Carsulae

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Carsulae
Carsulae.jpg
Civiltà Romani
Stile Architettura romana
Epoca Repubblica Romana (fino al 27 a.C.)
Impero Romano[1]
Localizzazione
Stato Italia Italia
Provincia Terni Terni
Altitudine 450 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 330000
Scavi
Data scoperta XVI secolo
Date scavi 1829-1881
1952-1971
2012-in corso
Amministrazione
Ente Soprintendenza per i beni archeologici dell'Umbria
Responsabile Arte e Cultura Terni
Visitabile a pagamento
sito web

Coordinate: 42°38′23.25″N 12°33′25.75″E / 42.639792°N 12.557153°E42.639792; 12.557153

Carsulae era un'antica città di epoca romana (sebbene i primi insediamenti si registrarono in epoca pre-romana) posta lungo la futura via Flaminia, in Umbria, al confine tra i territori comunali di Interamna Nahars (Terni) e Casventum (San Gemini).

Abbandonata già in epoca remota a seguito di gravi smottamenti del terreno, è ancora in parte sepolta sotto alcuni metri di terreno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti silvo-pastoriali ed agricoli si verificarono nel IX secolo a.C. e si svilupparono fino al V secolo a.C.. Dal IV secolo a.C. si incominciarono a intravedere le prime trasformazioni della città con la costruzione di una cinta muraria.[1]

Con la costruzione della Via Flaminia a cura del console Caio Flaminio la città crebbe notevolmente grazie anche alle immigrazioni delle comunità montane limitrofe che vedevano un'ottima opportunità per migliorare le proprie condizioni di vita.[2]

Carsulae divide la propria storia in due periodi: La Repubblica Romana fino alla sua fine[3] e successivamente Impero Romano.

Dal III secolo non si saprà più niente a riguardo della città. La distruzione di Carsulae è strettamente connessa, come la propria nascita, alla Via Flaminia. Infatti la perdita di importanza del ramo occidentale della via a favore di quello orientale comportò il declino della città che dopo tentativi di conquista di popolazioni barbariche venne distrutta da un evento sismico e definitivamente abbandonata in età medievale.[4]

Accanto al foro è situata la chiesa di San Damiano, edificata in epoca medievale con materiali prelevati dalle rovine carsulane.

Struttura della città[modifica | modifica wikitesto]

Dagli scavi sono emersi undici strutture:

  1. Via Flaminia: il ramo occidentale della strada romana che attraversa Carsulae. La via Flaminia era la "strada principale" della città, e il tratto cittadino dispone di marciapiedi e cunette.
  2. Terme: si tratta di un ambiente absidato a pianta rettangolare, con pavimenti a suspensurae, interpretato come impianto termale, forse privato.
  3. Chiesa di San Damiano: costruita nel paleo-cristiano sui resti di un edificio romano il cui scopo originale è sconosciuto. I resti di questo edificio sono ancora visibili sul lato sud della chiesa. La chiesa iniziale era uno spazio rettangolare con abside. Un portico e due colonnati interni sono stati aggiunti nel corso dell'XI secolo utilizzando materiali raccolti dal sito, inclusi gli elementi che probabilmente decoravano la Basilica o hanno elementi architettonici dal Forum.
  4. Basilica: la sala riunione pubblica per i cittadini di Carsulae. La sala interna, che è rettangolare, ha una navata centrale e due navate laterali separate da file di colonne. L'abside in fondo ospitava la cattedra di un magistrato, usata per arbitrare o giudicare le controversie e amministrare la giustizia.
  5. Forum: la principale "piazza" della città antica, costruita su una struttura a terrazze dentro e intorno alla Basilica ed ai templi gemelli. La linea di strutture voltate, o "tabernae", nei pressi del Forum potevano essere allestite bancarelle del mercato o negozi.
  6. Cisterna Antiquarium: raccoglieva l'acqua per l'utilizzo da parte del popolo della città.
  7. Arco di San Damiano: l'arco detto "arco di San Damiano", segnava l'ingresso settentrionale in città della via Flaminia, nei pressi di un'area funeraria ed era a tre fornici, di cui si conserva solo quello centrale. Venne costruito in opera quadrata di blocchi in calcare, anticamente coperti da un rivestimento in marmo, del quale resta traccia in fori per grappe di fissaggio e nella mancata rifinitura delle superfici[5].
  8. Monumenti funerari: il primo è conosciuto come il tumulo; molto decorato di una nobile famiglia, forse la famiglia Furia. Una lapide ora conservata al museo del Palazzo Cesi ad Acquasparta può essere stata presa da questo monumento. Il secondo, meno distinto, si trova nella necropoli di Carsulae.
  9. Anfiteatro: posizionato in una depressione naturale a est della via Flaminia, fu probabilmente costruito durante la dinastia dei Flavi. Costruito principalmente da strati di blocchi di pietra calcarea e mattoni.
  10. Teatro: probabilmente costruito al tempo di Augusto, prima della costruzione dell'anfiteatro. Il materiale da costruzione principale per il teatro era l'opus reticulatum.
  11. Templi gemelli: due templi che sono stati dedicati agli Dei di due divinità romane sconosciute.
  12. Edifici Pubblici: utilizzati per scopi sconosciuti, probabilmente ospitavano gli uffici amministrativi per il governo locale, o servivano come palazzi per le famiglie aristocratiche. Ci sono quattro camere sontuosamente decorate con absidi rettangolari, con pareti in marmo e pavimenti in marmo.
  13. Collegium Iuvenum: scuola per i giovani.
  14. Due archi quadrifronti di piccole proporzioni, uno dei quali parzialmente ricostruito, segnavano i limiti foro cittadino sulla via Flaminia[6]

Accesso[modifica | modifica wikitesto]

L'accesso all'area archeologica si trova in Strada di Carsoli 8, a San Gemini.

Galleria Fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Carsulae
  2. ^ Carsulae
  3. ^ Carsulae
  4. ^ Carsulae
  5. ^ U. Ciotti, "Carsulae", in San Gemini e Carsulae, Roma 1976, p.26 e nota 118; Silvio De Maria, Gli archi onorari di Roma e dell'Italia romana, Roma 1988, pp.237 e seguenti.
  6. ^ Scheda sul foro di Carsoli su Carsoli.it]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]