Provincia di Pesaro e Urbino
| Provincia di Pesaro e Urbino provincia |
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|---|---|---|---|---|---|
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Capoluogo | Pesaro e Urbino | ||||
| Presidente | Matteo Ricci (Partito Democratico) dal 08-06-2009 | ||||
| Data di istituzione | 1860 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate del capoluogo |
43°54′36.54″N 12°54′47.88″E / 43.91015°N 12.9133°ECoordinate: 43°54′36.54″N 12°54′47.88″E / 43.91015°N 12.9133°E | ||||
| Superficie | 2 564,21 km² | ||||
| Abitanti | 366 935[1] (31-03-2011) | ||||
| Densità | 143,1 ab./km² | ||||
| Comuni | 60 comuni | ||||
| Province confinanti | Rimini, Repubblica di San Marino, Ancona, Perugia e Arezzo | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 61100 | ||||
| Prefisso | 0541, 0721, 0722 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 041 | ||||
| Targa | PU | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
La provincia di Pesaro e Urbino è una provincia italiana delle Marche di 366.935 abitanti.[1][2] I due capoluoghi di provincia sono Pesaro ed Urbino; la sede amministrativa si trova a Pesaro così come tutti gli organismi amministrativi e gli uffici provinciali.
Affacciata ad est sul mar Adriatico, confina a nord con l'Emilia-Romagna (provincia di Rimini) e con la Repubblica di San Marino, a sud-est con la provincia di Ancona, a sud-ovest con l'Umbria (provincia di Perugia), e a ovest con la Toscana (provincia di Arezzo).
Corrisponde in gran parte alla regione storico-geografica del ducato di Urbino, già ducato papale.
In provincia si parla comunemente l'italiano, ma è anche largamente diffuso per cultura e tradizione il dialetto, detto gallico-marchigiano[3]. Esso appartiene al gruppo linguistico gallo-italico, come il romagnolo e altri dialetti settentrionali. Ha naturalmente caratteristiche sue proprie[3], che lo distinguono sia dal confinante dialetto romagnolo sia dagli altri dello stesso gruppo. In provincia di Pesaro e Urbino è situata l'estremità più meridionale del "gruppo linguistico gallo-italico", ed è perciò l'unica provincia (insieme al circondario di Senigallia e quello del Conero[3], in provincia di Ancona) del Centro Italia, oltre alla Provincia di Massa e Carrara, a parlare un dialetto tipico dell'Italia settentrionale. Sul territorio sono presenti minoranze linguistiche umbre.
Indice |
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi le voci Variazioni amministrative e territoriali della Regione Marche e Ducato di Urbino. |
È una delle province storiche italiane. La sigla è PU (fino agli anni novanta è stata però PS). Prima della nascita dello Stato italiano, ha avuto diverse denominazioni: Ducato di Montefeltro, poi Dipartimento del Metauro con Napoleone e poi ancora Delegazione apostolica di Urbino e Pesaro con lo Stato Pontificio. Essa rappresenta un crocevia tra le Marche e le vicine Umbria, Toscana e Romagna. La Provincia di Pesaro e Urbino è, almeno fin dalle invasioni celtiche dell'inizio del IV sec. a.C., punto di passaggio economico e culturale tra l'Italia peninsulare e quella padana. Attraverso il territorio della Provincia passano sia la cosiddetta Protoflaminia, che da Camerino e Sassoferrato raggiunge la costa a Senigallia, sia l'asse principale della via Flaminia, nata per unire Roma, attraverso Narni, Terni, Bevagna, Spoleto, Foligno, Nocera Umbra, Fano e Pesaro, a Rimini[4].
In base all'art. 1 dello Statuto provinciale, la Provincia di Pesaro e Urbino – già istituita con decreto 22 dicembre 1860 n. 4495[5] - ha per sedi di capoluogo le Città di Pesaro e di Urbino con le funzioni loro assegnate dal Decreto medesimo. Ai sensi dell'art. 3 del Regolamento del Consiglio (Sede del Consiglio provinciale), il Consiglio provinciale ha sede sia a Pesaro che nella sede dell'Amministrazione provinciale di Urbino. Anche lo stemma della provincia è costituito da uno scudo diviso in due, in ogni parte è riportato lo stemma dei due capoluoghi.
La provincia originaria includeva il territorio dell'alta valle del fiume Marecchia, in quanto parte del Montefeltro e del Ducato di Urbino. Pio VII, il 6 luglio 1816, nella riorganizzazione dell'amministrazione dello Stato della Chiesa, aveva infatti compreso anche queste terre nella delegazione di Urbino e Pesaro con motu proprio. Nel 2009 esso venne però distaccato dalle Marche e aggregato all'Emilia-Romagna. Le Marche proposero ricorso alla Corte costituzionale, ritenendo che il parlamento avesse indebitamente ignorato il parere negativo della regione; nel luglio 2010 la Corte si pronunciò sul ricorso giudicandolo infondato.[6] Altri comuni del pesarese hanno promosso, con sorti alterne, referendum per l'aggregazione all'Emilia-Romagna. La provincia possiede una densità demografica che è pari a 130,11 abitanti per km², dai 132 del 2008, anche se risulta comunque essere inferiore alla media nazionale. Nella provincia di Pesaro e Urbino solo due comuni degli attuali 60, rispetto ai 67 precedenti, hanno una popolazione superiore ai 20.000 abitanti, facendo registrare un valore del grado di urbanizzazione pari al 41,5%, valore anch'esso minore del dato medio italiano e di quello del Centro Italia, e che colloca la provincia in 55ª posizione nella relativa graduatoria. Lo studio della piramide dell'età della popolazione mette in evidenza una eccedenza della quota di ultrasessantacinquenni (stabile al 21,5%) rispetto alla media italiana (20%) ed in linea rispetto a quella del Centro Italia (21,4%). Notevole è inoltre la percentuale di maschi presenti sul territorio della provincia (49,1%, 20° valore più alto tra tutte le province). Stabile rispetto al precedente semestre rimane la presenza di stranieri residenti con 7.672 stranieri ogni 100 000 abitanti, di cui il 78,1% extracomunitari con regolare permesso di soggiorno e posizionando la provincia stabile al 26º posto nella relativa graduatoria arrestando il trend in leggera flessione rispetto ai precedenti periodi.
[modifica] Geografia
[modifica] Foreste e boschi
Alcuni fattori, come la densità di popolazione relativamente media della Provincia, la presenza di vasti ambienti isolati e ad altimetria piuttosto elevata (soprattutto nell'apennino più interno), l'istituzione di diverse aree naturali protette, un certo grado di rispetto degli abitanti per i luoghi naturali (seppur in pochi casi compromessi da infrastrutture e costruzioni), hanno permesso la conservazione di numerose specie animali e vegetali.
Tra la popolazione faunistica del Pesaro-urbinese, estremamente varia, si possono ricordare alcune specie particolarmente numerose: gli ungulati (cervi, caprioli, le lepri, le volpi, gli scoiattoli, i cinghiali e numerosi uccelli, tra cui cardellini, gufi, falchi, aquile e infine, nei monti del Furlo il lupo. Il gufo comune, che si trova principalmente nei boschi alpini e centro-nord appenninici, in provincia è presente soprattutto nei rimboschimenti dei monti delle Cesane.
Il territorio del Pesaro-Urbinese è ricoperto per circa il 50% da boschi[7]. Le tipiche essenze provinciali sono la roverella, il cerro, gli ostrieti (ornielli) e i carpini neri. Nei versanti più elevati esso è composto principalmente da faggi, qualche rimboschimento di conifere (soprattutto pinus nigra e pinus silvestris impiantati nel dopoguerra), abeti, aceri e frassini. I boschi presenti in provincia sono un'importante fonte di reddito, oltre che per il turismo, anche per lo sfruttamento, regolamentato da legge regionale, a scopo casalingo (come legna da ardere).
Nel Pesaro-Urbinese sono state istituite tre aree naturali protette):
- Il Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, di 4.847 ettari.
- La riserva del Furlo che è la terza area protetta della provincia e, con i suoi 3.600 ettari di boschi, pascoli e cime incontaminate, fa salire a 10.200 ettari la superficie del territorio di Pesaro e Urbino messo sotto tutela.
- Il territorio del Parco San Bartolo che è compreso nella provincia di Pesaro Urbino ed è delimitato dai fiumi Foglia e Tavollo.
[modifica] Funghi e tartufi
Il territorio della Provincia di Pesaro e Urbino è una delle zone vocate per eccellenza allo sviluppo naturale dei funghi epigei ed ipogei[8]. La provincia organizza numerosi corsi per la valorizzazione del patrimonio fungino, tra i più consistenti in Italia. I principali funghi ritrovabili in provincia sono[9]:
Anche se sono presenti numerose altre specie. I funghi, nella loro generalità, sono un prodotto eccelso che madre natura offre e risultano essere una voce importante anche sotto l'aspetto sociale, economico e del tempo libero. Il tartufo è sicuramente uno dei funghi più importanti del territorio, vedasi il famoso tartufo di Acqualagna, che prolifera nella Provincia copiosamente, sia per quantità e qualità che per le tante le specie commerciabili.
[modifica] Monti
Andando dal mare verso l'entroterra si assiste ad un successivo innalzamento dei rilievi montuosi, fino ad arrivare all'appennino umbro-marchigiano. Attraverso la Gola del Furlo, si presenta il principale sistema montuoso della provincia, il Gruppo del Catria. I monti più importanti della Provincia sono:
- Il Monte Nerone: è una vetta della catena appenninica umbro-marchigiana, situato nei comuni di Apecchio, Cagli e Piobbico, la sua vetta raggiunge la quota di 1525 m s.l.m. Il dislivello di 1200 m, tra le pendici ove sono situati i paesi e la sommità offre una varietà di vegetazione, paesaggio, ampio ed interessante. Nella cima si possono trovare due rifugi per il ristoro e degli impianti sciistici; la vetta è presidiata da strutture della RAI e del Ministero della Difesa.
- Il Monte Catria che è una montagna alta 1702 m s.l.m. nei comuni di Cagli, Cantiano, Frontone e Serra Sant'Abbondio, in provincia di Pesaro e Urbino e nel comune di Scheggia e Pascelupo, in provincia di Perugia. Il Gruppo del Monte Catria comprende inoltre altre cime minori: il Monte Acuto (m 1668), il Monte Corno (1412 m), il Monte Tenetra (1240 m), il Monte Alto (1321 m) e il Monte Morcia (1223 m). L'altimetria segna dunque le quote più elevate di questa parte centrale dell'Appennino umbro-marchigiano; le vette del Monte Catria e del Monte Acuto sono peraltro le più alte nel tratto appenninico compreso tra la catena dei Monti Sibillini a sud e l'alto Appennino modenese con il Corno alle Scale (1945 m), a nord. Fa parte delle comunità montane del Catria e Nerone e del Catria e Cesano.
- Il Monte Montiego che è un rilievo che fa parte dell'Appennino umbro-marchigiano, ha un'altezza di 975 m s.l.m. ed il suo territorio è compreso nei comuni di Acqualagna, Piobbico, Urbania.
- Il Monte Carpegna è un massiccio montuoso sito nell'Appennino marchigiano settentrionale, dove costituisce l'estrema punta nord-occidentale delle Marche, posto in senso longitudinale nordovest-sudest, ai confini tra le regioni di Marche, Toscana ed Emilia-Romagna, nella zona del Montefeltro. Si trova per la gran parte del suo territorio condiviso tra le province di Pesaro e Urbino, a sud-est, e di Rimini a nord-ovest, anche se una piccola parte del Sasso Simone, ad ovest, è in provincia di Arezzo. Il massiccio del monte Carpegna comprende anche le vette di San Leo, San Marino, Villagrande, Sasso Simone e Simoncello ed altri rilievi minori nel Montefeltro. La cima più alta è rappresentata dall'omonimo monte, che raggiunge i 1415 metri s.l.m., tra i comuni di Carpegna e Montecopiolo, dove si trovano diversi impianti sciistici, tanto da essere una nota stazione di soggiorno invernale, in provincia di Pesaro e Urbino. Il monte Carpegna è compreso nel territorio del Parco naturale regionale marchigiano del Sasso Simone e Simoncello.
[modifica] Fiumi
I fiumi principali che attraversano il territorio provinciale sono, da nord:
- il Conca, che sfocia tra Cattolica e Misano Adriatico;
- il Foglia, che sfocia nell'Adriatico a Pesaro;
- il Metauro, primo nelle Marche per portata media ed estensione di bacino, che sfocia a Fano;
- il Cesano, che segna grosso modo il confine, a sud, con la provincia di Ancona e sfocia tra Marotta di Mondolfo e Cesano di Senigallia.
[modifica] Mare
La provincia confina ad est con il Mar Adriatico. I comuni che si affacciano su di esso sono quattro, da nord verso sud nell'ordine: Gabicce Mare, Pesaro, Fano e Mondolfo.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Frontone. |
Il clima del Pesarese-Urbinate può essere definito di transizione tra il clima appenninico e quello continentale. Le temperature di gennaio sono comprese da 1C° ai -5° mentre in estate sui 20C°-25C° anche più. A partire dalle fasce altimetriche più basse, il clima può essere suddiviso in quattro grandi aree:
- area submediterranea – nell'area costiera dell'Adriatico. La vegetazione è composta da olivi, pini marittimi e cipressi;
- area subcontinentale – clima di transizione che caratterizza le colline presenti subito dopo la costa, con inverni più rigidi e freddi. La vegetazione è costituita soprattutto da roverella, orniello e rovere;
- area appenninica media – a partire dalla zona di Fossombrone, con inverni rigidi e,a volte, nevosi (soprattutto nei monti) ed estati medio calde e piuttosto piovose e con vegetazione composta soprattutto da rimboschimenti di conifere (pinus nigra) e da quercia, ornello, carpino nero;
- area appenninica – nelle fasce interne, con inverni lunghi e nevosi, estati brevi e fresche. La vegetazione è composta principalmente da faggio, conifere, cerro e orniello.
[modifica] Trasporti
[modifica] Ferrovia
Le stazioni di Pesaro e, in minor misura di Fano e di Marotta-Mondolfo, sono di transito per la linea ferroviaria Adriatica Milano – Bologna – Ancona – Pescara – Bari – Lecce.
La ferrovia Fano-Urbino, che collegava la costa all'interno, fu chiusa nel 1987. Movimenti per la salvaguardia delle ferrovie, ambientalisti e per la mobilità sostenibile chiedono da anni la riapertura sotto forma di metropolitana leggera. La giunta provinciale in carica ha nel 2011 richiesto, al contrario, a Regione Marche e Ministero competente il definitivo smantellamento. La ferrovia Pergola-Fabriano, che collegava i due centri rispettivamente del pesarese e dell'anconetano, è stata chiusa nel 2011.
[modifica] Autostrada
| Uscita | ↓km↓ | ↑km↑ |
|---|---|---|
| 155,9 | 587,5 | |
| 158,9 | 584,5 | |
| 173,3 | 570,1 | |
| 184,9 | 558,5 | |
| 186,2 | 557,2 |
Parallela alla costa corre l'Autostrada A14 Adriatica, che permette il collegamento diretto di Taranto con Bologna. Attualmente la sede stradale è a due corsie in fase di ampliamento a tre.
[modifica] Statali e provinciali
Il Pesaro-urbinate è terra di attraversamento tra l'Italia settentrionale e quella centrale. Gli assi principali di comunicazione stradale sono l'Autostrada A14 adriatica e la superstrada Fano-Roma, che si sviluppano lungo la Valle del Metauro.
Poiché l'autostrada si caratterizza per un grande traffico di mezzi pesanti, è obiettivo primario della Provincia e della Regione semplificare pesantemente il traffico su gomma, favorendo la terza corsia su tutta l'Autostrada A14 Da Pedaso a Rimini nord.[10]
Parallela all'autostrada si trova la SS 16, mentre la SS 3 Flaminia va da Fano verso Roma attraversando l'entroterra. Altra statale importante è la SS 73 bis e parte di essa è superstrada.
Numerose sono le strade provinciali, facendo coprire alla provincia ben 1.601 chilometri di strade di competenza.[11]
[modifica] Aeroporto
In provincia è presente l'aeroporto di Fano. Gli aeroporti internazionali di riferimento sono quello di Rimini, quello di Ancona e quello di Bologna.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Comuni principali
I comuni più popolati sono:
| Stemma | Città | Popolazione ab. | Superficie km² |
|---|---|---|---|
| Pesaro | 94.222 | 126,58 | |
| Fano | 63.734 | 121,27 | |
| Urbino | 15.528 | 228,07 | |
| Mondolfo | 11.914 | 22,69 |
La maggior parte degli abitanti sono concentrati tra Pesaro e Fano che da sole fanno oltre il 41% della popolazione dell'intera provincia.
Il comune meno esteso ed il meno abitato sono rispettivamente Gabicce Mare e Frontino. Da citare anche il comune di Cagli per la sua notevole estensione, seconda solo a quella di Urbino.
| Stemma | Città | Popolazione (ab.) | Superficie (km²) |
|---|---|---|---|
| Cagli | 9.031 | 226,16 | |
| Frontino | 317 | 10,74 | |
| Gabicce Mare | 5.906 | 4,85 |
In generale la provincia ha una media di 5 673 abitanti e 43,17 km² per comune.
[modifica] Cultura
Pesaro è famosa, tra le altre cose, per lo storico Conservatorio, il Teatro e la stagione lirica e per aver dato i natali a Gioacchino Rossini, Renata Tebaldi nonché per aver formato numerosi altri alti esponenti della musica e della lirica, tra i quali Mario del Monaco. Simbolo di Pesaro è la Rosa, fiore un tempo molto usate nelle maioliche artistiche di cui Pesaro è capitale. Altro riferimento simbolico di origine più moderna è la sfera, scultura di Arnaldo Pomodoro, che rimanda al globo terrestre e che campeggia di fronte agli edifici più rappresentativi di Organismi ed Enti mondiali ed europei. Essa è dai pesaresi chiamata simpaticamente "la Palla di Pomodoro". Se Arnaldo è nato nella vicina Morciano di Romagna, suo fratello Giò Pomodoro, anch'egli scultore di fama mondiale, è invece nativo di Orciano di Pesaro. L'area di Urbino ha dato i natali, tra gli altri, a Raffaello e a Bramante. Il Ducato d'Urbino, con Federico da Montefeltro, esimio mecenate e condottiero, ha preceduto Firenze nel dare il via al Rinascimento italiano. La città è ancora sede di un'antica università che oggi richiama migliaia di studenti dall'Italia e dal mondo. Essa è stata intitolata a Carlo Bo, letterato ed umanista, rettore per mezzo secolo dell'ateneo ed urbinate d'adozione. Simbolo di Urbino è un'opera architettonica unica nel suo genere, il Palazzo ducale. Fano, l'antica Fanum Fortunae, è la città natale di uno dei maggiori ingegneri scenografi d'Europa: Giacomo Torelli. Uno dei simboli architettonici della città è l'imponente Arco d'Augusto (Fano).
[modifica] Onorificenze
| Medaglia d'argento al valor militare | |
| «Al centro di un'area strategicamente importante, situata sulla linea Gotica, la comunità provinciale di Pesaro e Urbino, partecipava, con eroico coraggio ed ardente desiderio di libertà, alla lotta partigiana, esponendosi ai violenti rastrellamenti e razzie delle truppe nazifasciste e a devastanti bombardamenti, che provocarono la perdita di un numero elevato dei suoi figli migliori e la distruzione di gran parte del suo patrimonio industriale ed edilizio. Con generoso spirito di solidarietà umana ed encomiabile senso civico offriva rifugio e nascondiglio a numerosi cittadini ebrei, salvandoli dalla cattura e dalla deportazione.» — Provincia di Pesaro-Urbino, 1943-1945 |
[modifica] Il dialetto
| Per approfondire, vedi le voci Dialetto gallico marchigiano, Dialetto marchigiano e Gallo-italico. |
I dialetti della provincia sono detti gallico-marchigiani[12]. Appartengono tutti al gruppo gallo-italico, che comprende tutto il nord Italia padano esclusa l'area veneta. Tale area, che corrisponde a quella d'influenza celtica, arriva fino all'odierna Senigallia, entroterra compreso, e all'isola linguistica gallica del Cònero. I dialetti della provincia hanno perciò delle affinità – senza però identificarvisi – con il dialetto romagnolo; le differenze sono in diversi casi assai spiccate, e possono essere così brevemente sintetizzate:
- palatizzazione di a in sillaba libera (chèèsa per casa), fenomeno anche perugino;
- la tonica i dinnanzi a nasale diventa é;
- le atone finali scompaiono del tutto come pure molte delle mediane ad eccezione della -a.
Le forti somiglianze con il romagnolo diminuiscono, come è naturale, man mano che ci si allontana dal confine; nella Valle del Cesano affiorano sempre più suoni del centro Italia. Le aree pesaresi al confine con l'Umbria e la Toscana virano verso quei gruppi dialettali. Esempi di espressioni dialettali:
| Italiano | Pesarese | Fanese | Urbinate | Cagliese |
| Io vado | Me a'vag | I vag | I vag | I vad |
| Te lo dico | A t'el dég | T'el dig | T'el dig | T'el dic |
| Con | Sa | Sa | Sa | Sa |
| Andiamo | Gem | Gin/Gim | Gim | Gimo |
| Così | A csé | Da csì/Da st'mò/Col mò | Da csé | Cusì |
| Cosa vuoi? | Co' t'vò? | Co' vu/vua? | 'Sa vò? | 'Sa voj? |
| Dove vai? | Do' t'và? | Du vai/vèi? | Du vè? | Do vaj? |
| Cosa fai? | Co't fa? | Co' fai/fei? | 'Sa fè? | 'Sa fej? |
| Io sono di | Me so' d' | I so' d' | I so' d' | I so' d' |
[modifica] Arte e monumenti
Il centro storico di Urbino è considerato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.
La chiesa di San Gervasio a Mondolfo, la casa natale di Gioachino Rossini a Pesaro ed il palazzo Ducale di Urbino sono considerati monumento nazionale italiano.
[modifica] Biblioteche
[modifica] Chiese
| Serra Sant'Abbondio | Monastero di Fonte Avellana |
| Urbino | Duomo di Urbino |
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Il cassetto delle foto delle architetture religiose
Chiese
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[modifica] Castelli
| Mondavio | Rocca roveresca di Mondavio |
| Sassocorvaro | Rocca di Sassocorvaro |
| Frontone | Rocca di Frontone |
| Cagli | Rocca Torrione |
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Il cassetto delle foto dei castelli della provincia
Castelli |
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[modifica] Musei
[modifica] Monumenti
| Urbino | Palazzo ducale di Urbino |
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Il cassetto delle foto dei monumenti della provincia
Monumenti
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[modifica] Teatri
| Mondavio | Teatro Apollo |
| Urbino | Teatro Sanzio |
| Urbania | Teatro Bramante |
| Fano | Teatro della Fortuna |
| Pesaro | Teatro Rossini |
| Cagli | Teatro Comunale |
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Il cassetto delle foto dei teatri della provincia
Teatri
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[modifica] Feste e sagre
Numerosi sono gli appuntamenti che ogni anno riuniscono le comunità locali e molti turisti.
- Mostra Nazionale del Tartufo Bianco pregiato di Sant'Angelo in Vado – mese di ottobre
- Fiera di San Giuseppe – Castelvecchio di Monte Porzio – mese di marzo
- La Salsiccia n'ti Canton – Castelvecchio di Monte Porzio – 3ª settimana di giugno
- Fiera d'ottobre dall'uva al vino – Monte Porzio – 1º week-end ottobre
- Fiera di San Giorgio – San Giorgio di Pesaro – 25 aprile
- Festa di San Pasquale – San Giorgio di Pesaro – 17 maggio
- Grigliate in Festa - - Montecucco di San Giorgio di Pesaro – 3º week end di ottobre
- Castagnata delle Streghe – San Giorgio di Pesaro – ultima domenica di ottobre
- Sagra dei garagoi – Marotta di Mondolfo – giorni a cavallo col 25 aprile
- Sagra Polentara – San Costanzo
- Fiera nazionale del tartufo – Acqualagna
- Distinti salumi – Cagli – alla fine del mese di aprile
- Sagra della patata – Montecopiolo – tra la prima e la seconda settimana di settembre
- Antiche fiere di Pugliano – Pugliano di Montecopiolo – tutti i lunedì di settembre
- Festa del Nino – Sant'Andrea di Suasa (Mondavio) - mese di gennaio
- Sagra del Bustreng – Monte Cerignone – 14-15 agosto
- Sagra della Crescia - Stacciola di San Costanzo - 1º week end di agosto
[modifica] Manifestazioni
- Cagli in musica – Cagli – seconda metà del mese di agosto
- Concerto per la "Vita" – Monte Porzio – mese di luglio
- DeLirio d'opera – Monte Porzio – mese di luglio
- Festa nazionale della befana – Urbania – mese di gennaio (dal 2 al 6)
- Fiera di San Giuseppe – Urbania – 19 marzo
- La Turba – Cantiano – venerdì Santo
- Fiera di San Marco – Urbania – il 25 aprile
- Antica Fiera di San Giorgio – San Giorgio di Pesaro – 25 aprile
- Rievocazione storica "Caccia al cinghiale" - Mondavio - 13 - 15 agosto
- Festa di San Pasquale Baylon – San Giorgio di Pesaro – 17 maggio
- Fiera e festa Patronale San Cristofero – Urbania – 25 luglio
- Fiera di San Luca e delle donne – Urbania – il 20 - 21 ottobre
- Fiera di San Nicola – Pesaro – 10 - 13 settembre
- Festa dell'aquilone – Urbino – prima domenica di settembre
- Festa del Duca – Urbino – mese di agosto
- Festival internazionale di musica antica – Urbino – mese di luglio
- Frequenze disturbate – Urbino – mese di luglio
- Biosalus – Urbino – mese di ottobre
- Parole in gioco – Urbino – mese di ottobre
- Voglie d'autunno – Urbino – mese di novembre
- Le vie dei presepi – Urbino – mese di dicembre
- Palio della rana – Fermignano – domenica in albis
- Biciclo ottocentesco – Fermignano – mese di settembre
- Palio dell'Oca – Cagli – seconda domenica di agosto
- Festa del Miele – Belforte all'Isauro – secondo fine settimana di ottobre
- La Marsanella – Cantine di Piagnano – Piagnano, (nel comune di Sassocorvaro) secondo fine settimana di luglio.
- Festa della Tratta – Marotta – mese di agosto
- Palio dell'Oca - Serra Sant'Abbondio - prima domenica di Settembre
[modifica] Enogastronomia
| Per approfondire, vedi la voce Cucina marchigiana. |
[modifica] Gastronomia
[modifica] Vini
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Vini DOC della provincia di Pesaro e Urbino. |
La provincia di Pesaro e Urbino vanta una secolare tradizione enologica: famosi sono il bianco bianchello del metauro, colli pesaresi bianco e da notare nelle zone di Pergola il tristo di montesecco, un vino adesso non più commercializzato. Per i rossi vi sono i colli pesaresi rosso la vernaccia di Pergola, unica nel suo genere e svariati tipi di vini di visciole tra cui spicca il famoso Visner(sempre di Pergola).
[modifica] Istruzione
L'antica e famosa università di Urbino richiama nella città molti studenti che popolano la vita notturna nel rigido inverno urbinate. Inoltre vi è sempre in Urbino la rinomata "Scuola del Libro", fin dal 1861, da cui sono usciti diversi artisti di grande fama.
[modifica] Economia
Economia forte e solida con bassissimo tasso di disoccupazione, basata sull'industria e sull'artigianato, sull'agricoltura e sul turismo balneare e culturale.[13] Lo sfruttamento forestale ecologico e la silvicoltura, soprattutto nelle aree più interne nell'Appennino è molto rilevante ed è tra i più alti del Centro Italia essendo presente in piccole aziende solitamente a carattere familiare. Tante le aziende di livello mondiale ad esempio: Scavolini, Berloni, Febal, Piero Guidi, Bikkembergs, ITAMA, Pershing, Ferretti, Biesse, Morbidelli, PICA, Alce Nero, Mobilificio Tre Ci, ecc.
L'indice generale delle infrastrutture economiche, fatto pari a 100 quello italiano, risulta pari a 71,7 che decresce rispetto al 74,74 del 2007. Nel 2008 purtroppo nessun indice soddisfa il minimo della base nazionale pari a 100 quindi questo denota che la provincia è carente di qualsiasi infrastruttura. Le più deficitarie sono le infrastrutture di trasporto soprattutto portuali, aeroportuali e ferroviarie, mentre le reti energetico ambientali, le reti bancarie, telematiche e telefoniche presentano indici meno gravosi. Contenuti sono i rapporti fra sofferenze bancarie su impieghi che però risultano comunque superiori al dato nazionale e decisamente bassi sono i fallimenti di imprese dichiarati rapportate al totale delle imprese attive nel 2008 pari a 0,09 che posiziona la provincia ad un buon 70-esimo posto della graduatoria decrescente.[13]
Il reddito medio a disposizione dei residenti è pari a 18.215€ e risulta aumentare il valore di poco più di 2 000 euro rispetto al precedente periodo (2008) facendo notare una buona ripresa del tenore di vita della provincia. Confrontato con il dato italiano, che risulta di 17.623 €, con il dato macroripartizionale pari a 18.840€ e col dato della regione Marche pari a 18.595€ possiamo dedurre una buona crescita del tenore di vita. Positiva è anche la situazione per quanto concerne i consumi interni pro-capite pari a 15.377€ che risultano crescere anch'essi e che risultano inferiori solo a quelli del Centro Italia. Decisamente molto rilevante il valore aggiunto dell'artigianato, infatti, ben il 22,2% in rialzo rispetto al precedente 18,70% dell'intero Pil provinciale è prodotto da questo comparto, un dato che colloca la provincia al terzo posto nella graduatoria nazionale. Il discreto tenore di vita di Pesaro e Urbino è confermato anche da una quota di consumi non alimentari, pari all'82,6%. Il consumo pro-capite di energia elettrica per usi domestici è tra i più bassi del Centro Italia (1062 kWh ma superiore al dato regionale), mentre il consumo di carburante è pari a 0,24 tonnellate annue pro-capite, superiore di poco al dato nazionale. Buono appare l'indicatore di automobili circolanti per 1.000 abitanti pari a 86,90 e che pone la provincia al 17-esimo posto nazionale.[13]
Lo 0,63% del Pil nazionale viene prodotto dalle imprese della provincia di Pesaro e Urbino. Espresso in termini relativi questo si traduce in una quota pro capite pari ad euro 26.055 in buon rialzo rispetto ai 24.658 euro del 2007, e a differenza del periodo precedente tale valore risulta di poco superiore alla media italiana. La provincia non segnala una crescita economica particolarmente significativa. Infatti, nel periodo 2002-2006, il ritmo di crescita del Pil è stato inferiore sia a quello regionale che a quello macroripartizionale, anche se, il confronto con le province del Centro Italia, mostra come Pesaro e Urbino abbia avuto una crescita superiore a quella di molte realtà territoriali di quest'area.
La scomposizione settoriale del valore aggiunto mostra come siano l'industria (soprattutto manifatturiera) e soprattutto i servizi (in particolare credito e attività immobiliari) ad alimentare il valore aggiunto provinciale.
Il Censis Pesaro annovera la provincia tra le prime in Italia per presenza di crimine associato, (soprattutto nel settore faunistico-venatorio con le fode di caccia) anche se i rapporti fra il numero di delitti denunciati su popolazione sono pari a 3.076 negativamente in risalita rispetto al dato precedente e fra persone denunciate e popolazione sono notevolmente inferiori alle medie ripartizionali e solo il secondo risulta di poco superiore alla media nazionale. Elevato è il numero di incidenti stradali per mille abitanti (4,8 attuale a fronte del 4,28 nel 2007 e del 3,87 nazionale che vale a Pesaro e Urbino il 32º posto tra tutte le province) con una quota di incidenti mortali del 1,86% (2,04% per l'Italia) stabile rispetto al semestre precedente. Lievemente più consistente rispetto alla media nazionale la percentuale di decessi per disturbi al sistema cardiocircolatorio (41,3%), mentre in linea con la media nazionale sono i decessi per tumori (30%). Tranne per la dotazione per strutture sanitarie, tutti gli indicatori sociali hanno fatto rilevare nel periodo considerato un sensibile miglioramento pur rimanendo al di sotto della media nazionale, l'unico indice ad essere superiore a 100 e quello relativo alle strutture per l'istruzione pari ad un eccellente 204,8 stabile che pone la provincia al terzo posto nazionale.
Nonostante le caratteristiche del territorio, prevalentemente boscose, il settore agricolo è piuttosto rilevante, soprattutto nelle colline preappenniniche.
In passato l'agricoltura era soprattutto di sopravvivenza, ma dall'ultima parte del Novecento la frutticoltura, la ceralicoltura, l'orticoltura e la viticoltura hanno assunto una particolare importanza.
Infatti il comparto agricolo più importanti è diventato quello cerealicolo e orticolo. La produzione numericamente più rilevante è relativa alle insalate.
Alcune aree sono interessate dalla coltivazione degli ortaggi (patata, carota, cavolo cappuccio, zucchina, radicchio, sedano, cipolla, ecc.). Molto importante (anche se in termini nazionali quantitativamente modesta) la produzione di uva, da cui si ricavano vini di alta qualità. Proprio
Storicamente molto significativo l'allevamento, in passato uno dei mezzi di sostentamento più importanti nelle vallate appenniniche. Il settore zootecnico più rilevante è relativo al pollame, in particolare numerosi sono i pollai sparsi in tutta la provincia.
[modifica] Turismo
Il turismo nella provincia assume un ruolo primario nell'econimia del territorio, le principali attrazioni sono il mare e l'appennino. Le spiagge di Gabicce Mare, Pesaro, Fano e Marotta, poste in continuazione del litorale riminese, offrono gli stessi servizi di quest'ultimo, bellezze naturalistiche e percorsi storico-culturali; la totalità delle coste della provincia è balneabile.[14] Per chi non cerca il mare, le rocche di Gradara, Mondavio, Sassocorvaro, i musei, le chiese ed i reperti archeologici di Fano, Urbino e Pesaro, le bellezze naturalistiche dell'entroterra San Giorgio di Pesaro, offrono un ottimo diversivo.
La città di Urbino, considerata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO e monumento nazionale italiano, è sicuramente una meta privilegiata.
I due parchi naturali regionali del Monte San Bartolo e del Sasso Simone e Simoncello e la Riserva naturale statale Gola del Furlo, presenti in provincia, attirano scienziati naturalisti, geologi e amanti della natura.
[modifica] Comuni
| Per approfondire, vedi la voce Armoriale dei comuni della provincia di Pesaro e Urbino. |
I comuni della provincia si possono dividere in varie aree, in base all'appartenenza alle comunità montane presenti.
| Zona | Comune | Popolazione ab.[2] | Superficie km² | Stemma |
|---|---|---|---|---|
| Comunità Montana del Catria e Cesano | Fratte Rosa | 1.009 | 15,60 | |
| Frontone | 1.362 | 36,01 | ||
| Pergola | 6.760 | 113,46 | ||
| San Lorenzo in Campo | 3.539 | 28,69 | ||
| Serra Sant'Abbondio | 1.116 | 32,78 | ||
| Comunità Montana del Catria e Nerone | Acqualagna | 4.414 | 50,74 | |
| Apecchio | 2.084 | 103,26 | ||
| Cagli | 9.031 | 226,16 | ||
| Cantiano | 2.437 | 83,10 | ||
| Piobbico | 2.140 | 48,16 | ||
| Comunità Montana Alto e Medio Metauro | Borgo Pace | 687 | 55,95 | |
| Fermignano | 8.666 | 43,27 | ||
| Mercatello sul Metauro | 1.502 | 68,59 | ||
| Montecalvo in Foglia | 2.762 | 18,24 | ||
| Peglio | 721 | 20,20 | ||
| Petriano | 2.894 | 11,32 | ||
| Sant'Angelo in Vado | 4.121 | 67,44 | ||
| Urbania | 7.059 | 77,79 | ||
| Urbino | 15.528 | 228,07 | ||
| Comunità Montana del Metauro | Barchi | 1.001 | 17,24 | |
| Fossombrone | 9.834 | 106,68 | ||
| Isola del Piano | 666 | 23,05 | ||
| Mondavio | 4.017 | 29,48 | ||
| Montefelcino | 2.801 | 38,69 | ||
| Montemaggiore al Metauro | 2.636 | 13,04 | ||
| Orciano di Pesaro | 2.213 | 23,78 | ||
| Piagge | 1.026 | 8,64 | ||
| Saltara | 6.674 | 9,97 | ||
| San Giorgio di Pesaro | 1.430 | 20,88 | ||
| Sant'Ippolito | 1.625 | 19,74 | ||
| Serrungarina | 2.456 | 22,98 | ||
| Comunità Montana del Montefeltro | Auditore | 1.620 | 20,30 | |
| Belforte all'Isauro | 796 | 11,99 | ||
| Carpegna | 1.680 | 28,31 | ||
| Frontino | 317 | 10,74 | ||
| Lunano | 1.453 | 14,62 | ||
| Macerata Feltria | 2.128 | 40,23 | ||
| Mercatino Conca | 1.112 | 14,47 | ||
| Monte Cerignone | 672 | 18,04 | ||
| Montecopiolo | 1.235 | 35,74 | ||
| Monte Grimano Terme | 1.249 | 24,01 | ||
| Piandimeleto | 2.096 | 39,96 | ||
| Pietrarubbia | 709 | 13,05 | ||
| Sassocorvaro | 3.543 | 66,52 | ||
| Sassofeltrio | 1.392 | 20,87 | ||
| Tavoleto | 909 | 11,99 | ||
| Zona costiera | Cartoceto | 7.939 | 23,16 | |
| Colbordolo | 6.222 | 27,43 | ||
| Fano | 63.734 | 121,27 | ||
| Gabicce Mare | 5.906 | 4,85 | ||
| Gradara | 4.500 | 17,52 | ||
| Mombaroccio | 2.146 | 28,22 | ||
| Mondolfo | 11.914 | 22,69 | ||
| Monteciccardo | 1.675 | 25,86 | ||
| Montelabbate | 6.525 | 19,60 | ||
| Monte Porzio | 2.736 | 18,36 | ||
| Pesaro | 94.197 | 126,58 | ||
| San Costanzo | 4.863 | 40,70 | ||
| Sant'Angelo in Lizzola | 8.515 | 11,80 | ||
| Tavullia | 7.535 | 42,33 | ||
| Provincia di Pesaro e Urbino | Totale di 60 comuni | 381.730 | 2.564,21 |
Il territorio provinciale contiene anche l'enclave di Monte Ruperto nel comune di Città di Castello (PG).
[modifica] Comunità montane
- Comunità Montana Alto e Medio Metauro
- Comunità Montana del Catria e Cesano
- Comunità Montana del Catria e Nerone
- Comunità Montana del Metauro
- Comunità Montana del Montefeltro
[modifica] Parchi naturali
- Parco naturale regionale del Monte San Bartolo
- Parco naturale regionale del Sasso Simone e Simoncello
- Riserva naturale statale della Gola del Furlo
- Riserva naturale regionale della foce del Metauro prevista
- Parco naturale regionale dell'Alpe della Luna previsto
[modifica] Città gemellate
La provincia è gemellata con il distretto di:
[modifica] Note
- ^ a b Dati risultanti in seguito allo scorporo dei sette comuni dell'Alta Valmarecchia (328,20 km² e 18.160 abitanti all'epoca) ceduti alla regione Emilia-Romagna il 15 agosto 2009.
- ^ a b Bilancio demografico mensile ISTAT del 31 marzo 2011
- ^ a b c AA. VV., Conoscere l'Italia – vol. Marche, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1982, p. 64; Le Regioni d'Italia, Vol X Collezione diretta da Roberto Almagià, pubblicazione sotto gli auspici del Comitato Nazionale per la celebrazione del centenario dell'Unità d'Italia, 1961.
- ^ Strabone, Geografia, libro V, cap. 11, 10
- ^ Testo del decreto regio 4495/1860.
- ^ La Valmarecchia rimane in Romagna
- ^ Vincolo idrogeologico Legge forestale
- ^ Tutela e valorizzazione del patrimonio dei funghi epigei ed ipogei
- ^ Altri funghi presenti nel nostro territorio
- ^ Rimini Nord – Pedaso, realizzazione terza corsia – Autostrade per l'Italia S.p.A
- ^ Viabilità
- ^ Pellegrini, carta dei dialetti d'Italia; AA. VV. Conoscere l'Italia vol. Marche (Pag. 64), Istituto Geografico De Agostini – Novara – 1982; Le Regioni d'Italia, Vol X Collezione diretta da Roberto Almagià, Pubblicazione sotto gli auspici del Comitato Nazionale per la celebrazione del centenario dell'Unità d'Italia, 1961
- ^ a b c [www.circumlavorando.it/FunctionContent/F1740/pesaroMappa.pdf]
- ^ «Pesaro e Ancona le sole province marchigiane al 100% balneabili.», Il Resto del Carlino, 24 giugno 2010. URL consultato in data 25 giugno 2010.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Provincia di Pesaro e Urbino - sito istituzionale
- Protezione Civile provinciale
- Provincia di Pesaro e Urbino tutti i comuni
- Legge. 3 agosto 2009, n. 117, in materia di Distacco di comuni dalle Marche all'Emilia Romagna