Todi

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Todi
comune
Todi – Stemma Todi – Bandiera
Panorama della città.
Panorama della città.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Amministrazione
Sindaco Carlo Rossini (centrosinistra) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 42°47′00″N 12°25′00″E / 42.783333°N 12.416667°E42.783333; 12.416667 (Todi)Coordinate: 42°47′00″N 12°25′00″E / 42.783333°N 12.416667°E42.783333; 12.416667 (Todi)
Altitudine 400 m s.l.m.
Superficie 223,01 km²
Abitanti 17 399[2] (31-12-2010)
Densità 78,02 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Acquasparta (TR), Avigliano Umbro (TR), Baschi (TR), Collazzone, Fratta Todina, Gualdo Cattaneo, Marsciano, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Montecchio (TR), Orvieto (TR), San Venanzo (TR)
Altre informazioni
Cod. postale 06059
Prefisso 075
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 054052
Cod. catastale L188
Targa PG
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti tudertini[1]
Patrono san Fortunato
Giorno festivo 14 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Todi
Posizione del comune di Todi all'interno della provincia di Perugia
Posizione del comune di Todi all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Todi è un comune italiano di 20.116 abitanti della provincia di Perugia che sorge su una collina, la cui sommità è a 418 m s.l.m., e si affaccia sulla media valle del Tevere.

Il territorio comunale, fra i più vasti della regione Umbria, è per lo più collinare ed è composto da una miriade di piccoli insediamenti. I centri principali, oltre alla città di Todi, sono Pantalla e la zona di Ponterio-Pian di Porto, che comprende anche l'area industriale della città.

Todi fa parte di:

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Todi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fu fondata tra l'VIII ed il VII secolo a.C. dagli Umbri su un colle situato sulla riva sinistra del Tevere, a circa 400 metri di altitudine e a breve distanza dal territorio abitato dagli Etruschi, col nome di Tutere, che significa "Città di confine"[3].

Secondo la leggenda, inizialmente la città doveva essere costruita ai piedi del colle, sulla riva sinistra del Tevere, ma la tovaglia con cui i fondatori stavano facendo colazione fu presa da un'aquila che, volando, la lasciò cadere sulla cima del colle. Questo accadimento venne interpretato come un segno degli dei, così i fondatori decisero di spostarsi e costruire la città in cima al colle.

Si sviluppò soprattutto fra il V e il IV secolo a.C., ricevendo forti influenze etrusche o venendo probabilmente essa stessa annessa dagli etruschi, secondo quanto tramandatoci dallo storico Stefano di Bisanzio[4]. Nel III secolo a.C. iniziò il processo di romanizzazione pur nel rispetto delle autonomie locali fra cui il diritto di coniare moneta propria. Ottenne la cittadinanza romana (dopo l'89 a.C.) con l'ascrizione alla tribù Clustumina, venendo successivamente ribattezzata con il nome di Colonia Julia Fida Tuder (60 a.C. circa). A partire dall'età augustea ricevette un vigoroso impulso edilizio con l'erezione di un anfiteatro, di edifici civici e ville.

Dopo le invasioni barbariche e la guerra gotica (535-553), Todi venne annessa, con il resto d'Italia, all'Impero bizantino. Resterà romano-orientale anche a seguito dell'invasione longobarda, entrando a far parte, con Perugia ed altri centri umbri, del cosiddetto corridoio bizantino.

Durante il Medioevo fu libero comune e poi signoria (sotto gli Atti), prima di entrare a far parte dello Stato della Chiesa.

Nel XII secolo la città conobbe una nuova espansione urbanistica, estendendosi dal Castello di Alviano, a sud, al Piano dell'Ammeto presso Marsciano, a nord, dalla sinclinale dei monti Martani ad est alle Gole del Forello, sovrastanti il Tevere, ad ovest.

Nel 1244, i tre borghi creati dalle classi artigianali vennero cinti da mura lunghe all'incirca 4 km, con tanto di porte e bastioni a tutt'oggi integre.

Nel 1367 divenne comune autonomo, per entrare a far parte dello Stato della Chiesa, e cominciò la sua decadenza passando da una signoria all'altra (tra cui quella dei Malatesta e di Francesco Sforza).

Angelo Cesi trasformò varie zone di Todi, allargando vie ed abbellendo alcuni palazzi.

Oggi Todi è pressoché identica alla Todi medievale, come risulta da una stampa di Giacomo Lauro del 1633. I confini della città originaria sono tracciati dalle mura.

In seguito alla restaurazione, molti tuderti entrarono a far parte della carboneria e della Giovine Italia.

Garibaldi, riparandosi a Todi dopo la disfatta della Repubblica Romana, infiammò di nuovo il patriottismo tuderte e molti abitanti di Todi lo seguirono, vestendo le caratteristiche camicie rosse fino alla III guerra d'indipendenza, durante la quale molti furono arrestati e morirono in battaglia. Qui a Todi passò anche Anita Garibaldi, incinta e già in preda alle doglie: di lì a poco morì nei pressi delle Valli di Comacchio. Braccato dalle milizie austriache, Garibaldi fu costretto alla fuga.

Todi è inoltre nota per aver dato i natali a Jacopone De Benedetti (conosciuto meglio come Jacopone da Todi), poeta dugentesco che compose storiche laudi come "O Signor, per cortesia".

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Piazza del Popolo con i palazzi pubblici medievali

I portali gotici della Chiesa di San Fortunato
Le mura di Todi

Il centro storico, medievale, vanta edifici sacri e civili di notevole prestigio:

Piazza del Popolo[modifica | modifica sorgente]

La Piazza del Popolo è la centrale e storica piazza cittadina, una delle più importanti e interessanti del Medioevo in regione e in Italia, vera testimonianza dell'epoca dei Liberi Comuni. Attorno vi sorgono i monumenti più insigni di Todi:

  • Duomo dell'Annunziata. Eretta fra il XII e il XIV secolo in stile Romanico-gotico, è una delle chiese più importanti dell'Umbria. All'interno, in controfacciata, è un affresco di Ferraù da Faenza, d'ispirazione michelangiolesca, de Il Giudizio universale. Nella cripta vi è un museo.
    • il Palazzo Vescovile, annesso al Duomo, venne finito di costruire nel 1593 su ordine del vescovo Angelo Cesi, che fece apporre il proprio stemma sopra al portone, stemma attribuito al Vignola. Oltrepassato l'ingresso si accede ad una corte interna, mentre al primo piano vi sono un salone affrescato da Ferraù da Faenza, detto il Faenzone, nel 1594, ed una galleria affrescata da Andrea Polinori, terminata nel 1629).
  • Palazzo dei Priori, Solido edificio gotico che con la sua torre trapezoidale domina il lato della piazza opposto al Duomo.

Edifici religiosi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:chiese di Todi.
  • Chiesa di San Nicolò de Criptis, venne costruita nel 1093 sulla cavea e la platea dell'anfiteatro romano. Il nome "criptis" pare derivare da "grotte (cripte)" abbondanti nel terreno della zona che sosteneva l'anfiteatro. Della costruzione originaria rimangono il rosone, la fonte battesimale e tre porte relative ad una navata. Ora la chiesa è spoglia degli affreschi, in parte portati ad alcune raccolte comunali ed in parte distrutti nel dopoguerra);
  • Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo: le prime notizie risalgono al 1276, mentre la cripta all'XI secolo (adibita a luogo di sepoltura). Nel 1600 fu annessa all'adiacente monastero benedettino. Una volta chiusa la cripta vi fu adibito un ossario. Anche l'abside fu chiusa per consentire l'apertura di tre finestre e la copertura di due volte a crociera e la costruzione del campanile a vela. Nel periodo della sconsacrazione la chiesa venne adibita a falegnameria. Recentemente, in un restauro, si è riportato l'aspetto più o meno originario con gli affreschi e gli ex voto quattrocenteschi.
  • Chiesa di Santo Stefano, situata presso la Porta Fratta, ospitava, secondo la tradizione tudertina, le spoglie dei santi Felicissimo, Eraclio e {{Chiarire|Paolino|quale San Paolino? **. Solo nel 1584, con un'ordinanza comunale, si iniziò la ricerca dei resti sacri, impresa che pare riuscire secoli più tardi, nel 1766, quando vennero trovati addirittura 23 corpi. La chiesa è ordinata in modo da raccogliere attraverso la porta d'ingresso le prime luci del mattino, simbolo ecclesiastico della luce divina;
  • Chiesa di Sant'Ilario: le prime notizie della chiesa risalgono al 1112, in un elenco che il conte tudertino Guazza diede all'Abbazia di Farfa. Nel 1623 appartenne alla compagnia di San Carlo. La facciata è in stile romanico umbro, così come la facciata della cattedrale di Piazza del Popolo, con 5 dentellature orizzontali simil-coronamento. Il rosone, ad otto colonne a raggiera che si uniscono in un anello perfettamente sito nel centro del rosone stesso, creando 8 coni con la punta mozzata, è centrale, posto nel XII secolo sulla facciata; nella lunetta sopra l'ingresso si possono ammirare i resti di un affresco raffigurante san Carlo, mediante un gradino si accede all'interno suddiviso tra spazio per fedeli e spazio sacerdotale. Altri 4 gradini fanno accedere al presbiterio, con altare centrale con lastra principale di travertino; a sinistra dell'altare vi è un affresco di probabile fattura dello Spagna;
  • Chiesa di Santa Prassede (XIV secolo), con facciata in pietra bianca e rossa;
  • Chiesa di San Giorgio: secondo gli storici venne costruita nel 1107, nell'interno si conservano vari affreschi, tra cui uno sulla Madonna che chiede ad un angelo di salvare le Anime del Purgatorio dalle fiamme ed un brandello di affresco recentemente restaurato);
  • Monastero delle Lucrezie, nel rione Nidola, chiamato così in onore della nobile anconetana che lo abitò agli inizi del XV secolo, Lucrezia della Genga, insieme ad altre 12 consorelle. Nel testamento, Lucrezia lasciò lo stabile all'Ordine Terziario femminile (nel 1425); in seguito, causa depauperamento dello stabile dovuto a crolli del terreno sottostante, le suore furono costrette ad abbandonare il palazzo nel 1897. Durante la prima guerra mondiale alcuni locali furono usati come magazzino mentre altri furono affittati al famoso laboratorio di artigianato dell'Istituto Crispolti. Negli anni novanta del Novecento, il complesso è stato sottoposto ad opere di consolidamento e restauro che hanno portato alla luce un antico torcularium e un ciclo seicentesco di affreschi nell'abside della Chiesa di San Giovanni, oggi Museo Lapidario. Attualmente, oltre al Museo Lapidario della città di Todi, il complesso delle Lucrezie ospita il teatro Nido dell'Aquila così chiamato in ricordo della leggendaria fondazione della città.

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Il Museo Civico, sito all'ultimo piano dei Palazzi del Popolo e del Capitano, restaurato nel 1997. Possiede una collezione di numismatica, archeologia, tessuti, ceramiche, nonché una pinacoteca.
  • Il Museo Lapidario della città di Todi, presso il Polo Museale delle Lucrezie, dove è conservata una raccolta, tra le più antiche dell'Umbria, di materiali lapidei di età romana, medievale e moderna.

Altri monumenti[modifica | modifica sorgente]

  • rocca, che con i suoi 411 m s.l.m. è il punto più elevato della città.

La rocca è stata edificata per volontà di papa Gregorio XI nel 1373. Per la sua edificazione è stato necessario abbattere alcuni edifici nei dintorni (il monastero di San Leucio e alcune case private del "Borgo di San Giorgio"). Dopo svariati anni, nel 1503, fu demolita per volontà di Ludovico degli Atti. Ora restano della rocca:

  • un torrione rotondo
  • "il Mastio"
  • resti di fortificazione
  • il carcere di San Cassiano
  • i Nicchioni romani (siti nel piazzale del mercato vecchio, chiamato così per via del mercato che si tenne in questa piazza dal 1819), una costruzione romana con base di 48 m x 11 m; secondo alcune ipotesi, si tratterebbe di un tempio dedicato a Marte)
  • cisterne e cunicoli
  • Triplice cerchia di mura difensive:
    • La terza cerchia di mura, come attesta la cronistoria locale, è stata ultimata nel 1244; è arrivata ai giorni nostri pressoché intatta grazie a svariati interventi di restauro e per esigenze difensive. La terza cerchia di mura è lunga circa 4 km ed è provvista di porte munite di contrafforti e bastioni. Le porte prendono il nome dalle città di destinazione:
      • Porta Perugina;
      • Porta Romana;
      • Porta Amerina;
      • Porta Fratta;
      • Porta Santa Margherita o della Consolazione, presso il relativo Tempio, demolita;
      • Porta Orvietana, franata, ne rimangono tuttavia degli avanzi;
      • Porta Cupa, franata.
    • Altre porte:
      • Porta Libera;
      • Porta Aurea;
      • Porta Catena o di Sant'Antonio, chiamata così per le catene di protezione a sbarramento dell'accesso.
    • La prima cerchia di mura è di epoca umbro-romana; ne rimangono resti prevalentemente nei pressi della Porta Marzia, ebbe delle modifiche nel XVII secolo.
    • Un'altra serie di mura si può ammirare nei pressi della Valle Inferiore (detta anche delle Lucrezie), localmente chiamata muro etrusco (impropriamente, perché realmente costruito in epoca romana - quest'opera è una delle più imponenti opere romane di Todi). Presentano due cunicoli (inferiore e superiore), costruiti per scopi idraulici ed ancora funzionanti.
  • Teatro. Istituito con delibera comunale nel 1868, partecipò alla costruzione l'architetto aretino Carlo Gatteschi. Il teatro fu costruito demolendo le case circostanti e completato nel 1872. Annibale Brugnoli dipinse il sipario del teatro con una scena raffigurante l'arrivo di Ludovico Ariosto, a Todi nel 1531);
  • il Palazzo Landi Corradi (sulla facciata si apre il portale in travertino attribuito al Vignola, fu sede di un seminario e fu restaurato nel 1954 per iniziativa del vescovo Alfonso Maria De Santis). Il 25 aprile del 1982 fu teatro di un tragico incendio costato la vita a 35 visitatori.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010[senza fonte] la popolazione straniera residente era di 1.805 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Albania Albania 423 2,43%

Romania Romania 375 2,16%

Marocco Marocco 262 1,51%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Todi Festival: Rassegna annuale di teatro di prosa e lirico, di danza, di musica colta e etnica, di arti visive e di incontri letterari che si svolge solitamente a cavallo tra la fine di agosto e gli inizi di settembre. Dalla fondazione fino al 1997 è stato diretto da Silvano Spada, mentre dal 1997 al 2007 la direzione artistica è stata affidata all'attrice Simona Marchini, cambiando denominazione in TodiArteFetìstival, per poi passare nel 2008 a Maurizio Costanzo, nel 2010 a Stefano Porri e dal 2011 a Emiliano Leonardi e Giulio Castrica.

Dall'edizione del 2013 (23 agosto - 1 settembre) la direzione del Festival è tornata in mano a Silvano Spada ed ha ripreso la denominazione di Todi Festival

  • Rassegna Antiquaria d'Italia: una delle più antiche e prestigiose mostre mercato dell'antiquariato del mondo, si svolge tradizionalmente a partire dal giovedì Santo per chiudersi alla domenica successiva alla Pasqua
  • Mercatino dell'antiquariato: si svolge nella piazza principale della città ogni seconda domenica del mese.
  • Festa di Santa Maria della Consolazione: è la festa tradizionale di Todi. Si svolge l'8 di settembre in onore della Madonna della Consolazione, davanti al tempio cinquecentesco di ispirazione bramantesca. La chiusura, per tradizione secolare, è affidata a fantastici giochi di artificio.
  • Gran Premio Mongolfieristico: Raduno internazionale di mongolfiere, provenienti da tutto il mondo, che allietano i cieli tuderti nella seconda settimana di luglio.
  • Fiera di San Martino, 11 novembre: le vie del centro storico si riempiono di bancarelle trasformando l'intera città in un grande mercato.
  • Nel 2007 si sono svolte le celebrazioni per il VII centenario della morte di Jacopone da Todi (1306-2006).

Persone legate a Todi[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

Il Duomo, in piazza del Popolo.

La città si può considerare divisa in due zone distinte: la parte interna alle mura medievali, suddivisa in rioni, e la parte nuova, posta esternamente alle mura, suddivisa in quartieri.

I quartieri della città sono quelli di Santo Stefano, Sant'Arcangelo, Crocefisso, Cappuccini, Quartiere Europa, Broglino e Torre Squadrata.

Internamente alle mura, invece, si possono trovare i rioni di Santa Prassede, Santa Maria, Valle Bassa, San Fortunato, Porta Fratta e San Silvestro.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Asproli, Cacciano, Camerata , Canonica, Casemasce, Cecanibbi, Chioano, Collevalenza, Cordigliano, Duesanti, Ficareto, Fiore, Frontignano, Ilci, Izzalini, Loreto, Lorgnano, Montemolino, Montenero, Monticello, Pantalla, Pesciano, Petroro, Pian di Porto, Pian di San Martino, Pontecuti, Pontenaia, Ponterio, Ponterio Stazione, Porchiano, Quadro, Ripaioli, Romazzano, Rosceto, San Damiano, Spagliagrano, Torrececcona, Torregentile, Vasciano

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il Comune è governato da una amministrazione di centrosinistra (Partito Democratico, Partito Socialista Italiano e I valori della Sinistra. Sindaco è Carlo Rossini (PD) , eletto il 21 maggio 2012 al ballottaggio con il 52,4% superando il Sindaco uscente Antonino Ruggiano del PdL

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2012 in carica Carlo Rossini PD Sindaco
2007 2012 Antonino Ruggiano AN poi PdL Sindaco
1998 2007 Catiuscia Marini PDS poi DS Sindaco
1994 1998 Ottavio Nulli Pero PPI Sindaco
1985 1994 Massimo Buconi Psi Sindaco
1975 1985 Valfiero Budassi Psi Sindaco
1968 1975 Luigi Ferretti Sindaco
1965 1968 Carmelo Mantilacci Sindaco
1952 1965 Vittorio Antonini Sindaco
1946 1952 Giovanni Quadri Sindaco
1946 1946 Luigi Prosperi Sindaco
1944 1946 Mazzini Mezzoprete Sindaco
1944 1944 Fortunato Casei Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Todi Calcio che milita nell'Eccellenza Umbria. È nata nel 1951 ed ha vinto una Coppa Italia Serie D.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nomi d'Italia, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2009.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Etrusco Tular letteralmente "insieme di ceppi di confine", in lingua osco-umbra Tuter-e ovvero "In Todi", "Nella città di confine" (Ribezzo, 1928 e Giacomo Devoto,Gli antichi Italici, Firenze, Vallardi, 1931, p.93)
  4. ^ Klaus Zimmermanns, Umbria, Milano, Idealibri, 1990, p. 338. ISBN 88-7082-185-4 (tit. orig.: Klaus Zimmermanns, Eine Landschaft im Herzen Italiens, Gubbio-Perugia-Assisi Spoleto-Todi-Orvieto, Colonia (Germania), DuMont Buchverlag, Kommandithgesellschaft, 1987)
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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