Jesi

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Jesi
Panorama di Jesi
Jesi - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: bandiera Marche
Provincia: stemma Ancona
Coordinate: 43°31′22.04″N 13°14′38.22″E / 43.5227889, 13.24395Coordinate: 43°31′22.04″N 13°14′38.22″E / 43.5227889, 13.24395
Altitudine: 97 m s.l.m.
Superficie: 107,73 km²
Abitanti:
40.502 31-7-2009 
Densità: 375,03 ab./km²
Frazioni: Castelrosino, Mazzangrugno, Pantiere di Jesi, Santa Lucia, Tabano 
Comuni contigui: Agugliano, Camerata Picena, Castelbellino, Chiaravalle, Cingoli (MC), Filottrano, Maiolati Spontini, Monsano, Monte Roberto, Monte San Vito, Polverigi, San Marcello, San Paolo di Jesi, Santa Maria Nuova, Staffolo
CAP: 60035
Pref. telefonico: 0731
Codice ISTAT: 042021
Codice catasto: E388 
Class. sismica: zona 2 (sismicità media)
Class. climatica: zona D, 1899 GG
Nome abitanti: jesini 
Santo patrono: San Settimio 
Giorno festivo: 22 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Jesi è un comune italiano di 40.502 abitanti[1] della provincia di Ancona nelle Marche.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Jesi è situata nella bassa valle dell'Esino. Si estende su una superficie di 107 km², ad un'altitudine di 97 m s.l.m..

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Jesi.

Nonostante la vicinanza al mare, Jesi presenta un clima alquanto continentale. Il clima è caratterizzato da inverni freddi e umidi, a volte nevosi. In gennaio spesso tirano venti di tramontana (coda di bora). Si ricordano per esempio fra gli inverni rigidi quelli del 1995 e del 1996 dove si contavano 50-60 cm di neve e una temperatura notturna di -12 °C. Le estati sono umide e afose, caratterizzate per lo più da una totale assenza dei venti. Nel 2003 si registrarono picchi record di 43 °C. Alla fine dell'estate (agosto) spesso si verificano violenti temporali con possibili grandinate. Le stagioni mediane, fresche sui rilievi, e temperato sulla fascia costiera, possono rivelarsi anche molto piovose (aprile-maggio) e con presenza di dense foschie e nebbie, in particolare nei mesi autunnali.

[modifica] Storia

Jesi ha origini molto antiche e fu colonia romana dal 247 a.C. (l'antica Aesis); divenne Libero comune nell'XI secolo e fu poi contesa per secoli tra Malatesta, Sforza e Braccio da Montone. Città natale di Federico II del Sacro Romano Impero Germanico (1194) e di Giovan Battista Pergolesi (1710). Fu una delle prime città italiane a istituire una tipografia. Fu qui che Manuzzi modificò i caratteri di stampa, che prima erano in legno, utilizzando il piombo. Nel 1969 è stata sede d'un Convegno Urbanologico Internazionale promosso dall'UNESCO, che l'ha segnalata come "città esemplare" per l'integrazione architettonica dei suoi vari strati storici.[2]

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Mura
Mura, Montirozzo
Palazzo della Signoria
Palazzo della Signoria, Cortile del Sansovino
Palazzo Balleani
Duomo
Palazzo Ripanti
Palazzo Marcelli
Palazzo Ricci
Teatro Pergolesi
  • Il Duomo, dedicato a San Settimio, fu costruito tra il Milleduecento e il Millequattrocento probabilmente ad opera di Giorgio da Como, di cui rimangono alcuni elementi all'interno tra cui i due leoni già nel portale della vecchia chiesa, ora ai piedi delle acquasantiere, e fu rifatta a croce latina tra i secoli XVIII e XIX. Il campanile settecentesco, che caratterizza il profilo urbano del vecchio nucleo, è opera del locale artefice Francesco Matellicani ed è una goffa imitazione di quello più noto del santuario di Loreto.
  • Il palazzo Balleani è un esempio di barocco locale, venne realizzato a partire dal 1720 su disegno dell'architetto romano Francesco Ferruzzi. Sull'elegante facciata, dagli spigoli arrotondati, è una caratteristica balconata barocca con ringhiera in ferro battuto, sorretta da quattro possenti telamoni, realizzata nel 1723 dal ravennate Giovanni Toschini.

L'interno colpisce per la ricchezza delle sale con i soffitti dai leggerissimi e raffinati stucchi dorati, eseguiti da diversi artisti, tra cui i decoratori Giuseppe Confidati, Antonio Conti, Marco d'Ancona, Orazio Mattioli e il pittore Giovanni Lanci.

  • Le mura racchiudono il nucleo medievale della città. Sono trecentesche, costruite sul tracciato delle mura romane: restano le sei porte e le torri.
  • Il palazzo della Signoria fu costruito nel tardo Quattrocento; la torre, i portali e la facciata sono fra gli elementi più interessanti dovuti all'intervento del celebre architetto senese Francesco di Giorgio Martini. Il cortile porticato è pregevole opera di Andrea Sansovino che lo realizzò nel 1519.
  • Il palazzo Ricci: Il palazzo sorge sull'area Rocca pontelliana, fra l'Arco del Magistrato e Piazza Spontini, con il prospetto posteriore che da sulla Piazza della Repubblica e sul quale si eleva una facciata neoclassica, ricavata a seguito della demolizione del Torrione meridionale della Rocca, avvenuta nel 1890. Fu voluto dal conte Vincenzo di Costantino Ricci che ne affidò l'esecuzione, nel 1544, a Giovanni di Bellinzona e Pierantonio di Baldassarre da Carena. I lavori vennero terminati nel 1547 dai costruttori jesini Guido di Giovanni e Giovanpietro di Beltrani.

Il palazzo si caratterizza per la facciata a bugnato con pietre tagliate a forma di diamante, sull'esempio del prestigioso Palazzo dei Diamanti di Ferrara e del più vicino Palazzo Mozzi di Macerata, realizzato pochi anni prima, e al quale il Ricci si ispirò probabilmente per la sua residenza jesina. Completa l'edificio un porticato a sei arcate che alleggerisce la struttura.

  • Il teatro Pergolesi (già della Concordia) venne costruito nel 1790, in un'area occupata da piccole botteghe in Piazza della Repubblica, allora "della Morte", ceduta dal Comune alla Società della Concordia nel 1790.

Fu inaugurato nel 1798, in piena occupazione francese, con due opere del Cimarosa, La Capricciosa corretta e Il Principe Spazzacamino, che vennero cantate dal soprano pesarese Anna Guidarini, madre di Gioacchino Rossini, in un teatro disertato dalla nobiltà jesina per paura di rappresaglie da parte dei giacobini.
Nel 1883 il teatro cambiò nome, perdendo quello originale della Concordia e assumendo quello del musicista jesino Giovanni Battista Pergolesi; venne poi ceduto definitivamente dalla Società al Comune nel 1933.

  • Il palazzo Pianetti "in Terravecchia" fu costruito alla metà del Settecento ed è un capolavoro del rococò italiano. La lunghissima facciata è aperta da cento finestre, mentre sul lato posteriore vi è un bellissimo giardino all'italiana.

All'interno è ospitata la pinacoteca, di grande rilievo sono alcune pitture di Lorenzo Lotto: Visitazione (1530), Annunciazione, Madonna col Bambino e santi, San Francesco che riceve le stimmate (1526), San Gabriele, Annunciata (1526) e il suo capolavoro, il Giudizio di Santa Lucia (1531). Vi sono custodite, inoltre, epigrafi funerarie, terrecotte robbiane, vasi da farmacia e ceramiche.

  • L'ex orfanotrofio femminile, con chiesa annessa, esempio di edilizia "illuminata" della seconda metà del XVIII secolo, dell'arch. romano Virginio Bracci.
  • San Giovanni Battista, costruita nel XVII secolo dall'Ordine dei filippini, dall'interessante interno perfettamente restaurato nella sua originaria coloritura bianco-oro.
  • San Nicolò, chiesa del Duecento, ripristinata negli anni '70, ha abside romanica, portale gotico ed interno a tre navate con volte a crociera costolonate;
  • San Pietro, di origini medioevali, ricostruita nel XVIII secolo ad opera dell'architetto Mattia Capponi, con facciata coronata da due campaniletti.
  • San Bernardo, già cappella del Palazzo Pianetti "in Porta Valle", con esuberante interno settecentesco ricco di stucchi tipicamente mitteleuropei , recentemente recuperata dopo essere stata adibita a deposito di carbone, ospita periodicamente esposizioni e manifestazioni culturali.
  • Santa Maria del Piano, ex abbaziale, fuori dal centro storico lungo la strada per Macerata, che conserva all'interno antiche vestigia delle sue origini.
  • San Savino (resti), di epoca altomedioevale, a poca distanza dalla "nuova" costruita alla metà del XVI secolo.
  • nuovo civico cimitero, opera dell'architetto Leonardo Ricci, sorge a fianco del vecchio Cimitero ottocentesco. Iniziato negli anni ottanta del secolo scorso, attualmente è in via di ultimazione.

[modifica] Personalità legate a Jesi

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Fabiano Belcecchi (PD) dal 28/05/2002 (rieletto nel 2007) (2º mandato)
Centralino del comune: 0731 5381
Posta elettronica: urp@comune.jesi.an.it

[modifica] Città gemellate

[modifica] Sport

  • Calcio: Anche il calcio, come in tutte le città italiane, è molto popolare. La squadra locale, la Jesina Calcio, attualmente milita in Eccellenza. È nato a Jesi il calciatore ed allenatore Roberto Mancini ed è jesino anche l'ex portiere Luca Marchegiani
  • Pallacanestro: Tra gli sport di vertice a Jesi c'è la pallacanestro. La squadra locale è l'Aurora Basket Jesi (Fileni Jesi), che attualmente milita nel campionato di Legadue . Il massimo risultato ottenuto dalla società jesina è stato la promozione in serie A1 nel 2004.
  • Pallavolo: La pallavolo femminile è molto seguita perché la squadra cittadina (la Monte Schiavo Banca Marche Jesi) è in serie A e ha nella sua rosa diverse giocatrici di livello nazionale. Ci sono molte squadre giovanili, principalmente del centro sportivo Pieralisi. La pallavolo maschile è meno popolare ma comunque conta una squadra in serie B
  • Scherma: è rappresentata dai campioni olimpici Stefano Cerioni, Giovanna Trillini e Valentina Vezzali, tutti allievi del maestro Ezio Triccoli.
  • Rugby: la società Rugby Jesi 70 partecipa nella stagione 2008-2009 alla serie C, girone 1.

Il continuo aumentare però del livello tecnico del campionato stesso, data la presenza di compagini quali la Gran Sasso Rugby o il Paganica Rugby, ha portato progressivamente al diminuire delle posizioni in classifica dello Rugby Jesi '70. Il miglior traguardo raggiunto è la serie B.

[modifica] Note

  1. ^ Bilancio demografico mensile ISTAT del 31 luglio 2009
  2. ^ Si veda l'articolo di Alvise Cherubini

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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