Sellano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sellano
comune
Sellano – Stemma
Sellano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Amministrazione
Sindaco Claudio Guerrini (lista civica) dall'8/6/2009
Territorio
Coordinate 42°53′00″N 12°56′00″E / 42.883333°N 12.933333°E42.883333; 12.933333 (Sellano)Coordinate: 42°53′00″N 12°56′00″E / 42.883333°N 12.933333°E42.883333; 12.933333 (Sellano)
Altitudine 640 m s.l.m.
Superficie 85,54 km²
Abitanti 1 151[1] (31-12-2010)
Densità 13,46 ab./km²
Frazioni Abruzzo, Apagni, Calcinaro, Cammoro, Casale, Casaletto, Ceseggi,Forfi, Le Terne, Molini di Cammoro, Molini di Orsano Montesanto, Orsano, Ottaggi, Piaggia, Postignano, Pupaggi, Renaro,

San Martino,Setri,Vene, Villamagina,Vio

Comuni confinanti Campello sul Clitunno, Cerreto di Spoleto, Foligno, Trevi, Visso (MC)
Altre informazioni
Cod. postale 06030
Prefisso 0743
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 054048
Cod. catastale I585
Targa PG
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti sellanesi
Patrono san Severino
Giorno festivo 8 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sellano
Posizione del comune di Sellano all'interno della provincia di Perugia
Posizione del comune di Sellano all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Sellano è un comune di 1.165 abitanti della provincia di Perugia, situato a 640 m s.l.m. lungo la valle del torrente Vigi, affluente di destra del fiume Nera. Il suo territorio si estende per 85 km² e comprende le frazioni di Apagni, Cammoro, Ceseggi, Molini di Cammoro, Montesanto, Orsano, Piaggia, Postignano, Pupaggi, Villamagina, San Martino, Forfi.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Sellano sorge su di un colle prevalentemente argilloso, in un'area paesaggisticamente tipica del Subappenino umbro. È situata nella valle del torrente Vigi e nel suo territorio ha origine il fiume Menotre, che nella frazione folignate di Altolina si getta nel fiume Topino, affluente del Tevere. Inoltre, a Sellano sorgono numerose sorgenti, tra cui quella che viene usata dal marchio Fonte Tullia e quella che rifornisce di acqua la città di Spoleto. Il capoluogo è situato a 640 m. s.l.m.

Le origini del nome

Il toponimo Sellano deriverebbe dalla tribù romana della gens “Suilla” o dei Syllinates (Plinio, Naturalis Historia, Libro III) così almeno secondo gli storici spoletini Severo Minervio (1700) e Achille Sansi (1900), mentre altri storici (a cominciare dall’abate folignate Ludovico Jacobilli nel 1800) vorrebbe ricondurre il nome dell’abitato ai seguaci di Lucio Cornelio Silla, che, in retrovia a seguito della battaglia di Spoletium (Spoleto) durante la prima guerra civile, l’avrebbero fondata nell’84 a.C. trovandovi rifugio ed imponendovi il nome del loro capo, da cui appunto “Syllanum”.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Storia antica e medievale[modifica | modifica sorgente]

Le prime tracce di abitato risalgono all’età romana (si trattava probabilmente di un vicus, come testimoniano alcune epigrafi rinvenute nel territorio), dalla quale, pare, abbia derivazione il nome stesso. Sellano nell'aspetto attuale risulta interamente tardo medievale e sorse in corrispondenza di itinerari che attraverso la valle del Vigi collegavano la Valnerina con Foligno e il Camerte e raggiungevano Spoleto lungo la Via della Spina. A seguito dell’invasione longobarda e della cristianizzazione dei territori, divenne una curtis con intorno alcune comunità monastiche dell’Ordine benedettino, possedimento feudale ed infine libero comune, però sotto la sudditanza della città di Spoleto, ma lungamente conteso dalla Curia imperiale. A cominciare dall’epoca tardo-antica Sellano assunse un sempre maggiore peso strategico, determinato in primis dalla sua posizione geografica, e per questo, assoggettato ai longobardi e compreso nel Ducato di Spoleto. Fino alla seconda metà del XII secolo, dopo essere stato sotto il dominio dei Signori di Norcia, fu feudo appenninico dei conti germanici degli Alviano, probabilmente tra i primi castelli ad essere edificati in quest’area, fino a svilupparsi nella struttura di comune autonomo montano e stabilendo un patto federativo e difensivo con l’espansionista comune di Spoleto, al quale rimane tutt’ora agganciato come diocesi di Spoleto-Norcia insieme a tutta la Valnerina. Nel XIII secolo, infatti, diviene parte dello Stato pontificio e nel 1300 c.a. Feudo dei Colligola, signori di Montesanto. Di marcate tendenze ghibelline e autonomistiche, Sellano non fu mai abbastanza forte da poter essere indipendente, ma ritenuta sempre un ottimo punto strategico per la sua posizione geografica, nei secoli il suo destino diviene indissolubilmente legato a quello dei centri vicini. In varie occasioni fu a capo o in compartecipazione a moti di ribellione (come nel 1300 insieme ad altri castelli vicini contro Spoleto) e di rivendicazione politica e statutaria, fino all’anno 1523, nel quale avvenne la definitiva pacificazione con Spoleto.

Storia moderna e contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Da allora fino all’età napoleonica, Sellano visse come “terra” del Distretto spoletino, sviluppandosi successivamente e gradualmente da Comune autonomo, ampliando la potestà amministrativa e territoriale sugli ex castelli limitrofi Apagni, Postignano, Cammoro, Orsano e Montesanto, che, essendo più piccoli, non avevano abitanti sufficienti a mantenere la propria autonomia. Nel 1860 anche Sellano votò per l'annessione al Regno d'Italia. L’archivio storico comunale è depositato presso la Sezione di Archivio di Stato di Spoleto. Colpito dagli eventi sismici che coinvolsero l'Umbria e le Marche nel settembre 1997, è oggi tornato alla sua vita normale, dopo un restauro rispettoso della qualità storica degli edifici e delle normative antisismiche.

Il centro si presenta alquanto compatto all’interno della cinta muraria, con baluardi e porte di accesso al mastio principale, con alcuni palazzetti gentilizi, tra cui spicca quello comunale, ed alcuni edifici di culto. Lo stemma comunale raffigura San Michele Arcangelo in piedi sopra una sella che, molto semplicemente, offre una spiegazione sull’origine del suo nome, in quanto il paese si trova costruito sopra la sella di un colle. Il santo patrono è San Severino festeggiato l'8 giugno.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

- Palazzo Comunale (costruzione con evidenti caratteristiche cinquecentesche che conserva preziose tracce di affreschi del secolo XVI).

- chiesa di San Francesco, detta Madonna della Croce. Terminata nel 1538, è a pianta ottagonale con pronao sormontato da timpano e corpo absidale a pianta rettangolare. L'interno è diviso in tre navate, tutte le cappelle hanno altari cinquecenteschi in legno e in pietra.

- chiesa di Santa Maria. Edificata nel 1200 fu ricostruita nel 1500. All'interno, tele del 1500 e del 1600, pulpito di noce intagliato e trittico su fondo oro del 1400. Custodisce le spoglie del beato Giolo, eremita vissuto tra il 1250 ed il 1315, anacoreta, co-patrono di Sellano. Nei pressi della frazione di Forfi è la caratteristica grotta del beato Jolo, alla quale si accede da un tortuoso sentiero, in cui la tradizione vuole egli vi trovò riparo e vi permase per il resto della sua vita.

- chiesa di Santa Maria Novella (a Cammoro).

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

La popolazione ha subito un aumento fino alla prima metà del Novecento. Circa dagli anni '40-'50 è cominciato un progressivo spopolamento della città, in quanto gli abitanti si spostavano in città come Foligno, Perugia e, in larga parte, anche a Roma, per trovare nuove opportunità di lavoro. Questo spopolamento si è accentuato tra il 1997 e il 1998, quando in seguito alla crisi tellurica, molti hanno deciso di spostarsi nelle cittadine limitrofe come Foligno o Spoleto. Attualmente, dopo la ricostruzione in seguito al sisma, alcune famiglie sono ritornate nel loro paese di origine, in particolare anziani.

Persone legate a Sellano[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

La frazione di Villamagina[modifica | modifica sorgente]

La frazione del Comune di Sellano che domina, in maniera maestosa, la sottostante Valle del Vigi. Storicamente nota per la produzione delle lime e delle raspe, una lavorazione di antica origine che acquistò notorietà nel 1700, che, secondo la tradizione orale, fu introdotta da un monaco toscano, che, colpito dalla povertà della popolazione, insegnò il segreto della fabbricazione delle raspe. A Villamagina vennero trasferiti temporaneamente gli uffici comunali e pubblici a seguito del terremoto del 1997.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale è attraversato dalla Strada statale 319 Sellanese, che la collega con Borgo Cerreto, frazione del comune di Cerreto di Spoleto, e quindi con la strada statale della Valnerina. Inoltre, il comune è anche attraversato dalla Via della Spina, che ha inizio in frazione Le Terne e ha fine nei pressi di Campello sul Clitunno.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gonfalone del Comune di Sellano

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bevagna, Foligno, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Nocera Umbra, Sellano, Spello, Trevi, Valtopina, 1991, manifestazioni, tariffe alberghiere ed extra in Valle umbra sud, Foligno, Azienda di promozione turistica del folignate e Nocera Umbra, 1991
  • Sellano, Foligno, Comune, 2008
  • Flavio Caroli (a cura di), Pittura umbra dal '200 al '700: 60 opere provenienti dai musei e dalle chiese di Assisi, Foligno, Nocera Umbra e Sellano, testi di Flavio Caroli e Bruno Toscano, Milano, Skira, 1997
  • Cooperativa Chiaromondo, Dopo il terremoto: la ricostruzione in Valnerina: il caso di Sellano (Perugia), Terni-Sellano, Comune, 1985
  • Francesco Santucci (a cura di), Giano dell'Umbria, Gualdo Cattaneo, Paciano, Piegaro, Poggiodomo, Sellano, Valtopina, Perugia, Camera di commercio industria artigianato e agricoltura, 1976

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]