Avigliano Umbro

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Avigliano Umbro
comune
Avigliano Umbro – Stemma Avigliano Umbro – Bandiera
Avigliano Umbro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Terni-Stemma.png Terni
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Chianella (lista civica) dal 29/05/2006
Data di istituzione 1975 [1]
Territorio
Coordinate 42°39′00″N 12°26′00″E / 42.65°N 12.433333°E42.65; 12.433333 (Avigliano Umbro)Coordinate: 42°39′00″N 12°26′00″E / 42.65°N 12.433333°E42.65; 12.433333 (Avigliano Umbro)
Altitudine 441 m s.l.m.
Superficie 51,34 km²
Abitanti 2 671[1] (31-12-2010)
Densità 52,03 ab./km²
Frazioni Dunarobba, Santa Restituta, Sismano, Toscolano
Comuni confinanti Acquasparta, Amelia, Guardea, Montecastrilli, Montecchio, Todi (PG)
Altre informazioni
Cod. postale 05020
Prefisso 0744
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 055033
Cod. catastale M258
Targa TR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 167 GG[2]
Nome abitanti aviglianesi
Patrono sant'Egidio
Giorno festivo 1º settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Avigliano Umbro
Avigliano Umbro
Posizione del comune di Avigliano Umbro all'interno della provincia di Terni
Posizione del comune di Avigliano Umbro all'interno della provincia di Terni
Sito istituzionale

Avigliano Umbro è un comune italiano di 2.539 abitanti della provincia di Terni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

[3]E' un comune giovane creato nel 1975 dopo essersi separato da Montecastrilli. L'abitato, dall'impianto sostanzialmente moderno, sorge sul colle di San Rocco. Il luogo però fu abitato fin dall'antichità. Infatti il territorio era attraversato dalla via Ulpiana e pertanto costituiva un importante nodo stradale Il sorgere dell'insediamento romano fu inoltre favorito dalla fertilità del suolo (olivi e viti) e dalla ricchezza del manto boschivo. Fu anche importante borgo medievale. Le prime notizie storiche risalgono al 1074 e si riferiscono ad un documento ove si afferma che il vescovo di Todi (tale Gorodolfo o Rodolfo) consacrò l'altare maggiore della chiesa parrocchiale. Fu importante centro delle Terre Arnolfe, citato nel Regesto dell'abbazia di Farfa. Per la sua posizione strategica fu soggetto prima a Baschi e poi a Todi che governarono a lungo sulla cittadina, in quanto questa permetteva loro di mantenere stretti contatti con la vicina Amelia e dal suo diverticolo. Ancora oggi esiste la strada di collegamento - la Sismanese - che, partendo da Avigliano e transitando per Dunarobba e Sismano, giunge fino a Todi all'altezza di Porta Fratta o Amerina.

Subì saccheggi e angherie durante il passaggio del capitano di ventura Giovanni Acuto (questi al servizio del cardinale, Albornoz, nel 1366, attraversò il territorio cercando di riportare sotto l'egida della Chiesa i castelli) e per tutto il periodo delle lotte tra le fazioni dei ghibellini e dei guelfi sostenuti, rispettivamente, dagli Atti che dominavano sulla vicina Sismano e dai Chiaravalle, signori di Canale.

Il toponimo deriva da quello del suo mitico fondatore Avilo. Altri studiosi lo collegano invece al termine "avellana" (nocciolo) o ad avis (uccello).

Il borgo è stato completamente ristrutturato. Il centro storico si distribuisce intorno ad una moderna torre merlata, adibita a serbatoio idrico abbellita da un orologio (1948). Del periodo medioevale resta il torrione cilindrico aperto da graziose finestre, e brevi lacerti della cinta difensiva. Sul versante che guarda Terni si apre Porta Vecchia decorata da una raffigurazione simbolica: un'aquila (Todi) tiene sotto le proprie ali protettrici due aquilotti (Amelia e Terni).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Avigliano Umbro[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro costituisce l'orgoglio della cittadina. Venne costruito negli anni '20 ed inaugurato nel 1928 dagli stessi cittadini per mettere in scena opere della Filodrammatica e concerti della S.F.A.U. (Società Filarmonica Avigliano Umbro) e, da allora, ha sempre ospitato spettacoli, rappresentazioni teatrali ed anche convegni. La facciata è in stile liberty.

La chiesa della Santissima Trinità costruita nella prima metà del XVII secolo come parte integrante del castello della famiglia Vici, è stata completamente restaurata. Un documento afferma che il vescovo di Todi (tale Gorodolfo o Rodolfo) ne consacrò l'altare maggiore. A causa di una poco opportuna imbiancatura ha perso gran parte della decorazione originaria. Tra le opere rimaste si ammirano la Madonna del Rosario tra san Giovanni Evangelista, san Domenico, santa Caterina e santa Cecilia di Andrea Polinori, affreschi secenteschi di Bartolomeo Barbiani da Montepulciano raffiguranti alcuni Santi tra cui Sant'Antonio abate, e una Conversione di san Paolo del 1640. Interessante è anche una Madonna tra i santi Antonio da Padova e Barbara (di ignoto autore del XVII sec.) da alcuni attribuita al Polinori. Della chiesa è anche una Croce in argento e smalto del '300. Del Polinori sono anche i due dipinti raffiguranti la Deposizione e San Lorenzo.

Alla periferia di Avigliano sono due chiese romaniche: Sant'Egidio e Sant'Angelo al cui interno si ammira una Madonna tra i santi Antonio abate e Bernardino del XV secolo. Nella chiesa della Madonna delle Grazie, edificio di modeste dimensioni e di semplice architettura, si trova una Madonna col Bambino attribuita a Pier Matteo D'Amelia.

Avigliano Umbro in epoca medievale faceva parte del plebato di Santa Vittorina, chiesa romanica del XI secolo, Plebato o Pievania era la giurisdizione religiosa e amministrativa esercitata da una pieve e dal suo arcipresbitero sul territorio circostante e sulle altre chiese.

Il Santo protettore Sant'Egidio Ateniese. La festa si celebra il 1º settembre. È stato identificato con l'abate che visse probabilmente tra il VII e l'VIII secolo, fondando in Francia, presso Nîmes, un'abazia benedettina da cui derivò poi il St. Giles (traduzione francese di Egidio). Fu tra i santi Ausiliatori in quanto considerato protettore della febbre e della pazzia.

Sismano[modifica | modifica wikitesto]

L'antico toponimo fu quello di "Susmano" e anche "Sosmano" e "Submano", forse derivato dalla gens Sisimia. Nel Medioevo fu un castello fortificato di una certa importanza: appartenne agli Arnolfi e agli Atti di Todi. Nel 1254, in seguito alla guerra che coinvolse Todi e le città coalizzate di Perugia, Orvieto, Spoleto e Narni, fu fatto oggetto di devastazioni tali che ne limitarono l'importanza. fu poi sotto gli Anguillara e, nel 1462, sotto Matteo di Chiaravalle, signore della Rocca di Canale. successivamente passò allo Stato pontificio e, infine, nel 1607, ai principi Corsini, alla cui famiglia tutt'ora appartiene insieme al Castello di Casigliano.

Il castello di Sismano imponente e severo, sviluppa ben cinque piani di altezza. La struttura è movimentata da due grosse torri angolari cilindriche. Due porte sormontate da stemmi gentilizi - una di esse ha anche un interessante orologio settecentesco - danno accesso al borgo, di modeste dimensioni ma rilevante impatto visivo. Esso è tutt'uno con il castello: una strada segue, con andamento ellittico, il perimetro della fortezza; le case, di chiara impronta medioevale, si distribuiscono lungo il perimetro delle mura.

All'interno della chiesa di Sant'Andrea Corsini vi è un affresco raffigurante la Madonna col Bambino tra i santi Atanasio e Andrea Corsini e la Madonna del Rosario tra i santi Domenico e Caterina di Palminius Alvi (1630). Fuori le mura del paese, di fronte alla porta di accesso, è la chiesa della Madonna delle Grazie.

Notevoli spunti naturalistici offre la valle dell'Arnata ove si trova Le Molinelle, località che deve il suo nome alla presenza di un molino ad acqua del 1600.

Civitella-Colle Casalini. Il suo antico toponimo era Civitella Moglie Mala. Fu degli Atti di Todi e poi dei Corsini. Ne restano solo ruderi.

Dunarobba[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è da far risalire alla gens Dunnia. Secondo altri potrebbe essere una derivazione longobarda da “duna” e “preda", quindi terra di preda.

Costituì uno dei feudi degli Arnolfi e, per questo, venne fortificato intorno all'XI secolo. Fu soggetto alle mire espansionistiche di Todi e di Narni subendo scorrerie e devastazioni, soprattutto negli anni che vanno dal 1282 al 1284. Del castello all'interno del paese nulla rimane. Il nucleo storico presenta un assetto urbano sostanzialmente regolare con strade - la principale è via dell'Arco - a maglie ortogonali.

La Fortezza. Il castello si trova isolato in aperta campagna in prossimità del paese di Dunarobba. Il complesso, nel suo aspetto attuale, risale al XV-XVI secolo. Ha pianta quadrangolare movimentata da quattro torri angolari cilindriche. Sebbene abbia l'aspetto di un fortilizio - donde il nome – si tratta in realtà di un edificio agricolo fortificato le cui origini sembrano risalire al Medioevo. Presenta due ordini di cornici a beccatelli, una copertura a coppi: sul portale di ingresso si vede un piombatoio di 21 fuochi. Uno degli ingressi alla Fortezza è stato chiuso da un edificio settecentesco.

Pieve di Santa Vittorina. Era una delle 19 pievi di Todi: in epoca medievale soprintendeva all'organizzazione ecclesiastica del territorio. Da essa dipendevano alcuni castelli tra cui quello di Avigliano Umbro e Montecastrilli. L’altare paleocristiano che un tempo si trovava nella chiesa custodiva, secondo una tradizione, le spoglie di santa Vittorina. Oggi sono visibili, anche se deteriorati, resti di affreschi e alcuni inserti di marmo. Pregevole il portale che si apre sulla facciata con tetto a capanna. All'edificio religioso era annesso un convento.

Ex miniera di Dunarobba.Aperta nel 1929 - notizie si hanno a partire dal XVII secolo - sfruttò i giacimenti di lignite fino al 1952.

La fornace. Iniziò l'attività nel 1922, fu ampliata nel 1932. La necessità di ampliamento della fabbrica ha portato, del tutto casualmente, alla scoperta dei tronchi fossili di Dunarobba.

Foresta fossile di Dunarobba. La Foresta fossile di Dunarobba costituisce soprattutto una documentazione di incredibile valore per la conoscenza del paleoambiente della zona e per la storia delle manifestazioni tettoniche del territorio. L’eccezionalità del ritrovamento è dovuta a diversi fattori, primo fra tutti il fatto che i tronchi, a differenza di altri giacimenti fossili, si sono conservati nella loro posizione eretta. Altro evento raro è il fatto di aver mantenuto la loro struttura lignea, a differenza di altre foreste cosiddette pietrificate. E’ venuta alla luce in località Casaccia, a poca distanza da Avigliano, tra il 1970 e il 1987, durante i lavori di scavo per ricavare l'argilla da utilizzare per la vicina fabbrica di laterizi. Le dimensioni dei tronchi raggiungono m 1,5 di diametro e anche m 8 di lunghezza. Si tratta di tronchi fossili il cui periodo di sepoltura e di vita delle piante risale al Pliocene medio-superiore (3.000.000-2.000.000 di anni fa), un interessante esempio del genere Taxodium (una specie estinta di Sequoia, il taxodioxy1on-gypsaceum), cresciuti sulle sponde di quel lago Tiberino che attraversava gran parte dell'Umbria formando una specie di Y rovesciata a partire all'incirca da Città di Castello: uno dei rami, quello occidentale, occupava tutta la conca ternana e quindi anche l'area di Dunarobba. Questo territorio è caratterizzato da depositi sedimentari argillosi e sabbiosi.

Santa Restituta[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo centro mantiene inalterato il fascino dei borghi antichi. Le case si allineano intorno a un strada gradinata che sale verso la parte alta del paese, un tempo occupata da un castello sorto con funzioni di difesa del corridoio bizantino e protagonista di diverse vicende storiche, tra cui la presenza nel 1495, del re di Francia Carlo VII, con 3000 Francesi, che pose i suoi accampamenti sul posto, occupando anche Toscolano e chiedendo il riscatto a Todi. Un particolare urbanistico interessante è dato dal fatto che le stesse case, addossate le une alle altre e rafforzate da alcuni torrioni, fungono da cinta muraria. L’accesso al borgo è garantito da quattro porte. Il primitivo nucleo fortificato sorgeva più in alto, sul monte Pianello, dove ancora è possibile rintracciare alcuni resti.

Nella chiesa parrocchiale di Santa Restituta al suo interno si ammirano affreschi e una statua lignea detta della Madonna del Pero, opera del XV secolo.

Chiesa di San Michele E’ la chiesa annessa al cimitero: ha semplice impostazione romanica.

Paragnano. Un tempo fu un potente borgo fortificato con Forte Cesare e Civitella. Attualmente è solo una casa colonica nei pressi di Santa Restituta.

Un'importante risorsa economica di Santa Restituta, come di Toscolano, è data dalle castagne, assai pregiate per la loro qualità.

Grotta Bella. La Grotta è stata scoperta nel 1902, ma esplorata tra il 1971 e il 1973. Si apre sul fianco del monte Aiola: l'accesso è in parte coperto dalla vegetazione. Dalla apertura iniziale - misura circa 9 metri - si accede a un grande vano ricco di concrezioni stalattitiche e stalagmitiche. Da qui si diramano poi una serie di ambienti minori ove è possibile rilevare notevoli fenomeni carsici. Essi sono collegati da due cunicoli uno dei quali presenta una tale rete di intersecazioni che danno luogo a un vero e proprio labirinto. La grotta però si è rivelata una scoperta particolarmente interessante per la conoscenza della storia dell'uomo. Essa, oltre che per i suoi valori ambientali ha rilievo storico e archeologico poiché, nella cavità, sono stati rinvenuti materiali ceramici di diverse epoche che attestano la presenza di un insediamento già a partire dal Neolitico. Il ritrovamento di una stipe votiva dimostra inoltre che la grotta, a partire dal VI secolo a.C. e fino al 1 secolo a.C., era divenuta luogo di culto. Probabilmente, date le caratteristiche del sito, si trattava di divinità legate alle acque - le cavità naturali costituivano un legame diretto con il mondo sotterraneo - e agricolo-pastorali.

A partire dai primi anni del '700 le montagne del circondario particolarmente ricche di boschi che fornivano legno prezioso e abbondanza di castagne, vennero contese da Guardea: la disputa è stata risolta solo dopo due secoli a favore di Santa Restituta. Sul monte Pianicel Grande e sul monte Aiola, nella zona compresa tra i centri di Santa Restituta e Toscolano, prevalgono i castagneti - ma non mancano leccete e quercete - che sono parte fondamentale dell'economia di questi paesi sia per quanto riguarda la produzione di marroni che di legname. Largamente praticata è la caccia: quella alle palombe fu talmente redditizia da garantire, fino a tutto l'800 agli abitanti del luogo, la possibilità di pagare le tasse dell'enfiteusi.

Sui rilievi di Santa Restituta è stato rinvenuto un albero che conta molte centinaia di anni e che pertanto costituisce uno degli esemplari più antichi d'Europa. Si tratta di un acero comunemente chiamato “Acerone” per la sua mole.

Toscolano[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo deriva dalla gens Toscola. Il borgo medievale si distribuisce alle pendici del monte Croce di Serra, in splendida posizione panoramica ed è immerso in folti boschi di castagni. Ha un impianto urbano circolare, racchiuso entro una solida cinta muraria con possenti torrioni che furono ristrutturati nel 1442. Le case, all'interno del borgo, si addossano alle mura seguendone l'andamento. Già sviluppato agli inizi del XIII secolo, il castello garantiva la difesa della zona di confine con le vicine Melezzole e Santa Restituta. Fece parte del territorio di Todi, come dimostra lo stemma che campeggia sopra una delle porte di accesso al castrum. Il sito originario della fortezza è individuabile nei ruderi di Toscolano Vecchia.

Chiesa di Sant'Apollinare. La costruzione risale al XVIII secolo. All'interno si ammirano: Crocifissione tra la Madonna e i santi Francesco, Carlo Borromeo e vescovo martire di Andrea Polinori (XVII sec.); Madonna del Rosario di Pietro Paolo Sensi da Todi (XVII sec.); Madonna col Bambino e Santi, non attribuita. In un messale conservato a Toscolano nella chiesa di Sant'Apollinare si può leggere la firma di Carlo VIII re di Francia, che occupò il castello nel 1495.

Chiesa della Santissima Annunziata - Edicola votiva di Toscolano. La cappella, antica edicola votiva, si trova alla periferia di Toscolano. E’ stata scoperta nel 1985. In essa, oltre a molti ex voto donati alla chiesa a seguito di una pestilenza, è visibile un grande affresco, una “Maestà”, da Federico Zeri attribuita a Piermatteo d'Amelia. Il cielo di Piermatteo d'Amelia (1481 - 83 ca.). Sull'arco della fronte è dipinta una Annunciazione con l'Angelo a sinistra, la Madonna con libro aperto in mano a destra e, al centro in alto il Padre Eterno.

Edicola. Sulla parete di fondo si trova la Madonna in trono col Bambino, i santi Rocco e Sebastiano e gli Angeli con segni di ridipintura settecentesca. Tale immagine è speculare alla Madonna di Porchiano di Amelia e alla Madonna di Berlino, anch'esse di Piermatteo d'Amelia. Nella volta sono rappresentati i quattro Evangelisti. Al centro della volta è raffigurato il Padre Eterno benedicente. Ai lati, sulle pareti, si osservano resti di affreschi di otto Santi, tra cui San Francesco, santa Caterina d’Alessandria, santa Maria Maddalena, santo martire, sant'Antonio abate e santa Lucia.

[4]Fra Faostino (1595-Trevi 1679). Nativo di Toscolano, il frate viaggiò in Terra Santa. Il resoconto si trova nel suo “Itinerario di Terrasanta” ove descrive popoli, usi e costumi della società araba.

Mogol, il famoso autore di testi di canzoni di successo, per lungo tempo in sodalizio con il cantante Lucio Battisti, ha creato a Toscolano la Città della Musica : è una vera e propria scuola per musicisti, parolieri e cantanti provenienti da ogni parte del mondo che si prefigge la conoscenza e l'approfondimento delle strumentalità di base della musica coniugandole con la libera espressione e la creatività di ciascuno.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il Trionfo del Carnevale[modifica | modifica wikitesto]

La manifestazione si spalma per tutto il periodo del Carnevale, protagoniste assolute dell'evento sono le Maschere Umbre della commedia dell'Arte: Nasotorto, Nasoacciaccato, Chicchirichella e Rosalinda con spettacoli teatrali, e poi sfilate e balli in maschera in costumi carnascialeschi ispirati al '700. Il martedì grasso viene bruciato "Pippinaccio", un grosso pupazzo in cartapesta, intorno al quale si canta e si danza recitando una tiritera ispirata ai guai del momento del quale Pippinaccio viene accusato.

Expolabor[modifica | modifica wikitesto]

E’ una mostra mercato che presenta le diverse attività artigianali del territorio quali la lavoratone del ferro, del legno, della cera­mica. Accanto ai me­stieri tradizionali la rassegna ha affiancato l'esposizione di lavo­razioni e tecnologie di recente acquisizione.­ La manifestazione si tiene ad agosto. La mostra mercato è affiancata da convegni di approfondimento e di informazione.

Agosto Aviglianese[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno all'inizio del mese di agosto è una delle feste del circondario Amerino-Ternano: con la Sagra del Manfricolo nelle tre varietà rossi, bianchi e alla "zozzona". La Notte Bianca e l'Osteria del Cicchio dove ascoltare musica folk/ska/raggae/rock/popular.

Festa della Musica[modifica | modifica wikitesto]

Si tiene tra settembre e dicembre di ogni anno con concerti di musica classica.


Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Il gemellaggio con la città di Benidoleig (Spagna) non è stato mai perfezionato poiché con il cambio delle rispettive amministrazioni comunali, è venuto meno l'interesse da ambo le parti a proseguire nell'intento del gemellaggio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Umbria - Provincia di Terni «Guida di Amelia e dell'Amerino» di Loretta Sensini
  4. ^ Il territorio di Avigliano Umbro. arte, storia, paesaggio - Ediart Todi (1985) Pag. 45
  5. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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