Ferrovia Roma-Ancona
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| Linea ferroviaria in Italia Roma - Ancona |
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|---|---|
| Soprannome | Strada Ferrata Pio Centrale |
| Inizio | Roma |
| Fine | Ancona |
| Attuale gestore | Ferrovie dello Stato, RFI |
| Vecchi gestori | Società per le strade ferrate romane, Società Italiana per le strade ferrate meridionali |
| Lunghezza | 299 km |
| Regioni | |
| Scartamento | normale |
| Elettrificazione | 3000 Volt, corrente continua |
| Diramazioni | per Firenze, Capranica, Sulmona, Sansepolcro (FCU), Terontola, Pergola, Civitanova Marche, Bologna, Pescara |
La linea Roma – Ancona è una ferrovia che collega la capitale con la costa adriatica e più precisamente con la città di Ancona. Durante il suo percorso, questa attraversa la catena montuosa degli Appennini, in buona parte in territorio umbro, dove tocca anche le città di Terni, Spoleto e Foligno. Nei progetti originali, predisposti ancora dallo Stato Pontificio, fu denominata Strada Ferrata Pio Centrale, tale nome fu abbandonato dallo Stato Italiano.
Indice |
[modifica] Storia
Il progetto della ferrovia prese forma nell'allora Stato Pontificio dopo la morte, nel 1846 del papa Gregorio XVI che era fortemente contrario all'uso del diabolico mezzo ferroviario. Salito sul trono di Pietro Pio IX , la Segreteria di Stato, con la Notificazione del 7 novembre 1846 autorizzava tra l'altro la costruzione di una ferrovia che collegasse lo Stato al suo principale porto dell'Adriatico, quello di Ancona [1]. Lo scopo era anche quello di raggiungere Bologna e Modena e collegarsi con le strade ferrate del Lombardo-Veneto in mano alla cattolicissima Austria. Vennero presentate varie alternative di tracciato passanti per il valico di Fossato, per la valle del Potenza e per la valle del Nera e del Chienti, ma alla fine la commissione pontificia approvò la prima alternativa rilasciandone nel maggio 1856 la relativa Concessione. Nel progetto prese il nome di Ferrovia Pio Centrale in onore del Papa, ma fu realizzata solo dieci anni dopo, inaugurata il 29 aprile 1866, dal Regno d'Italia; l'avvio dei lavori era stato rallentato dal passaggio dallo Stato Pontificio al Regno d'Italia di gran parte del territorio attraversato dalla ferrovia e la costruzione era andata a rilento per dissesti e scandali finanziari, difficoltà di tracciato e non ultimo terribili incidenti come l'esplosione del deposito di polveri da sparo durante la costruzione del tratto Narni-Nera. L'esercizio fu comunque iniziato, nelle tratte già costruite, già nel 1865 dalla Società per le strade ferrate romane nate dalle ceneri di un gruppo di piccole società minori. Nel 1870 la linea venne interrotta dal Genio guastatori pontificio in più punti per contrastare l'occupazione italiana degli ultimi brandelli di territorio rimasti al papato. Riattivata con Roma ormai capitale, svolge tuttavia un servizio oltremodo scadente che a seguito delle proteste generali portò al riscatto della linea da parte dello Stato, dato il fallimento della SSFR. Nel 1885 la linea venne incorporata nella Rete Adriatica e gestita dalla Società Italiana per le strade ferrate meridionali che già nel 1890 provvide all'attivazione del doppio binario tra Roma ed Orte. Nel 1905 l'esercizio passò alle FS, nel 1906 venne attivata la tratta da Ancona ad Ancona Marittima e alla fine del 1907 raddoppiati il tratto tra Ancona e Falconara. Data l'importanza della relazione e per il traffico in aumento, durante il periodo fascista, si procedette al potenziamento delle infrastrutture; la linea comunque continuò ad essere esercita con trazione a vapore con l'uso delle potenti locomotive 471. Nel 1935 l'introduzione delle automotrici ALn 56 permise di ridurre quasi a metà il tempo di percorrenza occorrente alla relazione stabilendo anche treni non stop tra Roma ed Ancona in sole 4 ore contro 7 ore dei treni ordinari a vapore. Il 28 ottobre1935 finalmente venne il tempo della trazione elettrica a 3000 volt a corrente continua con l'utilizzo delle nuove elettromotrici binate ALe 40 provviste anche di cucina a bordo. A seconda guerra mondiale già iniziata venne attivato anche il raddoppio della Orte-Foligno ma già nel 1944 la linea intera era interrotta in vari punti con gravissimi danni ad oltre il 60% delle infrastrutture. La riattivazione completa avvenne nel 1946. La linea, proprio a causa della sua tortuosità, è stata protagonista dell'importante esperimento di esercizio con l'innovativo ETR 401 Fiat/FS che è il capostipite della variegata famiglia dei Pendolini.
[modifica] Caratteristiche
La linea, in partenza da Roma, utilizza il percorso della linea storica per Firenze, dalla quale si distacca all'uscita della stazione di Orte con un tracciato in parte a doppio e in parte a semplice binario; dalla stazione di Falconara Marittima in poi si innesta sulla ferrovia Ancona – Bologna percorrendo la tratta finale in comune con quest'ultima. La trazione è elettrica a 3 kV, corrente continua per tutto il percorso. La circolazione dei treni viene regolata dal Dirigente Centrale Operativo di Foligno per il tratto centrale Orte-Montecarotto e da Dirigente Centralenelle due sezioni terminali comuni. Negli anni recenti sono stati fatti importanti lavori di ammodernamento per quanto riguarda la sicurezza della circolazione che tuttavia hanno prodotto l'impresenziamento di molte stazioni ora esercite in automatismo.
[modifica] Raddoppio della linea
La linea Roma-Ancona è una linea piuttosto trafficata: coesistono treni regionali, interregionali, Intercity ed Eurostar, ma la maggior parte dei tratti sono a binario semplice, secondo questo schema:
- Roma-Orte: tratto in comune alla Firenze-Roma, a doppio binario
- Orte-Terni: 30 km a doppio binario
- Terni-Campello: 40 km a binario semplice
- Campello-Foligno: 15 km a doppio binario
- Foligno-Fossato: 40 km a binario semplice
- Fossato-Fabriano: 15 km a binario semplice
- Fabriano-Albacina: 10 km a binario semplice
- Albacina-Montecarotto: 25 km a binario semplice
- Montecarotto-Falconara: 25 km a doppio binario
- Falconara-Ancona: tratto in comune con la linea adriatica, a doppio binario
Le tratte che necessiterebbero più urgentemente di essere raddoppiate, secondo gli accordi 1/97 e 2/99 di RFI, sono la Terni-Campello (questa funge da imbuto nel tratto Orte-Foligno che è percorso anche dai treni diretti a Perugia), la tratta Foligno-Fabriano (che è la tratta appenninica di valico) e la tratta Fabriano-Albacina (che fa parte anche della linea secondaria Fabriano-Civitanova Marche. Il raddoppio della tratta Montecarotto-Falconara, già effettuato, permette di recuperare eventuali ritardi ai treni a lunga percorrenza diretti verso Ancona.[citazione necessaria]
[modifica] Note
- ^ Ministero del commercio e dei Lavori Pubblici,Ragguaglio di quanto è stato operato dal 1859 al 1863(nella sezione delle strade ferrate),Roma,Tipografia della Reverenda Camera Apostolica.1864
[modifica] Bibliografia
- Gianfranco Tiberi. Gli investimenti ferroviari:150 anni di altalena, in La tecnica professionale . Roma, CIFI, 1989 .
- Gian Guido Turchi. La ferrovia Roma-Ancona dalla "Pio centrale" al "Pendolino", in Ferrovie italmodel . Verona, edizioni EMME, 1979 .
[modifica] Voci correlate
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Esaminare i vari tipi di treni, le locomotive e le vetture. |

