconda guerra mondiale, fu un anno tragico per la città di Fabriano. Su essa piovvero ben 55 bombardamenti causando centinaia di morti, altrettanti feriti e gravissimi danni materiali. Nella notte tra il 12 e 13 luglio 1944 i tedeschi abbandonarono la città, ma non completamente il territorio. Alle 10,30 del mattino le strade cittadine sono già attraversate, tra la acclamazione della gente festante, da autoblinde anglo-americane. Sul balcone del Comune vennero issate le bandiere inglese, americana, russa e italiana, a significare l'avvenuta presa di possesso della città. Il 15 luglio 1944 si costituì la prima Giunta Comunale con il sindaco Luigi Bennani (PSI).

Il 26 settembre 1997 due terribili scosse di terremoto (7-8 grado della scala Mercalli il primo e 8-9 grado il secondo) si abbattono sulle Marche e sull'Umbria. Segue per lunghissimi mesi uno sciame di scosse sismiche, anche forti. Gravissime le conseguenze. Per limitarci alla zona di Fabriano, oltre al panico e caos più che motivati, si registra una vittima. Nel 2007 i danni sono stati quasi completamente riparati con il risultato che la città ed il suo centro storico medievale sono tornati a brillare di particolare splendore.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Domenico
Chiesa dei Ss. Biagio e Romualdo
Portale di Sant'Agostino, XIII secolo
Chiostro di San Benedetto
  • Cattedrale di San Venanzio:Chiesa matrice di Fabriano, ampliata nella seconda metà del XIV secolo, fu ricostruita dall'architetto urbinate Muzio Oddi tra il 1607 e il 1617. A questa fase risale la pregevole decorazione interna con stucchi del ticinese Francesco Selva. Della fabbrica trecentesca la Cattedrale conserva l'abside poligonale, il chiostro e la cappella di San Lorenzo affrescata da Allegretto Nuzi (1360 ca.). Altri affreschi di scuola fabrianese del XIV e XV secolo sono visibili in altri ambienti della chiesa: importanti sono i resti delle Storie della Croce del folignate Giovanni di Corraduccio (1415-1416). La Cattedrale è un importante museo di dipinti manieristi e barocchi. Tra le opere più importanti ricordiamo le tele di Gregorio Preti, Salvator Rosa, Giovan Francesco Guerrieri, Giuseppe Puglia e altri. Il celebre pittore caravaggesco Orazio Gentileschi è l'autore delle preziose Storie della Passione e della mirabile Crocifissione su tela (1620 ca).
  • Complesso conventuale di San Domenico: Risale ai secoli XIV-XV. La chiesa di Santa Lucia Novella, ricostruita dopo il terremoto del 1741, della fabbrica gotica (1365 ca.) conserva l'architettura esterna, caratterizzata anche da un'elegante abside poligonale, dove si scorge in rilievo lo stemma della famiglia signorile dei Chiavelli. Le cappelle gotiche e la sacrestia vantano una ricca e importante decorazione ad affresco di Allegretto Nuzi e della sua scuola (seconda metà del XIV secolo). Nel convento di San Domenico (Museo della Carta) si possono ammirare i due pregevoli chiostri quattrocenteschi e, nell'interno, l'importante decorazione della sala capitolare dipinta intorno al 1480 da Antonio da Fabriano, per la cui iconografia il pittore si è ispirato alla decorazione del convento domenicano di San Marco a Firenze realizzata da Beato Angelico.
  • Chiesa del Sacro Cuore: Edificata nel 1710 e ricostruita nel 1741, è un piacevole esempio di decorazione rococò, a pianta centrale con lanterna, disegno del trapanese Francesco Nicoletti, già sede dei Gesuiti con l'annesso ex collegio, restaurata all'inizio del secolo XX con ridipinture a finto marmo e riaperta al culto dopo aver subito un'opera di ristrutturazione dovuta ai gravi danni subiti a causa del sisma del 1997.
  • Oratorio della Carità: Fu decorato negli anni 1587-1597 con un prezioso ciclo affrescato, raffigurante le Opere di Misericordia spirituale e corporale e realizzato dal pittore manierista urbinate Filippo Bellini. Il portale gotico in pietra proviene dall'ex monastero di Sant'Antonio fuori le mura. Il suo interno venne restaurato e riaperto al pubblico dopo il sisma del 1997, previa liberazione dalle scaffalature dei documenti e libri dell'Archivio Comunale che ne occupavano tutto lo spazio interno.
  • Chiesa dei Santi Biagio e Romualdo: Chiesa abbaziale benedettina risalente al XIII secolo, fu ampliata nel 1481 e quasi completamente ricostruita dopo il 1741 su progetto di Paolo Soratini da Lonato. All'interno, pregevole esempio di stile tardo barocco, sono conservati gli stalli lignei del coro (1642), interessanti dipinti di Pasqualino Rossi e l'organo di Gaetano Callido (1791, op. 294). Nella cripta è conservato il sarcofago marmoreo con le reliquie di San Romualdo, fondatore dell'Ordine Camaldolese, morto nel territorio comunale, in località Val di Castro (Poggio San Romualdo). Interessante il chiostro, di elegante stile rinascimentale, realizzato nel sec. XVI. Riaperta al culto dopo i restauri dovuti al sisma del 1997.
  • Chiesa di Sant'Onofrio o Scala Santa: Costruita nel 1407 e ricostruita nel 1727. Vi si possono ammirare pregevoli opere lignee, un Crocifisso di fine Trecento di scuola tedesca, un Ecce Homo quattrocentesco ed un affresco del sec. XV del Maestro di Staffolo. Molto cara alla devozione perché vi si conservano frammenti della Scala Santa di Roma.
  • Chiesa di Sant'Agostino: Della fabbrica tardo-duecentesca, oltre all'architettura esterna e al pregevole portale si conservano le due importanti cappelle gotiche interamente affrescate agli inizi del XIV secolo dal Maestro di Sant'Emiliano, pittore di scuola giottesca riminese. Nel chiostro si trova l'oratorio dei Beati Becchetti, che conserva un interessante Lignum Vitae dipinto dall'importante pittore tardogotico Lorenzo Salimbeni da San Severino Marche (inizi XV secolo). La chiesa fu riscostruita nel 1678.
  • Chiesa di Santa Caterina: Situata a Castelvecchio, dove sorgeva l'antichissima Chiesa di San Giorgio, è officiata dai Padri Minori Conventuali. In essa ebbero sepoltura Guido e Chiavello Chiavelli signori di Fabriano (secoli XIV-XV). All'interno opere di Giuseppe Cades (Roma 1750-1799) provenienti dalla Chiesa di San Francesco non più esistente. All'interno dell'ex-monastero il chiostro, in laterizio, edificato probabilmente nel 1473, data scolpita nello stemma degli Olivetani situato sul fianco destro della chiesa.
  • Collegiata di San Nicolò: Fondata dai Benedettini nella seconda metà del sec. XII, la chiesa collegiata fu ricostruita a partire dal 1630 su disegno del pisano Michele Buti. Notevole la facciata in laterizio, con loggia superiore a tre archi. Della chiesa medievale è visibile un affresco di Francescuccio di Cecco Ghissi (seconda metà del XIV secolo) e l'importante scultura lignea trecentesca raffigurante san Nicola da Bari, realizzata dal Maestro dei Magi di Fabriano. Insieme alla Cattedrale, la chiesa vanta la più ricca e importante collezione di tele manieriste e barocche: basterà ricordare i dipinti di Filippo Bellini (fine sec. XVI), Andrea Sacchi (sec. XVII), Giacinto Brandi (sec. XVII) e il celebre San Michele Arcangelo, magistrale opera del Guercino. Da visitare anche l'elegante chiostro barocco.
  • Edicola Chiesa Santa Maria del Piangato: Affresco raffigurante la Vergine col Bambino circondata da angeli di Ottaviano Nelli (1405 circa), restaurato nel 1993, già facente parte dell'omonima chiesa soppressa che si trovava in loco.
  • Chiesa di San Benedetto: Notevole monumento del secolo XIII, fu ricostruita tra il XVI e il XVII secolo e presenta un ricco interno barocco ampio e luminoso, a navata unica decorata da pregevoli stucchi e affreschi, è il più grande tempio in Italia dedicato al Santo fondatore dell'ordine dopo quello dell'Abbazia di Montecassino. Fondata da San Silvestro Guzzolini nel 1244 e ampliata nel 1290, fu ricostruita alla fine del Cinquecento. Elementi dell'edificio gotico sono murati sul fianco della chiesa. La facciata in cotto, incompiuta, è del 1764. All'interno si conserva una scultura in pietra di Martino da Cingoli (fine sec. XIII) raffigurante il Beato Giovanni dal Bastone. Gli stalli lignei del coro, in origine in Cattedrale, sono una preziosa testimonianza d'intaglio fiorentino di epoca tardogotica. Preziose le testimonianze figurative databili tra Cinquecento e Settecento con opere di Simone de Magistris, Orazio Gentileschi, Pasqualino Rossi, Giacinto Brandi, Francesco Vanni e altri.
  • Oratorio del Gonfalone: L'oratorio (secolo XIII, ricostruito tra Cinquecento e Settecento) presenta uno straordinario soffitto a cassettoni, intagliato e decorato in oro zecchino agli inizi del Seicento dallo scultore francese, lungamente attivo a Roma, Leonardo Scaglia. Alle pareti il ciclo di tele dedicato alla vita della Vergine è opera di Francesco Bastari (inizio XVII secolo).
  • Chiesa di Santa Maria Maddalena: Antico ospedale trecentesco, la chiesa, ricostruita nel 1858, conserva importanti affreschi del Maestro di Campodonico, geniale interprete della lezione di Giotto, di Allegretto Nuzi e la Maddalena penitente, indiscusso capolavoro di Orazio Gentileschi.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Piazza del Comune
L'ex Ospedale di Santa Maria del Buon Gesù
  • Palazzo del Podestà: Sorge nella centrale Piazza del Comune, è un edificio pubblico tipicamente medievale con una sua peculiarità nella tipologia a ponte, in ricordo della colmata dell'antico fiume cittadino che scorreva sotto di esso, e dell'unificazione dei quattro quartieri cittadini. Eretto nel 1255, interamente in pietra bianca di Vallemontagnana, modificato più volte, è costituito di tre corpi di fabbrica, dei quali quello centrale presenta il caratteristico voltone ogivale di sottopasso della strada e le eleganti trifore. Al di sotto dell'arcone restano interessanti affreschi (XIII-XIV secolo) che rappresentano scene di guerrieri in battaglia e un'enigmatica ruota della fortuna mossa da una figura femminile.
  • Palazzo del Comune: Risale al 1350 circa. Ricostruito nel 1690, è l'antica dimora dei Chiavelli, signori della città fino al 1435, e conserva l'androne voltato a crociera del XIV secolo e, nel cortile, il lapidarium con epigrafi e cippi provenienti dai municipi romani di Attidium (Attiggio), Tuficum (Borgo Tufico) e Sentinum (Sassoferrato).
  • Loggiato San Francesco:Edificato nella metà del Quattrocento su progetto del celebre architetto rinascimentale Bernardo Rossellino, giunto a Fabriano nel 1450 insieme a papa Niccolò V ed alla sua corte, che si rifugiò a Fabriano per sfuggire alla peste, il loggiato fu pensato per collegare l'imponente chiesa di San Francesco (edificata nel 1292 e demolita nel 1864) alla scenografica piazza del Comune. Fu prolungato alla fine del Seicento, con l'aggiunta di sette arcate alle primitive dodici. Nel 1790 fu collegato al contiguo Palazzo Comunale. Fu aperto al pubblico godimento dal 1818.
  • Ex ospedale di Santa Maria del Buon Gesù:Fondato da San Giacomo della Marca nel 1456 per riunirvi gli ospedali cittadini, è un elegante esempio di architettura tardogotica. Nella chiesa annessa è venerato il pregevole stendardo della Madonna del Buon Gesù, dipinto intorno al 1460 dal Maestro di Staffolo. Allo stesso pittore locale si debbono gli affreschi visibili sotto il portico. All'interno la chiesa conserva affreschi del fiorentino Andrea Boscoli, realizzati agli inizi del XVII secolo.
  • Portico dei Vasari: Parte di un antico ospedale (1316) situato nella piazza del Mercato (attuale piazza Garibaldi), centro economico della città nel Medioevo, conserva sulla facciata emblemi in pietra dell'Arte dei Calzolai e un affresco di un allievo di Allegretto Nuzi databile all'ultimo quarto del Trecento. Di fronte è visibile la pregevole fontana della piazza (seconda metà del XV secolo).

Aree di interesse naturalistico ed escursionistico[modifica | modifica wikitesto]

  • L'Aula Verde di Valleremita. L'area situata a sud-ovest di Fabriano, compresa nel bacino montano dell'Esino, si presenta ricca di biotipi naturali ancora ben conservati e rappresentativi dell'ambiente del medio Appennino centrale. Il sentiero dell'aula verde si snoda all'interno della valle di Valleremita che si sviluppa tra i versanti sud-est del monte Rogedano (917 m) e nord-ovest del monte Puro (1155 m), facente parte della dorsale umbro-marchigiana. La dorsale umbro-marchigiana sulla quale si sviluppa la valle di Valleremita è prevalentemente costituita da terreni mesozoici a base per lo più calcarea e comprende anche limitate aree collinari con terreni marnosi miocenici.
  • Monte Cucco. All'estremità nord-occidentale del territorio comunale di Fabriano, confinante con la sua frazione di Rucce, è situata la frazione di Piaggiasecca (in territorio di Sassoferrato). Già meta di escursionisti fin dagli anni trenta del XX secolo[4] la frazione è luogo di passaggio obbligato per gli escursionisti del Monte Cucco (situato in territorio di Costacciaro, Umbria) attraverso il Passo Porraia, dal quale si accede anche alla Valle delle Prigioni e alla Forra di Rio Freddo. In bici è possibile percorrere agevolmente il sentiero che porta a Val di Ranco.

I boschi[modifica | modifica wikitesto]

La zona è molto ricca di boschi di latifoglie caducifoglie che si presentano in composizioni floristiche diverse, in particolare si segnala il Bosco di Frasassi, un'oasi in gestione al WWF ricompresa in un sito di interesse comunitario (SIC IT5320003) e in una zona di protezione speciale (ZPS IT5320017).

Al centro della valle si sviluppa un bosco di Faggio, Acero riccio e Acero di monte. Sui versanti della valle e al di sopra della Faggeta sono presenti boschi per lo più costituiti da Carpino nero, Orniello, Acero napoletano e Roverella. Questo tipo di bosco è arricchito anche dalla presenza dell'unica specie arborea sempreverde diffusa spontaneamente nell'area: il Leccio.

La distribuzione delle diverse specie viventi sul territorio è condizionata dall'azione di alcuni fattori ecologici, capaci di influire direttamente sugli organismi almeno in una fase della loro vita. Essi si distinguono in abiotici (clima, luce, temperatura, terreno) e biotici dovuti all'attività degli organismi (rapporti di predazione, parassitismo, competizione). A Valleremita la distribuzione della vegetazione risente essenzialmente dell'azione delle caratteristiche climatiche: la stretta configurazione della valle impedisce infatti il soleggiamento della parte più interna, dove il clima rimane umido e fresco, consentendo lo sviluppo di boschi di Faggio a quote di gran lunga inferiori alla normale fascia altimetrica da essi generalmente occupata. Dove il soleggiamento è maggiore si distribuiscono gli orno-ostrieti. La situazione della vegetazione non è stabile nel tempo, tende ad evolvere spontaneamente.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del bosco sono presenti le seguenti specie animali:

Escursioni in montagna[modifica | modifica wikitesto]

Partendo dalla frazione di Nebbiano, è possibile scalare il monte di Nebbiano fino a raggiungere la croce sulla cima (790 m.).

Persone legate a Fabriano[modifica | modifica wikitesto]

Gli artisti fabrianesi nei secoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Gentile da Fabriano (Fabriano, 1370 - Roma, 1427)
    È stato uno dei maggiori esponenti del gotico internazionale. La sua formazione avvenne probabilmente nel clima del gotico presente in area marchigiana tra Fabriano, Camerino e San Severino, ma ben presto abbandonò le Marche, lavorando nei maggiori centri dell'Italia centro-settentrionale: Firenze, Siena, Roma, Orvieto, Perugia, Venezia.
  • Giovanni di Bartolomeo (Fabriano + 1399), il "Maestro dei Magi", fondatore della Chiesa e Monastero di Santa Caterina.
  • Antonio da Fabriano
    Attivo nella seconda metà del XV secolo, è uno dei maggiori pittori del Quattrocento marchigiano, documentato per la prima volta a Genova nel 1448, dove si formò a contatto con Donato De' Bardi e le opere dei maestri fiamminghi come Jan Van Eyck. Il capolavoro di Antonio è il San Girolamo nello studio (1451) oggi nel Museo Walters di Baltimora. A Fabriano sono visibili opere di Antonio, nell'atrio di Palazzo Baravelli (p.zza G.B. Miliani) e in Pinacoteca.
  • Gaspare Pacchierotti (Fabriano, 1740 - Padova, 1821)
    Fu uno dei più noti cantanti lirici castrati del XVIII secolo.
  • Quirino Ruggeri (Fabriano, 1883 - Roma, 1955)
    Emigrato in Usa come sarto, rientra a Roma intorno al 1920 e completa la sua formazione artistica da autodidatta. Fra i protagonisti della storica mostra "Valori Plastici" (Roma, 1927), fu uno tra i più apprezzati esponenti della scultura figurativa e monumentale italiana. Nella produzione pittorica si interessò del linguaggio figurativo astratto[senza fonte]
  • Edgardo Mannucci (1904-1986)
    Uno dei più grandi scultori del Novecento italiano. Trasferitosi a Roma nel 1927, frequenta lo studio dello scultore Quirino Ruggeri. Frequenta poi Cagli, Afro, Burri, Capogrossi e Colla. Con questi ultimi due artisti aderisce nel 1952 al Gruppo origine. Dopo la seconda guerra mondiale, la sua attività artistica segna il passaggio dal figurativo all'astratto, interessato ad esplorale il dialogo tra la materia e l'energia. Visse gli ultimi anni di vita ad Arcevia.
  • Guelfo Bianchini (Fabriano, 1937- Roma, 1997)
    Uno dei più apprezzati interpreti del surrealismo italiano[senza fonte]. Tra le sue opere più originali visitabili in città, vanno menzionate le vetrate realizzate per la chiesa di S.Giuseppe Lavoratore.
  • Giuseppe Uncini (Fabriano, 1929Trevi, 31 marzo 2008)
    Scultore allievo di Mannucci, nelle sue opere sperimenta l'utilizzo dei materiali più vari, come cemento, mattoni, ferri.
  • Roberto Stelluti (Fabriano, 1951)
    Uno dei più importanti incisori italiani[senza fonte], mantiene ancora il suo laboratorio a Fabriano nell'ex convento di S.Onofrio
  • Aurelio Ceccarelli (Fabriano, 1924)
    Attivo lungamente all'estero, Ceccarelli è un interprete molto noto della grande tradizione dei muralisti sudamericani.[senza fonte]
  • Franco Giuli (Cerreto d'Esi, 1934)
    Fabrianese di adozione, è l'esponente più noto della pittura italiana Madì[senza fonte]
  • Eva Mei (1967) è un soprano in piena attività.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Popolazione nel passato[modifica | modifica wikitesto]

Anno Città Totale
1562 8403 18249
1708 7348 17908
1729 7040 17396
1763 6742 18543
1798 6030 18176
1808 6035 19194
1819 4640 15900

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 3.530 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Albania Albania 579 1,82%

Macedonia Macedonia 515 1,62%

Romania Romania 445 1,40%

Marocco Marocco 328 1,03%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo della Carta e della Filigrana
Il museo ha la sua sede all'interno di uno dei più bei complessi monumentali della città di Fabriano, l'antico Convento di San Domenico. Qui è stata ricostruita fedelmente una cartiera medievale dove mastri cartai illustrano le antiche tecniche di produzione della preziosa carta filigranata a mano. Un viaggio affascinante nel mondo della carta, nella Città che ne è stata e resta la sua capitale (olim cartam undique fudit). All'interno del Museo si può partecipare ad attività didattiche, anche residenziali, relative alla lavorazione di carte a mano filigranate. La visita al Museo della Carta e della Filigrana, della durata di 1 ora circa, include una dimostrazione dal vivo della produzione della carta a mano, la visione di forme e filigrane antiche, e un audiovisivo sulla storia della carta a Fabriano.
Museo Farmacia Mazzolini Giuseppucci
Ubicato lungo Corso della Repubblica, il museo è dedicato ad una delle farmacie storiche più importanti in Italia. Gli straordinari arredi lignei realizzati nel 1896 dal perugino Adolfo Ricci, raffigurano i più grandi scienziati e le più grandi scoperte del XIX secolo. La collezione originaria di porcellane di manifattura Ginori e vetri è interamente conservata ed esposta. Il Museo è centro di numerose attività didattiche legate alla divulgazione della storia della scienza.
Pinacoteca Civica "Bruno Molajoli"
Dedicata all'importante storico dell'arte Bruno Molajoli (1905-1985), nato a Fabriano, conserva una delle più importanti collezioni d'arte medievale delle Marche. Vanta preziosi dipinti su tavola e affreschi di Allegretto Nuzi, del Maestro di Staffolo, di Antonio da Fabriano, Ottaviano Nelli, Orazio Gentileschi, Andrea Boscoli e altri. Importante e ricca la collezione di sculture lignee trecentesche del Maestro dei Magi di Fabriano e del Maestro dei Beati Becchetti e la serie di arazzi fiamminghi databili tra il XVI e il XVII secolo.
Museo di biciclette d'epoca per antichi mestieri
Ubicato in via Gioberti 11, il museo è dedicato a uno spaccato di mestieri e attività commerciali che hanno caratterizzato la microeconomia dell'Italia dagli anni 20 agli anni 60; le biciclette esposte provengono da tutta Italia a significare una generale esigenza di soluzioni a necessità della vita quotidiana: dal lattaio,al caldarrostaio, al medico veterinario, allo sciuscià, all'arrotino, al postino, al norcino e via di seguito per una ottantina di mestieri, rappresentati in un ambiente molto suggestivo. Da non perdere per capire da dove veniamo.

Teatro Gentile da Fabriano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teatro Gentile da Fabriano.

Il Teatro Gentile (1869-84) ricostruito dopo un incendio dall'architetto Petrini, il nuovo teatro, inaugurato nel maggio del 1884 ed intitolato a Gentile da Fabriano, ha una facciata neoclassica e un'ampia sala a ferro di cavallo caratterizzata da quattro ordini di palco e loggione balconato. Il sipario è una pregevole opera del bolognese Luigi Serra. Considerato uno dei teatri più belli ed eleganti delle Marche è noto e apprezzato, in Italia e all'estero, per l'acustica eccellente. Scelto per questo motivo da numerosi artisti e orchestre per ospitarvi sedute d'incisione, ogni anno ospita prestigiose stagioni di prosa, musica sinfonica, spettacoli comici. Al suo interno è stato girato il film L'assassino ha riservato nove poltrone del 1974.

Sagre, feste e tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Palio di San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 nasce il Palio di San Giovanni Battista, che si svolge ogni anno intorno alla metà del mese di giugno per concludersi il giorno della festa del Patrono di Fabriano, San Giovanni Battista, appunto, il 24 giugno, con la Sfida del Maglio, dove 4 fabbri [uno per ogni quartiere denominato da una delle quattro Porte cittadine (Porta del Borgo, giallo; Porta Cervara, rosso; Porta del Piano, azzurro; e Porta Pisana, verde)] si sfidano nel forgiare una chiave, la quale dovrà far scattare un meccanismo che faccia innalzare il gonfalone della Porta nel minor tempo possibile. Oltre alla Sfida del Maglio, ci sono altre rievocazioni storiche nel corso della manifestazione, come i Borghi Medievali, che rappresentano scene di vita medievale, il Corteo Storico, i Giochi Popolari che comprendono gare di tiro alla fune, corsa con i trampoli, corsa con le brocche, gioco del bracciale, e corsa coi "carioli". Troviamo poi il Torneo degli Arcieri, mostre, spettacoli, cerimonie religiose, e la realizzazione di stupende infiorate artistiche, che solitamente vengono realizzate all'interno di chiese o di chiostri. Inoltre, dal 1999 è stato introdotto anche il Palio dei Monelli, che si svolge la penultima sera, il 23 giugno e vede sfidarsi bambini al di sotto dei 14 anni.

Poiesis[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2009 la città a fine maggio ospita Poiesis, un festival di 3-4 giorni con lo scopo di promuovere e valorizzare la poesia, anche integrata con altre forme d'arte.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Università[modifica | modifica wikitesto]

È attiva a Fabriano la facoltà d'Ingegneria.

Primo ciclo d'istruzione (elementari-medie)[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti 3 istituti comprensivi (con ciascuno 1 scuola media e alcune elementari):

  • I.C. Marco Polo (Fabriano ovest)

- elementari: "G. Mazzini"; "Marischio" - medie: "Marco Polo"

  • I.C. Fernarna Imondi Romagnoli (Fabriano centro)

- elementari: "Alegretto di Nunzio"; "C. Collodi" - medie: "Gentile da Fabriano"

  • I.C. Aldo Moro (Fabriano est)

- elementari: "A. Moro"; "Santa Maria"; "Albacina" - medie: "Giovanni Paolo II"

Scuole superiori[modifica | modifica wikitesto]

  • Liceo classico "Stelluti" (+ linguistico + scienze umane)
  • Liceo scientifico "V. Volterra"
  • Liceo artistico "Mannucci"
  • I.T.C. "G. Morea"
  • I.T.I.S. "Miliani"
  • I.P.S.I.A. "Merloni"
  • Ististuto agrario

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del Teatro Gentile è stato girato il film L'assassino ha riservato nove poltrone del 1974. A Fabriano sono state inoltre ambientate le serie televisive Un dottore quasi perfetto del 2007 e, dal 2014, Che Dio ci aiuti.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Albacina, Argignano, Attiggio, Bassano, Bastia, Belvedere, Borgo Tufico, Cacciano, Ca' Maiano, Campodiegoli, Campodonico, Cancelli, Cantia, Castelletta, Ceresola, Ciaramella, Coccore, Collamato, Collegiglioni, Colle Paganello, Cupo, Fontanaldo, Grotte, Marena, Marenella, Marischio, Melano, Moscano, Nebbiano, Paterno, Poggio San Romualdo, Precicchie, Rocchetta, Rucce, San Donato, San Giovanni, San Michele, San Pietro, Sant'Elia, Serradica, Valgiubbola, Vallemontagnana, Valleremita, Vallina, Varano, Viacce, Vigne.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fabriano è famosa nel mondo per la produzione cartiera fin dal XIII secolo. Non si hanno documenti precisi sull'origine della lavorazione della carta, ma è accertato che fu la seconda cartiera in Europa, dopo quelle de la Spagna musulmana (Xàtiva) e Catalogna (alla seconda metà del XII secolo) e del tutto probabile che già dalla fine del XII secolo in città si producesse la carta bambagina, ottenuta con le fibre dei cenci di lino. Fabriano fu una delle più antiche città italiane produttrici di carta: i fabrianesi inventarono la pila idraulica a magli, la filigrana e la collatura con gelatina animale. Grazie a queste innovazioni l'industria ebbe grande sviluppo nei secoli XIV e XV, quando si contavano almeno 40 botteghe. Nella seconda metà del Trecento le industrie locali producevano un milione di fogli l'anno, che prendevano la via di Venezia, Firenze e di altre città, anche d'oltremare, del mondo allora conosciuto. Dopo un periodo di progressivo decadimento dal 1780, grazie a Pietro Miliani, che diede un nuovo impulso a questa attività, Fabriano tornò ad essere la città della carta, specializzandosi nelle carte valori, che ancora oggi sono le più ricercate. Oltre che per la produzione della carta, fin dal basso medioevo Fabriano eccelleva in numerose altre attività artigianali. Oggi la città ha un carattere prevalentemente industriale con imprese in ogni campo, tra cui però primeggiano alcune di fama internazionale: le storiche Cartiere Miliani, le industrie di elettrodomestici Merloni (Indesit Company, Ariston Thermo Group, Antonio Merloni) e le industrie produttrici di cappe aspiranti per cucine (Faber, Elica, Tecnowind, Best, Airforce).

Notevole anche la lavorazione dei salumi: rinomato il salame di Fabriano, tipico salame coi lardelli marchigiano, da sempre sulle tavole dei buongustai oggi in fase di rilancio grazie al Consorzio di Produzione e Tutela da poco costituito. Inoltre nell'area è stata selezionata una razza ovina tipica, la fabrianese.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Edifici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi PalaGuerrieri.

È prevista la sua ristrutturazione per il 2015 e la trasformazione in centro multifunzionale.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Calcio a 11

Calcio a 5

La società Vigor Fabriano ha partecipato al Campionato di serie B, nella stagione 2006-2007 fino alla stagione 2008-2009. La Vigor Fabriano c/5 nasce alla fine dell'estate del 1997 dal classico gruppo di amici ed appassionati sportivi e praticanti. Negli anni si sono succeduti 4 presidenti: Sandro Morettini, Claudio Alianello, Luca Bartoloni, attualmente Claudio Sonaglia. Alcuni dei giocatori della Vigor: Mariano Comas (italo-argentino), Ariel Hernan Selle (italo-argentino), Giacomo Lamedica (italiano), Stefano Falcioni (italiano), Caporali Simone (italiano), Paolo Amadei (italiano), William Stroppa (italiano) Gonzalo "Lalo" Suarez (italo-argentino), Andrea Bonucci (italiano). Il Real Fabriano partecipa al campionato di serie C1. In C2, giocano poi un'altra squadra fabrianese, la Virtus Fabriano e in Serie D il Campodonico e il Nebbiano (entrambi di due località fabrianesi) giocano nel girone D marchigiano.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fabriano Basket, Janus Basket Fabriano e Spider Fabriano.

La principale squadra di pallacanestro maschile di Fabriano è stata la Fabriano Basket. La società ha militato nella Lega Basket Serie A per sette campionati. Nel 2008 ha rinunciato alla Legadue, cedendo il titolo sportivo al Roseto Basket.

In seguito ebbe successo la squadra della Spider Fabriano, arrivata fino alla Serie A Dilettanti (ora DNA Silver, ex B1); la città è attualmente rappresentata dalla Janus Basket Fabriano (che nelle stagioni 2013-14 e 2014-15) gioca nella Serie C regionale.

Pugilato[modifica | modifica wikitesto]

Dopo molti anni di inattività agonistica, nel Gennaio 2013 la "Nobile Arte" è tornata protagonista in città attraverso l’associazione: " A. S. D. Pugilistica Fabrianese Liberti" sita all'interno del Palazzetto dello Sport "PalaGuerrieri". In passato, Fabriano , ha avuto una grande tradizione di atleti professionisti in questa disciplina, vale la pena ricordare Primo Zamparini, medaglia d'Argento pesi Gallo, ai Giochi Olimpici di Roma '60. Attualmente è supervisore e allenatore presso l'associazione stessa.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La Pallavolo Fabriano partecipa al campionato di Serie B2 femminile, ma ha trascorsi anche in Serie A. La squadra maschile non è mai salita oltre la Serie B1.

Taekwondo[modifica | modifica wikitesto]

Nella città è presente questa arte marziale attraverso due società: la Tiger Team Fabriano e l'A. S. D. Taekwondo Fabriano. Quest'ultima, il cui presidente è Giovanni Berardi (unica cintura nera 7° Dan nell'arco di 200 km) è attiva dal 1978 e ha vinto diversi titoli, sia a livello individuale, che a squadra. Inoltre da questa società proviene Luca Massaccesi (medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Barcellona 1992, quando il TKD era ancora uno sport dimostrativo).

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

Il Rugby Fabriano partecipa al campionato di Serie C.

Ginnastica ritmica[modifica | modifica wikitesto]

Fabriano vanta una squadra di altissimo livello in Serie A capitanata dalla pluricampionessa italiana Julieta Cantaluppi.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Fabriano è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
7 giugno 1998 9 giugno 2002 Francesco Santini centro-sinistra sindaco [6]
10 giugno 2002 10 giugno 2007 Roberto Sorci centro-sinistra sindaco [6]
11 giugno 2007 20 maggio 2012 Roberto Sorci centro-sinistra sindaco [7]
21 maggio 2012 in carica Giancarlo Sagramola centro-sinistra sindaco [8]

Modi di dire[modifica | modifica wikitesto]

Anche se oggi l'espressione è disusata, il nome di Fabriano è stato a lungo utilizzato nella locuzione le chiappe di Fabriano per alludere al deretano. L'espressione giocava sull'equivoco tra la denominazione popolare delle "tenaglie a massello", cioè molle per il fuoco (chiappe) dei fabbri e un ben noto sinonimo delle "natiche". L'espressione è abbastanza antica: la si trova, per esempio, nel Bertoldo di Giulio Cesare Croce (che era figlio di un fabbro):

« Per che causa il staffile del Re fa venire nere a te le chiappe di Fabriano? »
(G. C. Croce, Le sottilissime astuzie di Bertoldo (1606))

In conseguenza di ciò, la sola allusione al nome di Fabriano in contesti umoristici o satirici bastava a suscitare l'ilarità dell'uditorio per via dell'evidente allusione alla locuzione suddetta. Si può vedere, ad esempio, la figura di Donna Fabia Fabron de Fabrian di Carlo Porta, che prende di mira la prosopopea delle gran dame di un mondo superato. Lo stesso Porta usa il nome di Fabriano nella veduta accezione.

(LMO)
« (...) amalastant el pes del fabrian (...) »
(IT)
« (...) nonostante il peso del deretano (...) »
(Carlo Porta, Fraa Diodatt)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Comune più esteso delle Marche
  2. ^ a b [1]
  3. ^ "A Fabriano tre colossei di neve" Sorci non sa più come smaltirla, Il Resto del Carlino, 14 febbraio 2012. URL consultato il 15 febbraio 2012.
  4. ^ Guida del Touring Club per le Marche, pag. 316,
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ a b Repubblica.it
  7. ^ Speciale elezioni 2007 - Elezioni amministrative
  8. ^ Fabriano - Ballottaggio - Elezioni Comunali 6-7 maggio 2012 - la Repubblica.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Canavari, Fervore risorgimentale e ricordi garibaldini a Fabriano, Fabriano, Arti grafiche Gentile, 1961.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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