Provincia di Pesaro e Urbino

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Provincia di Pesaro e Urbino
provincia
Provincia di Pesaro e Urbino – Stemma Provincia di Pesaro e Urbino – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Amministrazione
Capoluogo Pesaro e Urbino
Presidente Massimo Galuzzi (Commissario Prefettizio) dal 14-07-2014
Data di istituzione 1860
Territorio
Coordinate
del capoluogo
43°54′36.54″N 12°54′47.88″E / 43.91015°N 12.9133°E43.91015; 12.9133 (Provincia di Pesaro e Urbino)Coordinate: 43°54′36.54″N 12°54′47.88″E / 43.91015°N 12.9133°E43.91015; 12.9133 (Provincia di Pesaro e Urbino)
Superficie 2 567,78[1] km²
Abitanti 363 092[2] (31-07-2013)
Densità 141,4 ab./km²
Comuni 59 comuni
Province confinanti Rimini, Repubblica di San Marino, Ancona, Perugia, Arezzo
Altre informazioni
Cod. postale 61100
Prefisso 0541, 0721, 0722
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 041
Targa PU
Cartografia

Provincia di Pesaro e Urbino – Localizzazione

Sito istituzionale

La provincia di Pesaro e Urbino ("Pruvincia'd'Pésr e d'Urbìn" in lingua gallo-italica locale) una provincia italiana delle Marche di 363 092 abitanti.[2][3] I due capoluoghi di provincia sono Pesaro ed Urbino; la sede amministrativa si trova a Pesaro così come tutti gli organismi amministrativi e gli uffici provinciali. Fino al 1999 aveva sigla automobilistica PS successivamente trasformata in PU.

Affacciata ad est sul mar Adriatico, confina a nord con l'Emilia-Romagna (provincia di Rimini) e con la Repubblica di San Marino, a sud-est con la provincia di Ancona, a sud-ovest con l'Umbria (provincia di Perugia), e a ovest con la Toscana (provincia di Arezzo).

Corrisponde in gran parte alla regione storico-geografica del ducato di Urbino.

In provincia si parla comunemente l'italiano, ma è anche largamente diffuso per cultura e tradizione il dialetto, detto gallico-marchigiano[4]. Esso appartiene al gruppo linguistico gallo-italico, come il romagnolo e altri dialetti settentrionali. Ha naturalmente caratteristiche peculiari[4], varia da zona a zona della provincia e, nelle aree di confine, arriva a coincidere con il dialetto romagnolo meridionale. In provincia di Pesaro e Urbino è situata l'estremità più meridionale del "gruppo linguistico gallo-italico", ed è perciò l'unica provincia (insieme al circondario di Senigallia e quello del Conero[4], in provincia di Ancona) del Centro Italia, oltre alla Provincia di Massa e Carrara, a parlare un dialetto italiano settentrionale. Sul territorio sono presenti minoranze linguistiche umbre.

Dal punto di vista strettamente geografico, il nord della Provincia di Pesaro e Urbino, fino allo spartiacque tra fiume Conca e fiume Foglia, compresa quindi una porzione del territorio del capoluogo Pesaro, fa parte della Romagna. Anche il resto della provincia, pur essendo geograficamente parte dell'Italia Centrale, è legato storicamente, culturalmente e linguisticamente alla Romagna e all'Italia Settentrionale, così come i flussi socioeconomici indicano che questa provincia gravita su Bologna e sul Nord Italia in generale. Studi geoeconomici inseriscono Pesaro, polo urbano principale della Provincia, nell'area metropolitana Rimini-Cesena-Pesaro. La Società geografica italiana nel suo studio del 2013 sul "Riordino territoriale dello Stato" sostiene che la provincia di Pesaro e Urbino, nel caso in cui sia attuata una riforma delle Regioni, considerati i dati geografici, storici, culturali e socio-economici, potrebbe essere inserita nell'ipotetica futura regione Romagna.[senza fonte]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Variazioni amministrative e territoriali della Regione Marche e Ducato di Urbino.

È una delle province storiche italiane. Prima della nascita dello Stato italiano ha avuto diverse denominazioni: Ducato di Montefeltro, poi Dipartimento del Metauro con Napoleone e poi ancora Delegazione apostolica di Urbino e Pesaro con lo Stato Pontificio. Essa rappresenta un crocevia tra le Marche e le vicine Umbria, Toscana e Romagna.
La Provincia di Pesaro e Urbino è, almeno fin dalle invasioni celtiche della fine del V secolo a.C., punto di passaggio economico e culturale tra l'Italia peninsulare e quella padana e il suo territorio fu parte della Gallia Cisalpina fino alla conquista romana, avvenuta nel 295 a.C. con la Battaglia del Sentino ai danni dei Galli Senoni.
Dopo la vittoria i romani istituirono l'Ager Gallicus, di cui facevano parte i territori compresi tra Rimini e la parte delle attuali Marche situata a nord dell'Esino e per controllare il quale fondarono sulla costa le colonie romane di Sena Gallica (Senigallia), Ariminum (Rimini), Pisaurum (Pesaro) e Fanum Fortunae (Fano). Il confine politico di Roma fu però spostato al fiume Rubicone solo nel periodo della dittatura di Silla (circa 80 a.C.), quando alla Gallia Cisalpina fu dato status di provincia vera e propria.
Attraverso il territorio della Provincia passavano sia la cosiddetta Protoflaminia, che da Camerino e Sassoferrato raggiungeva la costa a Senigallia, sia l'asse principale della via Flaminia, nata per unire Roma - attraverso Narni, Terni, Bevagna, Spoleto, Foligno, Nocera Umbra, Fano e Pesaro - a Rimini[5] e ai mercati della Pianura Padana.
Nel medioevo barbarico il territorio della provincia fece parte dell'Esarcato di Ravenna, cioè la circoscrizione che comprendeva i residui territori conquistati dai bizantini nella Guerra Gotica che non passarono sotto il dominio longobardo (e per questo denominati Romània in latino tardo, da cui l'attuale Romagna, nel senso di facenti parte dell'Impero Romano d'Oriente). Questo territorio, dopo un breve periodo di dominazione longobarda sotto Astolfo (751-754), fu quindi parte integrante del nascente Stato Pontificio dopo la Promissio Carisiaca del 754 (la cosiddetta "Donazione di Pipino").
La storia moderna della provincia è invece fortemente legata alle vicende delle potenti famiglie nobiliari che si contesero il nord delle attuali Marche ed il sud dell'attuale Romagna, facenti perno sulla regione storica del Montefeltro e cioè, tra le principali, appunto i Montefeltro, i Malatesta, i della Rovere, gli Sforza. I destini geografici e le peculiari caratteristiche, ancora oggi vive, delle genti di queste terre non possono essere compresi se non si analizzano anche le intricate vicende di queste famiglie.
. In particolare fu nel 1220 che i Montefeltro, già signori ghibellini di San Leo e di Carpegna, ottennero da Federico II di Svevia anche la signoria di Urbino e da allora il prestigio della città crebbe costantemente. L'antica contea di Urbino divenne Ducato nel 1443, raggiunse l'apogeo sotto Federico da Montefeltro e la massima espansione con Francesco Maria I Della Rovere a cui si deve l'annessione di Pesaro.
La provincia di Pesaro e Urbino tiene pertanto a mantenere una propria ideale autonomia, da un lato a causa delle vicende storiche in gran parte del tutto diverse e indipendenti da quelle del resto delle Marche; dall'altro perché il suo territorio ha una identità ben definita e corrisponde a quello dell'antico Ducato di Urbino, fatta eccezione per Senigallia (ora in provincia di Ancona), Gubbio (ora in Umbria) e i sette comuni secessionisti della Val Marecchia passati in Emilia-Romagna a seguito del referendum del 2009.

Da notare che anche la perdurata indipendenza della Repubblica di San Marino, facente parte anch'essa della regione storica del Montefeltro, è fatta dipendere dalla benevolenza del Ducato di Urbino, che portava ad una sorta di protettorato nei confronti della piccola Repubblica, che si contrapponeva alle mire espansionistiche dei Malatesta
È con l'autonomia del Ducato di Urbino e con l'accrescersi della potenza delle signorie dei Montefeltro e dei Malatesta di Rimini che si ha anche la prima, vera, divisione politica tra i due rispettivi territori di influenza - altrimenti legati per quasi duemila anni da una storia comune -, divisione che si è poi mantenuta fino al giorno d'oggi e consolidata infine con la separazione tra le regioni Marche ed Emilia-Romagna.

In base all'art. 1 dello Statuto provinciale, la Provincia di Pesaro e Urbino – già istituita con decreto 22 dicembre 1860 n. 4495[6] - ha per sedi di capoluogo le Città di Pesaro e di Urbino con le funzioni loro assegnate dal Decreto medesimo. Ai sensi dell'art. 3 del Regolamento del Consiglio (Sede del Consiglio provinciale), il Consiglio provinciale ha sede sia a Pesaro che nella sede dell'Amministrazione provinciale di Urbino. Anche lo stemma della provincia è costituito da uno scudo diviso in due, in ogni parte è riportato lo stemma dei due capoluoghi.

La provincia originaria includeva il territorio di 7 Comuni dell'alta valle del fiume Marecchia, in quanto parte del Montefeltro e del Ducato di Urbino. Pio VII, il 6 luglio 1816, nella riorganizzazione dell'amministrazione dello Stato della Chiesa, aveva infatti compreso anche queste terre nella delegazione di Urbino e Pesaro con motu proprio. Nel 2009, San Leo, Novafeltria, Maiolo, Talamello, Pennabilli, Casteldelci, Sant'Agata Feltria, a seguito di referendum consultivi nei territori comunali e di approvazione di legge ordinaria che accoglieva il risultato favorevole degli stessi referendum, sono stati distaccati dalle Marche e aggregati all'Emilia-Romagna. Primo caso nella storia dell'Italia repubblicana. Le Marche proposero ricorso alla Corte costituzionale, ritenendo che il Parlamento avesse indebitamente ignorato il parere negativo della regione; nel luglio 2010 la Corte si pronunciò sul ricorso giudicandolo infondato.[7] Altri comuni del pesarese-urbinate hanno promosso referendum per l'aggregazione all'Emilia-Romagna, tra questi Montecopiolo e Sassofeltrio con esito positivo e Montegrimano Terme e Mercatino Conca nei quali non si è raggiunto quorum. Questo fenomeno rende evidente il fatto che il territorio provinciale presenti dinamiche geografiche, lato sensu, che mal convivono con l'attuale architettura dei confini amministrativi. La provincia possiede una densità demografica che è pari a 130,11 abitanti per km², dai 132 del 2008, anche se risulta comunque essere inferiore alla media nazionale. Nella provincia di Pesaro e Urbino solo due comuni degli attuali 60, rispetto ai 67 precedenti, hanno una popolazione superiore ai 20.000 abitanti, facendo registrare un valore del grado di urbanizzazione pari al 41,5%, valore anch'esso minore del dato medio italiano e di quello del Centro Italia, e che colloca la provincia in 55ª posizione nella relativa graduatoria. Lo studio della piramide dell'età della popolazione mette in evidenza una eccedenza della quota di ultrasessantacinquenni (stabile al 21,5%) rispetto alla media italiana (20%) ed in linea rispetto a quella del Centro Italia (21,4%). Notevole è inoltre la percentuale di maschi presenti sul territorio della provincia (49,1%, 20° valore più alto tra tutte le province). Stabile rispetto al precedente semestre rimane la presenza di stranieri residenti con 7.672 stranieri ogni 100 000 abitanti, di cui il 78,1% extracomunitari con regolare permesso di soggiorno e posizionando la provincia stabile al 26º posto nella relativa graduatoria arrestando il trend in leggera flessione rispetto ai precedenti periodi.

Mappa topografica della provincia

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Foreste e boschi[modifica | modifica sorgente]

Un cerro

Alcuni fattori, come la densità di popolazione relativamente media della Provincia, la presenza di vasti ambienti isolati e ad altimetria piuttosto elevata (soprattutto nell'apennino più interno), l'istituzione di diverse aree naturali protette, un certo grado di rispetto degli abitanti per i luoghi naturali (seppur in pochi casi compromessi da infrastrutture e costruzioni), hanno permesso la conservazione di numerose specie animali e vegetali.

Gufo comune

Tra la popolazione faunistica del pesarese-urbinate, estremamente varia, si possono ricordare alcune specie particolarmente numerose: gli ungulati (cervi, caprioli, le lepri, le volpi, gli scoiattoli, i cinghiali e numerosi uccelli, tra cui cardellini, gufi, falchi, aquile e infine, nei monti del Furlo il lupo. Il gufo comune, che si trova principalmente nei boschi alpini e centro-nord appenninici, in provincia è presente soprattutto nei rimboschimenti dei monti delle Cesane.

Pino nero, la tipica specie introdotta in alcuni monti nel dopoguerra

Il territorio del pesarese-urbinate è ricoperto per circa il 50% da boschi[8]. Le tipiche essenze provinciali sono la roverella, il cerro, gli ostrieti (ornielli) e i carpini neri. Nei versanti più elevati esso è composto principalmente da faggi, qualche rimboschimento di conifere (soprattutto pinus nigra e pinus silvestris impiantati nel dopoguerra), abeti, aceri e frassini. I boschi presenti in provincia sono un'importante fonte di reddito, oltre che per il turismo, anche per lo sfruttamento, regolamentato da legge regionale, a scopo casalingo (come legna da ardere).

Nel Pesaro-Urbinate sono state istituite tre aree naturali protette):

  • Il Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, di 4.847 ettari.
  • La riserva del Furlo che è la terza area protetta della provincia e, con i suoi 3.600 ettari di boschi, pascoli e cime incontaminate, fa salire a 10.200 ettari la superficie del territorio di Pesaro e Urbino messo sotto tutela.
  • Il territorio del Parco San Bartolo che è compreso nella provincia di Pesaro Urbino ed è delimitato dai fiumi Foglia e Tavollo.

Funghi e tartufi[modifica | modifica sorgente]

Il territorio della Provincia di Pesaro e Urbino è una delle zone vocate per eccellenza allo sviluppo naturale dei funghi epigei ed ipogei[9]. La provincia organizza numerosi corsi per la valorizzazione del patrimonio fungino, tra i più consistenti in Italia. I principali funghi ritrovabili in provincia sono[10]:

Il porcino è molto frequente in provincia
Amanita muscaria, un fungo molto presente nei rimboschimenti di conifere
Funghi
Amanita Agaricus Boletus Clitocybe Chroogomphus
Agaricus Armillaria Boletus Calvatia Clitopilus
Coprinus Fistulina Flammulina Grifola Bulgaria
Clitocybe Coprinus Cortinarius Clathrus Lepiota
Geastrum Ganoderma Cantharellus Russula Agrocybe

Anche se sono presenti numerose altre specie. I funghi, nella loro generalità, sono un prodotto eccelso che madre natura offre e risultano essere una voce importante anche sotto l'aspetto sociale, economico e del tempo libero. Il tartufo è sicuramente uno dei funghi più importanti del territorio che prolifera nel territorio altocollinare e montano della Provincia, sia per quantità e qualità che per le tante le specie commerciabili. Si veda il celeberrimo tartufo bianco di Acqualagna o i mercati di tartufi legati alle cittadine di Sant'Angelo in Vado e Pergola ecc.

Monti[modifica | modifica sorgente]

Andando dal mare verso l'entroterra si assiste ad un successivo innalzamento dei rilievi montuosi, fino ad arrivare all'appennino umbro-marchigiano. Attraverso la Gola del Furlo, si presenta il principale sistema montuoso della provincia, il Gruppo del Catria. I monti più importanti della Provincia sono:

Fiumi[modifica | modifica sorgente]

I fiumi principali che attraversano il territorio provinciale sono, da nord:

Mare[modifica | modifica sorgente]

La provincia confina ad est con il Mar Adriatico. I comuni che si affacciano su di esso sono quattro, da nord verso sud nell'ordine: Gabicce Mare, Pesaro, Fano e Mondolfo.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Frontone.

Il clima del Pesarese-Urbinate può essere definito di transizione tra il clima appenninico e quello continentale. Le temperature di gennaio sono comprese da 1C° ai -5° mentre in estate sui 20C°-25C° anche più. A partire dalle fasce altimetriche più basse, il clima può essere suddiviso in quattro grandi aree:

  • area submediterranea – nell'area costiera dell'Adriatico. La vegetazione è composta da olivi, pini marittimi e cipressi;
  • area subcontinentale – clima di transizione che caratterizza le colline presenti subito dopo la costa, con inverni più rigidi e freddi. La vegetazione è costituita soprattutto da roverella, orniello e rovere;
  • area appenninica media – a partire dalla zona di Fossombrone, con inverni rigidi e, a volte, nevosi (soprattutto nei monti) ed estati medio calde e piuttosto piovose e con vegetazione composta soprattutto da rimboschimenti di conifere (pinus nigra) e da quercia, ornello, carpino nero;
  • area appenninica – nelle fasce interne, con inverni lunghi e nevosi, estati brevi e fresche. La vegetazione è composta principalmente da faggio, conifere, cerro e orniello.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovia[modifica | modifica sorgente]

Le stazioni di Pesaro e, in minor misura di Fano e di Marotta-Mondolfo, sono di transito per la linea ferroviaria Adriatica MilanoBolognaAnconaPescaraBariLecce.

La ferrovia Fano-Urbino, che collegava la costa all'interno, fu chiusa nel 1987. Movimenti per la salvaguardia delle ferrovie, ambientalisti e per la mobilità sostenibile chiedono da anni la riapertura sotto forma di metropolitana leggera. La giunta provinciale in carica ha nel 2011 richiesto, al contrario, a Regione Marche e Ministero competente il definitivo smantellamento. La ferrovia Pergola-Fabriano, che collegava i due centri rispettivamente del pesarese e dell'anconetano, è stata chiusa nel 2011.

Autostrada[modifica | modifica sorgente]

Uscita ↓km↓ ↑km↑
AB-AS-grün.svg Pesaro – Urbino 155,9 587,5
AB-Tank.svgAB-Rast.svg Area servizio "Foglia" 158,9 584,5
AB-AS-grün.svg Fano
Italian traffic signs - strada extraurbana principale.svg Italian traffic signs - strada europea 78.svg Strada statale 73 bis di Bocca Trabaria
173,3 570,1
AB-AS-grün.svg Marotta – Mondolfo 184,9 558,5
AB-Tank.svgAB-Rast.svg Area servizio "Metauro" 186,2 557,2

Parallela alla costa corre l'Autostrada A14 Adriatica, che permette il collegamento diretto di Taranto con Bologna. Attualmente la sede stradale è a tre corsie per senso di marcia.

Statali e provinciali[modifica | modifica sorgente]

Il Pesaro-urbinate è terra di attraversamento tra l'Italia settentrionale e quella centrale. Gli assi principali di comunicazione stradale sono l'Autostrada A14 adriatica e la Strada europea E78 (Grosseto-Fano, parzialmente completata), che si sviluppano lungo la Valle del Metauro.

Poiché l'autostrada si caratterizza per un grande traffico di mezzi pesanti, è obiettivo primario della Provincia e della Regione semplificare pesantemente il traffico su gomma, favorendo la terza corsia su tutta l'Autostrada A14 Da Pedaso a Rimini nord.[11]

Parallela all'autostrada si trova la SS 16, mentre la SS 3 Flaminia va da Fano verso Roma attraversando l'entroterra. Altra statale importante è la SS 73 bis e parte di essa è superstrada.

Numerose sono le strade provinciali, facendo coprire alla provincia ben 1.601 chilometri di strade di competenza.[12]

Aeroporto[modifica | modifica sorgente]

In provincia è presente l'aeroporto di Fano, aeroporto civile di aviazione generale. Gli aeroporti nazionali ed internazionali di riferimento sono quello di Rimini, a 30 km di distanza da Pesaro, quello di Ancona a 60 km e quello di Bologna a 150 km.

Distanze stradali minime tra i sei comuni più abitati
in km Cagli Fano Fossombrone Marotta (fraz di Mondolfo) Pesaro Urbino
Cagli - 50 23 61 62 35
Fano 50 - 29 13 11 48
Fossombrone 23 29 - 41 40 20
Marotta (fraz di Mondolfo) 61 13 41 - 25 57
Pesaro 62 11 40 25 - 37
Urbino 35 48 20 57 37 -

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti

Comuni principali[modifica | modifica sorgente]

I comuni più popolati sono:

Stemma Città Popolazione ab. Superficie km²
Pesaro-Stemma.png Pesaro 94.648 126,77
Fano-Stemma.png Fano 63.094 121,84
Urbino-Stemma.png Urbino 15.346 226,50
Vallefoglia 14.973 39,57
Mondolfo-Stemma.png Mondolfo 11.837 22,82

La maggior parte degli abitanti è concentrata a Pesaro e Fano che da sole ospitano oltre il 41% della popolazione dell'intera provincia.

Il comune meno esteso ed il meno abitato sono rispettivamente Gabicce Mare e Frontino. Urbino e Cagli rappresentano rispettivamente il 2° e 3° comune più esteso della regione.

Stemma Città Popolazione (ab.) Superficie (km²)
Cagli-Stemma.png Cagli 8.863 226,46
Frontino-Stemma.png Frontino 297 10,37
Gabicce Mare-Stemma.png Gabicce Mare 5.841 4,94

In generale la provincia ha una media di 5 673 abitanti e 43,17 km² per comune.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Pesaro è famosa, tra le altre cose, per lo storico Conservatorio, il Teatro e la stagione lirica e per aver dato i natali a Gioacchino Rossini, Renata Tebaldi nonché per aver formato numerosi altri alti esponenti della musica e della lirica, tra i quali Mario del Monaco. Simbolo di Pesaro è la Rosa, fiore un tempo molto usato nelle maioliche artistiche di cui è una delle capitali, con Casteldurante (Urbania) e la stessa Urbino, dove però oggi le botteghe produttrici sono quasi scomparse. Altro riferimento simbolico di origine più moderna è la sfera, scultura di Arnaldo Pomodoro, che rimanda al globo terrestre e che campeggia di fronte agli edifici più rappresentativi di Organismi ed Enti mondiali ed europei. Essa è dai pesaresi chiamata simpaticamente "la Palla di Pomodoro". Se Arnaldo è nato nella vicina Morciano di Romagna, suo fratello Giò Pomodoro, anch'egli scultore di fama mondiale, è invece nativo di Orciano di Pesaro. L'area di Urbino ha dato i natali, tra gli altri, a Raffaello e a Bramante. Il Ducato d'Urbino, con Federico da Montefeltro, esimio mecenate e condottiero, ha preceduto Firenze nel dare il via al Rinascimento italiano. La città è ancora sede di un'antica università che oggi richiama migliaia di studenti dall'Italia e dal mondo. Essa è stata intitolata a Carlo Bo, letterato ed umanista, rettore per mezzo secolo dell'ateneo ed urbinate d'adozione. Simbolo di Urbino è un'opera architettonica unica nel suo genere, il Palazzo ducale. Fano, l'antica Fanum Fortunae, è la città natale di uno dei maggiori ingegneri scenografi d'Europa: Giacomo Torelli. Uno dei simboli architettonici della città è l'imponente Arco d'Augusto (Fano). Tutta la Provincia è disseminata di beni culturali, teatri e antiche città d'arte di notevole pregio tra cui citiamo Gradara, Cagli, Fossombrone, Mondolfo, Mondavio, Sassocorvaro, ecc.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Al centro di un'area strategicamente importante, situata sulla linea Gotica, la comunità provinciale di Pesaro e Urbino, partecipava, con eroico coraggio ed ardente desiderio di libertà, alla lotta partigiana, esponendosi ai violenti rastrellamenti e razzie delle truppe nazifasciste e a devastanti bombardamenti, che provocarono la perdita di un numero elevato dei suoi figli migliori e la distruzione di gran parte del suo patrimonio industriale ed edilizio. Con generoso spirito di solidarietà umana ed encomiabile senso civico offriva rifugio e nascondiglio a numerosi cittadini ebrei, salvandoli dalla cattura e dalla deportazione.»
— Provincia di Pesaro-Urbino, 1943-1945

Il dialetto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto gallico marchigiano, Dialetto marchigiano e Gallo-italico.

I dialetti della provincia sono detti gallico-marchigiani[13]. Appartengono tutti al gruppo gallo-italico, che comprende tutto il nord Italia padano esclusa l'area veneta. Tale area, che corrisponde a quella d'influenza celtica, arriva fino all'odierna Senigallia, entroterra compreso, e all'isola linguistica gallica del Cònero. I dialetti della provincia hanno perciò marcata affinità con il dialetto romagnolo e di fatto ne costituiscono un sottogruppo. I dialetti a partire dalla Valle del Cesano, verso sud, lasciano affiorare sempre più suoni del centro Italia. Le aree pesaresi-urbinati al confine con l'Umbria e la Toscana virano, invece, verso quei gruppi dialettali. Esempi di espressioni dialettali:

Italiano Pesarese Fanese Urbinate Cagliese
Io vado Me a'vag I vag I vag I vad
Te lo dico A t'el dég T'el dig T'el dig T'el dic' i
Con Sa Sa Sa Co'
Andiamo Gem Gin Gim Gim
Così A csé A csì/Da csì/Da st'mò/A col mò Da csé Da csé
Cosa vuoi? Co' t'vò? Co' vu/vua? / Cu voi? 'Sa vò? C'sa vò?
Dove vai? Do' t'và? Du vai/vèi? Do' vai? Du vè? Do vaj?
Cosa fai? Co't fa? Co' fai/Cu fei? 'Sa fè? C'sa fè?
Io sono di Me so' d' I so' d' I so' d' I so' d'

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico di Urbino è considerato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.

La chiesa di San Gervasio a Mondolfo, la casa natale di Gioachino Rossini a Pesaro e il palazzo Ducale di Urbino sono considerati monumento nazionale italiano.

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Comune Chiese, santuari e oratori
Serra Sant'Abbondio Monastero di Fonte Avellana
Urbino Duomo di Urbino
Monte Cerignone Santuario del Beato Domenico Spadafora
Frontino Eremo di Montefiorentino

Castelli[modifica | modifica sorgente]

Comune Castelli
Mondavio Rocca roveresca di Mondavio
Sassocorvaro Rocca di Sassocorvaro
Frontone Rocca di Frontone
Cagli Rocca Torrione
Monte Cerignone Rocca Feltresca

Musei[modifica | modifica sorgente]

Comune Musei
Mercatello sul Metauro Museo di San Francesco
Mondavio Museo di rievocazione storica
San Lorenzo in Campo Museo archeologico del territorio di Suasa
Museo delle terre marchigiane
Acqualagna Museo archeologico di Acqualagna
Urbino Galleria nazionale delle Marche e annesso Museo Archeologico Lapidario
Casa Raffaello
Museo diocesano Albani e Grotte del Duomo
Oratori di San Giovanni e San Giuseppe
Orto Botanico
Museo della Città
Museo dei Gessi (Ex gipsoteca collezione dell'Istituto d'Arte)
Museo del Gabinetto di Fisica dell'Università
Aula didattica "Bella Gerit" nella Fortezza Albornoz
Pergola Museo dei bronzi dorati
San Giorgio di Pesaro MuSA - Museo di Storia Ambientale

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Comune Monumenti
Urbino Palazzo ducale di Urbino

Teatri[modifica | modifica sorgente]

Palchi del Teatro Apollo
Comune Teatri
Pesaro Teatro Rossini
Urbino Teatro Sanzio
Fano Teatro della Fortuna
Cagli Teatro Comunale
Urbania Teatro Bramante
Mondavio Teatro Apollo

Feste, sagre e manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

Numerosi sono gli appuntamenti che ogni anno riuniscono le comunità locali e molti turisti.

  • Festa della Castagna - Lunano - 3º weekend di ottobre
  • Fiera di Lubacaria - Piagge - 2ª domenica di maggio
  • Festa della madonna di Cerbara - Cerbara di Piagge - mese di maggio
  • Festa della Befana - Piagge - 6 gennaio
  • Piaaggestock - Monte san giovanni di Piagge - primo week end di agosto
  • Antica fiera di San Giorgio – San Giorgio di Pesaro – 25 aprile
  • Festa di San Pasquale Baylon – San Giorgio di Pesaro - Località Passo del Convento di S. Pasquale – 17 maggio
  • Grigliate in Festa - Montecucco di San Giorgio di Pesaro – 3º week end di ottobre
  • Castagnata delle Streghe – San Giorgio di Pesaro – ultima domenica di ottobre
  • Mostra Nazionale del Tartufo Bianco pregiato di Sant'Angelo in Vado – mese di ottobre
  • Fiera di San Giuseppe – Castelvecchio di Monte Porzio – mese di marzo
  • La Salsiccia n'ti Canton – Castelvecchio di Monte Porzio – 3ª settimana di giugno
  • Fiera d'ottobre dall'uva al vino – Monte Porzio – 1º week-end ottobre
  • Sagra dei garagoi – Marotta di Mondolfo – giorni a cavallo col 25 aprile
  • Sagra Polentara – San Costanzo
  • Fiera nazionale del tartufo – Acqualagna
  • Distinti salumi – Cagli – alla fine del mese di aprile
  • Sagra della patata – Montecopiolo – tra la prima e la seconda settimana di settembre
  • Antiche fiere di Pugliano – Pugliano di Montecopiolo – tutti i lunedì di settembre
  • Festa del Nino – Sant'Andrea di Suasa (Mondavio) - mese di gennaio
  • Sagra del Bustreng – Monte Cerignone – 14-15 agosto
  • Sagra della Crescia - Stacciola di San Costanzo - 1º week end di agosto
  • Cagli in musica – Cagli – seconda metà del mese di agosto
  • Concerto per la "Vita" – Monte Porzio – mese di luglio
  • DeLirio d'opera – Monte Porzio – mese di luglio
  • Festa nazionale della befana – Urbania – mese di gennaio (dal 2 al 6)
  • Fiera di San Giuseppe – Urbania – 19 marzo
  • La Turba – Cantiano – venerdì Santo
  • Fiera di San Marco – Urbania – il 25 aprile
  • Fiera e festa Patronale San Cristofero – Urbania – 25 luglio
  • Fiera di San Luca e delle donne – Urbania – il 20 - 21 ottobre
  • Fiera di San Nicola – Pesaro – 10 - 13 settembre
  • Festa dell'aquilone – Urbino – prima domenica di settembre
  • Festa del Duca – Urbino – mese di agosto
  • Festival internazionale di musica antica – Urbino – mese di luglio
  • Le vie dei presepi – Urbino – mese di dicembre
  • Palio della rana – Fermignano – domenica in albis
  • Biciclo ottocentesco – Fermignano – mese di settembre
  • Palio dell'Oca – Cagli – seconda domenica di agosto
  • Festa del Miele – Belforte all'Isauro – secondo fine settimana di ottobre
  • La Marsanella – Cantine di Piagnano – Piagnano, (nel comune di Sassocorvaro) secondo fine settimana di luglio.
  • Festa della Tratta – Marotta – mese di agosto
  • Palio dell'Oca - Serra Sant'Abbondio - prima domenica di settembre

Enogastronomia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina marchigiana.

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

Piatti tipicamente pesaresi-urbinati sono: la piada o piadina o crescia o crostolo a seconda delle zone di produzione ed a seconda delle ricette, farcito con salumi locali come prosciutto di Carpegna, erbe di campo cotte o verdure gratinate e formaggi come la (casciotta d'Urbino; i passatelli ("pasatej" in pesarese)in brodo o nella variante più moderna asciutti; i cappelletti ("caplétt" in pesarese-urbinate) in brodo o asciutti tipici del Natale e delle feste; i piatti a base di pesce dell'Adriatico ed in particolare il brodetto o brudet (in fanese); la crescia di Pasqua, torta salata ricca di uova e formaggio; la polenta ("pulenta" in lingua locale) di mais locale stesa sul panaro e condita con sughi di carne o pesce (a San Costanzo esiste ancora una delle sagre dedicate più antiche d'Italia); i tacconi ("taco'n" in lingua locale) tagliatelle corte, spesse e irregolari fatte con farina di fave e condite di solito con sugo di pomodoro, olio extravergine d'oliva ed aglio; le "cristajat" o "crestajat" (da "cresce tagliate"), sorta di maltagliati di farina di mais e grano conditi con lardo, formaggio stagionato e pepe; ecc. ecc.

Vini[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Vini DOC della provincia di Pesaro e Urbino.

La provincia di Pesaro e Urbino vanta una plurisecolare tradizione enologica: famosi sono il bianco bianchello del metauro ed il colli pesaresi bianco e da notare nelle zone di Pergola il tristo di montesecco, un vino adesso non più commercializzato. Per i rossi vi sono il sangiovese colli pesaresi rosso, la vernaccia di Pergola, unica nel suo genere e svariati tipi di vini di visciole tra cui spicca il famoso Visner(sempre di Pergola). Numerose le cantine (Guerrieri, Mariotti, Fiorini ecc.) che, grazie anche ad un territorio particolarmente vocato, producono vini sempre più di qualità come testimoniano i concorsi enologici vinti un po' in tutto il mondo.

Olio[modifica | modifica sorgente]

La Provincia di Pesaro e Urbino nonostante l'appartenenza alla zona climatica continentale, ha microclimi adatti alla coltivazione di olive pregiate per la produzione di olio. L'unica DOP regionale è presente a Cartoceto e nei comuni limitrofi (Mombaroccio, Saltara, e parte di Fano. L'olio DOP "Cartoceto" è prodotto prevalentemente con olive dei cultivar Raggiola, Frantoio e Leccino.

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

L'antica e famosa Università di Urbino richiama nella città molti studenti. Inoltre vi è sempre in Urbino la rinomata Scuola del Libro, fin dal 1861, da cui sono usciti diversi artisti di grande fama.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Il rovere e il cerro sono le querce più tagliate e costose della provincia.

Economia solida con basso tasso di disoccupazione, basata sulla piccola e media industria e sull'artigianato, sull'agricoltura e sul turismo balneare e culturale.[14] Tra le tantissime aziende presenti spiccano quelle di livello nazionale ed internazionale, silenziosamente pesaresi-urbinati, ad esempio: Scavolini, Berloni, Febal, Ernestomeda, Moretti Compact, Piero Guidi, Bikkembergs, Dondup, Siviglia, ITAMA, Pershing, Ferretti, Biesse, Morbidelli, PICA, Benelli, Benelli Armi, Cooperativa Biologica Montebello, TVS, Alluflon, Profilglas, Della Rovere ecc. L'indice generale delle infrastrutture economiche, fatto pari a 100 quello italiano, risulta pari a 71,7 che decresce rispetto al 74,74 del 2007. Nel 2008 purtroppo nessun indice soddisfa il minimo della base nazionale pari a 100 quindi questo denota che la provincia è carente di qualsiasi infrastruttura. Le più deficitarie sono le infrastrutture di trasporto soprattutto portuali, aeroportuali e ferroviarie, mentre le reti energetico ambientali, le reti bancarie, telematiche e telefoniche presentano indici meno gravosi. Contenuti sono i rapporti fra sofferenze bancarie su impieghi che però risultano comunque superiori al dato nazionale e decisamente bassi sono i fallimenti di imprese dichiarati rapportate al totale delle imprese attive nel 2008 pari a 0,09 che posiziona la provincia ad un buon 70-esimo posto della graduatoria decrescente.[14]

Il reddito medio a disposizione dei residenti è pari a 18.215€ e risulta aumentare il valore di poco più di 2 000 euro rispetto al precedente periodo (2008) facendo notare una buona ripresa del tenore di vita della provincia. Confrontato con il dato italiano, che risulta di 17.623 €, con il dato macroripartizionale pari a 18.840€ e col dato della regione Marche pari a 18.595€ possiamo dedurre una buona crescita del tenore di vita. Positiva è anche la situazione per quanto concerne i consumi interni pro-capite pari a 15.377€ che risultano crescere anch'essi. Decisamente molto rilevante il valore aggiunto dell'artigianato, infatti, ben il 22,2% in rialzo rispetto al precedente 18,70% dell'intero Pil provinciale è prodotto da questo comparto, un dato che colloca la provincia al terzo posto nella graduatoria nazionale. Il buon tenore di vita di Pesaro e Urbino è confermato anche da una quota di consumi non alimentari, pari all'82,6%. Il consumo pro-capite di energia elettrica per usi domestici è tra i più bassi del Centro Italia (1062 kWh ma superiore al dato regionale), mentre il consumo di carburante è pari a 0,24 tonnellate annue pro-capite, superiore di poco al dato nazionale. Buono appare l'indicatore di automobili circolanti per 1.000 abitanti pari a 86,90 e che pone la provincia al 17-esimo posto nazionale.[14]

Lo 0,63% del Pil nazionale viene prodotto dalle imprese della provincia di Pesaro e Urbino. Espresso in termini relativi questo si traduce in una quota pro capite pari ad euro 26.055 in buon rialzo rispetto ai 24.658 euro del 2007, e a differenza del periodo precedente tale valore risulta di poco superiore alla media italiana. La provincia non segnala una crescita economica particolarmente significativa. Infatti, nel periodo 2002-2006, il ritmo di crescita del Pil è stato inferiore sia a quello regionale che a quello macroripartizionale, anche se, il confronto con le province del Centro Italia, mostra come Pesaro e Urbino abbia avuto una crescita superiore a quella di molte altre realtà territoriali di quest'area.

La scomposizione settoriale del valore aggiunto mostra come siano l'industria (soprattutto manifatturiera) e soprattutto i servizi (in particolare credito e attività immobiliari) ad alimentare il valore aggiunto provinciale.

Sorprendentemente il Censis Pesaro annovera la tranquilla provincia tra le prime in Italia per presenza di crimine associato ma ciò è dovuto principalmente alla caccia di frodo. Il rapporto fra il numero di delitti denunciati su popolazione risulta in linea con la media nazionale. Elevato è il numero di incidenti stradali per mille abitanti (4,8 attuale a fronte del 4,28 nel 2007 e del 3,87 nazionale che vale a Pesaro e Urbino il 32º posto tra tutte le province) con una quota di incidenti mortali del 1,86% (2,04% per l'Italia) stabile rispetto al semestre precedente. Lievemente più consistente rispetto alla media nazionale la percentuale di decessi per disturbi al sistema cardiocircolatorio (41,3%), mentre in linea con la media nazionale sono i decessi per tumori (30%). Tranne per la dotazione per strutture sanitarie, tutti gli indicatori sociali hanno fatto rilevare nel periodo considerato un sensibile miglioramento pur rimanendo al di sotto della media nazionale, l'unico indice ad essere superiore a 100 e quello relativo alle strutture per l'istruzione pari ad un eccellente 204,8 stabile che pone la provincia al terzo posto nazionale.

Nonostante le caratteristiche del territorio, prevalentemente boscoso, il settore agricolo è piuttosto rilevante, soprattutto nelle colline preappenniniche.

In passato l'agricoltura era soprattutto di sopravvivenza, ma dall'ultima parte del Novecento la frutticoltura, la ceralicoltura, l'orticoltura e la viticoltura hanno assunto una particolare importanza.

Infatti il comparto agricolo più importanti è diventato quello cerealicolo e orticolo. La produzione numericamente più rilevante è relativa alle insalate.

Alcune aree sono interessate dalla coltivazione degli ortaggi (patata, carota, cavolo cappuccio, zucchina, radicchio, sedano, cipolla, ecc.). Molto importante (anche se in termini nazionali quantitativamente modesta) la produzione di uva, da cui si ricavano vini di alta qualità.

Storicamente molto significativo l'allevamento, in passato uno dei mezzi di sostentamento più importanti nelle vallate appenniniche. Il settore zootecnico più rilevante è relativo al pollame con presenza significativa di allevamenti di razze bovine autoctone come la Marchigiana o Romagnola ed equine come il cavallo del Catria.

Lo sfruttamento forestale ecologico e la silvicoltura, soprattutto nelle aree più interne nell'Appennino è rilevante e sostanzialmente portato avanti da piccole aziende solitamente a carattere familiare.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Il turismo nella provincia assume un ruolo primario nell'economia del territorio, le principali attrazioni sono il mare e l'appennino. Le spiagge di Gabicce Mare, Pesaro, Fano e Marotta, poste in continuazione del litorale riminese, offrono ottimi servizi, bellezze naturalistiche e percorsi storico-culturali; la totalità delle coste della provincia è balneabile.[15] L'entroterra collinare e montuoso rappresenta un vero scrigno di bellezze culturali e paesaggistiche come la Gradara, Mondavio, Sassocorvaro, Fossombrone, Cagli, i musei, le chiese ed i reperti archeologici di Fano, Urbino, Pesaro ecc. La città di Urbino, considerata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO e monumento nazionale italiano, è sicuramente una meta privilegiata.

I due parchi naturali regionali del Monte San Bartolo e del Sasso Simone e Simoncello e la Riserva naturale statale Gola del Furlo, presenti in provincia, attirano scienziati naturalisti, geologi e amanti della natura.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

La provincia è attualmente guidata da Massimo Galuzzi, vicepresidente della Provincia, nominato Commissario dell'Ente dal Prefetto, il 14 luglio 2014.

Nome e Cognome dal al partito note
Umberto Bernardini 13 giugno 1999
Palmiro Ucchielli 13 giugno 1999 13 giugno 2004 Centro-sinistra
Palmiro Ucchielli 13 giugno 2004 7 giugno 2009 Centro-sinistra II
Matteo Ricci 7 giugno 2009 23 giugno 2014 Centro-sinistra
Massimo Galuzzi 14 luglio 2014 in carica Commissario Prefettizio [16][17]

Comuni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Pesaro e Urbino.

I comuni della provincia si possono dividere in varie aree, in base all'appartenenza alle comunità montane presenti.

Zona Comune Popolazione ab.[3] Superficie km² Stemma
Comunità Montana del Catria e Cesano Fratte Rosa 1.009 15,60 Fratte Rosa-Stemma.png
Frontone 1.362 36,01 Frontone-Stemma.png
Pergola 6.760 113,46 Pergola-Stemma.png
San Lorenzo in Campo 3.539 28,69 San Lorenzo in Campo-Stemma.png
Serra Sant'Abbondio 1.116 32,78 Serra Sant'Abbondio-Stemma.png
Comunità Montana del Catria e Nerone Acqualagna 4.414 50,74 Acqualagna-Stemma.png
Apecchio 2.084 103,26 Apecchio-Stemma.png
Cagli 9.031 226,16 Cagli-Stemma.png
Cantiano 2.437 83,10 Cantiano-Stemma.png
Piobbico 2.140 48,16 Piobbico-Stemma.png
Comunità Montana Alto e Medio Metauro Borgo Pace 687 55,95 Borgo Pace-Stemma.png
Fermignano 8.666 43,27 Fermignano-Stemma.png
Mercatello sul Metauro 1.502 68,59 Mercatello sul Metauro-Stemma.png
Montecalvo in Foglia 2.762 18,24 Montecalvo in Foglia-Stemma.png
Peglio 721 20,20 Peglio (Marche)-Stemma.png
Petriano 2.894 11,32 Petriano-Stemma.png
Sant'Angelo in Vado 4.121 67,44 Sant'Angelo in Vado-Stemma.png
Urbania 7.059 77,79 Urbania-Stemma.png
Urbino 15.528 228,07 Urbino-Stemma.png
Comunità Montana del Metauro Barchi 1.001 17,24 Barchi-Stemma.png
Fossombrone 9.834 106,68 Fossombrone-Stemma.png
Isola del Piano 666 23,05 Isola del Piano-Stemma.png
Mondavio 4.017 29,48 Mondavio-Stemma.png
Montefelcino 2.801 38,69 Montefelcino-Stemma.png
Montemaggiore al Metauro 2.636 13,04 Montemaggiore al Metauro-Stemma.png
Orciano di Pesaro 2.213 23,78 Orciano di Pesaro-Stemma.png
Piagge 1.029 8,64 Piagge-Stemma.png
Saltara 6.674 9,97 Saltara-Stemma.png
San Giorgio di Pesaro 1.430 20,88 San Giorgio di Pesaro-Stemma.png
Sant'Ippolito 1.625 19,74 Sant'Ippolito-Stemma.png
Serrungarina 2.456 22,98 Serrungarina-Stemma.png
Comunità Montana del Montefeltro Auditore 1.620 20,30 Auditore-Stemma.png
Belforte all'Isauro 796 11,99 Belforte all'Isauro-Stemma.png
Carpegna 1.680 28,31 Carpegna-Stemma.png
Frontino 317 10,74 Frontino-Stemma.png
Lunano 1.453 14,62 Lunano-Stemma.png
Macerata Feltria 2.128 40,23 Macerata Feltria-Stemma.png
Mercatino Conca 1.112 14,47 Mercatino Conca-Stemma.png
Monte Cerignone 672 18,04 Monte Cerignone-Stemma.png
Montecopiolo 1.235 35,74 Montecopiolo-Stemma.png
Monte Grimano Terme 1.249 24,01 Monte Grimano-Stemma.png
Piandimeleto 2.096 39,96 Piandimeleto-Stemma.png
Pietrarubbia 709 13,05 Pietrarubbia-Stemma.png
Sassocorvaro 3.543 66,52 Sassocorvaro-Stemma.png
Sassofeltrio 1.392 20,87 Sassofeltrio-Stemma.png
Tavoleto 909 11,99 Tavoleto-Stemma.png
Zona costiera Cartoceto 7.939 23,16 Cartoceto-Stemma.png
Fano 63.734 121,27 Fano-Stemma.png
Gabicce Mare 5.906 4,85 Gabicce Mare-Stemma.png
Gradara 4.500 17,52 Gradara-Stemma.png
Mombaroccio 2.146 28,22 Mombaroccio-Stemma.png
Mondolfo 11.914 22,69 Mondolfo-Stemma.png
Monteciccardo 1.675 25,86 Monteciccardo-Stemma.png
Montelabbate 6.525 19,60 Montelabbate-Stemma.png
Monte Porzio 2.736 18,36 Monte Porzio-Stemma.png
Pesaro 94.197 126,58 Pesaro-Stemma.png
San Costanzo 4.863 40,70 San Costanzo-Stemma.png
Tavullia 7.535 42,33 Tavullia-Stemma.png
Vallefoglia 14.737 39,23
Provincia di Pesaro e Urbino Totale di 59 comuni 381.730 2.564,21 Provincia di Pesaro e Urbino-Stemma.png

Il territorio provinciale contiene anche l'enclave di Monte Ruperto nel comune di Città di Castello (PG).

Comunità montane[modifica | modifica sorgente]

Parchi naturali[modifica | modifica sorgente]

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

La provincia è gemellata con il distretto di:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT - Superficie dei comuni, province e regioni al Censimento 2011
  2. ^ a b Dati risultanti in seguito allo scorporo dei sette comuni dell'Alta Valmarecchia (328,20 km² e 18.160 abitanti all'epoca) ceduti alla regione Emilia-Romagna il 15 agosto 2009.
  3. ^ a b Bilancio demografico mensile ISTAT del 31 luglio 2013
  4. ^ a b c AA. VV., Conoscere l'Italia – vol. Marche, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1982, p. 64; Le Regioni d'Italia, Vol X Collezione diretta da Roberto Almagià, pubblicazione sotto gli auspici del Comitato Nazionale per la celebrazione del centenario dell'Unità d'Italia, 1961.
  5. ^ Strabone, Geografia, libro V, cap. 11, 10
  6. ^ Testo del decreto regio 4495/1860.
  7. ^ La Valmarecchia rimane in Romagna
  8. ^ Vincolo idrogeologico Legge forestale
  9. ^ Tutela e valorizzazione del patrimonio dei funghi epigei ed ipogei
  10. ^ Altri funghi presenti in questo territorio
  11. ^ Rimini Nord – Pedaso, realizzazione terza corsia – Autostrade per l'Italia S.p.A
  12. ^ Viabilità
  13. ^ Pellegrini, carta dei dialetti d'Italia; AA. VV. Conoscere l'Italia vol. Marche (Pag. 64), Istituto Geografico De Agostini – Novara – 1982; Le Regioni d'Italia, Vol X Collezione diretta da Roberto Almagià, Pubblicazione sotto gli auspici del Comitato Nazionale per la celebrazione del centenario dell'Unità d'Italia, 1961
  14. ^ a b c [www.circumlavorando.it/FunctionContent/F1740/pesaroMappa.pdf]
  15. ^ Pesaro e Ancona le sole province marchigiane al 100% balneabili., Il Resto del Carlino, 24 giugno 2010. URL consultato il 25 giugno 2010.
  16. ^ Vice presidente nominato Commissario dal Prefetto il 14 luglio 2014
  17. ^ http://www.ansa.it/marche/notizie/2014/07/14/galuzzi-commissario-provincia-pesaro_3b0d47ef-9ba8-4495-855f-8568e72a04a0.html

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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